Il secondo passo falso consecutivo della stagione degli Oscar si traduce in un crollo vertiginoso degli incassi al botteghino USA

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The Social: Il prezzo della verità continua a registrare risultati deludenti al box office, con un crollo previsto del 69% negli Stati Uniti durante il secondo weekend di programmazione. Il nuovo film scritto e diretto da Aaron Sorkin, sequel ideale dell’acclamato The Social Network del 2010, non sembra essere riuscito a conquistare il pubblico americano. E anche in Italia, dove è arrivato nelle sale l’8 ottobre 2026 distribuito da Eagle Pictures, gli incassi rimangono contenuti: secondo Cinetel, il film ha raccolto complessivamente circa 261 mila euro fino al 16 ottobre.

Secondo le proiezioni diffuse da Sony Pictures, The Social Reckoning dovrebbe incassare appena 1,55 milioni di dollari nel suo secondo fine settimana nordamericano, dopo un esordio da circa 5 milioni. Se confermato, il risultato corrisponderebbe a una perdita del 69% rispetto al weekend precedente, un andamento particolarmente preoccupante per una produzione che punta anche alla stagione dei premi cinematografici. Il film segue così le difficoltà incontrate da Digger, il nuovo progetto con Tom Cruise, che aveva registrato una flessione del 60% nel suo secondo weekend.

Tom Cruise in Digger

Il confronto con The Social Network evidenzia ulteriormente le difficoltà del nuovo capitolo. Il film del 2010, diretto da David Fincher e scritto dallo stesso Sorkin, aveva debuttato negli Stati Uniti con 22,4 milioni di dollari, raccogliendone altri 15,4 milioni nel secondo weekend, con una diminuzione limitata al 31,2%. La sua corsa cinematografica si era conclusa con circa 224,9 milioni di dollari a livello mondiale, un risultato che il nuovo film appare ormai molto lontano dal replicare.

The Social: Il prezzo della verità, quanto ha incassato in Italia e perché il sequel rischia il flop

I dati italiani confermano un’accoglienza commerciale debole per The Social: Il prezzo della verità. Secondo le rilevazioni Cinetel, il film ha incassato 195.150 euro nella settimana dall’8 all’11 ottobre, totalizzando 26.320 presenze e collocandosi al decimo posto della classifica settimanale. Al 16 ottobre, l’incasso complessivo era salito a 261.078 euro, con 36.343 biglietti venduti. Si tratta di cifre ancora provvisorie rispetto alla corsa complessiva in sala, ma sufficienti a descrivere un debutto poco incisivo per una produzione distribuita sul mercato italiano da Eagle Pictures.

Il progetto segna il ritorno di Aaron Sorkin nell’universo narrativo di The Social Network, ma sposta l’attenzione dalla nascita di Facebook alle controversie legate al funzionamento della piattaforma. Mikey Madison interpreta Frances Haugen, l’ex dipendente che contribuì alla diffusione dei documenti interni conosciuti come Facebook Files, mentre Jeremy Allen White veste i panni del giornalista del Wall Street Journal Jeff Horwitz. Jeremy Strong interpreta invece Mark Zuckerberg, ruolo affidato a Jesse Eisenberg nel film originale.

Allen White e Madison in The Social Recensione 2026
Crediti IMDb

Il budget produttivo del nuovo lungometraggio viene stimato tra i 30 e i 42 milioni di dollari, una cifra nettamente inferiore rispetto a quella di molti blockbuster contemporanei, ma che richiederebbe comunque risultati internazionali ben superiori a quelli attualmente registrati per raggiungere la redditività cinematografica. Applicando una stima indicativa pari a circa due volte e mezzo il budget, la soglia necessaria potrebbe collocarsi tra 75 e 105 milioni di dollari. Non si tratta di un obiettivo ufficiale comunicato da Sony, ma di una valutazione orientativa che considera anche le spese di distribuzione e marketing.

Nemmeno l’accoglienza critica sembra destinata a sostenere una ripresa significativa. Al momento della rilevazione riportata dalla fonte, il film registrava il 55% di recensioni positive della critica su Rotten Tomatoes, contro il 72% degli spettatori verificati. Il CinemaScore B- suggerisce inoltre un passaparola non particolarmente entusiasta, lontano da quello che potrebbe aiutare una produzione di questo tipo a recuperare terreno nelle settimane successive.

Il debutto deludente di The Social: Il prezzo della verità rappresenta così un ulteriore segnale delle difficoltà incontrate da alcuni film drammatici rivolti a un pubblico adulto. La forza del cast, l’attualità degli argomenti affrontati e il prestigio del precedente capitolo non sono bastati, almeno per ora, a generare un interesse commerciale paragonabile a quello ottenuto nel 2010. Saranno i risultati definitivi del secondo weekend americano e l’andamento delle prossime settimane a chiarire la portata economica dell’insuccesso.

Redazione
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