Il programma ufficiale della quarta edizione di Incanto Film Festival è pronto a portare a Pesaro una nuova occasione di confronto dedicata al cinema contemporaneo, all’innovazione cinematografica e ai linguaggi emergenti. La manifestazione, diretta da Matteo Damiani e Rebecca Cervato, co-fondatori insieme a Stefano Malchiodi, e co-organizzata con Walter de Majo e Alessandro Elia di Anemone Film, si svolgerà dal 25 al 27 settembre 2026.
Al centro della kermesse ci saranno i cortometraggi, protagonisti delle sezioni competitive, affiancati da un articolato programma di incontri con autori, professionisti e ospiti. L’obiettivo è creare uno spazio di dialogo intorno alle opere presentate, coinvolgendo tanto il pubblico quanto gli operatori del settore.
Gli ospiti di Incanto Film Festival tra attori, registi e professionisti del cinema
Numerosi saranno gli ospiti chiamati a incontrare il pubblico durante i tre giorni del festival. Tra i protagonisti figurano gli attori Andrea Lattanzi, interprete di Succederà questa notte, Io e il Secco, La svolta e Animali randagi, e Fotinì Peluso, conosciuta per Romanzo famigliare, Il colibrì, Dieci minuti e Tutto chiede salvezza.
Spazio anche al regista Niccolò Falsetti, autore di Margini, scelto come proiezione speciale e film di chiusura della manifestazione. Il film ha ottenuto due candidature ai David di Donatello, per Miglior Regista Esordiente e Miglior Canzone Originale, e tre candidature ai Nastri d’Argento, nelle categorie Miglior Regista Esordiente, Miglior Attore in un Film Commedia e Miglior Canzone Originale.
Il programma coinvolgerà inoltre la costumista Maria Giovanna Farina, le registe Cabiria Lizzi e Annalisa Fania, il produttore Walter De Maio, le attrici Rebecca Liberati e Anna Bisciari, gli sceneggiatori Claudio Balboni e Marco Borromei, oltre a Sofia Cecchetti e Andrea Agostini, Film Commissioner per Marche Cultura e Marche Film Commission. Particolarmente significativo sarà anche il confronto diretto con i registi di tutti i titoli selezionati.
Le proiezioni speciali del 27 settembre: Margini, Dom e Gen_

Il documentario Dom ha già raccolto apprezzamenti in diversi festival internazionali europei. Gen_ ha invece ottenuto una significativa attenzione nel circuito festivaliero internazionale, con partecipazioni a manifestazioni come il Sundance, il Festival di Sofia e il Karlovy Vary International Film Festival.
Entrambe le proiezioni saranno accompagnate da momenti di confronto con il pubblico attraverso due incontri realizzati in collaborazione con Percorso Donna e Associazione Lutva, ampliando così la riflessione intorno ai temi affrontati dalle opere.
Cinema e territorio: il panel con Coldiretti, Fondazione Marche Cultura e CNA Marche
Tra gli appuntamenti centrali dell’edizione 2026 ci sarà inoltre il panel organizzato in collaborazione con Coldiretti e Fondazione Marche Cultura, con la partecipazione di Andrea Agostini, CNA Marche e Vagabonda Film Production, e condotto da Rebecca Cervato.
L’incontro sarà dedicato al rapporto tra cinema e territorio, mettendo in dialogo realtà culturali e produttive per riflettere sulle possibilità offerte dal cinema nella valorizzazione del paesaggio, dell’agricoltura, della biodiversità e delle attività produttive marchigiane. Il confronto assume particolare rilievo in una fase caratterizzata da profondi cambiamenti ambientali e sociali.
Durante il panel verrà inoltre annunciata Fuori Campo, nuova collaborazione tra Incanto Film Festival, Vagabonda e Terra Nostra Marche rivolta ai giovani autori e alle giovani autrici.
Fuori Campo porta il cinema dentro il territorio rurale delle Marche
Il progetto nasce con l’intento di spostare lo sguardo cinematografico verso luoghi e realtà normalmente meno presenti nel racconto audiovisivo. L’agriturismo e la terra saranno considerati spazi da vivere e da cui far nascere nuove storie, attraverso un percorso dedicato alla selezione e allo sviluppo di un cortometraggio narrativo. L’opera dovrà raccontare in maniera libera e trasversale persone, relazioni, paesaggio e vita rurale delle Marche, mettendo al centro il rapporto tra le storie individuali e il territorio che le accoglie.

