Il Snyderverse potrebbe non essere
morto, dopotutto, dato che i sequel di Justice League potrebbero ancora
vedere la luce. Il periodo di Zack Snyder alla DC
è uno degli elementi più importanti della cronologia live-action
del gigante dei fumetti. I film DC di Snyder hanno plasmato il
vecchio DCEU, anche se si sono rivelati piuttosto controversi. La
situazione di Justice League nel 2017 non è stata gestita
bene, con Joss Whedon che ha essenzialmente preso
il controllo del film quando Snyder è stato gradualmente escluso
dal franchise.
Dopo anni di campagne online da
parte dei fan, Snyder è tornato alla DC per dare sfogo alla sua
visione creativa di quella che è forse la squadra di supereroi più
popolare dei fumetti.
Zack Snyder’s Justice League ha cambiato molto di ciò
che è accaduto nella versione cinematografica, con Darkseid che ha
un ruolo reale. Nonostante il successo, nessun progetto di Snyder è
in programma nella lista dei film della DC, ma la situazione
potrebbe cambiare.
Nel podcast
Happy Sad Confused, Snyder ha parlato delle possibilità di
tornare allo Snyderverse per Justice League 2 e
3. L’intervistatore Josh Horowitz
ha chiesto al regista se fosse possibile che i film di
Justice League venissero finalmente realizzati
sotto forma di serie a fumetti o film d’animazione. Snyder ha
risposto positivamente all’idea. “Ne abbiamo parlato parecchio.
Viviamo in un mondo in cui tutto è possibile, e qualunque forma
assumesse… sarebbe fantastico”.
Justice League,
che è stato in gran parte rigirato dal regista di The
Avengers,Joss Whedon, è uscito
nelle sale il 17 novembre 2017. Il film ha concluso la sua corsa
nelle sale con 661,3 milioni di dollari. Con un budget dichiarato
di 300 milioni di dollari dopo le riprese aggiuntive, il film DC
doveva incassare tra i 600 e i 750 milioni di dollari per andare in
pareggio. Pertanto, non è stato un grande successo.
Anni dopo, Zack Snyder’s Justice
League è stato finalmente distribuito su HBO
Max il 18 marzo 2021. Su Rotten Tomatoes, ha ottenuto un
punteggio positivo del 71% da parte della critica e un punteggio
quasi perfetto del 92% da parte del pubblico, confermando che
l’attesa per il film DC è stata più che ripagata. Dopo il suo
successo, i fan hanno iniziato a fare una campagna affinché
venissero realizzati i sequel di Justice League previsti da
Snyder.
Da allora, Snyder ha commentato più
volte la possibilità di portare a termine i suoi piani per
Justice League. Il 5 dicembre 2025, Snyder ha
festeggiato il traguardo dei 500.000 follower su Instagram
commentando il suo amore per i personaggi e dicendo: “Brindiamo
a molte altre storie insieme!”. Prima di allora, il 12 aprile
2024, Snyder aveva parlato con Empire Magazine del trasferimento
dello Snyderverse all’animazione.
Il regista ha detto: “Sì,
assolutamente. Sarebbe divertente. Sarebbe fantastico”. A
distanza di quasi due anni, Snyder continua a credere che
realizzare i sequel di Justice League in forma animata sarebbe una
buona idea, rivelando ora che ci sono state discussioni su questa
possibilità. Al momento, il Capitolo Uno della DCU non ha annunciato alcun film su Justice
League. Pertanto, lo Snyderverse non avrebbe alcuna concorrenza,
soprattutto se tornasse in forma animata.
Per celebrare il 75° anniversario di
Superman,
Zack Snyder, regista de L’uomo d’acciaio, e Bruce
Timm, fumettista della DC Comics, hanno realizzato un
meraviglioso cortometraggio animato che, in soli 2 minuti,
raccoglie le tappe più importanti della vita di questo incredibile
personaggio, tra cinema, fumetti e videogiochi.
Questa è stata la dichiarazione di
Bruce Timm in merito al progetto: “L’idea è stata di Zack. Ci
siamo rivolti a lui perché volevamo semplicemente realizzare un
breve filmato per un programma DC su Cartoon Network. Zack ha
risposto che avrebbe dovuto pensarci, ma poi è nata questa idea di
ripercorrere le tappe salienti della storia di Superman in
brevissimo tempo; così, si è dato da fare ed è venuta fuori questa
meravigliosa creatura“.
A giudicare dal pollice in su
regalato ad un post sul social Vero, la reazione di Zack
Snyder al casting di Robert
Pattinson come nuovo Batman
cinematografico sembra essere più che positiva. Pochi giorni fa è
arrivata infatti la conferma direttamente dalla Warner Bros. che ha
ufficializzato l’ingaggio dell’attore inglese per interpretare il
crociato di Gotham nel prossimo adattamento (e riavvio della saga)
di Matt Reeves, notizia accolta calorosamente da
buona parte del web e con meno entusiasmo da una piccola
percentuale di appassionanti che avrebbero preferito un altro
nome.
