Maldoror: recensione del film di Fabrice Du Welz

Al cinema dal 20 agosto distribuito da Movies Inspired il thriller sul Mostro di Marcinelle

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Maldoror è stato presentato in anteprima fuori concorso nel 2024 all’81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Questo film del regista Fabrice Du Welz è liberamente ispirato alla vicenda del Mostro di Marcinelle. Il protagonista di questo true crime è Paul Chartier, interpretato dal francese Anthony Bajon, un poliziotto, che dopo la scomparsa di due bambine, viene assegnato a un’unità segreta chiamata Maldoror con il compito di sorvegliare un noto pedofilo.

La trama di Maldoror

Il Belgio si sta ancora riprendendo, a distanza di decenni, dallo shock del terribile caso di pedofilia di Marc Dutroux, condannato nel 2004 e avvenuto nel 1995. Maldoror, nome in codice dell’indagine e il nome che da il titolo al film, è basato su questo agghiacciante caso che può equivalere al nostro Mostro di Firenze o al Killer dello Zodiaco, che negli anni sessanta e settanta sconvolse la città di San Francisco. La nuova recluta Paul, impulsivo giovane uomo la cui passione per la professione cela anche il bisogno di prendere le distanze da un passato travagliato, riceve una soffiata da una fonte locale inaffidabile che lo mette in guardia su Marc Dutroux, l’attore Sergi López, già condannato per stupro di minori nel 1989.

Nella città di Marcinelle, che fino a quel tempo era conosciuta per il disastro della miniera di carbone dove nel 1956 morirono 262 persone tra cui anche numerosi lavoratori italiani, si vocifera che Dutroux stia costruendo una cantina segreta, ma la burocrazia tra i vari dipartimenti impedisce alla Gendarmeria di ottenere il mandato di perquisizione necessario. Mentre le indagini procedono a rilento, Paul sposa la sua fidanzata Jeannne ‘Gina’ Ferrara, interpretata da Alba Gaïa Bellugi, con cui in seguito avrà un figlio. Tuttavia, quando polizia disfunzionale non riesce a smascherare la rete pedofila di cui Dutroux è solo la punta dell’iceberg, né a risolvere la scomparsa delle due bambine, Paul si sentirà in dovere di proseguire le indagini da solo. Nella sua lotta contro il sistema che non ha funzionato, nella sua ricerca di giustizia, influenzerà e allontanerà tutte le persone che lo circondano, anche la sua famiglia si ritroverà risucchiato in un’escalation solitaria e autodistruttiva. 

MALDORORMaldoror un thriller a tinte oscure

La storia raccontata in Maldoror è quella di un giovane idealista e della sua ricerca ossessiva che combatte costantemente contro un sistema disfunzionale e corrotto. Paul Chartier fin dall’inizio gli viene detto di seguire gli ordini e accettare lo status quo ma quando vede che le rivalità tra le organizzazioni separate, la Gendarmeria  e la Polizia Comunale, hanno portato al nulla si ritrova a sfidare qualsiasi restrizione e combattere il Mostro da solo. L’impegno di Chartier per il caso è il risultato anche del suo passato con padre che era un noto criminale e la madre alcolizzata, che spiegano benissimo la scelta del giovane di unirsi alla polizia proprio per rompere il ciclo della sua storia familiare. Il suo matrimonio con Gina lo trascinerà nell’abbraccio di una famiglia accogliente con radici italiane in netto contrasto con la sua.

Nel thriller di Fabrice Du Welz si mantiene la narrazione che ci rende consapevoli che l’istinto di Chartier è ben fondato e che la storia non è solo quella di un ripugnante pedofilo, ma che dietro c’è anche un traffico di minori e pornografia che implica membri di alto rango intoccabili. Il pubblico quindi si identifica nel protagonista e nella sua frustrazione di non riuscire a salvare le vittime, interpretato magnificamente da Anthony Bajon che colpisce con la sua ottima performance. La fotografia è formata da una palette di colori cupi e grigi con paesaggi industriali inzuppati di pioggia che creano un senso di decadenza che esplora la natura del male.

Per concludere Maldoror, oltre la trama poliziesca, è una denuncia alle disfunzioni istituzionali, agli errori giudiziari che non si limita a raccontare l’indagine. Questo film è in grado di far provare la frustrazione, l’ossessione e il sentimento di impotenza che divora coloro, che come Paul, cercano di fare il loro lavoro e condannare chi se lo merita.

Maldoror
3.5

Sommario

Maldoror è un thriller ben riuscito fatto di tensione che non scompare mai durante la sua visione che dura ben 150 minuti circa. Questo film non è solo un true crime ma una critica sociale al sistema belga che non è riuscito a dare una vera giustizia alle numerose vittime innocenti.

Simona Tavola
Simona Tavola
Laureata in Scienze dei beni culturali all’Università degli Studi di Milano con indirizzo di Teatro e Cinema. Da sempre appassionata della settima arte ha conseguito il Master di primo livello in critica giornalistica per lo spettacolo presso l’Accademia Nazionale d’Arte drammatica Silvio D’Amico. In passato ha collaborato con varie testate online ( That's All Trends, ArteSettima, Recensito e The Hot Corn Italia ) invece dal 2023 scrive per Cinefilos.it. Dal 2021 al 2023 ha svolto il ruolo di Social Media Manager del sito di Banquo Magazine.

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