Clayface, il regista James Watkins spiega il finale del film DC

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Clayface (leggi qui la nostra recensione), il nuovo film dei DC Studios diretto da James Watkins, lascia aperta la porta al ritorno del suo protagonista e a un’evoluzione ancora più inquietante dei suoi poteri. In un’intervista con The Hollywood Reporter, il regista ha chiarito il significato del finale, nel quale Matt Hagen, interpretato da Tom Rhys Harries, sopravvive al tentativo di distruggerlo e usa le proprie capacità mutaforma per ricreare la donna che ama, Caitlyn Corr (Naomi Ackie).

Nel colloquio con THR, Watkins ha spiegato che il momento in cui Caitlyn attiva il dispositivo destinato a uccidere Matt potrebbe aver amplificato la natura mostruosa del personaggio. «Sembra che ci sia stata una sorta di crescita da quando abbiamo visto i suoi resti finire nello scarico. Se guardate i fumetti, Clayface diventa piuttosto grande. In alcune storie è gigantesco. Quindi, qualunque cosa sia successa durante quel momento in cui è stato attivato il dispositivo di distruzione, il mostro si è amplificato», ha dichiarato il regista. Matt sarebbe così in grado di utilizzare una parte di sé per creare un’altra persona, spingendo la sua capacità di trasformazione verso possibilità ancora più complesse.

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La spiegazione modifica il significato di un finale che, altrimenti, potrebbe sembrare soltanto l’ultima manifestazione della follia del protagonista. La sopravvivenza di Matt suggerisce infatti che il tentativo di eliminarlo abbia prodotto un cambiamento nella sua stessa natura. La trasformazione fisica diventa anche uno strumento per alimentare un’illusione sentimentale: il personaggio può assumere l’aspetto di Caitlyn, ma questo non cancella la tragedia che ha segnato il loro rapporto. È una prospettiva che potrebbe consentire al DCU di sviluppare il villain in direzioni diverse, anche se al momento non è stato confermato un suo ritorno in altri progetti.

Come Clayface combina i poteri mutaforma con il talento di attore di Matt Hagen

Nella stessa intervista, Watkins ha approfondito un altro aspetto del personaggio: la capacità di imitare gli altri non soltanto nell’aspetto, ma anche nella voce. Quando Matt assume inizialmente le sembianze di Frank, interpretato da Eddie Marsan, la sua imitazione vocale non è subito perfetta. «Clayface è un personaggio il cui superpotere è la mutevolezza, la capacità di cambiare forma, e Matt, la persona che si nasconde dietro di lui, è già un attore brillante, dotato di una straordinaria capacità di imitazione. Ho pensato che l’aspetto più interessante fosse questo: il superpotere ha a sua volta un superpotere», ha spiegato il regista.

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La scelta lega le capacità soprannaturali alla professione originaria di Hagen. Il personaggio non si limita a copiare i lineamenti altrui: la sua esperienza da attore gli permette di studiare gesti, espressioni e inflessioni vocali, rendendo le trasformazioni più credibili. Secondo Watkins, il film gioca proprio sulla possibile collisione tra queste due abilità, facendo dell’identità una materia instabile. Il potere diventa così un’estensione deformata del mestiere di Matt, che può interpretare chiunque fino a perdere progressivamente il confine tra rappresentazione e realtà.

TOM RHYS HARRIES come Matt Hagen in Clayface
© 2026 Warner Bros. Ent.

Questa impostazione distingue Clayface da molti altri film di supereroi, avvicinandolo all’horror corporeo e psicologico. La trasformazione non è soltanto una risorsa utile negli scontri, ma una manifestazione della disgregazione del protagonista, il cui desiderio di recuperare ciò che ha perduto si traduce in una manipolazione sempre più disturbante della propria forma. Il finale lascia quindi aperta una possibilità narrativa precisa: se Matt ha davvero ampliato le proprie capacità, il suo percorso potrebbe diventare ancora più pericoloso. Resta da capire se DC Studios sceglierà di proseguire questa storia e in che modo il personaggio potrà inserirsi nel futuro del suo universo cinematografico.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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