Juste une illusion: recensione del nuovo film con Louis Garrel- #RoFF21

Commedia familiare presto al cinema.

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Arrivati alla sesta giornata della Festa del Cinema di Roma, viene portato sul grande schermo Juste une illusion, interessante commedia francese, scritta e diretta da Eric Toledano e Olivier Nakache. Il film affronta le importanti tematiche del passaggio all’età adulta, come anche le difficoltà della vita di coppia. Juste une illusion è stato anche presentato a settembre al Festival International du film de Saint-Sébastien. Nel cast ritroviamo delle figure già note nel panorama cinematografico internazionale: primo fra tutti, Louis Garrel (The dreamers) il quale qui interpreta il padre di famiglia, Yves. L’attrice francese Camille Cottin (Allied- Un’ombra nascosta) qui è nel ruolo di Sandrine, la moglie di Yves, mentre Pierre Lottin (Bruno nella serie Lupin) è nei panni del signor Berger, guardiano del palazzo.

Juste une illusion: una famiglia caotica

Juste une illusionVincent è un ragazzino di 13 anni, vive con la sua famiglia caotica nei banlieu ovest della città di Parigi. Dalle prime scene, sembra di ritrovarsi di fatto in un contesto familiare simile a molti altri: Vincent e il fratello maggiore Arnaud litigano perché sono constretti a dividere la stanza, mentre vorrebbero ognuno i propri spazi.

Le tensioni però qui non si limitano solo a litigate tra fratelli: anche Sandrine e Yves finiscono per litigare praticamente tutte le sere, per i motivi più disparati. Questa cosa sembra disturbare Vincent che, ogni volta che sente persistenti discussioni tra i suoi genitori la sera, si rifugia a casa di un amico.

Tutto sembra procedere regolarmente nella vita di Vincent, finché il ragazzo ha l’occasione di crescere: sarà proprio Anne-Katerine, una compagna di scuola per cui Vincent ha una cotta, a cambiare tutto per lui. Si tratta di un primo amore, un rito di passaggio verso l’adolescenza anche più potente di un Bar Mitzvah.

Ma i problemi nella famiglia continuano ad esserci, e ormai anche i due ragazzi non possono non percepire le difficoltà economiche dei genitori.

Juste une illusion: le difficoltà della seconda generazione

Vincent, nonostante sia nato in Francia, non riesce bene a comprendere le sue origini. Il padre è marocchino, mentre la madre è algerina e professano tutti l’ebraismo: a quale gruppo appartiene quindi realmente Vincent?

Le domande che si pone il ragazzo in questa delicata fase di crescita non sono certamente casuali, ma anzi riguardano sicuramente molti degli immigrati di seconda generazione, in Italia come in Francia.

In questo caso, si aggiunge anche qualche elemento di ironia: la madre, nel tentativo di rispondere ai dubbi esistenziali del figlio, gli racconta di come un giorno all’improvviso hanno dovuto lasciare tutto, il mare, il sole e tutte le persone care, vedendo la costa del nord Africa che si allontanava sul battello in direzione Marsiglia. Poco dopo scopriamo da Yves che tale storia è solamente una versione molto più romanzata della realtà: Sandrine ha lasciato l’Algeria in tutta tranquillità e normalità prendendo un volo verso la Francia.

La depressione della disoccupazione

Juste une illusionPassando al mondo degli adulti, in Juste une illusion la maggior parte delle tensioni che si creano tra Yves e Sandrine riguardano proprio la momentanea condizione di disoccupazione di Yves. Lui, infatti, è stato licenziato dal suo precedente lavoro e ora, ormai in età più matura e con delle grandi responsabilità alle spalle, si ritrova a dover cercare un nuovo impiego.

Nonostante ciò, vediamo come Yves in realtà si sia un po’ demoralizzato all’idea di dover andare alla ricerca di un lavoro: ai colloqui a cui si presenta ci sono più di dieci o quindici candidati uguali a lui; così, per la paura di essere rifiutato, finisce per ritirarsi ancora prima di effettuare il colloquio.

Inoltre, si nota come Yves si vergogni di questa sua condizione, sentendosi probabilmente più inutile per la sua famiglia. Per questo motivo preferisce non dire ai figli di essere disoccupato, nonostante lo sappiano entrambi; preferisce continuare a dire ad Arnaud che la sua carta di credito momentaneamente non funziona per farsi prestare dei soldi dal figlio.

Inevitabilmente la disoccupazione di Yves diventa un problema anche per Sandrine che cerca  di tenere in piedi la famiglia con il suo lavoro da segretaria, impegnandosi a raggiungere ruoli più alti, da “quadro”.

In definitiva Juste une illusion si attesta come una pellicola interessante, che alterna tematiche serie, come le difficoltà economiche e il dramma della disoccupazione, a tematiche più leggere, come la fase di passaggio dall’infanzia all’adolescenza.

Juste une illusion
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Sommario

Juste une illusion si afferma come un interessante commedia familiare, dai toni leggermente amari su alcune tematiche.

Ilaria Denaro
Ilaria Denaro
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università di Messina e studentessa di Relazioni Internazionali alla Sapienza, scrive per Cinefilos dal 2022 dopo un’esperienza nella testata dell’ateneo messinese.

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