Pattinson raccoglie dunque l’eredità
di Ben
Affleck, il volto di Bruce Wayne nel DCEU da
Dawn of Justice a Justice League, che il regista aveva
definito “il miglior Batman di sempre“, ringraziandolo per
aver “benedetto i miei film con quel mento dannatamente
glorioso e con un cuore meraviglioso” in un messaggio
affettuoso dopo l’addio al personaggio.
Senza dubbio la differenza di
fisicità e l’approccio di Reeves contribuiranno a consegnare allo
spettatore un supereroe diverso da quello ritratto in questi anni
da Affleck, Christian Bale nella trilogia di
Christopher Nolan, e da Michael Keaton, Val
Kilmer e George Clooney nell’ultimo ventennio.
La curiosità è tanta e non vediamo l’ora di scoprire quali sorprese
riserverà il nuovo Uomo Pipistrello.
Per quanto riguarda il film, le
prime indiscrezioni circolate online ipotizzano un’ambientazione
negli anni Novanta, epoca tornata di moda nel corso dell’ultima
stagione anche grazie al successo di un altro cinecomic,
Captain Marvel dei Marvel
Studios.
Per alcuni 1990 fa rima con gli
adattamenti di Batman di Tim
Burton che prepararono le basi per i futuri
cinefumetti e che sono stati fonte di ispirazione per Zack
Snyder per quanto riguarda una scena particolare di
Batman V
Superman: Dawn of Justice(dove il regista aveva
omaggiato lo scontro tra il cavaliere oscuro e Pinguino di
Batman Returns del 1992), per non parlare del
fatto che alcune delle più importanti trame a fumetti sul
personaggio provengono proprio da quel decennio.
Secondo i report, Reeves ha optato
per le storie di Batman: Anno Uno come possibile
punto di riferimento, proprio per conferire al suo film un tono da
genere noir enfatizzando le capacità investigative dell’eroe.
Nessuna notizia ufficiale invece sul casting, con la Warner Bros.
impegnata a trovare il perfetto sostituto di Affleck e altri
interpreti che possano riempire la ricca galleria di villain
prevista.
Per The
Batman è stata già fissata l’uscita in sala il
25 giugno 2021.
Il regista Zack
Snyder ha spiegato come la scena dell’ultima cena di
Rebel Moon – Parte seconda: La Sfregiatrice
sia stata originariamente pensata per il suo film cancellato
Justice League 2. Prima della grande
battaglia che ha luogo tra i guerrieri del Veldt e dell’Imperium, i
personaggi principali del film discutono su ciò che ha fatto
nascere in loro il desiderio di combattere contro il gruppo
malvagio. Ciò porta a una serie di flashback in cui i retroscena
dei personaggio vengono approfonditi.
Parlando con The Hollywood
Reporter, Zack Snyder ha rivelato che la
scena dell’Ultima Cena in Rebel Moon – Parte Due
era stata creata per la prima volta per i suoi piani originali di
Justice League 2. Il ha raccontato come la
sequenza fosse stata inizialmente scritta per gli eroi principali
della DCU per recuperare il tempo trascorso dopo un
grande salto temporale, ma è stata riproposta per il suo film
action/sci-fi.
“C’era assolutamente un’Ultima
Cena in Justice League 2, e la scena permetteva loro di raccontare
le storie di come sono arrivati lì, perché Justice League 2 si
sarebbe aperto 10 anni nel futuro. E sì, [Rebel Moon – la sequenza
della seconda parte] ha un tipo di struttura simile alla scena di
Justice League 2 che avevo pensato.”
Mentre Justice League
2 non è mai stato realizzato per le note vicende
turbolente che hanno investito la produzione già del primo film,
Rebel Moon – Parte seconda: La Sfregiatriceè
disponibile su Netflix e probabilmente sarà seguito anche da un
terzo film.
Il regista di Justice
League eBatman
v Superman, Zack Snyder,
ha condiviso su Twitter un video criptico, che ha mandato in estasi
i suoi fan che si sono detti subito convinti che abbia qualcosa a
che fare con il ritorno dello “SnyderVerse”. Molto probabilmente
sono conclusioni un po’ troppo affrettate ma che lo “SnyderVerse”
possa convivere come dei titolo indipendenti nel Elseworlds, è ancora possibile. Come sta
accadendo al Batman di
Matt Reeves o al Joker
di Todd Phillips. La “trasmissione in arrivo”
dura solo 15 secondi, ma presenta la voce minacciosa del cattivo di
Snyder Cut Darkseid mentre dice agli ascoltatori di “salvare la
data” (28, 29 e 30 aprile).
L’idea
dell’Elseworlds arriva da lontano. Walter
Hamada annunciò che avevano intenzione di sviluppare un
vero e proprio multiverso ispirato ai fumetti, affermando che tutti
i progetti passati, presenti e futuri fanno parte dello stesso
multiverso unificato. Anche lo stesso Andy
Muschietti, regista di The
Flash (2023), ha spiegato come tutti i precedenti
adattamenti della DC Comics facciano parte di quest’unico
multiverso: “…tutte le iterazioni cinematografiche che abbiamo
visto prima sono valide…tutto ciò che avete visto esiste, e tutto
ciò che vedrete esiste, nello stesso multiverso
unificato“.
