NAZA, il nuovo documentario diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, ha segnato uno dei momenti più impressionanti di Venezia 83. Al termine della première, il film è stato accolto da una standing ovation durata 24 minuti e mezzo, stabilendo quello che viene indicato come il nuovo record assoluto della Mostra del Cinema di Venezia.
Il risultato supera i 22 minuti di applausi ottenuti nel 2025 da The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, precedente primato del Festival. Durante la lunga ovazione, Jonathan Glazer, regista premio Oscar di La zona d’interesse e produttore esecutivo di NAZA, ha abbracciato Abraham e Szor, visibilmente emozionati, mentre tra il pubblico sono comparse anche bandiere palestinesi.
Il record assume un peso particolare anche per la natura del film. Abraham e Szor, già tra i quattro registi di No Other Land, vincitore dell’Oscar 2025 come miglior documentario, tornano infatti ad affrontare direttamente il conflitto israelo-palestinese, questa volta concentrandosi sui meccanismi delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza.
NAZA racconta la guerra a Gaza attraverso le testimonianze di 24 militari e ufficiali dell’intelligence israeliana
Girato durante la notte sui tetti di Tel Aviv, NAZA costruisce il proprio racconto attraverso le testimonianze di 24 ufficiali dell’intelligence e soldati israeliani, con l’obiettivo dichiarato dalla sinossi di ricostruire i sistemi utilizzati nelle operazioni militari che hanno provocato la morte di civili palestinesi a Gaza.
Anche il titolo è direttamente collegato a questa prospettiva. NAZA è un acronimo utilizzato dall’intelligence israeliana in riferimento ai danni collaterali, indicando il numero di civili che si prevede possano essere uccisi durante un attacco aereo. È quindi una parola che trasforma una delle questioni centrali raccontate dal documentario — il costo umano delle operazioni militari — in un parametro tecnico e operativo.
Prima della première, Abraham aveva spiegato che la loro posizione di cittadini israeliani aveva permesso ai registi di accedere a persone provenienti dall’interno del sistema militare e di utilizzare quelle testimonianze per indagarne il funzionamento. NAZA è inoltre l’unico lungometraggio documentario presente nel Concorso di Venezia 83 ed è prodotto dal quotidiano britannico The Guardian e da James Wilson attraverso JW Films, con Jonathan Glazer produttore esecutivo.
La durata dell’ovazione non costituisce naturalmente un giudizio critico sul film, ma fotografa la forza con cui NAZA è entrato nel dibattito veneziano. Dopo No Other Land e il clamore suscitato lo scorso anno da The Voice of Hind Rajab, il nuovo documentario conferma inoltre quanto il cinema dedicato a Gaza e al conflitto israelo-palestinese continui a occupare uno spazio centrale nel confronto politico e culturale dei grandi festival internazionali.









