Verity poteva avere un finale completamente diverso: perché il film ha scelto di cambiare il libro di Colleen Hoover

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Verity avrebbe potuto concludersi in maniera molto diversa. Il regista Michael Showalter ha rivelato che durante lo sviluppo dell’adattamento del romanzo di Colleen Hoover sono state prese in considerazione sceneggiature con un altro finale, prima di decidere di conservare uno degli elementi più sorprendenti del libro e modificarne invece le conseguenze per Lowen Ashleigh, interpretata da Dakota Johnson. Una scelta che rende l’ultima parte del film ancora più ambigua rispetto al materiale originale.

Parlando con ScreenRant, Showalter ha spiegato che alcune versioni della sceneggiatura abbandonavano completamente il colpo di scena dell’“antagonistic journaling”, ovvero la spiegazione fornita da Verity per il manoscritto scoperto da Lowen. Secondo la lettera della scrittrice, quelle pagine non sarebbero infatti una confessione delle atrocità commesse, ma un esercizio di scrittura attraverso il quale assumere il punto di vista di una figura antagonista ed esplorarne i pensieri più oscuri. Il regista ha ammesso che si tratta di un concetto piuttosto particolare e difficile da tradurre cinematograficamente, tanto che era stato valutato un finale più convenzionalmente hollywoodiano. Alla fine, però, Showalter ha considerato proprio l’imprevedibilità di questa soluzione troppo importante per eliminarla.

Anne Hathaway in Verity (2026)

La decisione chiarisce anche quale fosse l’obiettivo dell’adattamento: non riprodurre necessariamente ogni passaggio del romanzo, ma conservare la sensazione di incertezza sulla quale Hoover aveva costruito la storia. La stessa autrice, coinvolta anche come produttrice, ha spiegato di essere diventata negli anni molto più disponibile ad accettare modifiche ai propri libri quando queste funzionano meglio sullo schermo. Per Hoover era fondamentale mantenere gli elementi ai quali i lettori sono maggiormente legati e, soprattutto, fare in modo che il pubblico uscisse dal film con la stessa sensazione lasciata dal romanzo.

Verity cambia una scelta fondamentale di Lowen e rende il dubbio del romanzo ancora più difficile da cancellare

È infatti dopo la scoperta della lettera che film e libro prendono due direzioni differenti. Nel romanzo, Lowen distrugge il messaggio lasciato da Verity e sembra scegliere di non prendere realmente in considerazione la possibilità che Jeremy — e indirettamente lei stessa — abbia commesso qualcosa di terribile sulla base di una versione dei fatti potenzialmente falsa. Nel film accade invece qualcosa di decisivo: Lowen conserva la lettera. Showalter ha paragonato questa scelta al cuore rivelatore di Edgar Allan Poe: la prova continua materialmente a esistere e Lowen, almeno per il momento, non riesce a liberarsene.

Hoover interpreta la decisione del personaggio anche alla luce della nuova vita che Lowen sta costruendo. Alla fine del film è incinta di Jeremy e ha ottenuto quella che, almeno apparentemente, rappresenta la vita che desiderava. Accettare fino in fondo ciò che suggerisce la lettera significherebbe mettere tutto questo in discussione. Conservandola senza affrontarne realmente le conseguenze, Lowen rimane quindi sospesa tra ciò che vuole credere e ciò che potrebbe essere accaduto davvero.

Anne Hathaway in Verity (2026)

È una modifica piccola dal punto di vista dell’azione, ma molto significativa per la spiegazione del finale di Verity. Nel romanzo la distruzione della lettera costituisce una scelta quasi definitiva; nel film il dubbio rimane invece fisicamente accanto a Lowen. La verità non viene cancellata, ma nemmeno accettata.

Showalter aggiunge poi un’ultima deviazione rispetto al libro mostrando Verity mentre parla della propria capacità di manipolare il pubblico attraverso la scrittura. Il film chiude così senza stabilire quale delle due versioni sia autentica: il manoscritto potrebbe raccontare ciò che Verity ha realmente fatto oppure essere davvero l’esercizio narrativo descritto nella lettera. E persino quella lettera potrebbe rappresentare un’ultima manipolazione della scrittrice.

È proprio questa incertezza che Hoover voleva preservare nonostante le differenze rispetto al romanzo. Verity cambia quindi alcuni degli eventi conclusivi, ma evita deliberatamente di risolvere il mistero centrale della storia. Lo spettatore, esattamente come Lowen, possiede tutti gli elementi necessari per scegliere a quale Verity credere, ma nessuna prova definitiva che gli permetta di sapere se quella scelta sia corretta.

Redazione
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