Street Fighter conquista il box office americano e si prepara a stabilire un nuovo record per la saga cinematografica tratta dal celebre videogioco Capcom. Il reboot diretto da Kitao Sakurai, arrivato nelle sale statunitensi il 16 ottobre 2026, dovrebbe incassare circa 31 milioni di dollari nel suo primo weekend, conquistando la vetta della classifica nordamericana. Un risultato che, se confermato dalle cifre definitive, rappresenterebbe il miglior debutto nella storia dei film live-action di Street Fighter, superando ampiamente gli incassi d’esordio dei due precedenti adattamenti.
Secondo le stime riportate da Deadline, il nuovo film di Paramount Pictures e Legendary dovrebbe chiudere il fine settimana con un incasso domestico di 31 milioni di dollari. Una cifra superiore alla somma dei debutti di Street Fighter – Sfida finale del 1994 e Street Fighter – La leggenda del 2009, che avevano raccolto rispettivamente circa 6,8 e 4,7 milioni di dollari nei primi weekend. Il nuovo adattamento supererebbe entrambi anche considerando l’inflazione, rendendo particolarmente significativo il risultato commerciale.
Il successo iniziale arriva nonostante un’accoglienza molto diversa tra critica e spettatori. Su Rotten Tomatoes, il reboot ha ottenuto il 41% di recensioni positive da parte della critica, mentre il gradimento del pubblico si attesta intorno al 79%. Il CinemaScore è invece B-, un risultato che suggerisce una risposta complessivamente più tiepida rispetto alle valutazioni online. La distanza tra questi indicatori rende ancora difficile prevedere quanto a lungo il film riuscirà a mantenere il proprio slancio commerciale.
Street Fighter, quanto ha incassato il nuovo film e cosa significa il record per un possibile sequel
Il precedente Street Fighter del 1994, interpretato da Jean-Claude Van Damme e Raul Julia, aveva incassato complessivamente 99,4 milioni di dollari nel mondo, a fronte di un budget produttivo di circa 35 milioni. Pur ricevendo recensioni prevalentemente negative, il film riuscì quindi a ottenere un risultato commerciale positivo e a diventare negli anni un titolo riconoscibile per gli appassionati del franchise.
Molto diversa fu l’esperienza di Street Fighter – La leggenda, uscito nel 2009 e incentrato sul personaggio di Chun-Li. Il film incassò soltanto 12,8 milioni di dollari a livello mondiale, nonostante un budget stimato di 50 milioni, diventando uno degli insuccessi più evidenti tra gli adattamenti cinematografici del videogioco.
Il reboot del 2026 rappresenta un investimento ancora più ambizioso, con un budget produttivo riportato di circa 82 milioni di dollari. Utilizzando una regola orientativa spesso adottata per valutare la redditività cinematografica, il film potrebbe aver bisogno di un incasso mondiale vicino ai 205 milioni di dollari per coprire i costi complessivi, considerando anche distribuzione e marketing. Non si tratta tuttavia di una soglia ufficiale comunicata dai produttori, e il risultato economico dipenderà da diversi fattori, compresi gli accordi di distribuzione e i ricavi successivi all’uscita nelle sale.
Il cast riunisce numerosi volti noti del cinema e dell’intrattenimento, tra cui Andrew Koji nel ruolo di Ryu, Noah Centineo come Ken Masters, Callina Liang nei panni di Chun-Li, Jason Momoa come Blanka, David Dastmalchian come M. Bison e Olivier Richters nel ruolo di Zangief. Il film punta su una reinterpretazione spettacolare dell’universo Capcom, recuperando combattenti e rivalità particolarmente riconoscibili per gli appassionati.
Il debutto commerciale assume inoltre un’importanza particolare per il futuro del franchise. Il regista Kitao Sakurai ha già manifestato interesse a realizzare un secondo film, spiegando però che la possibilità di proseguire dipenderà dalla risposta degli spettatori e dal sostegno dei fan. Anche il finale del reboot lascia aperti diversi sviluppi narrativi, offrendo materiale sufficiente per un’eventuale continuazione.
Il risultato del weekend sarà quindi un primo indicatore, ma non basterà da solo a garantire la realizzazione di Street Fighter 2. Saranno soprattutto gli incassi internazionali e la tenuta del film nelle prossime settimane a determinare se il nuovo adattamento potrà trasformarsi in una saga cinematografica duratura. Per il momento, però, il franchise ha già ritrovato una visibilità al box office che mancava da oltre trent’anni.

