Tangles, film d’animazione diretto da Leah Nelson e tratto dall’omonima graphic memoir autobiografica di Sarah Leavitt, affronta un’esperienza trasformativa profonda attraverso il racconto della malattia di Alzheimer e delle sue conseguenze di questo orribile male su un’intera famiglia. Il risultato è un’opera capace di trasformare un’esperienza intima in una riflessione universale sulla perdita, affidando proprio al disegno il compito di rappresentare ciò che le parole faticano a esprimere.
Con le voci di Abbi Jacobson, Julia Louis-Dreyfus e Bryan Cranston, il film trova un equilibrio particolare tra commozione e ironia, evitando che il dolore occupi ogni spazio della narrazione. Al centro c’è Sarah, una giovane illustratrice alle prese con la costruzione della propria identità, la scoperta dell’amore e una distanza crescente dalla famiglia. Quando alla madre Midge viene diagnosticato l’Alzheimer precoce, la sua vita prende una direzione imprevedibile. E ogni certezza, compresa quella legata alla persona che l’ha accompagnata durante l’infanzia, comincia lentamente a sgretolarsi.
Tangles e il racconto dell’Alzheimer: quando i ricordi cambiano significato
Ambientato tra la San Francisco di fine anni Novanta e la casa familiare nel Maine, Tangles segue Sarah mentre cerca di conciliare due mondi. Da una parte c’è la città in cui può esprimere liberamente la propria identità, coltivare le aspirazioni artistiche e vivere la relazione con Donimo, una donna indipendente e carismatica. Dall’altra c’è la famiglia, un ambiente affettuoso nel quale Sarah è cresciuta sentendosi accettata e incoraggiata a essere se stessa.
La scoperta della malattia di Midge altera questo equilibrio. Dimenticanze apparentemente innocue, comportamenti insoliti e reazioni difensive diventano i primi segnali di un cambiamento che nessuno è pronto ad affrontare. La diagnosi di Alzheimer precoce apre così una fase dolorosa, nella quale la donna perde progressivamente il contatto con i propri ricordi e con la personalità che l’ha sempre definita.
Il film osserva questa trasformazione senza cercare scorciatoie emotive. La malattia avanza attraverso piccoli episodi quotidiani, incomprensioni e momenti di improvvisa lucidità. È proprio questa attenzione ai dettagli a rendere la vicenda credibile: la sofferenza nasce anche dall’impossibilità di stabilire quando una persona amata sarà ancora in grado di riconoscere chi le sta accanto.
L’animazione disegnata a mano diventa il linguaggio delle emozioni

L’animazione diventa parte integrante della storia. Le immagini possono deformarsi, assumere una dimensione surreale o trasformare un pensiero angosciante in una sequenza grottesca o onirica. Questo approccio permette a Leah Nelson di rappresentare la confusione, la paura e l’esaurimento psicologico senza affidarsi esclusivamente al dialogo. Il linguaggio visivo si adatta alle oscillazioni interiori della protagonista, accompagnando lo spettatore dentro un’esperienza che sfugge a qualsiasi rappresentazione lineare.
Julia Louis-Dreyfus e Abbi Jacobson danno voce a una famiglia che cambia
Le interpretazioni vocali contribuiscono in modo decisivo alla tenuta emotiva di Tangles. Abbi Jacobson accompagna Sarah attraverso una progressiva presa di coscienza: la giovane deve imparare a convivere con un dolore che non può risolvere e che, inevitabilmente, condiziona anche il rapporto con se stessa.
Julia Louis-Dreyfus affronta invece il personaggio di Midge seguendone le diverse fasi, dalla madre brillante e premurosa alla donna frustrata dalla perdita delle proprie capacità, fino ai momenti in cui il riconoscimento delle persone amate diventa incerto. La sua interpretazione restituisce dignità alla fragilità del personaggio, lasciando emergere la rabbia e la vulnerabilità di chi percepisce, almeno in parte, che qualcosa sta cambiando senza poterlo fermare.
Bryan Cranston completa il quadro familiare nei panni di Rob, chiamato a sostenere la moglie e a ridefinire il proprio ruolo all’interno della famiglia. Le reazioni delle figlie e del marito mostrano come l’Alzheimer coinvolga anche chi assiste alla malattia: ogni persona elabora la perdita secondo tempi e modalità differenti, spesso oscillando tra il bisogno di resistere e quello di lasciarsi andare.
Il dolore, l’ironia e la possibilità di continuare a vivere
La sensibilità di Tangles emerge soprattutto nella capacità di alternare momenti strazianti a osservazioni ironiche sulla quotidianità. L’umorismo non cancella la sofferenza, ma permette ai personaggi di respirare e allo spettatore di riconoscere l’assurdità di alcune situazioni senza sentirsi obbligato a viverle esclusivamente attraverso la disperazione.
Le sequenze surreali legate ai pensieri di Sarah, che talvolta sembrano prendere il controllo persino degli annunci durante i suoi viaggi in aereo, spezzano la linearità del racconto e restituiscono la sua crescente stanchezza mentale. La protagonista deve infatti affrontare anche le conseguenze personali della malattia: il senso di colpa per la distanza geografica, la difficoltà di mantenere una vita autonoma e la consapevolezza che amare qualcuno significa talvolta accettare di non poterlo salvare.
Il rapporto con Donimo introduce inoltre una dimensione di libertà e scoperta che impedisce alla vicenda familiare di assorbire completamente l’identità di Sarah. La sua vita continua a svilupparsi, anche quando il mondo conosciuto sembra perdere stabilità.
Tangles trova così la propria forza in una verità difficile da accettare: la memoria può svanire, mentre i legami continuano a lasciare tracce attraverso gesti, abitudini e frammenti di riconoscimento. L’opera di Leah Nelson trasforma questa consapevolezza in un’esperienza cinematografica intensa, nella quale l’animazione rende visibile l’invisibile e accompagna lo spettatore dentro una storia di perdita che conserva spazio per la tenerezza. Un film che invita a guardare l’Alzheimer attraverso gli occhi di chi lo vive e di chi ama, ricordando quanto possa essere prezioso ogni momento di connessione, anche quando tutto il resto sembra sfuggire.
Tangles
Sommario
Attraverso un’animazione che dà forma ai ricordi e alla loro dissoluzione, Tangles racconta il dolore dell’Alzheimer senza rinunciare all’ironia e alla forza dei legami familiari.