Allo stato attuale fanno parte
dell’Elseworlds,Joker del
2019, The
Batman del 2022, Joker:
Folie à Deux del 2024, The
Batman – Part II del 2025 e un Film senza
titolo su Superman che dovrebbe
uscire nel 2025, prodotto da JJ Abrams. Chissà che non arrivi proprio un
progetto di Zack Snyder che cosi ritornerebbe a
collaborare con la Warner Bros Discovery e magari
un annuncio arriverà proprio nei giorni 28, 29 e 30 aprile.
Si terrà al The ArtCenter di
Pasadena, California, l’evento speciale di tre giorni (22, 23 e 24
Marzo) dedicato al cinema di Zack Snyder con le
proiezioni delle director’s cut di L’alba dei morti
viventi, Watchmen e Batman V Superman: Dawn Of
Justice. Ogni film sarà seguito da un incontro con il
regista insieme a diversi ospiti e collaboratori che hanno lavorato
ai progetti (dunque sono attesi anche membri del cast, ma vedremo
chi si presenterà ai vari panel).
Sappiamo quanto i fan di Snyder
siano affezionati alle versioni estese delle sue pellicole e quanto
queste riescano a comunicare in maniera evidente tutti i pregi e le
intuizioni di un filmaker unico nel panorama hollywoodiano, non
sempre compreso fino in fondo ma sicuramente riconoscibile e
coraggioso.
Chi si aspettava il rilascio della
director’s cut di
Justice League, la sua ultima firma per
l’universo cinematografico DC condivisa con Joss
Whedon in corso d’opera, rimarrà ancora deluso, tuttavia
non è escluso che l’argomento venga tirato in ballo durante uno dei
Q&A con il pubblico e che sarà lo stesso Snyder a fornirci
qualche aggiornamento in merito.
Il necessario allontanamento di
Zack Snyder dal set di Justice League ha fatto pensare che
il regista potesse aver chiuso definitivamente con l’universo
supereroistico DC, idea sostenuta anche dal fatto che le ultime
voci avevano fatto pensare che la Warner volesse distaccarsi
completamente da Snyder.
Eppure, via Variety,
sembra che le cose stiano molto diversamente. Anche se è confermato
che Zack Snyder non ha in programma di dirigere
alcun film per l’universo DC, il regista resta ancora strettamente
ancorato al progetto collettivo, dal momento che è coinvolto nella
produzione di Aquaman, di James
Wan, con Jason Momoa, ed è stato anche confermato
nella lavorazione di Wonder Woman 2, sempre in
qualità di produttore (tra gli altri).
I piani originali volevano Snyder al
timone di Justice League 2, ma non si sa ancora,
se il film si farà e soprattutto se ci sarà sempre lui a capo dello
sviluppo della storia.
I fan di Zack
Snyder attendevano con ansia notizie sul suo prossimo
progetto, e ora abbiamo la conferma che il regista di
Justice League è pronto a dirigere un
film che sperava di vedere in produzione da oltre 20 anni.
Nonostante i fedeli sostenitori di
#RestoreTheSnyderVerse sperino di vedere Snyder dietro la macchina
da presa per un altro film basato sulla DC Comics, questo film
segnerà un vero e proprio punto di svolta per il regista di titoli
come Watchmen, 300,L’alba dei morti
viventi e L’uomo d’acciaio.
Snyder inizierà le riprese del suo
progetto preferito, The Last Photograph, il mese
prossimo. Il film, un dramma bellico indipendente, vedrà
protagonisti Stuart
Martin e Fra Free, entrambi apparsi
nei film di Rebel Moon. La produzione dovrebbe svolgersi
in diverse location, tra cui Islanda, Colombia e Los Angeles.
Zack Snyder sta
producendo anche con la sua partner creativa e moglie
Deborah Snyder e Wesley Coller
tramite la loro casa di produzione Stone Quarry.
Anche Gianni Nunnari e la sua società di
produzione Hollywood Gang Productions sono a bordo. Kurt
Johnstad, storico collega di Snyder, ha scritto la
sceneggiatura, basata su un racconto originale di Snyder.
Hans Zimmer, Steven Doar e Omer
Benyamin comporranno la colonna sonora.
La prima trama di The Last
Photograph, prossimo film di Zack
Snyder
La sinossi ufficiale recita: “Un
ex agente della DEA deve tornare sulle montagne del Sud America per
cercare i nipoti scomparsi, in seguito al brutale omicidio dei loro
genitori diplomatici. Con l’aiuto di un fotografo di guerra
tossicodipendente e in declino, l’unica persona ad aver visto il
volto degli assassini, parte determinato a trovare i bambini e la
verità, ma presto scopre di dover affrontare anche i fantasmi del
suo passato. Il loro viaggio verso l’ignoto li allontana sempre di
più dalla civiltà, mettendo in discussione tutto ciò in cui
credono, mentre lentamente erode la distinzione tra reale e
surreale.”
Il progetto ha subito alcuni
cambiamenti significativi da quando Snyder ha iniziato a
svilupparlo oltre vent’anni fa. L’ambientazione era l’Afghanistan,
con la storia di un corrispondente di guerra che emerge come unico
sopravvissuto a un attacco contro un gruppo di americani.
