A trent’anni dall’uscita di Star Trek: Primo contatto, Jonathan Frakes torna su uno dei momenti del film che ancora oggi vorrebbe modificare. Il regista, che ha diretto nel 1996 uno dei capitoli cinematografici più amati dai fan di Star Trek: The Next Generation, ha individuato una breve sequenza legata a Data e alla Regina Borg, ricordando con ironia un effetto visivo che non lo ha mai convinto del tutto. Una piccola imperfezione all’interno di un film che continua a occupare un posto di rilievo nella storia del franchise.
La rivelazione è arrivata durante una puntata del podcast Dropping Names… And Other Things, al quale hanno partecipato Frakes, Brent Spiner, interprete di Data, e lo storico produttore esecutivo Rick Berman. La conversazione, partita da un dettaglio della recitazione di Spiner, si è trasformata in un divertente bilancio delle scelte creative di Primo contatto, in vista del trentesimo anniversario del film, che ricorrerà il 22 novembre 2026.
Jonathan Frakes e l’effetto visivo che non lo ha mai convinto
La scena incriminata è quella in cui la Regina Borg, interpretata da Alice Krige, cerca di sedurre Data mentre lo tiene prigioniero. Nel tentativo di convincerlo ad abbandonare l’equipaggio dell’Enterprise, la leader dei Borg sostituisce progressivamente alcune parti della pelle sintetica dell’androide con tessuti organici. In questo modo gli permette di sperimentare sensazioni fisiche che ha sempre desiderato provare per avvicinarsi all’esperienza umana.
Tra i momenti più singolari della sequenza c’è quello in cui la Regina soffia sui peli appena comparsi sull’avambraccio di Data, provocando nell’androide una reazione di eccitazione. È proprio questo passaggio che Frakes ha indicato come l’unica inquadratura del film che vorrebbe correggere.
Quando Brent Spiner ha inizialmente interpretato il commento come una critica alla resa dei peli sul braccio, il regista ha precisato che il problema riguardava la qualità dell’effetto visivo. La risposta dell’attore ha però aggiunto un elemento comico alla discussione: quei peli appartenevano davvero al suo braccio. «Quello era il problema», ha scherzato Frakes, riconoscendo che la soluzione tecnica non era esattamente quella che aveva immaginato.
Data e la Regina Borg: una seduzione insolita per Star Trek
La scena rappresenta uno dei passaggi più particolari di Primo contatto, perché mette in discussione il confine tra la natura artificiale di Data e il suo desiderio di diventare umano. La Regina Borg sfrutta proprio questa aspirazione per manipolarlo, offrendogli una trasformazione che sembra avvicinarlo alla sua meta, mentre cerca di renderlo parte del proprio progetto collettivo.
La dinamica richiama anche il rapporto precedente tra la Regina e Jean-Luc Picard, interpretato da Patrick Stewart. Dopo aver assimilato il capitano e averlo trasformato in Locutus, la leader dei Borg aveva immaginato per lui un ruolo speciale, una sorta di controparte. Con Data tenta una strategia diversa, facendo leva sulla curiosità e sul desiderio di provare emozioni e sensazioni corporee.
L’androide, tuttavia, non ha mai
davvero intenzione di tradire Picard. Quando pronuncia la celebre
frase «La resistenza è inutile», utilizzando il motto dei Borg
contro la stessa Regina, rivela di aver finto di assecondarla. La
sequenza trova così il proprio significato nella capacità di Data
di comprendere e sfruttare le aspettative della sua
avversaria.
Il rimpianto di Brent Spiner sulla celebre frase dei Borg
Durante la stessa conversazione, Spiner ha confessato di voler correggere un altro dettaglio del film: la pronuncia della parola inglese futile nella battuta «Resistance is futile». L’attore avrebbe preferito una pronuncia più vicina a few-tile, anziché quella utilizzata nella versione finale, simile a few-till. Frakes si è detto d’accordo con lui, dimostrando come anche una delle frasi più riconoscibili dell’universo di Star Trek possa continuare a suscitare piccole riserve nei suoi stessi interpreti e autori.
Questi ripensamenti restano, naturalmente, dettagli marginali rispetto alla tenuta complessiva del film. Star Trek: Primo contatto ha trasformato il confronto con i Borg in un’avventura cinematografica spettacolare, combinando azione, fantascienza e il conflitto personale di Picard con i suoi antichi nemici. Il film ha inoltre consolidato il passaggio della squadra di The Next Generation sul grande schermo, diventando uno dei titoli più apprezzati dell’intero franchise.
A trent’anni di distanza, le osservazioni di Frakes e Spiner offrono soprattutto uno sguardo informale sul lavoro dietro le quinte: anche un classico può conservare piccoli difetti agli occhi di chi lo ha realizzato. Il fatto che il regista individui una sola inquadratura da correggere, peraltro ricordandola con ironia, testimonia quanto il film abbia superato la prova del tempo. Star Trek: Primo contatto è disponibile in streaming su Paramount+.


