Il successo planetario di KPop Demon Hunters ha aperto un fronte decisamente inatteso per Netflix. A oltre un anno dall’uscita del film d’animazione e mentre è già in lavorazione un sequel, il colosso dello streaming è stato citato in giudizio insieme ad AEG Presents da una band attiva da oltre vent’anni, che sostiene che l’espansione del franchise stia danneggiando la propria identità commerciale.
Come riportato da TheWrap, la band christian metal Demon Hunter ha presentato una causa attraverso la società Hyde Lane, accusando Netflix e AEG Presents di violazione del marchio e concorrenza sleale per l’utilizzo del titolo KPop Demon Hunters. AEG è coinvolta anche per il tour mondiale legato al film, annunciato nel maggio 2026 e previsto in circa 150 città. Secondo la denuncia, la crescente espansione del franchise avrebbe creato una sovrapposizione sempre maggiore con i prodotti e i servizi associati alla band.
La questione è però meno lineare di quanto possa sembrare. Demon Hunter esiste dal 2000 e sostiene quindi di aver costruito per decenni il valore commerciale del proprio nome. Allo stesso tempo, il marchio relativo alla musica registrata e al merchandising risulterebbe registrato soltanto dal 2022, mentre Sony aveva annunciato ufficialmente KPop Demon Hunters già nel 2021, dopo un processo di sviluppo iniziato diversi anni prima. Sarà proprio la cronologia dei marchi, insieme alla possibilità concreta di dimostrare confusione tra i due brand, uno degli elementi centrali dell’eventuale controversia.
La causa arriva mentre KPop Demon Hunters sta diventando un franchise molto più grande
Nella documentazione citata dalla fonte, Demon Hunter sostiene che le maggiori risorse economiche e la portata commerciale di Netflix rischino di oscurare l’identità costruita dalla band. Il gruppo afferma inoltre che il successo del film, della sua colonna sonora e del merchandising possa indurre parte del pubblico a pensare che esista un collegamento commerciale tra le due realtà.
La band chiede quindi danni economici, eventuali profitti ottenuti da Netflix, spese legali e provvedimenti ingiuntivi, anche se la portata precisa del danno economico non sarebbe ancora stata determinata.
Il momento in cui arriva la causa rende la vicenda particolarmente significativa. Uscito nel giugno 2025, KPop Demon Hunters si è trasformato in uno dei maggiori fenomeni nella storia recente di Netflix, fino alla conferma nel marzo 2026 dello sviluppo di KPop Demon Hunters 2, nuovamente affidato a Maggie Kang e Chris Appelhans.
Il franchise sta inoltre andando oltre il semplice film attraverso musica, merchandising ed eventi dal vivo. Ed è proprio questa espansione a rendere più complesso il confronto con Demon Hunter: non si tratta più soltanto della somiglianza tra il nome di una band e quello di un film, ma della presenza contemporanea di due marchi all’interno di settori dell’intrattenimento che potrebbero progressivamente avvicinarsi.
Resta comunque da stabilire se le contestazioni riusciranno effettivamente a incidere sui programmi di Netflix. La precedente esistenza della band rappresenta un elemento della controversia, ma lo sviluppo e l’annuncio del film precedono la registrazione del marchio indicata nella causa. Al momento, quindi, non ci sono indicazioni che KPop Demon Hunters 2 sia stato fermato o modificato in seguito all’azione legale.