Inizialmente erano stati scelti come protagonisti Christian Bale e Sean
Penn.
“L’idea di prendere in mano la
macchina da presa e semplicemente realizzare un film in modo intimo
mi affascina molto”, ha dichiarato Snyder in una nota.
“The Last Photograph è una meditazione sulla vita e sulla
morte, che incarna alcune delle prove che ho vissuto nella mia vita
e l’esplorazione di queste idee attraverso la creazione di
immagini”.
L’ironia sui baffi di
Henry Cavill eliminati in
post-produzione da Justice League
sembra non avere fine, e sembra che stavolta a riderci su sia
nientemeno che Zack Snyder.
Il regista ha infatti pubblicato sui
suoi canali social una foto dove mette in mostra la folta barba
aggiungendo la didascalia: “Credo di dover rasare questa
cosa“.
Da allora sono iniziati ad arrivare
i messaggi dei fan che consigliavano a Snyder di far rimuovere i
suoi baffi con un po’ di sana CGI (proprio come accaduto al volto
di Cavill per il film).
Vi ricordiamo
cheJustice League, sarà disponibile
dal 21 Marzo nei
formati DVD, Blu-ray, Blu-ray 3D e in 4k Ultra
HD, distribuito da Warner Bros.
Entertainment Italia.
Diretto da Zack
Snyder, il film presenta una invidiabile lineup di
SuperEroi DC: Ben
Affleck nei panni di Batman, Henry
Cavill come Superman, Gal
Gadot nel ruolo dell’irresistibile Wonder
Woman, Ezra Miller come The
Flash, Jason Momoa nei panni di Aquaman
e Ray Fisher come Cyborg.
Durante lo scorso weekend, Zack Snyder ha tenuto una live su VERO in cui ha rivelato
molti dettagli a proposito della produzione di Batman v Superman: Dawn of Justice. In
occasione della live, però, il regista si è anche dichiarato
possibilista in merito ad un live action de Il Ritorno
del Cavaliere Oscuro, la miniserie a fumetti in
quattro numeri su Batman, scritta e disegnata da Frank
Miller, e pubblicata nel 1986.
La live è stata organizzata per
festeggiare i quattro anni dell’uscita di Batman v Superman che, nonostante la pessima
accoglienza ricevuta da parte dei pubblico e critica, è ancora oggi
un grande argomento di discussione all’interno della comunità nerd.
Nel corso della live, Snyder ha commentata la scena di Martha, la
scena del funerale di Superman e anche la scena
dell’incubo di Batman.
Sempre in occasione della diretta
streaming, Snyder ha anche parlato dell’idea di un potenziale live
action basato proprio su Il Ritorno del Cavaliere Oscuro.
Il regista crede ancora nel progetto e, soprattutto, non pensa che
Batman v Superman possa avergli negato in qualche modo
la possibilità di realizzare il film: ecco perché lo stesso si
ritene possibilista. L’argomento è stato affrontato proprio perché,
come dichiarato dallo stesso Snyder, la miniserie a fumetti di
Miller è stata fonte di grande ispirazione per la realizzazione del
cinecomic con Henry Cavill e Ben Affleck.
Zack Snyder è
ufficialmente il regista di Superman. Il villain
sarà il Generale Zood… Da tempo ormai aspettavamo questa notizia,
che finalmente è ufficiale: Zack Snyder, è il regista del reboot di
Superman, uno dei supereroi più noti della Dc
Comics, prodotto da Christopher Nolan, sul quale già
nel 2004 Bryan Singer aveva realizzato un reboot cinematografico.
il film uscirà nelle sale a Natale 2012.
Proprio i dirigenti della
Warner Bros hanno scelto Snyder. Inoltre, avendo già
diretto per la Warner Bros, anche i produttori, Christopher Nolan e
Emma Thomas, erano perfettamente favorevoli a questa scelta. In
questi giorni è nelle sale statunitensi la sua ultima fatica,
Il Regno di Ga’Hoole – La Leggenda dei Guardiani,
mentre debutterà a marzo il controverso Sucker
Punch.
Snyder è stato scelto tra candidati
di tutto rispetto, quali: Darren Aronofsky, Duncan Jones e
Ben
Affleck. Parlando a Deadline.com, il regista ha
spiegato: “Sono stato un grande fan del personaggio per molto
tempo, è sicuramente il re di tutti i supereroi, l’unico. E’ ancora
presto, ma posso dirvi ciò che David S. Goyer e Christopher Nolan
hanno fatto con la storia del film mi ha decisamente fatto trovare
un modo per rendere il personaggio moderno. Ho sempre sentito che
era qualcosa di straordinario. Finirò Sucker Punch, e poi mi
dedicherò a questo progetto“.
The Hollywood Reporter e Slashfilm,
intanto, rivelano che lo script di Goyer ha un collegamento con i
vecchi film di Richard Donner: il villain del film dovrebbe essere
infatti il Generale Zod. Naturalmente questi dettagli
verranno approfonditi nei prossimi mesi. Le riprese inizieranno nel
2011. Il nuovo Superman è stato scritto da David S. Goyer, con
Christopher Nolan a supervisionare la produzione.
