La serie di La Torre Nera progettata da Mike Flanagan è ancora viva, nonostante siano trascorsi diversi anni dal suo annuncio. Il regista ha confermato che lo sviluppo dell’ambizioso adattamento della saga di Stephen King non si è mai interrotto e che continua a considerarlo il progetto dei suoi sogni. Il motivo della lunga attesa, però, non sarebbe creativo: a rallentare tutto è soprattutto l’enorme complessità legale necessaria per riunire i diritti sui personaggi e sulle storie collegate all’universo della Torre Nera.
Intervistato da ScreenRant in occasione del suo adattamento televisivo di Carrie, Flanagan ha spiegato che il trasferimento e la sistemazione dei diritti necessari a La Torre Nera possono richiedere più di un anno, perché coinvolgono diversi studi e numerosi personaggi i cui diritti sono distribuiti tra soggetti differenti. Quando il filmmaker ha stretto il suo accordo con Amazon, lo studio aveva già individuato Carrie come una priorità e quel progetto è quindi arrivato prima. Nel frattempo, tuttavia, il lavoro su La Torre Nera è continuato dietro le quinte. «Stiamo ancora andando avanti», ha confermato Flanagan, paragonando le dimensioni del progetto a quelle di una petroliera e ribadendo di essere convinto che prima o poi la serie arriverà sullo schermo.
Il chiarimento è particolarmente significativo perché spiega perché, dopo l’annuncio del 2022, siano arrivati così pochi aggiornamenti concreti. Il problema non consiste semplicemente nel trasformare sette romanzi in una serie televisiva: l’opera di King è costruita attraverso collegamenti con numerose altre storie dello scrittore. Realizzare l’adattamento immaginato da Flanagan significa quindi affrontare una rete di proprietà e personaggi che rende l’operazione molto più complicata rispetto a quella di una normale saga letteraria.
Perché adattare La Torre Nera significa affrontare l’intero multiverso letterario di Stephen King
Uno degli ostacoli è proprio la natura di La Torre Nera. Il viaggio del pistolero Roland Deschain e del suo ka-tet verso la Torre che si trova al centro delle realtà non rimane confinato ai romanzi principali. La saga funziona anche come punto d’incontro dell’universo narrativo di Stephen King e comprende personaggi provenienti da altre opere. Tra gli esempi più importanti ci sono Randall Flagg, antagonista centrale di L’ombra dello scorpione, e Padre Callahan, personaggio introdotto in Le notti di Salem. Se i diritti di questi elementi appartengono o sono legati a soggetti diversi, costruire un adattamento realmente fedele diventa inevitabilmente più complicato.
È proprio questo che permette di leggere diversamente la lunga gestazione della serie. Flanagan ha sottolineato che i rallentamenti dipendono da fattori che non hanno a che fare né con lui né con la storia che vuole raccontare, definendo la logistica legale del progetto «più che intimidatoria». Alla domanda se sia ancora convinto che il pubblico vedrà un giorno il suo adattamento, la risposta è stata netta: «Assolutamente». Non si tratta quindi, almeno secondo il regista, di un progetto accantonato da Amazon.
Nel frattempo il rapporto tra Flanagan e l’opera di Stephen King continua ad ampliarsi. Il filmmaker ha già portato sullo schermo Il gioco di Gerald, Doctor Sleep e The Life of Chuck, mentre Carrie rappresenta il suo primo adattamento televisivo di un’opera dello scrittore. Proprio questa esperienza può diventare un banco di prova importante per un progetto pensato su una scala decisamente superiore e destinato, nelle intenzioni, a svilupparsi attraverso più stagioni.
Il problema rimane quindi soprattutto il tempo. Flanagan è impegnato anche su numerosi altri progetti, tra cui The Exorcist: Martyrs, oltre ad aver lavorato alla sceneggiatura di Clayface e ad essere collegato a un progetto ambientato nell’universo di Warhammer 40,000. Ma almeno una cosa sembra ora più chiara: l’attesa per La Torre Nera non è il sintomo della cancellazione della serie. Il progetto continua a muoversi, anche se — come la “petroliera” evocata dallo stesso Flanagan — lo sta facendo molto più lentamente di quanto i fan avrebbero probabilmente sperato.


