Jack Reacher 3 con Tom Cruise non è mai arrivato al cinema per una decisione precisa di Lee Child. A quasi dieci anni dall’ultima apparizione dell’attore nei panni dell’ex militare creato dallo scrittore britannico, Child ha infatti rivelato di aver esercitato personalmente il proprio diritto di veto sul terzo film. Una scelta che non nasce da un rifiuto nei confronti di Cruise o dal fallimento dei primi due capitoli, ma dalla crescente consapevolezza che quella versione cinematografica di Reacher non corrispondesse all’immagine del personaggio costruita nei romanzi.
Intervistato da Collider durante la promozione del nuovo romanzo Chain Reaction, Child ha spiegato di aver inserito nel contratto cinematografico una clausola che gli permetteva di decidere se proseguire o meno dopo i primi due film. L’autore ha scelto di utilizzarla, bloccando di fatto lo sviluppo di Jack Reacher 3. I due film con Cruise avevano comunque ottenuto risultati commerciali importanti: il primo, uscito nel 2012, aveva incassato circa 218 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget di 60 milioni, mentre Jack Reacher – Punto di non ritorno aveva raggiunto circa 162 milioni.
Il rapporto tra Child e i film, quindi, era più complesso di quanto possa sembrare. Lo scrittore riconosce infatti che il primo Jack Reacher contribuì enormemente alla popolarità del personaggio, al punto che otto dei suoi precedenti romanzi entrarono contemporaneamente nella Top 10 dopo l’uscita del film. Il problema riguardava soprattutto il rapporto con i lettori più fedeli, che avevano una concezione molto precisa del protagonista e faticavano a riconoscersi nella versione interpretata da Cruise.
Da Tom Cruise ad Alan Ritchson: perché Reacher aveva bisogno della televisione

Il passaggio alla televisione ha quindi offerto una soluzione che il cinema non poteva garantire altrettanto facilmente. Una stagione di una serie può dedicare molte più ore alla trasposizione di un romanzo, sviluppando il protagonista, le indagini e i personaggi secondari senza comprimere tutto nella durata di un lungometraggio. Ma soprattutto lo streaming ha modificato le esigenze del casting: un film destinato alle sale deve spesso essere sostenuto da una star capace di giustificare un investimento molto elevato, mentre una piattaforma può puntare su un interprete meno conosciuto ma più vicino all’immagine del personaggio.
È così che Alan Ritchson è diventato il nuovo volto di Reacher nella serie Prime Video. Una scelta che, con il senno di poi, sembra aver risolto proprio il problema che aveva accompagnato i film di Cruise. Lo stesso Child ha definito Ritchson perfetto per il ruolo, arrivando a dire che sembrava essere “nato” per interpretare Reacher.
Il paradosso è che il veto di Lee Child non ha affatto chiuso la strada audiovisiva del personaggio. Ha semplicemente impedito che proseguisse una versione cinematografica che aveva ormai raggiunto i propri limiti. Oggi Reacher è una delle principali produzioni televisive tratte dai romanzi di Child, è in lavorazione con la quinta stagione e ha già ottenuto il rinnovo per una sesta. In questo senso, la decisione che avrebbe potuto sembrare un ostacolo si è trasformata nella vera svolta del franchise: Tom Cruise ha dato a Reacher una platea enorme, ma Alan Ritchson gli ha permesso di avvicinarsi all’immaginario dei lettori.
