Darren Aronofsky (The Wrestler, Il cigno nero) sta valutando l’impiego dell’intelligenza artificiale nel suo prossimo film, che realizzerà nuovamente insieme al direttore della fotografia Matthew Libatique. A confermarlo è stato proprio il collaboratore storico del regista, anticipando che i due stanno preparando alcuni test per capire come integrare queste tecnologie nel processo creativo. L’esperimento segna un nuovo passo nell’interesse di Aronofsky per l’AI, già al centro di alcune sue recenti produzioni.
Intervistato da Variety durante l’evento Evolution Mallorca, dove ha ricevuto il Cinematography Icon Award, Libatique ha spiegato: “Ne abbiamo parlato. Faremo presto un test. Credo che più informazioni si danno al sistema, più questo sarà in grado di restituire ciò che si sta cercando. Lui vuole capire quanto poco si possa fare; entrambi vogliamo imparare qualcosa di più al riguardo”. Il direttore della fotografia ha precisato che il film manterrà un approccio cinematografico tradizionale: “Lo realizzeremo come un film. Saremo sul set. Darren si metterà in ginocchio e sposterà ogni cosa con le dita… Non credo che questo sostituirà quello che fa, ma è interessato”.
Le dichiarazioni indicano una posizione meno semplicistica di quanto il dibattito sull’AI nel cinema possa suggerire. Aronofsky sembra interessato a esplorare le possibilità dello strumento, mantenendo però centrale la presenza fisica del regista e il controllo delle immagini. La questione decisiva sarà capire quale spazio verrà effettivamente affidato alla tecnologia: un supporto per sperimentare soluzioni visive e ridurre alcuni passaggi produttivi oppure un elemento capace di modificare più profondamente il linguaggio del film. Per ora, i test annunciati da Libatique non permettono di stabilire quanto l’intelligenza artificiale inciderà sul risultato finale.
Dalle sperimentazioni di Primordial Soup al nuovo film: l’intelligenza artificiale entra nel cinema di Aronofsky
L’interesse del regista per queste tecnologie è ormai documentato. Aronofsky ha prodotto Ancestra, cortometraggio di Eliza McNitt presentato al Tribeca, e la serie dedicata alla Rivoluzione americana On This Day… 1776, che aveva attirato critiche online per l’aspetto artificiale delle immagini. Più recentemente ha partecipato a Goodnight, Lamby, cortometraggio realizzato con il sostegno di Google DeepMind e selezionato a Cannes. Il regista ha inoltre fondato lo studio Primordial Soup, in collaborazione con la stessa società.
Libatique, tuttavia, mantiene una posizione critica sulle conseguenze industriali dell’AI. Secondo il direttore della fotografia, la tecnologia potrebbe incidere soprattutto sui costi degli effetti visivi dei grandi franchise, in particolare quelli Marvel, senza poter replicare il lavoro degli attori. Ha anche citato 300 di Zack Snyder come una sorta di anticipazione di un cinema costruito intorno agli schermi verdi, precisando però che “Nessuno realizzerà Sentimental Value con l’intelligenza artificiale”.
Il prossimo film di Aronofsky non è stato ancora identificato. Tra i progetti in sviluppo figurano un thriller erotico scritto da Gillian Flynn per Sony, un possibile remake di Cujo per Netflix e Breakthrough, thriller con Dwayne Johnson destinato ad A24. Il nuovo esperimento con Libatique potrebbe dunque riguardare uno di questi titoli oppure un progetto ancora non annunciato. Per il momento, l’unica certezza è che il regista intende verificare sul campo le potenzialità dell’AI, senza rinunciare al lavoro sul set.