Quando la Warner Bros. ha iniziato a
mettere in piedi il suo DC
Extended Universe, il regista Zack Snyder è stato attivamente coinvolto nel
processo di creazione dell’universo condiviso. Snyder ha diretto i
primi due film del franchise, L’uomo d’acciaio e Batman v Superman, per poi abbandonare la nave nel bel
mezzo della produzione di Justice
League (progetto che è stato poi portato a compimento
da Joss Whedon).
Sappiamo tutti come sono andate poi
le cose: essenzialmente, Snyder è rimasto lontano dal DCEU per
molto tempo, sebbene abbia continuato a figurare come produttori di
alcuni film. Poi, quest’anno, dopo innumerevoli richieste da parte
dei fan, la Warner Bros. ha finalmente permesso al regista di
realizzare la sua versione di Justice
League, che è stato poi distribuita col titolo
Zack Snyder’s Justice League.
Nonostante tutte queste
vicissitudini, i fan restano ancora profondamente legati ai
contributi di Snyder al DCEU, e proprio l’uscita della
Snyder Cut ha portato ad un rinnovato interesse per quello
che molti hanno soprannominato lo SnyderVerse. In origine, infatti, il regista
aveva immaginato una vera e propria trilogia per la Justice
League, e dopo l’uscita della sua versione del
cinecomic, i fan hanno continuato a pressare la Warner Bros.
affinché concedesse a Snyder la possibilità di portare a termine il
suo
SnyderVerse.
Tuttavia, pare che lo stesso
Zack Snyder non concepisca i film da lui
realizzati per il DCEU come parte dello
SnyderVerse. In una nuova intervista con
Inverse in occasione della promozione del film Army of Thieves (prequel di Army of the Dead), a Snyder è stato proprio chiesto
cosa rappresenti per lui l’etichetta “SnyderVerse”.
“Spero che qualsiasi cosa
significhi lo SnyderVerse, alla fine rappresenti un IP
originale”, ha dichiarato il regista. “L’Universo DC è
qualcosa che mi sta molto a cuore e qualcosa a cui ho dedicato
molto tempo della mia vita, in termini di idee e di sviluppo,
quindi lo adoro. Ma dove sono adesso riguarda tutti i progetti
legati a Army of the Dead e tutto ciò che riguarda un altro
progetto a cui sto lavorando, Rebel Moon. Sono progetti che stanno
consumando parecchia della nostra produzione creativa. Spero che
nella categoria ‘SnyderVerse’ rientrino tutte queste cose originali
che stiano facendo adesso, e non quanto fatto in passato.”
Cosa sappiamo di Rebel Moon, il
nuovo progetto cinematografico di Zack Snyder
A proposito di Rebel Moon, si tratta di un epico fantasy
sci-fi che Zack Sndyer dirigerà e scriverà insieme a
Shay Hatten (già sceneggiatore
di Army
of the Dead) e Kurt
Johnstad (co-sceneggiatore di 300).
La trama del film ruota attorno ad una una pacifica colonia ai
margini della galassia che viene improvvisamente minacciata dagli
eserciti di un tirannico reggente di nome Balisarius. Alcune
persone, in preda alla disperazione, inviano una giovane donna con
un misterioso passato a cercare guerrieri che popolano i pianeti
vicini per aiutarla a sconfiggere il nemico.
Arrivano le prime parole di
Zack Snyder per
promuovere il suo nuovo film, L’Uomo
d’Acciaio. Il regista ha parlato a lungo con SFX
Magazine sul suo reboot di Superman, tratto da un
soggetto di Christopher Nolan, in particolare
si è soffermato sulla scelta del protagonista, l’attore
Henry Cavill, a suo parere l’unico che
avrebbe dato credibilità al personaggio:
[box type=”shadow”] “Cavolo, è così
“Supermanico”, è pazzesco. C’è stato un momento in cui – gli
abbiamo messo addosso il costume di Christopher Reeve perché non
avevamo ancora un costume, e avevamo appena avuto la vecchia tuta.
Uscì dalla roulotte e nessuno si mise a ridere. E’ questa la
differenza tra l’essere Superman e indossare il costume di
Superman. Se lo indossassi io sarebbe un costume di Halloween. Se
invece lo indossa Henry sono i suoi vestiti. Impressionante. Guard
il film e pensi P#@¡? m@ˆ\#§a, è Superman. E non è strano o folle,
è solamente figo!” [/box]
[box type=”shadow”] “E’
un’esperienza molto violenta. E’ crudo. Abbiamo fatto uno sforzo a
farlo ed è questo che volevamo fare veramente. E’ quasi come se ci
fossero questo tipo di qualità giuste al massimo, è un continuo
accelerare. Arrivi al massimo e poi ti accordi che lui sa
fare qualcosa di estremamente più grande.”[/box]
La rappresentazione di Krypton
appare essere nuova rispetto ad un pianeta che sta per essere
distrutto. Snyder aveva in mente molte idee specifiche per la casa
di Superman.
[box type=”shadow”] “Volevo davvero
che Krypton fosse questa specie di posto speciale, completamente
diverso e antico rispetto alla Terra, ma allo stesso tempo non un
posto incredibile. Volevo davvero dare questa impronta di antichità
a Krypton. Amo la tecnologia arrugginita perché da un senso di
vecchio, è così avanzata ma anche tanto vecchia. Questo è il tipo
di mondo che ho cercato di creare. Un mondo che sta morendo che è
antico e lacerato. ” [/box]
Vi ricordiamo che il
cast della pellicola comprende la quattro volte nominata
all’Oscar Amy
Adams nei panni della giornalista del Daily
Planet Lois Lane, mentre il candidato all’Oscar Laurence
Fishburne interpreta il suo caporedattore,
Perry White. Nei panni dei genitori adottivi di Clark Kent, Martha
e Jonathan Kent, la candidata all’Academy
Award Diane Lane e il vincitore
dell’Oscar Kevin Costner . A combattere
contro il supereroe, altri due sopravvissuti kryptoniani, il
malvagio Generale Zod, il candidato all’Oscar Michael Shannon, e Faora, la sua
spietata alleata, interpretata da Antje
Traue. A interpretare i genitori kryptoniani di Superman
Lara Lor-Van e Jor-el, troviamo Ayelet Zurer e il premio
Oscar Russell
Crowe.
[box type=”shadow”] Nel film,
un ragazzo impara scopre di avere straordinari poteri e che non è
nato sul Pianeta Terra. Come giovane uomo, viaggia cercando di
scoprire da dove viene e che cosa è stato mandato a fare sulla
Terra. Ma l’eroismo nascosto in lui deve emergere se vuole salvare
il mondo e diventare un simbolo di speranza per tutti gli uomini
giusti.[/box]
Tutte le info utili nella nostra
Scheda Film: L’uomo d’Acciaio. Tutte
le news nel nostro speciale: Superman: Man of
steel. Di seguito la foto gallery completa
del film:
In molti, considerando il lavoro di
perfetta coordinazione tra cinema e televisione dei Marvel Studio, hanno criticato la
scelta della DC di separare i due universi supereroistici. Adesso è
Zack Snyder a prendere la parola in merito,
dicendo: “Ho il 100% del rispetto per quello che stanno facendo
in tv. Penso sia straordinario. La gioia e il divertimento con cui
parlano agli iconici personaggi che rappresentano. Questi
personaggi sono più grandi di qualsiasi attore li interpreti, molto
tempo dopo che io avrò fatto Batman v Superman ci sarà
qualcun’altro che lo rifarà, come se fosse una tradizione
americana. Sappiamo che questi personaggi saranno interpretati
ancora e ancora e che esistono al di fuori di noi.
Credo che la chiave sia lasciare
che i personaggi esistano in un multi universo, senza cercare di
costringerli in un’unica story line. Credo che così sia molto più
divertente per i fan e gli spettatori. Potranno così vedere iloro
personaggi preferiti sotto vari aspetti e in varie situazioni.
Andiamo con questi personaggi in tante direzioni diverse e questa è
una vera gioia per quello che stiamo provando a fare alla
DC.”
Zack Snyder è
l’uomo del momento. Il regista è atteso al cinema con la sua ultima
titanica impresa, Batman v Superman Dawn of
Justice, un’operazione da circa 400 milioni di
dollari che potrebbe segnare il suo fallimento. Se il film dovesse
incassare bene, cosa molto probabile in realtà, il regista sarebbe
acclamato come autore di un grande successo, ma lui non sembra,
almeno dall’esterno, pensare troppo all’esito del film, tanto che
ha già in mente un chiaro futuro per la sua carriera post DC
Universe (Snyder dirigerà anche Justice League parte I).
Mentre già sappiamo che Zack
Snyder ha intenzione di dedicarsi a un progetto sulla
guerra in Afghanistan, intitolato The Last
Photograph, adesso è lui stesso a confermare di avere
desiderio di adattare per il cinema The
Fountainhead (La fonte
Meravigliosa), il primo successo letterario della
scrittrice Ayn Rand. Già
nel 1949 King Vidor realizzò un adattamento
cinematografico del romanzo con protagonista Gary
Cooper.
“Sto lavorando a La Fonte
Meravigliosa – ha confermato Zack Snyder – Ho sempre
sentito come se questa storia fosse una specie di tesi del processo
creativo e che spiegasse come creare qualcosa. La Warner Bros
detiene lo script di Ayn Rand e io ci ho lavorato su solo un
pochino”.
Di seguito la trama del
romanzo: Ispirata a Frank Lloyd Wright,
il genio americano dell’architettura, autore di capolavori come il
museo Guggenheim, è la storia di Howard Roark, giovane architetto
di talento, deciso a rinunciare a fama e carriera e a lottare
contro i pregiudizi e le convenzioni, pur di affermare il proprio
genio. Nella sua battaglia contro lo status quo e per il diritto
all’arte vera, libera e creatrice, Howard si imbatte in ogni
variante di corruzione umana, inclusi un rivale senza scrupoli e
privo di morale, Peter Keatin e un potente editore, Ellsworth
Toohey. È anche la storia di un amore contrastato, struggente e
impossibile che si intreccerà indissolubilmente con la vita e la
carriera di Howard.
