Edward Berger ha scelto il suo prossimo film dopo The Riders, il dramma con Brad Pitt già realizzato per A24 e atteso nelle sale nel 2027. Il regista tedesco dirigerà infatti il biopic su Lance Armstrong, con Austin Butler nel ruolo del controverso campione di ciclismo, un progetto che potrebbe trasformare una delle più celebri cadute dello sport americano in un dramma dai toni più vicini a F1 e The Wolf of Wall Street.
Secondo quanto riportato dalla fonte, il film è attualmente impegnato nella fase dei casting, con l’inizio della produzione previsto per gennaio. La sceneggiatura è firmata da Zach Baylin, autore di King Richard, mentre Scott Stuber e Nick Nesbit figurano come produttori. Apple Original Films ha acquisito i diritti nel febbraio scorso dopo una competizione tra diversi studios e piattaforme. Stuber, che conosce Armstrong da tempo, avrebbe posto una condizione precisa per procedere: raccontare la sua storia con la massima trasparenza. Dopo lunghe discussioni, l’ex ciclista avrebbe accettato.
La scelta di Berger è particolarmente interessante perché la parabola di Armstrong contiene già una struttura narrativa quasi cinematografica: la malattia, la sopravvivenza, il ritorno alle competizioni, il dominio assoluto del Tour de France e infine la demolizione del mito. Per sette anni consecutivi Armstrong vinse la corsa francese, prima che quei titoli gli venissero revocati in seguito allo scandalo doping e alla sua ammissione. Il film dovrà quindi affrontare una questione delicata: raccontare l’uomo dietro il mito senza trasformare la sua caduta in una semplice storia di redenzione.
Austin Butler sarà Lance Armstrong nel nuovo film di Edward Berger
Hollywood aveva già affrontato la vicenda con The Program, diretto da Stephen Frears nel 2015 e interpretato da Ben Foster. Quel film adottava una prospettiva fortemente critica nei confronti di Armstrong, senza però coinvolgere direttamente l’ex atleta nella produzione. Il nuovo progetto nasce invece da un’impostazione differente, con Armstrong chiamato a confrontarsi con la propria versione dei fatti.
Il paragone con F1 e The Wolf of Wall Street suggerisce inoltre un film interessato tanto all’adrenalina dello sport quanto alla costruzione di un personaggio capace di muoversi tra ambizione, successo e autodistruzione. Per Austin Butler, reduce da ruoli molto diversi tra loro, Armstrong rappresenta una nuova trasformazione fisica e psicologica, mentre per Berger è un’altra occasione per misurarsi con una figura controversa inserita in un sistema più grande di lei.
Il progetto arriva in una fase particolarmente intensa per il regista. Dopo il successo di Niente di nuovo sul fronte occidentale, vincitore di quattro Oscar, Berger ha diretto Conclave, capace di ottenere otto candidature agli Academy Awards, tra cui quella per il miglior film. Il successivo Ballad of a Small Player ha avuto un’accoglienza più tiepida, rendendo il biopic su Armstrong un passaggio importante: una storia già potentissima sulla carta, affidata a un regista chiamato a dimostrare ancora una volta di saper trasformare una vicenda reale in grande cinema.
