Scarlett Johansson torna al cinema horror dopo tredici anni con The Exorcist: I Martiri, e Mike Flanagan è convinto che il pubblico scoprirà un lato completamente inedito dell’attrice. Il regista ha elogiato la sua interpretazione nel nuovo capitolo della saga de L’esorcista, definendola una delle migliori prove che le abbia visto offrire da molto tempo. Johansson interpreta Julie Miller, una detective della polizia di New York che si ritrova a indagare su una serie di omicidi collegati a un caso del proprio passato, mentre una presenza demoniaca sembra minacciare direttamente suo figlio. Il film, atteso nelle sale il 12 marzo 2027, rappresenta un ritorno significativo al genere per l’attrice, assente da un ruolo horror centrale dai tempi di Under the Skin del 2013.
Intervistato in esclusiva da ScreenRant durante il New York Comic Con 2026, in occasione della presentazione del primo trailer del film, Flanagan ha spiegato perché Johansson fosse la scelta ideale per la protagonista. Il regista l’ha descritta come un’interprete capace di unire la profondità delle grandi prove drammatiche alla presenza scenica necessaria per sostenere produzioni spettacolari. Ma soprattutto ha anticipato che la sua Julie Miller sarà molto diversa dai personaggi femminili tradizionalmente associati al franchise: invece di fuggire dall’orrore, la detective lo affronterà direttamente. Flanagan ha inoltre raccontato un curioso retroscena delle riprese: Johansson non è una grande appassionata di film horror e alcune situazioni sul set l’hanno spaventata davvero.
Le dichiarazioni suggeriscono un cambiamento importante nel modo in cui The Exorcist: I Martiri affronterà uno dei meccanismi narrativi fondamentali della saga: il rapporto tra una figura genitoriale e un figlio minacciato da una forza soprannaturale. Se il film originale del 1973 costruiva buona parte della propria tensione sull’impotenza di Chris MacNeil di fronte alla possessione di Regan, il nuovo capitolo sembra intenzionato a rovesciare questa dinamica. Julie Miller non è soltanto una madre terrorizzata dalla possibilità di perdere il figlio, ma una investigatrice abituata a interrogare sospettati, affrontare assassini e cercare risposte anche nelle situazioni più pericolose. La sfida sarà capire cosa accade quando questa determinazione si scontra con qualcosa che sfugge completamente alle regole del mondo razionale.
The Exorcist: I Martiri, Scarlett Johansson interpreta una madre e detective che non fugge davanti al male
Il nuovo film di Mike Flanagan racconta la storia di Julie Miller, una detective della squadra omicidi di New York segnata da un’indagine che tredici anni prima l’aveva portata a fermare un serial killer satanico conosciuto come Padre Sunday. Il caso aveva trasformato Julie in una figura conosciuta all’interno della polizia, ma il ritorno di una serie di delitti rituali sembra riaprire ferite che la donna credeva di aver lasciato alle spalle. Quando il suo nome viene scritto con il sangue di una vittima all’interno di una chiesa, la detective comprende di essere diventata parte integrante di un nuovo e inquietante disegno criminale.
Le indagini la portano a collaborare con Gina Restrepo, una giovane detective interpretata da Sasha Calle, e con Padre William, ex cappellano carcerario interpretato da Chiwetel Ejiofor, che conosce alcuni dettagli dell’ultima confessione di Padre Sunday. Il confine tra crimine e possessione demoniaca diventa così progressivamente più incerto, mentre Julie deve confrontarsi con la possibilità che dietro gli omicidi non si nasconda soltanto un assassino, ma una forza capace di attraversare epoche e influenzare individui differenti.
È proprio questa combinazione tra thriller investigativo e horror soprannaturale a rendere il personaggio di Johansson particolarmente interessante. Flanagan ha spiegato che Julie possiede una ferocia e una determinazione insolite per una protagonista della saga. La donna non reagisce al pericolo cercando una via di fuga, ma avanza verso ciò che la terrorizza, perché è esattamente ciò che il suo lavoro le impone di fare. Secondo il regista, questa caratteristica permette al film di modificare le aspettative del pubblico, trasformando una situazione tradizionalmente costruita attorno alla vulnerabilità in un confronto diretto tra due volontà.
«È un personaggio che corre verso l’oscurità, perché è il suo lavoro», ha spiegato Flanagan, sottolineando come la detective si ritrovi però ad affrontare qualcosa che non avrebbe mai potuto immaginare. Il regista ha definito la performance di Johansson una delle sue preferite degli ultimi anni, evidenziando la capacità dell’attrice di sostenere la componente emotiva del film senza rinunciare all’intensità richiesta dalle sequenze più inquietanti.
Un esempio concreto di questo approccio emerge già dal trailer presentato al New York Comic Con. In una delle sequenze finali, il giovane Max, interpretato da Jacobi Jupe, si rivolge a Julie chiamandola mamma. La donna risponde però chiedendogli di non farlo. La scena sembra ribaltare una situazione ricorrente nei film de L’esorcista, nei quali un genitore comprende progressivamente che il proprio figlio potrebbe essere controllato da una presenza estranea.
