Giorni felici, recensione: Susanna Nicchiarelli porta al cinema la splendida stranezza di ZUZU – #RoFF21

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Quali sono i giorni felici della nostra vita? E soprattutto, come si riconoscono quando siamo ancora troppo impegnati a capire chi siamo? Sono le domande che attraversano Giorni felici, il film di Susanna Nicchiarelli tratto dall’omonima graphic novel di ZUZU, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2026 nel concorso Progressive Cinema. Con Carlotta Gamba nei panni della protagonista Claudia e Riccardo Scamarcio nel cast, il film raccoglie l’eredità del fumetto e la porta sullo schermo attraverso uno sguardo personale, capace di conservare le sue eccentricità e di spostare leggermente il centro del racconto.

Il risultato è un adattamento che trova nella crescita e nell’accettazione di sé il proprio cuore pulsante. La regista si avvicina all’universo di ZUZU con rispetto, lasciando che il corpo, il desiderio e le emozioni diventino strumenti per raccontare una fase della vita in cui ogni scoperta può trasformarsi in una piccola rivoluzione.

Giorni felici, la graphic novel di ZUZU incontra lo sguardo di Susanna Nicchiarelli

Giorni felici
7 CARLOTTA GAMBA_ Giorni felici © 2026 Vivo film, Tarantula

Claudia ha vent’anni, attraversa amori passati e possibili, coltiva passioni e affronta le prove quotidiane di un’età in cui tutto sembra ancora da definire. C’è però un dettaglio che la rende decisamente particolare: quando le emozioni diventano troppo intense, il suo corpo si trasforma. Spuntano zanne, ali bianche e zampe, dando forma a una creatura che sembra uscita da un racconto fantastico.

Trasportare sul grande schermo una caratteristica del genere comporta un rischio evidente: rendere artificiale ciò che sulla pagina disegnata può funzionare grazie alla libertà dell’immaginazione. Nicchiarelli supera questa difficoltà con naturalezza, inserendo le trasformazioni di Claudia in un universo cinematografico coerente, dove la componente fantastica trova spazio senza spezzare la credibilità emotiva della protagonista.

La fedeltà alla graphic novel è uno dei punti di forza dell’operazione. Chi conosce il lavoro di ZUZU ritroverà le stranezze di Claudia, il suo rapporto complicato con le emozioni e quella fisicità che traduce all’esterno ciò che spesso facciamo fatica a esprimere. Il film conserva l’identità del materiale originale, dimostrando di averne compreso il linguaggio e le ragioni più profonde.

Carlotta Gamba dà corpo alle trasformazioni di Claudia

Giorni felici
4 CARLOTTA GAMBA_ Giorni felici © 2026 Vivo film, Tarantula

Il personaggio di Claudia richiede un equilibrio delicato: deve essere credibile nella sua quotidianità e, allo stesso tempo, convincente quando la sua natura fantastica prende il sopravvento. Carlotta Gamba affronta questa sfida con una prova che trova la propria forza nella spontaneità. Le trasformazioni non diventano un semplice espediente visivo, perché sono legate alle reazioni della ragazza, ai suoi slanci e alle situazioni in cui si sente sopraffatta.

Il corpo assume così un ruolo narrativo centrale. Quando Claudia si emoziona, si spaventa o si lascia attraversare dal desiderio, la sua natura bestiale emerge con una concretezza che rende visibile il tumulto interiore. Quello che nella vita quotidiana siamo abituati a nascondere, controllare o tradurre in parole, qui si manifesta apertamente.

È un’intuizione che permette al film di affrontare la crescita da una prospettiva originale. Diventare adulti significa anche imparare a convivere con parti di sé che non sempre sappiamo gestire, soprattutto quando entrano in conflitto con le aspettative altrui. Claudia deve trovare il modo di abitare il proprio corpo e le proprie emozioni, senza trasformare ogni differenza in una colpa.

La crescita e l’accettazione di sé al centro del film

Giorni felici
9 Giorni felici foto di Emanuela Scarpa © 2026 Vivo film, Tarantula

Se la graphic novel di ZUZU interrogava soprattutto la possibilità di amare un’altra persona, imparando a comprendersi e ad accogliersi reciprocamente, Nicchiarelli orienta il racconto verso un’altra domanda: quanto siamo disposti ad accettare la nostra natura, anche quando ci sembra difficile da comprendere?

