Venezia 83, Werner Herzog porta in Concorso Bucking Fastard con Kate e Rooney Mara

-

La seconda giornata della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia porta al Lido uno dei titoli più curiosi e attesi del Concorso. Giovedì 3 settembre 2026, alle 17:00 in Sala Grande, sarà infatti presentato Bucking Fastard, il nuovo film scritto e diretto da Werner Herzog, con Kate Mara, Rooney Mara, Orlando Bloom e Domhnall Gleeson.

Il regista tedesco torna così al cinema di finzione con una storia costruita attorno a due sorelle, Jean e Joan Holbrooke, unite da un rapporto talmente profondo da sembrare quasi un’unica presenza. Parlano all’unisono, condividono desideri e lapsus, amano lo stesso uomo e sembrano vivere dentro una realtà privata che gli altri possono soltanto osservare dall’esterno. Una premessa che porta immediatamente il film dentro uno dei territori più riconoscibili del cinema di Herzog: l’incontro tra individuo e mondo, tra ciò che appare inspiegabile e il bisogno degli altri di interpretarlo, controllarlo o sfruttarlo.

Bucking Fastard racconta due sorelle impossibili da separare e osserva soprattutto il mondo che cerca di comprenderle

La sinossi ufficiale di Bucking Fastard presenta Jean e Joan Holbrooke come due donne inseparabili. Il loro legame non viene descritto semplicemente attraverso la vicinanza emotiva, ma attraverso una vera e propria sovrapposizione delle identità: le due sorelle parlano contemporaneamente, pronunciano gli stessi errori e condividono sogni e sentimenti, fino a innamorarsi dello stesso uomo. Il film, però, sembra scegliere deliberatamente di non spiegare il fenomeno dall’interno. Come sottolinea la presentazione della Biennale, lo spettatore non può vedere il mondo attraverso i loro occhi, ma può osservare il modo in cui il mondo reagisce alla loro esistenza.

È probabilmente questo il punto più interessante del progetto. Invece di trasformare Jean e Joan in un mistero da risolvere, Herzog sembra costruire il film intorno alle strutture sociali che cercano di definirle. Entrano così in gioco tribunali e giornali, persone intenzionate ad aiutarle e altre pronte a sfruttare la loro condizione. Lo sguardo si allarga persino agli animali domestici e selvatici che le circondano, fino ad arrivare all’immagine quasi geologica delle loro vite che continuano a riecheggiare “nelle profondità della terra”.

Questa prospettiva rende Bucking Fastard meno simile a un racconto psicologico tradizionale e molto più vicino a una parabola sull’identità e sull’impossibilità di comprendere completamente l’altro. Jean e Joan sono osservate, giudicate, raccontate dalla stampa e inserite dentro meccanismi istituzionali, ma ciò che effettivamente accade tra loro sembra rimanere inaccessibile. Il mistero non riguarda quindi necessariamente chi siano davvero le due sorelle: riguarda quanto gli altri siano disposti ad accettare qualcosa che non riescono a classificare.

Werner Herzog torna a uno dei temi centrali del suo cinema: esseri umani che sembrano appartenere a un mondo diverso dal nostro

La storia delle sorelle Holbrooke appare particolarmente adatta allo sguardo di Werner Herzog. Per tutta la propria carriera il regista ha mostrato un’attrazione costante verso personaggi che vivono ai margini delle categorie ordinarie: esploratori, visionari, uomini ossessionati da imprese impossibili, figure isolate che sembrano stabilire un rapporto personale con la natura o con qualcosa che il resto della società non riesce a comprendere.

Da Aguirre, furore di Dio a Fitzcarraldo, fino ai numerosi documentari realizzati nel corso dei decenni, Herzog ha spesso osservato il punto nel quale l’individuo smette di adattarsi alla realtà e tenta invece di costruirne una propria. In Bucking Fastard questa frattura sembra assumere una forma diversa: non è un singolo uomo a opporsi al mondo, ma una coppia di sorelle così profondamente unite da mettere in crisi il concetto stesso di individualità.

È significativo, inoltre, che la sinossi sposti costantemente l’attenzione dal loro comportamento alle reazioni degli altri. L’estraneità di Jean e Joan diventa quindi una sorta di specchio: tribunali, giornalisti e persone che entrano nelle loro vite finiscono per rivelare qualcosa di sé nel tentativo di comprenderle. L’anomalia, nel cinema di Herzog, raramente è soltanto nell’individuo osservato; spesso emerge anche nello sguardo di chi pretende di stabilire cosa sia normale.