Tradizionalmente, questa consapevolezza genera paura, incredulità e disperazione. Nel nuovo film, invece, Julie sembra reagire con la lucidità di una professionista abituata a individuare menzogne e contraddizioni. Flanagan ha spiegato che, invece di lasciarsi paralizzare dal terrore, la protagonista affronta ciò che ha davanti come se stesse conducendo un interrogatorio. Non accetta passivamente la minaccia, ma cerca di costringerla a rivelare la propria natura.
La sequenza potrebbe rappresentare uno degli elementi fondamentali del rapporto tra Julie e Max. Il personaggio interpretato da Jacobi Jupe non sembra infatti destinato a essere soltanto una vittima da salvare, ma anche una presenza capace di mettere continuamente alla prova la madre. Flanagan ha elogiato il giovane interprete, già apprezzato per Hamnet, sottolineando la forza delle scene nelle quali lui e Johansson si confrontano direttamente. Il regista considera questi momenti particolarmente efficaci proprio perché mettono due interpreti molto diversi davanti a un conflitto emotivo e soprannaturale.
Il coinvolgimento di Johansson rappresenta inoltre un passaggio insolito nella sua carriera. L’attrice non interpretava un ruolo centrale in un film riconducibile all’horror da Under the Skin del 2013, il thriller fantascientifico diretto da Jonathan Glazer nel quale vestiva i panni di una misteriosa creatura extraterrestre che attirava uomini sconosciuti in situazioni sempre più perturbanti. Quel film aveva sfruttato la sua presenza scenica per costruire un personaggio apparentemente umano, ma caratterizzato da una distanza emotiva e comportamentale rispetto alle persone che incontrava.
Ancora prima, Johansson aveva partecipato a Arac Attack – Mostri a otto zampe, la commedia horror del 2002 che giocava con le convenzioni dei monster movie. Nel corso degli anni successivi, tuttavia, la sua carriera si è sviluppata soprattutto tra grandi produzioni commerciali e cinema drammatico, dal ruolo di Natasha Romanoff nell’universo Marvel a film come Storia di un matrimonio, che le è valso una candidatura all’Oscar.
La scelta di affidarle il nuovo capitolo de L’esorcista permette quindi a Flanagan di utilizzare la familiarità del pubblico con un’attrice associata soprattutto ad altri generi, collocandola in un contesto completamente differente. Il regista ha raccontato che Johansson non ama particolarmente l’horror e che proprio il suo timore nei confronti del genere ha reso alcuni momenti delle riprese particolarmente divertenti e sorprendenti. Nonostante questo, ha elogiato la capacità dell’attrice di affrontare il materiale con un’intensità che considera perfettamente adatta al personaggio.
Il rapporto tra Flanagan e gli interpreti provenienti da generi differenti non rappresenta una novità. Nel corso della sua carriera, il regista ha coinvolto attori come Rahul Kohli e Mark Hamill in produzioni horror costruite attorno a personaggi complessi e profondamente umani. In opere come Hill House, Midnight Mass e La caduta della casa degli Usher, l’orrore non nasce esclusivamente dalle manifestazioni soprannaturali, ma anche dai conflitti interiori e dalle relazioni tra i protagonisti.
Questa impostazione potrebbe rivelarsi decisiva per The Exorcist: I Martiri, che arriva dopo le difficoltà incontrate dal precedente tentativo di rilanciare il franchise con L’esorcista – Il credente del 2023. Flanagan ha chiarito di non voler realizzare un remake del classico di William Friedkin né un seguito diretto del film di David Gordon Green, ma una nuova storia ambientata nello stesso universo narrativo. L’obiettivo sembra essere quello di recuperare la dimensione psicologica e spirituale della saga, modificando però la prospettiva dalla quale lo spettatore osserva il male.
Nel film del 1973, Chris MacNeil, interpretata da Ellen Burstyn, era una madre incapace di comprendere cosa stesse accadendo alla figlia Regan. La sua disperazione nasceva dall’impossibilità di trovare una spiegazione razionale alla trasformazione della bambina, costringendola infine a rivolgersi alla Chiesa. Julie Miller sembra invece partire da una posizione opposta: è una donna che ha costruito la propria identità professionale sulla convinzione che ogni crimine possa essere ricostruito, ogni colpevole individuato e ogni enigma risolto. La presenza del soprannaturale rischia quindi di mettere in crisi non soltanto il suo ruolo di madre, ma anche il sistema di convinzioni sul quale ha fondato la propria vita.
Il cast del film comprende inoltre Diane Lane, Laurence Fishburne, John Leguizamo, Carla Gugino, Kate Siegel, Rahul Kohli, Hamish Linklater e altri collaboratori abituali di Flanagan. La presenza di numerosi interpreti provenienti dalle sue precedenti produzioni suggerisce una continuità con il metodo di lavoro del regista, che ha spesso costruito i propri film e le proprie serie attraverso ensemble capaci di sostenere sia la componente drammatica sia quella soprannaturale.
The Exorcist: I Martiri arriverà nei cinema il 12 marzo 2027. Le parole di Flanagan non costituiscono naturalmente una valutazione indipendente del film, ma rappresentano un’anticipazione significativa della direzione creativa scelta per il nuovo capitolo. Se la performance di Scarlett Johansson riuscirà a mantenere le promesse del regista, il suo personaggio potrebbe offrire alla saga una protagonista diversa da quelle del passato: una donna che non aspetta di essere salvata dal male, ma decide di affrontarlo direttamente, anche quando la minaccia assume il volto della persona che ama di più.

