Zack Snyder si difende dalle accuse di omofobia e fascismo: “Ho fatto il film più gay mai realizzato”

-

Zack Snyder torna a parlare di 300 e lo definisce ancora una volta “uno dei film più gay mai realizzati”, arrivando a descriverlo come “il film più gay mai fatto”. La dichiarazione arriva durante una recente intervista a Variety, nel corso della quale il regista ha affrontato le accuse di omofobia ricevute in relazione al suo nuovo film, The Last Photograph. Snyder ha ribadito di essere “ovviamente pro-gay” e ha utilizzato proprio il suo film del 2006 come esempio della forte componente maschile e omoerotica presente nel suo cinema.

La discussione nasce in un momento particolarmente delicato per Snyder, dopo la presentazione di The Last Photograph al Toronto International Film Festival e le reazioni fortemente negative ricevute dal film. Nel difendersi dalle accuse rivoltegli online, il regista ha richiamato 300, sottolineando quanto la pellicola sia costruita intorno alla fisicità, alla relazione tra uomini e a una rappresentazione fortemente estetizzata del corpo maschile. “Ci sono pochi film in cui le persone entrano eterosessuali ed escono gay, e 300 è uno di questi”, ha dichiarato Snyder, confermando un’interpretazione che aveva già espresso in passato.

Zack Snyder, la rilettura di 300 tra fisicità maschile e cultura spartana

300 filmSnyder aveva già parlato di 300 in questi termini nel 2024, durante un’apparizione al podcast The Joe Rogan Experience. In quell’occasione aveva collegato la rappresentazione della società spartana alla componente fortemente maschile del film, spiegando di aver voluto restituire una sorta di “energia maschile” molto intensa attraverso i rapporti tra i protagonisti. Il regista aveva inoltre sottolineato l’importanza della sensualità fisica nei rapporti tra gli uomini, sostenendo che questa dimensione fosse presente nella cultura spartana studiata durante la preparazione del film.

La lettura proposta da Snyder si inserisce direttamente nella costruzione visiva di 300. Il film racconta la battaglia delle Termopili attraverso corpi muscolosi, pose eroiche, violenza stilizzata e una messa in scena che trasforma la fisicità dei guerrieri in uno degli elementi centrali dello spettacolo. Al centro c’è Leonida, interpretato da Gerard Butler, impegnato insieme ai suoi 300 spartani contro l’esercito persiano guidato da Serse. Anche la presenza di Gorgo, interpretata da Lena Headey, introduce una figura femminile forte all’interno di un universo narrativo dominato dalla presenza maschile.

Snyder ha inoltre ricordato come 300 avesse provocato reazioni molto dure già alla sua première al Festival di Berlino nel 2007. Secondo il regista, il film fu accolto da fischi, abbandoni della sala e accuse di fascismo, mentre durante la conferenza stampa gli venne persino chiesto se fosse “pro-gay” o “pro-NRA”. Snyder racconta quell’episodio come un precedente rispetto alle reazioni che oggi circondano The Last Photograph.

La nuova dichiarazione su 300 acquista quindi un significato particolare: Snyder continua a rivendicare una componente del film che, a suo giudizio, era già evidente nella sua rappresentazione della cultura spartana. La definizione resta volutamente provocatoria e ironica, mentre il riferimento alla forte fisicità maschile e all’immaginario omoerotico offre una chiave di lettura precisa di uno degli aspetti più riconoscibili dell’estetica del regista.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -