Eyes Wide Shut, Vivian Kubrick smentisce il mistero delle scene tagliate dopo la morte del padre

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Vivian Kubrick, figlia di Stanley Kubrick, interviene sulla teoria secondo cui circa 20 minuti di Eyes Wide Shut sarebbero stati rimossi dopo la morte del regista. Secondo la testimonianza della figlia, il film aveva già raggiunto il picture lock quando Kubrick morì il 7 marzo 1999 e non esisterebbe alcuna prova di un montaggio più lungo.

La dichiarazione, pubblicata sui social e ripresa da World of Reel, arriva dopo nuove speculazioni alimentate da Todd Field, che aveva lavorato sul set e nella fase di post-produzione del film. L’attore e regista aveva sostenuto che ciò che abbiamo visto al cinema fosse il primo montaggio, mostrato a Tom Cruise, Nicole Kidman e ai vertici Warner Bros. appena sei giorni prima della morte di Kubrick. Nicole Kidman, invece, ha sempre considerato quella versione come il montaggio definitivo del marito.

La posizione di Vivian introduce una distinzione fondamentale: il fatto che Kubrick sia morto pochi giorni dopo quella proiezione non significa automaticamente che il film fosse ancora in fase di montaggio. Secondo la figlia, restavano da completare alcuni elementi del missaggio sonoro e della musica, mentre l’unica modifica di cui abbia sentito parlare riguardava la celebre sequenza dell’orgia. La questione resta dunque aperta sul piano storico, ma la teoria di un misterioso director’s cut di 20 minuti perde un’importante base documentale.

Il mistero del montaggio di Eyes Wide Shut resta legato alla post-produzione incompiuta

Vivian Kubrick ha dichiarato di non aver mai sentito parlare di scene o inquadrature interamente eliminate e di non aver mai incontrato prove dell’esistenza di una versione più lunga. “Non ho mai sentito dire che fossero state rimosse inquadrature o intere scene e non ho mai trovato prove dell’esistenza di una versione più lunga di 20 minuti.” La sua testimonianza è particolarmente rilevante perché proviene da una persona vicina al regista e direttamente a conoscenza delle modalità con cui veniva gestito il materiale di lavorazione.

C’è poi un elemento tecnico che rende quasi impossibile risolvere definitivamente la questione. Eyes Wide Shut fu montato su Avid utilizzando trasferimenti in definizione standard dei rushes, mentre il materiale originale inutilizzato rimaneva conservato sui negativi e sulle copie fisiche in 35 mm. Secondo Vivian, quelle immagini furono successivamente distrutte, seguendo una pratica abituale di Kubrick: eliminare il materiale non utilizzato per impedire agli studios di intervenire in seguito sui suoi film o di realizzare versioni alternative.

Nicole Kidman in Eyes Wide Shut
Nicole Kidman in Eyes Wide Shut. © 1999 – Warner Bros. All rights reserved.

Resta però un fatto documentato: per l’uscita americana Warner Bros. modificò digitalmente la sequenza dell’orgia, inserendo figure che oscuravano alcune immagini sessualmente esplicite per ottenere una classificazione R anziché NC-17. Queste modifiche non furono realizzate né approvate da Kubrick. È probabilmente questo elemento concreto ad aver contribuito, nel tempo, alla costruzione di una leggenda più ampia su presunte manipolazioni del film. Oggi possiamo affermare che Kubrick aveva consegnato una versione del film poco prima di morire; stabilire se quella fosse esattamente la forma che avrebbe voluto distribuire, però, rimane impossibile. È proprio questa zona d’incertezza ad alimentare ancora il mito di Eyes Wide Shut.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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