Jeremy Strong ha contattato direttamente Mark Zuckerberg mentre si prepara a interpretarlo in The Social Reckoning, il sequel di The Social Network scritto e diretto da Aaron Sorkin. L’attore, candidato all’Oscar, ha spiegato di aver voluto comunicare personalmente al fondatore di Facebook quanto consideri delicata la responsabilità di portare sullo schermo una figura tanto controversa, in un film che tornerà a interrogarsi sul potere delle piattaforme social.
In un’intervista a GQ, Strong ha raccontato di aver scritto un’e-mail a Zuckerberg: “Gli ho scritto — probabilmente farò venire un aneurisma alla Sony — gli ho mandato un’e-mail. Solo per dirgli che prendo questa responsabilità molto seriamente, così come prendo seriamente la veridicità della rappresentazione, e che la sto affrontando con rispetto”. Zuckerberg ha risposto, ma l’attore ha scelto di non rivelare il contenuto del messaggio. Strong ha inoltre chiarito di considerare particolarmente complesso il compito, proprio perché Zuckerberg è una figura fortemente divisiva.
La scelta dell’attore è significativa perché definisce già l’approccio di The Social Reckoning. Strong non sembra intenzionato a costruire un ritratto giudicante di Zuckerberg, nemmeno davanti a una storia che riguarda alcune delle conseguenze più controverse dell’espansione di Facebook. La sua posizione è quella di un interprete che deve comprendere il personaggio dall’interno, anche quando le sue azioni risultano difficili da difendere. È un principio coerente con il metodo di Strong e potrebbe rendere il nuovo film molto più interessante di una semplice condanna del magnate della tecnologia.
Jeremy Strong vuole comprendere Mark Zuckerberg prima di giudicarlo in The Social Reckoning
Parlando del ruolo, Strong ha ammesso: “Ascoltate, so che è una persona detestata e che non è una figura popolare nella nostra cultura, ma non credo che si debba affidare il ruolo a un attore che voglia partire con l’intenzione di condannarlo”. Per l’attore, il compito consiste quindi nel trovare le motivazioni e la prospettiva di Zuckerberg, senza trasformare la performance in un commento morale sull’uomo.
Il film nasce come seguito ideale di The Social Network, che nel 2010 raccontò la nascita di Facebook e le controversie legate alla sua fondazione. Questa volta Aaron Sorkin sposta l’attenzione al 2021 e al caso delle rivelazioni di Frances Haugen, ex dipendente di Facebook che rese pubblici documenti interni riguardanti i danni provocati dalla piattaforma. Nella storia, Mikey Madison interpreta Haugen, mentre Jeremy Allen White veste i panni del giornalista del Wall Street Journal Jeff Horwitz.
Strong ha inoltre sottolineato il peso personale del progetto: “Sembra incredibilmente delicato parlare del film, parlare di Mark e del fatto che sono la persona che interpreta Mark e che, in un certo senso, lo rappresenta davanti al mondo e alla posterità; sento un enorme peso e una grande responsabilità”. È proprio questa tensione a rendere la sua interpretazione uno degli elementi più attesi del film. L’attore dovrà rappresentare un uomo la cui influenza sul mondo contemporaneo è enorme, senza ridurlo alla caricatura del cattivo.
Il principio espresso da Strong è netto: “Il mio lavoro è comprendere e difendere il suo punto di vista e combattere la sua battaglia”. In The Social Reckoning, dunque, la questione potrebbe essere meno quella di stabilire se Zuckerberg sia colpevole o innocente e più quella di comprendere il sistema di idee che ha permesso a Facebook di diventare ciò che è. Con l’uscita fissata al 9 ottobre, il confronto tra l’interpretazione di Strong e la figura reale di Zuckerberg sarà uno dei punti centrali del film.