Sappiamo che Batman v Superman Dawn of
Justice anticiperà la presenza sullo schermo di
alcuni degli eroi della Justice League, come Flash, che
avrà sicuramente un cameo, e Aquaman, che probabilmente avrà un
ruolo un po’ più esteso. Zack Snyder ha
parlatoproprio del compito che gli eroi della Justice League
avranno nel film con protagonistala Triade DC.
“Anche se appariranno, gli altri
membri della Justice League ricopriranno tutti un ruolo minore.
Solo un sussurro per dire che esistono. Con l’eccezione di Wonder
Woman, che invece vedremo molto bene. Ma davvero il film è su
Batman e Superman. E ci prendiamo il tempo che ci serve con loro,
il che è il senso del film.”
“Temendo le azioni incontrastate
di un supereroe pari ad una divinità, il formidabile e
fortissimo vigilante di Gotham City decide di affrontare il più
riverito salvatore di Metropolis , mentre il mondo si batte
per capire di quale tipo di eroe ha bisogno. E con Batman e
Superman in guerra, sorge qualcosa di nuovo che mette l’umanitá in
un pericolo mai conosciuto prima”.
Ricordiamo
che Batman v Superman : Dawn
of Justice, Zack
Snyder è stato
scritto da ChrisTerrio, da
un soggetto di David
S. Goyer.
In Batman v Superman saranno
presenti Henry Cavill nel
ruolo
di Superman/Clark Kent e Ben Affleck nei
panni di Batman/Bruce Wayne. Nel cast ci saranno
anche: AmyAdams, LaurenceFishburne, Diane
Lane, JesseEisenberg, Ray
Fisher, Jason
Momoa e GalGadot. Batman v Superman : Dawn
of Justice arriverà nelle sale di
tutto il mondo il 6 maggio 2016.
ATTENZIONE SPOILER. Questo
articolo contiene un grosso spoiler su L’Uomo
d’Acciaio, se non avete ancora visto il film,
proseguite a vostro rischio e pericolo!
Ne L’Uomo
d’Acciaio, il generale Zod ha dimostrato di essere un
nemico molto potente per Superman e così l’eroe
kryptoniano viene costretto a fare qualcosa che in realtà non
vorrebbe. Zack Snyder ha spiegato le
motivazioni per cui era necessario che questa scena ci fosse nel
film, a seguito della rivolta dei fan del fumetto che non hanno
gradito molto.
ATTENZIONE SPOILER
Dopo un lunghissimo e distruttivo
combattimento contro Zod, Superman si rende conto che non può
batterlo. Hanno gli stessi poteri sulla Terra e Zod in più è stato
progettato per combattere. Ma nel momento dello scontro finale,
proprio quando Zod è sotto scacco, minaccia di uccidere una
famiglia di persone con la sua vista a raggi laser. Così Superman,
per salvare quella famiglia, è costretto a spezzargli il collo. Ma
Superman non aveva come unica regola quella di non uccidere?
“David [S. Goyer], Chris [Nolan]
e io abbiamo parlato a lungo di questa cosa, e io ho pensato
che Superman dovesse ucciderlo alla fine – ha
detto Zack Snyder– il perchè di questa
decisione è che se veramente si tratta di una storia di origini, la
sua avversione per l’uccisione di qualsiasi persona è inspiegata.
Ho voluto creare uno scenario in cui Superman, pur di non vedere
gli abitanti di Metropolis tagliati in due, è costretto a fare
quello che ha fatto”.
A chi ha visto il film la
spiegazione sembrerà forse sufficiente, a noi, quella di
Zack Snyder, sembra piuttosto una scelta
abbastanza opinabile: perché preoccuparsi di una famiglia sola
quando ormai Metropolis è un cumulo di macerie?
Ecco la trama L’Uomo
d’Acciaio: Nel pantheon dei supereroi, Superman è il
personaggio più riconoscibile e riverito di tutti i tempi. Clark
Kent/Kal-El (Henry Cavill) è un giovane intorno ai vent’anni
che si sente alienato dai suoi poteri che oltrepassano qualsiasi
immaginazione. Trasportato tempo fa sulla Terra da Krypton, un
pianeta tecnologicamente avanzato e distante, il giovane Clark è
attanagliato dalla domanda “Perché sono finito quaggiù?”. Plasmato
dai valori dei suoi genitori adottivi, Martha (Diane
Lane) e Jonathan Kent (Kevin Costner), Clark scopre che l’avere delle
straordinarie abilità conduce a dover intraprendere delle difficili
decisioni. E quando il mondo è in estremo bisogno di stabilità,
ecco sorgere una minaccia ancor più grande. Clark dovrà diventare
l’Uomo d’Acciaio per proteggere le persone
che ama e per ergersi a salvatore del genere umano.
