Dopo essere diventato uno dei più sorprendenti successi cinematografici del 2026, Backrooms sembra destinato a trasformarsi definitivamente in un franchise. Secondo un nuovo report, A24 starebbe infatti procedendo con il sequel e avrebbe già scelto chi dovrà guidare il prossimo viaggio nell’inquietante universo nato sul web.
Secondo quanto riportato in esclusiva da Dread Central, Kane Parsons avrebbe firmato per dirigere Backrooms 2. Al momento A24 non ha ancora annunciato ufficialmente il sequel né il coinvolgimento del filmmaker, ma secondo la testata una conferma sarebbe «imminente». Non sono stati invece rivelati dettagli sulla trama o sugli eventuali ritorni del cast del primo film.
La scelta avrebbe una logica evidente. Parsons non è semplicemente il regista dell’adattamento cinematografico, ma la figura che ha trasformato i Backrooms in un fenomeno narrativo attraverso la sua serie web iniziata nel 2022, quando aveva appena 16 anni. Affidargli nuovamente il progetto significherebbe quindi permettere al principale artefice di questa versione dell’universo di continuare a definirne regole, atmosfera e soprattutto misteri, anziché trasformare immediatamente il successo in un franchise affidato ad altri filmmaker.
Backrooms 2 può trasformare il successo da 394 milioni di dollari nel prossimo grande franchise horror di A24
Un sequel era diventato difficile da escludere dopo i risultati ottenuti dal primo Backrooms. Realizzato con un budget produttivo riportato di circa 10 milioni di dollari, il film ha incassato 394 milioni nel mondo, diventando il maggiore successo al box office nella storia di A24. Un rapporto tra costi e ricavi che rende il progetto uno dei casi commerciali più significativi dell’horror recente.
Il risultato è ancora più notevole considerando le origini del fenomeno. Parsons aveva iniziato a pubblicare la propria serie Backrooms su YouTube nel 2022, costruendo attraverso la tecnica del found footage una mitologia intorno agli spazi liminali e apparentemente infiniti diventati virali online. Quattro anni dopo, a 21 anni, il regista ha trasformato quell’immaginario in un lungometraggio con Chiwetel Ejiofor, Renate Reinsve, Mark Duplass, Finn Bennett e Lukita Maxwell.
Il successo commerciale è stato accompagnato anche da una buona accoglienza critica: il film ha raggiunto l’87% sul Tomatometer di Rotten Tomatoes, mentre il gradimento del pubblico si è attestato al 74%. Il dato interessante, però, è soprattutto la capacità di Parsons di trasferire sul grande schermo un concept nato da Internet senza eliminare completamente l’ambiguità che ne aveva determinato il fascino.
Ed è proprio questo uno degli interrogativi principali per Backrooms 2. Il finale del primo film lascia infatti aperte diverse possibilità legate a Dr. Mary Kline, Pirate Clark e Async, ma Parsons ha già manifestato l’intenzione di preservare parte dell’incertezza che circonda il suo universo. Il rischio di un sequel sarebbe quello di spiegare troppo un fenomeno horror che funziona proprio perché lo spettatore non riesce a comprenderne completamente le regole.
Il ritorno di Parsons potrebbe rappresentare quindi una garanzia creativa più importante della semplice continuità registica. A24 avrebbe la possibilità di espandere una proprietà intellettuale estremamente redditizia senza separarla immediatamente dalla sensibilità del suo creatore. Parsons avrebbe inoltre un altro progetto in sviluppo insieme a Osgood Perkins, produttore del primo Backrooms e figura che ha avuto un ruolo di mentore nei confronti del giovane filmmaker, ma il sequel sarebbe ora indicato come il suo prossimo film da regista.
In attesa dell’annuncio ufficiale di A24, non risultano ancora confermati né il cast né una finestra di uscita. Ma dopo un film da quasi 400 milioni di dollari, il vero interrogativo sembra ormai essere meno se Backrooms continuerà e molto più quanto grande A24 voglia far diventare questo universo horror.


