Primetime parte con numeri importanti al box office americano e consegna a Robert Pattinson un nuovo record nella sua collaborazione con A24. Il film di Lance Oppenheim, che abbiamo visto in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è proiettato verso un debutto da 19,2 milioni di dollari nei primi tre giorni in Nord America, il risultato più alto mai ottenuto all’esordio da un film A24 interpretato dall’attore.
Arrivato nelle sale statunitensi il 25 settembre, Primetime vede Pattinson nei panni di Chris Hansen, il conduttore diventato celebre negli Stati Uniti grazie a To Catch a Predator. Diretto da Lance Oppenheim e scritto da Ajon Singh, il film prende spunto dall’articolo di Luke Dittrich Tonight on Dateline This Man Will Die, pubblicato da Esquire nel 2007. Nel cast figurano anche Skyler Gisondo, Merritt Wever, Phoebe Bridgers, Anna Faris, Alex Winter, Bokeem Woodbine e Tony Revolori.
Il risultato commerciale arriva dopo un’accoglienza veneziana che aveva già acceso l’attenzione sul progetto. Nella recensione di Cinefilos.it dalla Mostra di Venezia, Agnese Albertini aveva definito Primetime un film «interessante e stratificato», sottolineando la precisione della messa in scena e soprattutto la prova di un Robert Pattinson «grottesco e magnetico». Una costruzione ambiziosa, non priva di limiti nella sua tendenza ad accumulare livelli e suggestioni, ma capace di trasformare la televisione e la spettacolarizzazione della condanna pubblica nel cuore della propria riflessione.
Primetime ottiene il terzo miglior debutto di sempre per A24 e stabilisce un record per Robert Pattinson
Secondo le stime domenicali riportate da Variety, i 19,2 milioni di dollari dovrebbero permettere a Primetime di chiudere il weekend al quarto posto della classifica nordamericana, dietro Heart of the Beast, Resident Evil e la riedizione Avengers Endgame: Encore. Il dato assume però un peso decisamente maggiore guardando alla storia di A24: si tratta infatti del terzo miglior weekend d’apertura domestico mai registrato dallo studio.
Davanti rimangono soltanto Backrooms, che nel 2026 aveva debuttato con 81,4 milioni di dollari, e Civil War, partito nel 2024 con 25,5 milioni. Primetime supera invece Marty Supreme, che aveva aperto con 15,7 milioni nel 2025.
Per Pattinson il risultato rappresenta un primato ancora più netto. Il precedente miglior debutto dell’attore con A24 apparteneva a The Drama, la commedia romantica interpretata insieme a Zendaya, che aveva aperto con 14,4 milioni prima di raggiungere 134,7 milioni di dollari nel mondo. Ancora più lontani i risultati iniziali delle sue precedenti collaborazioni con lo studio, da Good Time e High Life fino a The Lighthouse, anche se si trattava naturalmente di produzioni e strategie distributive molto differenti.
Il successo iniziale appare interessante anche alla luce della natura stessa di Primetime. Come avevamo evidenziato nella nostra recensione da Venezia, Oppenheim costruisce infatti un film che lavora sulla contaminazione tra realtà e rappresentazione televisiva, recuperando l’estetica della TV americana degli anni Duemila per interrogarsi sul modo in cui l’indignazione morale possa trasformarsi in spettacolo e la condanna diventare un format. All’interno di questa struttura Pattinson costruisce un personaggio volutamente esasperato, mentre Skyler Gisondo emerge come uno dei principali centri emotivi del racconto.
I primi riscontri americani sembrano intanto accompagnare positivamente il debutto commerciale. Primetime ha ottenuto un CinemaScore B e, secondo i dati riportati dalla fonte, registra l’87% di recensioni positive della critica e l’80% del pubblico su Rotten Tomatoes.
Rimane naturalmente troppo presto per proiettare il risultato finale sulla base del percorso di altri titoli A24. Il dato economicamente più interessante è però il rapporto tra dimensioni produttive e apertura: a fronte di un budget riportato di 14,5 milioni di dollari, il film ha già incassato nel primo weekend domestico una cifra superiore al proprio costo di produzione. Questo non equivale ancora alla redditività, considerando marketing, distribuzione e percentuale destinata agli esercenti, ma mette Primetime nelle condizioni di costruire un risultato commerciale significativo.
E per un film che a Venezia ci era sembrato soprattutto interessato a interrogare il confine tra spettacolo, realtà e desiderio del pubblico di assistere alla punizione, il successo al botteghino aggiunge quasi involontariamente un ulteriore livello alla sua riflessione.


