Sebastian Stan ha alimentato ulteriormente i dubbi sul ruolo che interpreterà in The Batman – Parte II. Una nuova fotografia dell’attore con la testa rasata (la si può vedere qui) ha convinto molti fan che possa essere stato scelto da Matt Reeves per interpretare Victor Zsasz, il serial killer dei fumetti DC, celebre per l’uso dei coltelli e per l’abitudine di incidersi una nuova cicatrice sulla pelle per ogni persona che uccide. L’immagine, però, non rappresenta una conferma: da tempo circolano anche indiscrezioni secondo cui Stan potrebbe vestire i panni di Harvey Dent, mentre il ruolo di Due Facce sarebbe stato affidato a Brian Tyree Henry.
Il cast del sequel è stato ufficializzato nei mesi scorsi dallo stesso Matt Reeves e vedrà il ritorno di Robert Pattinson come Bruce Wayne/Batman, Jeffrey Wright come Jim Gordon, Andy Serkis come Alfred, Colin Farrell come Oz Cobb e Jayme Lawson come Bella Reál. Tra le new entry figurano Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Charles Dance, Sebastian Koch e Brian Tyree Henry, ma Reeves non ha ancora rivelato i rispettivi personaggi. Le voci raccolte da Jeff Sneider attraverso The Hot Mic hanno progressivamente modificato il quadro, arrivando a indicare Stan come possibile Victor Zsasz e Henry come Harvey Dent.
La nuova fotografia di Stan, dunque, va considerata come un indizio e non come una prova. La rasatura sarebbe certamente compatibile con l’aspetto di Zsasz, ma potrebbe essere legata anche alla preparazione di un altro personaggio o a esigenze prostetiche. Più interessante è ciò che l’attore ha detto parlando del suo ruolo “complesso”: le sue parole sembrano suggerire che il personaggio abbia una costruzione psicologica importante, indipendentemente dalla sua identità.
Sebastian Stan potrebbe portare in The Batman – Parte II un villain costruito sulla psicologia
“A prescindere dal soggetto o dal personaggio, che si tratti di un film con Christian Mungiu o Matt Reeves, devi sempre arrivare al cuore della verità. Questo significa capire cosa rende una persona quella che è. Cosa plasma il suo modo di pensare? Qual è il mondo, l’ambiente in cui è cresciuta? Questo comprende anche il contesto familiare, il livello socioeconomico, così come la città, il luogo e il periodo storico in cui si trova. Devi trattare tutto questo con la stessa importanza”, ha spiegato Sebastian Stan.
L’attore ha poi aggiunto: “E indipendentemente dal fatto che si tratti di una persona reale o di un personaggio di fantasia, devi sempre fare delle ricerche. È quello che faccio. E poi, sia alla Marvel sia alla DC, tutti questi personaggi sono in realtà piuttosto complessi. Penso anche — e a volte le persone non se ne rendono conto subito — che nei fumetti ci sia qualcosa di mitologico. In ogni caso, c’è sempre una ragione, che si tratti di un personaggio buono o cattivo, che spiega come sia arrivato a essere quello che è. E secondo me trovare quella ragione è ciò che ha l’impatto maggiore sull’interpretazione”.
Sono dichiarazioni che si sposano bene con la direzione intrapresa da Reeves nel primo The Batman. Il regista ha costruito Gotham come un ambiente capace di plasmare i suoi abitanti, rendendo centrale il rapporto tra traumi personali, potere e degrado sociale. Se Stan fosse davvero Zsasz, il personaggio potrebbe quindi essere concepito secondo una logica più approfondita rispetto alla semplice presenza di un assassino seriale.
Al momento, tuttavia, Victor Zsasz resta un’ipotesi. La fotografia e le dichiarazioni di Stan rendono il rumor più interessante, ma l’identità del suo personaggio continua a essere uno dei segreti meglio custoditi di The Batman – Parte II. E considerando il metodo di Reeves, la rivelazione potrebbe essere importante proprio per capire quale nuova frattura della società di Gotham verrà raccontata nel sequel.

