Presentato in anteprima alla XXI edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Grand Public, e prossimamente in uscita nelle sale italiane, Il profilo dell’altra è il nuovo film scritto e diretto da Francesco Bruni, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Irene Graziosi. Con Pilar Fogliati e Ginevra Francesconi, il film esplora il mondo dei social e le contraddizioni di una generazione alla ricerca della propria identità, attraverso l’incontro tra una scrittrice bloccata dal passato e una giovane content creator che sembra aver trovato la propria strada. Una storia di amicizia, alleanza e riscoperta, in cui il confronto con l’altra diventa l’occasione per tornare a riscoprirsi.
Antonia, il talento che si è fermato
Antonia (Pilar Fogliati) ha trent’anni, un percorso di studi brillante e un passato da scrittrice di successo. Il suo romanzo d’esordio, Distrazioni, le ha procurato un importante riconoscimento letterario, aprendo prospettive che sembravano destinate a condurla lontano. Poi qualcosa si è incrinato: Antonia ha smesso di scrivere e si è ritirata in una vita anonima, lavorando come cameriera in un bar.
Il talento è ancora lì, così come la capacità di osservare il mondo con un’intelligenza tagliente. A mancare è la possibilità di trasformare tutto questo in qualcosa di nuovo. Antonia sembra essersi fermata mentre il resto del mondo continua a correre, incapace di trovare una via d’uscita da un blocco che coinvolge la scrittura, le relazioni e la percezione che ha di se stessa.
L’occasione arriva attraverso una vecchia compagna di università, che le segnala la ricerca di una consulente d’immagine per Cecilia Cambiaghi (Ginevra Francesconi), una giovane content creator seguita da milioni di persone. La nonna di Cecilia, interpretata da Raffaella Lebboroni, è anche la sua manager: una figura elegante e severa, che supervisiona la carriera della nipote e decide di affidarsi ad Antonia.
Per la scrittrice, il lavoro rappresenta innanzitutto una possibilità concreta di guadagno, ma finisce per trasformarsi in qualcosa di molto più importante. Entrare nella vita di Cecilia significa confrontarsi con un mondo che fatica a comprendere e, soprattutto, con una persona che sembra possedere proprio quella libertà che lei ha perduto.
Cecilia, oltre l’immagine dei social
Cecilia appartiene alla Milano bene, ha diciotto anni e una presenza online costruita con attenzione. I suoi contenuti raggiungono un pubblico enorme e la sua immagine pubblica si fonda su valori come la gentilezza, la purezza e l’autenticità. Antonia è inizialmente portata a guardare tutto questo con scetticismo, convinta che dietro la perfezione esibita sui social si nasconda inevitabilmente una rappresentazione artificiosa.
Il film, però, sceglie una prospettiva più interessante. Cecilia crede davvero nei valori che comunica e il suo rapporto con il pubblico non nasce esclusivamente dal desiderio di ottenere visibilità. La sua sincerità convive con le necessità di una professione in cui ogni gesto può diventare contenuto, ogni emozione può essere condivisa e ogni esperienza rischia di trasformarsi in una prestazione.
Ginevra Francesconi restituisce questa duplicità con una presenza luminosa, capace di far emergere la fragilità che si nasconde dietro la sicurezza della giovane. Cecilia ha costruito una comunità, ma deve ancora capire chi desidera diventare quando le aspettative degli altri smettono di coincidere con le proprie.
Il profilo dell’altra: due donne, uno specchio inatteso
Il rapporto tra Antonia e Cecilia costituisce il cuore del film. Le due donne sembrano provenire da universi incompatibili, eppure riconoscono gradualmente nell’altra qualcosa di cui hanno bisogno. Antonia porta con sé una cultura profonda, una capacità critica e una conoscenza del mondo che Cecilia sta ancora costruendo. Cecilia, a sua volta, possiede una spontaneità e una fiducia che la scrittrice sembra aver smarrito.
L’incontro si sviluppa attraverso confronti, attriti e avvicinamenti, fino a trasformarsi in un legame intenso, talvolta conflittuale, che mette in discussione le certezze di entrambe. Il lavoro di consulenza diventa progressivamente una relazione personale, in cui i ruoli iniziali si mescolano e le due protagoniste finiscono per influenzarsi ben oltre le rispettive aspettative.
C’è qualcosa di doloroso nel modo in cui Antonia guarda Cecilia: nella giovane intravede una possibilità di vita che sente di avere perduto, ma anche una persona capace di riportarla a contatto con una parte di sé che aveva tentato di seppellire. La scrittrice si comporta talvolta come un animale ferito, pronta a reagire con durezza quando qualcuno si avvicina troppo alle sue fragilità. Il suo talento convive con una chiusura che rischia di compromettere ogni occasione di cambiamento.
Cecilia, invece, impara a guardare oltre le risposte immediate e a interrogarsi sul significato dei valori che comunica. La loro amicizia diventa un’alleanza in cui entrambe trovano qualcosa che mancava: una forma di sincerità, la possibilità di sbagliare e il coraggio di rimettere in discussione l’immagine che hanno costruito di sé.
Ritrovare se stessi attraverso l’altra persona
Il profilo dell’altra racconta soprattutto la possibilità di tornare a vivere quando ci si è convinti di avere già esaurito le proprie occasioni, o di non averne più diritto: Antonia deve imparare a convivere con le ferite che l’hanno allontanata dalla scrittura, mentre Cecilia scopre che una grande visibilità non basta a definire la propria identità.
Francesco Bruni firma un film che guarda con curiosità alle relazioni contemporanee e alla difficoltà di trovare un equilibrio tra ciò che siamo e ciò che gli altri vedono di noi. Le imperfezioni della narrazione non cancellano il valore del suo nucleo più umano: ricordarci che le persone possono sorprenderci proprio quando appartengono a mondi che pensavamo di non poter comprendere. A volte, è soltanto attraverso lo sguardo dell’altra che riusciamo a riconoscere la persona che eravamo e quella che possiamo ancora diventare.
Il profilo dell'altra
Sommario
Francesco Bruni racconta con sensibilità l’incontro tra una scrittrice bloccata dal passato e una giovane content creator che crede nei valori che comunica. Pilar Fogliati e Ginevra Francesconi danno vita a due personaggi diversi e complementari. Interessante nel confronto tra autenticità e immagine pubblica, il film presenta alcuni passaggi prevedibili, ma conserva uno sguardo umano sulle fragilità di chi cerca il proprio posto in un mondo che corre troppo velocemente.
