Keanu Reeves sarà la voce protagonista di Hidari, un ambizioso film d’animazione giapponese realizzato in stop-motion che promette di reinterpretare il cinema dei samurai attraverso una tecnica visiva decisamente insolita. Il progetto, scritto e diretto da Masashi Kawamura, con Iku Ogawa alla co-regia, ha già attirato l’attenzione internazionale grazie a un cortometraggio pilota diventato virale su YouTube. Ma dietro il coinvolgimento della star di John Wick si nasconde una storia sorprendente, che dimostra come anche una produzione indipendente possa conquistare alcuni dei nomi più importanti dell’industria cinematografica.
Durante un incontro al Tokyo International Film Festival, Kawamura ha raccontato a Variety come sia riuscito a coinvolgere Reeves. Il regista aveva immaginato il protagonista combinando idealmente i tratti di Toshiro Mifune, leggendario interprete dei film di Akira Kurosawa, e quelli dell’attore americano, per poi invecchiarne l’aspetto. Reeves era quindi diventato il suo candidato ideale per il doppiaggio. Quando i produttori riuscirono a mostrargli il cortometraggio pilota, la risposta arrivò nel giro di una settimana: il suo team propose una videochiamata e Kawamura si ritrovò a parlare direttamente con l’attore. Il coinvolgimento di Reeves, annunciato ufficialmente a Cannes lo scorso maggio, era nato proprio da quell’incontro.
La vicenda racconta qualcosa di significativo sull’evoluzione del cinema d’animazione contemporaneo. Hidari non ha conquistato Hollywood attraverso una sceneggiatura tradizionale o una grande campagna promozionale, ma grazie alla forza delle proprie immagini. La scelta di utilizzare marionette scolpite a mano nel legno, combinate con l’animazione a passo uno, conferisce al progetto un’identità immediatamente riconoscibile. È proprio questa originalità ad aver permesso a una produzione apparentemente di nicchia di superare i confini del mercato giapponese, attirando l’interesse di interpreti e registi abituati a lavorare su scala internazionale.
Hidari, il film in stop-motion che ha sorpreso S.S. Rajamouli e sfida i confini dell’animazione
Tra i cineasti rimasti colpiti dal progetto figura anche S.S. Rajamouli, il regista indiano di RRR, uno dei maggiori successi internazionali del cinema d’azione degli ultimi anni. Kawamura ha raccontato di aver incontrato il collega durante il Festival di Annecy, dove gli ha mostrato il materiale di Hidari. La reazione è stata immediata: Rajamouli avrebbe trascorso circa mezz’ora a discutere con lui delle tecniche utilizzate, chiedendogli come fosse stato possibile realizzare quelle immagini. Un riconoscimento particolarmente significativo per un progetto che cerca di trasferire l’energia del cinema d’azione nell’animazione artigianale.
L’ispirazione dichiarata di Hidari arriva dal cinema di Akira Kurosawa, e in particolare dall’immaginario dei suoi film sui samurai. Il progetto combina scenografie e personaggi intagliati nel legno con sequenze d’azione costruite fotogramma dopo fotogramma. Una lavorazione complessa, che richiede tempi e risorse considerevoli, ma che permette di ottenere una fisicità difficilmente riproducibile attraverso l’animazione digitale convenzionale. Kawamura ha sottolineato come il film debba essere considerato soprattutto un’opera d’azione, nonostante la stop-motion venga spesso associata a un mercato più ristretto.

Il percorso produttivo è iniziato circa tre anni fa, quando il gruppo ha realizzato autonomamente un cortometraggio dimostrativo, sostenuto anche attraverso il crowdfunding. Pubblicato su YouTube, il filmato ha raccolto circa 5,3 milioni di visualizzazioni, contribuendo a costruire una comunità internazionale di appassionati. Il successo online ha permesso ai realizzatori di presentare il progetto nei principali appuntamenti dell’industria, tra cui Cannes e Annecy, anche grazie al sostegno di Film Frontier, programma giapponese dedicato allo sviluppo di nuovi talenti.
Nonostante l’attenzione ricevuta, Hidari non ha ancora completato il proprio percorso di finanziamento. Kawamura ha spiegato che il budget necessario è elevato e che il gruppo continua a cercare sovvenzioni e accordi con distributori internazionali. Secondo quanto riferito dalla produttrice Noriko Matsumoto di Dwarf Studios, una trattativa con una società americana disposta a finanziare l’intero progetto si sarebbe interrotta a causa della richiesta di acquisire tutti i diritti dell’opera.
È proprio questa situazione a rendere Hidari un caso interessante: un film capace di coinvolgere Keanu Reeves e incuriosire il regista di RRR, ma ancora impegnato a trovare le risorse necessarie per essere realizzato. Il progetto dimostra quanto l’originalità artistica possa aprire porte inattese, senza però eliminare le difficoltà economiche che caratterizzano il cinema d’animazione indipendente.
