For All Mankind si prepara a chiudere uno dei percorsi più longevi nella storia di Apple TV. Le riprese della sesta stagione sono ufficialmente terminate e, soprattutto, il nuovo capitolo rappresenterà la conclusione della serie sci-fi iniziata nel 2019. La conferma della fine della produzione è arrivata da Coral Peña, interprete di Aleida Rosales, che ha salutato definitivamente il set dopo sette anni.
Peña ha condiviso su Instagram una foto della propria sedia sul set accompagnandola con un messaggio inequivocabile: “Seven years later… series wrap on For All Mankind”. L’attrice interpreta Aleida dalla seconda stagione, quando ha raccolto il ruolo precedentemente affidato a Olivia Trujillo. For All Mankind 6 debutterà nel corso del 2027, mentre ulteriori dettagli sulla trama e sul cast dovrebbero emergere nei prossimi mesi.
La conclusione assume un peso particolare per Apple TV. Creata da Ronald D. Moore, Matt Wolpert e Ben Nedivi, For All Mankind era disponibile fin dal lancio della piattaforma, avvenuto il 1° novembre 2019, e ha contribuito a costruirne l’identità nel campo della fantascienza. La serie principale terminerà, ma l’universo che ha creato è già sopravvissuto attraverso Star City: più che una cancellazione, quindi, la sesta stagione appare come il passaggio definitivo da una singola serie a un franchise potenzialmente più ampio.
For All Mankind può finire proprio perché il suo universo è ormai diventato più grande della serie
Fin dal debutto, For All Mankind ha utilizzato una premessa tanto semplice quanto ambiziosa: immaginare cosa sarebbe successo se l’Unione Sovietica avesse battuto gli Stati Uniti nella corsa alla Luna. Da quel momento la serie ha costruito una linea temporale alternativa nella quale la competizione spaziale non si arresta, ma accelera lo sviluppo tecnologico e modifica progressivamente politica, società e rapporti internazionali.
I continui salti temporali hanno permesso alla produzione di rinnovare più volte il proprio cast senza perdere completamente il legame con le origini. Joel Kinnaman, Wrenn Schmidt, Krys Marshall e Coral Peña sono stati alcuni dei volti attraverso cui la serie ha attraversato decenni di storia alternativa, mentre nuovi interpreti e personaggi hanno progressivamente assunto maggiore importanza.
Proprio questa struttura rende la conclusione con la sesta stagione meno traumatica rispetto a quella di molte altre serie longeve. For All Mankind è sempre stata costruita intorno all’evoluzione di un mondo più che intorno a un singolo protagonista. Ogni salto temporale ha spostato il centro della storia verso una nuova generazione, esplorando non soltanto l’espansione nello spazio, ma anche le conseguenze economiche e sociali prodotte da quella trasformazione.
A raccoglierne direttamente l’eredità c’è ora Star City, lo spinoff che ribalta la prospettiva della serie originale concentrandosi sul programma spaziale sovietico. La sua esistenza dimostra che Apple non sembra intenzionata ad abbandonare l’universo narrativo creato da Moore, Wolpert e Nedivi insieme alla conclusione della serie madre.
La sesta stagione avrà quindi un compito particolarmente delicato: chiudere una storia iniziata contemporaneamente alla nascita di Apple TV senza necessariamente chiudere il mondo di For All Mankind. Dopo sette anni, la fine delle riprese segna certamente l’ultimo viaggio della serie originale, ma potrebbe rappresentare soprattutto il momento in cui il franchise diventa abbastanza grande da continuare senza di essa.