Il coinvolgimento di Kate Mara e Rooney Mara, sorelle anche nella vita reale, rende naturalmente questa costruzione ancora più interessante. La loro parentela introduce una dimensione ulteriore nel modo in cui il pubblico potrà percepire Jean e Joan, soprattutto considerando che il film sembra lavorare sulla difficoltà di separare due identità continuamente riflesse l’una nell’altra.

Kate Mara e Rooney Mara guidano un cast che trasforma il legame tra le due protagoniste nel centro del film

Accanto alle due attrici troviamo Orlando Bloom e Domhnall Gleeson, ma la struttura annunciata del film lascia pochi dubbi sul fatto che il cuore di Bucking Fastard sia rappresentato proprio dalla relazione tra Jean e Joan. Herzog firma anche la sceneggiatura, mentre la fotografia è affidata a Peter Zeitlinger, collaboratore storico del regista, e il montaggio a Marco Capalbo. Le musiche sono composte da Ernst Reijseger, mentre il suono porta le firme di Mark Mangini e Simon Willis.

Il rapporto tra le protagoniste promette inoltre di essere raccontato attraverso una fisicità molto precisa. Parlare all’unisono, ripetere gli stessi lapsus e condividere desideri significa costruire due personaggi che devono apparire contemporaneamente distinti e inseparabili. È una dinamica che può trasformare ogni gesto quotidiano in qualcosa di leggermente destabilizzante: non perché le due donne siano necessariamente minacciose, ma perché mettono in discussione l’idea stessa che ogni individuo debba possedere un’identità completamente autonoma.

Il titolo, volutamente abrasivo e quasi grottesco, sembra già suggerire che Herzog non stia cercando un film rassicurante. L’osservazione delle due sorelle passa infatti attraverso molteplici prospettive, dalla giustizia alla stampa, dalle persone che vogliono proteggerle a quelle pronte a trasformarle in un fenomeno. Il film potrebbe quindi muoversi continuamente tra dramma, assurdo e inquietudine, lasciando che sia il comportamento del mondo circostante a definire progressivamente ciò che Jean e Joan rappresentano.

Bucking Fastard è uno dei film più enigmatici del primo scorcio di Venezia 83

All’interno dei primi giorni di Venezia 83, Bucking Fastard si presenta come uno dei titoli più difficili da incasellare sulla sola base della sinossi. Non è chiaro quanto Herzog si muoverà verso il dramma realistico, quanto invece utilizzerà la vicenda per costruire una dimensione più simbolica o apertamente surreale. È proprio questa ambiguità a rendere il film uno degli appuntamenti più interessanti del primo segmento della Mostra.

La figura delle due sorelle consente infatti al regista di affrontare temi che attraversano tutta la sua filmografia: l’isolamento, l’ossessione, il rapporto tra individuo e società e soprattutto l’incapacità dell’essere umano di comprendere completamente ciò che ha davanti. Ma questa volta il centro non sembra essere soltanto l’eccezionalità delle protagoniste. Il vero oggetto dell’osservazione potrebbe diventare la società stessa, con il suo bisogno di trasformare qualcosa di incomprensibile in un caso giudiziario, una storia da giornale o uno spettacolo.

È anche per questo che la presenza di Bucking Fastard nel Concorso di Venezia 83 rappresenta uno degli appuntamenti da seguire con maggiore attenzione. A oltre mezzo secolo dall’inizio della sua carriera, Herzog continua a scegliere personaggi che sembrano vivere sulla soglia tra realtà e leggenda, individui davanti ai quali il mondo ordinario perde improvvisamente sicurezza.

Bucking Fastard sarà presentato al pubblico della Mostra del Cinema di Venezia il 3 settembre 2026 alle 17:00 in Sala Grande. Una seconda proiezione pubblica è prevista il 4 settembre alle 17:00 al PalaBiennale.

Redazione
Redazione
La redazione di Cinefilos.it è formata da un gruppo variegato di appassionati di cinema. Tra studenti, critici, giornalisti e aspiranti scrittori, il nostro gruppo cresce ogni giorno, per offrire ai lettori novità, curiosità e informazione sul mondo della settima arte.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -