Dove è stato girato The Equalizer 3: tutte le location italiane tra Costiera Amalfitana, Napoli e Roma

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In The Equalizer 3 – Senza tregua (leggi qui la recensione), Antoine Fuqua riporta in scena Robert McCall, il personaggio interpretato da Denzel Washington, per un nuovo capitolo della sua storia di giustiziere. Dopo aver attraversato gli Stati Uniti nei primi due film, l’ex agente si ritrova in Italia, in un piccolo paese affacciato sul mare dove sembra finalmente possibile lasciarsi alle spalle una vita segnata dalla violenza. L’arrivo in questo luogo, però, lo mette ancora una volta di fronte a un sistema di sopraffazione: la comunità è sotto il controllo della criminalità organizzata e McCall non può restare a guardare.

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Uscito nel 2023, il terzo film della saga sceglie la Campania come principale scenario delle vicende, trasformando borghi, piazze e strade della Costiera Amalfitana in un ambiente narrativo decisivo. Il paesaggio mediterraneo accompagna il tentativo di McCall di trovare una forma di pace, mentre la bellezza dei luoghi contrasta con la brutalità delle organizzazioni criminali. Per ricreare questa dimensione, la produzione ha girato tra Atrani, Maiori, Minori, Napoli e gli studi di Cinecittà, a Roma. C’è anche un dettaglio interessante: alcune sequenze ambientate in Sicilia sono state realizzate altrove, sfruttando località campane capaci di restituire al film l’atmosfera richiesta.

Dalla vendetta alla ricerca di una comunità: come The Equalizer 3 conclude il percorso di Robert McCall nel cinema di Antoine Fuqua

Per comprendere la scelta delle location bisogna partire dall’evoluzione del personaggio. In The Equalizer – Il vendicatore del 2014, Robert McCall viveva a Boston, conducendo un’esistenza appartata fino a quando la violenza esercitata contro una giovane donna lo spingeva a intervenire. Il sequel, The Equalizer 2 – Senza perdono del 2018, ampliava il legame tra giustizia e memoria personale, riportando alla luce il passato dell’ex agente e il peso delle perdite che continuano a condizionarlo. Con il terzo episodio, Antoine Fuqua sposta invece il racconto verso una comunità precisa, fatta di persone, abitudini e relazioni quotidiane.

La località italiana diventa così una componente essenziale della storia. McCall arriva ferito e trova assistenza, accoglienza e un contesto nel quale immaginare una vita diversa; il suo rapporto con gli abitanti assume un valore che va oltre la semplice gratitudine. Il paese rappresenta una possibilità di appartenenza, qualcosa che il protagonista non ha mai davvero avuto dopo una carriera trascorsa tra operazioni clandestine e punizioni inflitte a chi abusava del proprio potere. Questa dimensione richiama alcuni temi ricorrenti nel cinema di Fuqua, da Training Day a The Guilty: personaggi costretti a misurarsi con la corruzione, le responsabilità individuali e il confine instabile tra legge e giustizia. In The Equalizer 3, però, la riflessione passa anche attraverso lo spazio: le piazze e le strade del borgo rendono visibile ciò che McCall desidera proteggere.

Atrani diventa Altomonte: il santuario di Santa Maria del Bando e la piazza in cui McCall immagina una nuova vita

Denzel Washington in The Equalizer 3 - Senza tregua

Il cuore delle riprese è Atrani, il borgo della Costiera Amalfitana che nel film prende il nome immaginario di Altomonte. La scelta di Antoine Fuqua valorizza la conformazione del paese, stretto tra la montagna e il mare, con vicoli, archi e scalinate che si aprono su piccole piazze. Il centro storico diventa il luogo in cui McCall entra progressivamente in contatto con una comunità che lo accoglie senza conoscere davvero il suo passato. Qui il protagonista incontra persone che gli offrono assistenza e familiarità, in netto contrasto con gli ambienti ostili nei quali si è mosso per gran parte della sua esistenza. La dimensione raccolta di Atrani aiuta il film a costruire un senso di intimità: le strade sono abbastanza strette da rendere visibile la vicinanza tra gli abitanti, ma anche da trasformarsi in spazi di tensione quando la violenza irrompe nella quotidianità. La località reale diventa così parte integrante della caratterizzazione del protagonista, che sembra trovare in questo paesaggio una possibilità di riscatto.

Tra i luoghi più riconoscibili compare il Santuario di Santa Maria del Bando, arroccato sulla roccia e raggiungibile attraverso una lunga scalinata di circa 700 gradini dalla piazzetta del borgo. Il santuario, ripreso sia all’interno sia all’esterno, assume un valore simbolico legato alla guarigione di McCall e alla sua vulnerabilità fisica, che apre il racconto. Salire verso questo luogo significa allontanarsi per un momento dal rumore delle strade e avvicinarsi a una dimensione più raccolta, coerente con il bisogno del personaggio di fare i conti con se stesso. Anche il caffè frequentato da Aminah, interpretata da Gaia Scodellaro, è stato ricostruito nella piazza di Atrani, che nel film diventa un punto d’incontro per gli abitanti. Le riprese hanno coinvolto inoltre una processione con fuochi d’artificio e una festa sulla spiaggia, con tavolate, chioschi e pescatori sullo sfondo. Sono momenti che restituiscono al paese una vita collettiva concreta, necessaria affinché la minaccia criminale venga percepita come un attacco a una comunità e non soltanto come un ostacolo per il protagonista.

Maiori, Minori e Ravello ampliano il paesaggio del film tra inseguimenti, scontri e tradizioni locali

The Equalizer 3 - Senza tregua location italiane

La produzione ha utilizzato anche Maiori, dove il paesaggio costiero viene piegato alle esigenze dell’action. Nella località di Punta del Vento, lungo la strada tra Capo d’Orso ed Erchie, nel territorio comunale, è stata girata una scena con uno scontro a fuoco. Il lungomare di Maiori fa invece da sfondo a un inseguimento in moto notturno, una sequenza che sfrutta la strada e il profilo del mare per dare movimento all’azione. In questo caso la geografia del territorio contribuisce a costruire una tensione diversa da quella del centro di Atrani: gli spazi più aperti permettono alla macchina da presa di seguire gli spostamenti dei personaggi, mentre la costa mantiene il legame visivo con l’ambientazione meridionale scelta per la storia. Il film alterna così luoghi di socialità e scenari in cui la violenza emerge con maggiore evidenza, facendo convivere il fascino del paesaggio con la minaccia che grava sul paese immaginario.

Un’altra tappa importante è Minori, dove la piazza davanti alla Basilica di Santa Trofimena è stata allestita per girare una scena di matrimonio. Anche via Dietro la Chiesa e via Lama sono state preparate con luminarie e dettagli scenografici, trasformando gli spazi urbani in un ambiente festoso. Il matrimonio introduce nel racconto un’immagine di comunità che si riconosce nelle proprie tradizioni: tavoli imbanditi, decorazioni e partecipazione collettiva restituiscono un senso di continuità, destinato a entrare in conflitto con il potere esercitato dai criminali. È un contrasto importante per il film, perché rende più concreta la posta in gioco dell’intervento di McCall. Il protagonista difende persone e luoghi che hanno un’identità precisa, fatta di rituali e rapporti quotidiani. Tra le località associate alle riprese figura anche Ravello, che contribuisce al quadro territoriale della produzione lungo la Costiera.

Napoli e gli studi di Cinecittà completano le location italiane di The Equalizer 3 tra realismo urbano e controllo scenografico

The Equalizer 3 - Senza tregua Denzel Washington

Dopo i borghi della costa, le riprese si sono spostate a Napoli, dove la città offre un tessuto urbano più articolato e dinamico. La troupe ha lavorato in piazza del Gesù Nuovo, nei pressi della funicolare di Montesanto e lungo corso Vittorio Emanuele, oltre che nei vicoli del centro storico tra via Sedile di Porto e via Sant’Aspreno. Sono luoghi che restituiscono un’immagine della città attraverso strade vissute, passaggi stretti e piazze frequentate, allargando l’orizzonte visivo del film oltre il borgo di Altomonte. La presenza di Napoli aiuta a collegare la dimensione più intima della comunità costiera a un ambiente metropolitano, nel quale il movimento delle persone e la densità degli spazi producono un’energia differente. L’uso di luoghi reali permette inoltre al film di conservare una continuità geografica credibile, pur muovendosi all’interno di una storia costruita intorno a una località immaginaria.

L’ultima componente del lavoro è rappresentata dagli Studi di Cinecittà, a Roma, utilizzati per alcune riprese che richiedevano un maggiore controllo produttivo. Le location reali della Campania forniscono al film il paesaggio, la luce e la consistenza degli ambienti quotidiani; gli studios permettono invece di gestire le sequenze che non possono essere realizzate con la stessa libertà in spazi aperti al pubblico. La produzione ha quindi combinato riprese sul territorio e lavoro in studio, mantenendo l’Italia come ambiente visivo unitario. È importante distinguere questo dato dalla geografia della storia: l’azione iniziale è collegata alla Sicilia, ma le riprese di quelle sequenze non sono state realizzate sull’isola. La Campania ha offerto alla produzione paesaggi adatti a ricrearne l’atmosfera, mentre Roma ha completato il lavoro. In The Equalizer 3, questa scelta accompagna il percorso conclusivo di McCall: un uomo che desidera fermare la propria scia di violenza e trova un luogo da proteggere, pur scoprendo che la pace conquistata resta fragile.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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