Lo spostamento è sottile, ma significativo. Le relazioni continuano a essere importanti, perché è attraverso gli incontri, le attrazioni e le incomprensioni che Claudia scopre qualcosa di nuovo su se stessa. Eppure, il percorso sentimentale acquista valore soprattutto quando diventa occasione per confrontarsi con la propria identità.

In questo senso, Giorni felici parla di un momento preciso della vita senza rinchiudersi nei confini di una storia generazionale. La protagonista è alle prese con la costruzione di sé, ma il suo conflitto tocca una questione più ampia: riconoscere le proprie peculiarità richiede tempo, tentativi e una certa disponibilità a esporsi. Anche quando sarebbe più semplice fingere di essere qualcun altro.

Il film trova qui la propria intuizione più interessante. Le metamorfosi di Claudia traducono in immagini un processo interiore che spesso procede in modo confuso, fatto di contraddizioni e improvvise prese di coscienza. Accettarsi significa anche smettere di considerare ogni cambiamento una minaccia e cominciare a riconoscere nella propria diversità una parte legittima della propria esistenza.

Ritmo, musica e regia: il mondo di Claudia prende forma

Giorni felici
2 RICCARDO SCAMARCIO, CRLOTTA GAMBA_Giorni felici foto di Emanuela Scarpa © 2026 Vivo film, Tarantula

L’impronta di Susanna Nicchiarelli emerge nel ritmo del racconto, nelle scelte musicali e nella distanza che la regista mantiene dalla protagonista. Lo sguardo non invade continuamente Claudia per spiegare ogni suo comportamento: le lascia spazio, permettendo alle situazioni di svilupparsi e alle emozioni di trovare una forma propria.

La componente sonora contribuisce a definire l’identità del film. La colonna sonora è firmata da Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo e comprende Col tuo nome di Tutti Fenomeni, brano nato anche dall’incontro con il film. La musica accompagna così il percorso della protagonista, sostenendo il tono particolare di una storia in cui il quotidiano convive con l’imprevisto.

Nicchiarelli dimostra di sapere che l’adattamento di un’opera a fumetti richiede una traduzione, oltre alla fedeltà. Il cinema ha tempi, corpi e suoni differenti dalla pagina disegnata, e il film sfrutta queste possibilità per costruire una propria atmosfera. La dimensione fantastica resta legata alla sensibilità di Claudia, mentre la regia le permette di esistere con una naturalezza che evita di trasformarla in una curiosità da osservare a distanza.

Giorni felici è un adattamento che arricchisce la storia originale

Giorni felici
8 Giorni felici foto di Emanuela Scarpa © 2026 Vivo film, Tarantula

Il valore di Giorni felici sta nella capacità di dialogare con la graphic novel di ZUZU senza perdere la propria identità. Nicchiarelli conserva gli elementi che rendono Claudia un personaggio fuori dagli schemi e, contemporaneamente, approfondisce il tema dell’accettazione personale, facendo emergere una prospettiva che completa quella dell’opera originale.

Il film invita a guardare alla crescita come a un processo di riconoscimento: capire chi siamo significa anche fare pace con ciò che ci rende diversi, con le reazioni che non controlliamo e con i desideri che ancora non sappiamo nominare. La componente fantastica rende questa ricerca immediatamente visibile, mentre il racconto mantiene un legame saldo con le incertezze dell’esperienza quotidiana.

Alla domanda iniziale, Giorni felici non offre risposte facili. Suggerisce, piuttosto, che la felicità possa cominciare quando smettiamo di combattere ogni parte di noi che fatichiamo a capire. Un adattamento riuscito, capace di ampliare il discorso di ZUZU attraverso uno sguardo cinematografico riconoscibile e di restituire tutta la vitalità di una protagonista impegnata a trovare il proprio posto nel mondo.

Giorni Felici
3.5

Sommario

Giorni felici trasforma le metamorfosi di una ragazza in un racconto sulla scoperta di sé, arricchendo l’universo di ZUZU con lo sguardo personale di Susanna Nicchiarelli.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.

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