Warner Bros. Pictures e Legendary
Pictures presentano L’Uomo
d’Acciaio, con
Henry Cavill nel ruolo di Clark Kent/Superman,
per la regia di Zack Snyder. Il film è
interpretato anche da
Amy Adams (“The Fighter”), attrice candidata tre volte
agli Oscar, nel ruolo della giornalista del Daily Planet Lois Lane,
e il candidato all’Oscar
Laurence Fishburne (“What’s Love Got to Do with It”)
in quello del direttore del giornale, Perry White. Nel ruolo dei
genitori adottivi di Clark Kent, Martha e Jonathan Kent, ci sono la
candidata agli Oscar
Diane Lane (“Unfaithful — L’amore infedele”) e il
premio Academy Award
Kevin Costner (“Balla coi lupi”).
A combattere contro il supereroe
sono due altri Kryptoniani sopravvissuti, il malvagio Generale Zod,
interpretato dal candidato agli Oscar
Michael Shannon (“Revolutionary Road”) e Faora,
interpretata da Antje Traue. Originari di Krypton
sono anche i genitori biologici di Superman, la madre Lara Lor-Van,
interpretata da Ayelet Zurer (“Angeli e demoni”) e
il padre Jor-El, interpretato dal premio Academy Award
Russell Crowe (“Il gladiatore”). Nel cast anche
Harry Lennix, nel ruolo del Generale Swanwick,
Christopher Meloni in quello del Colonnello Hardy
e Richard Schiff che interpreta il Dr. Emil
Hamilton. Tutte le news nel nostro
speciale: Superman: Man of
steel.
La tragedia personale di
Zack Snyder lo ha costretto ad allontanarsi, per
una buona ragione, dal set di Justice League, ma sembra che il
regista cederà il passo anche al ruolo di direttore creativo del
DCEU.
A darne notizia è Mashable: il
portale riferisce che sia Snyder, che sua moglie
Deborah, faranno un passo in dietro rispetto alla
direzione creative dell’universo condiviso DC al cinema. La coppia
continuerà a produrre le pellicole, ma non avrà troppo peso nelle
decisioni creative, ruolo affidato adesso al capo dell’ufficio
creativo della DC, Geoff Johns.
Johns sta lavorando adesso gomito a
gomito con Joss Whedon, che ha ereditato la regia
di Justice League da Snyder e che dal prossimo
anno comincerà a lavorare al film su Batgirl.
Patty Jenkins (Wonder Woman) e
Matt Reeves (The
Batman) faranno parte della squadra creativa di Johns.
Anche David Ayer, il cui Suicide Squad ha risentito
pesantemente del gusto visivo di Snyder, continua a essere parte
del DCEU dal momento che dirigerà Gotham
City Sirens.
Justice League: nuovo trailer mozzafiato dal
Comic Con
I film di Zack
Snyder non incontrano i gusti di tutti e il suo stile
visivo unico spesso divide le opinioni. Sia che si tratti di
un’estetica umorale o di molti rallentamenti, il regista ha un
approccio unico alla regia che ha spesso attirato le ire della
critica.
Anche questa settimana, è stato
messo sotto tiro per aver detto che Batman dovrebbe uccidere, e
Zack Snyder ora si chiede perché alcuni fan lo
“odiano”.
“Ricordo che l’ultimo
articolo diceva: ‘Zack Snyder: amarlo o odiarlo’. E io ho pensato:
“Odiarlo?!”. Non capisco. Cosa? È un film“, ha detto
Zack Snyder al Joe Rogan Experience.
“Non ho alcun problema se non ti piace il film. Non è
questo il punto. Chi se ne frega? Il fatto è che mi odieresti? Non
lo capisco“.
“È una scelta di vita
per molte persone. Non è un film“, ha continuato.
“Se avessi fatto una commedia romantica, avreste detto:
‘Ok, è stato divertente’. Mi piace che [i fan] provino questa
passione. Non lo criticherei in alcun modo, perché vivo la stessa
vita. Per me è mattina, mezzogiorno e sera. Per quei ragazzi, non è
solo un film“. “Quindi devi, a un certo
livello, riconoscere che questa è la loro religione. E si sentono
fortemente coinvolti. La verità è che è anche la mia
religione“.
Zack Snyder set Army of the dead – Crediti foto: CLAY ENOS/NETFLIX
Se è vero che Zack
Snyder riceve un sacco di odio ingiustificato per le sue
decisioni creative (l’uccisione del Generale Zod da parte
di Superman è stato un errore,
anche se non tale da giustificare il tipo di insulti che spesso
riceve), sarà più difficile per alcuni fan sostenerlo dopo aver
visto un’intervista come questa.
“La gente dice sempre:
‘Batman non può uccidere’. Quindi Batman non può uccidere è
canonico“, ha detto Snyder.
“E io dico: ‘Ok, beh,
la prima cosa che voglio fare quando lo dici è vedere cosa
succede’. E loro: ‘Beh, non mettetelo in una situazione in cui deve
uccidere qualcuno’. E io: “Beh, in questo modo stai proteggendo il
tuo Dio in modo strano, giusto? Stai rendendo il tuo Dio
irrilevante‘”.
Il regista ha
anche sostenuto che più persone devono aver visto Rebel
Moon che Barbie
(credendo che questo si traduca in un incasso di 1,6 miliardi
di dollari), per cui è chiaramente in una fase di
esternazione…
Zack Snyder ha avuto la possibilità di
riflettere sul successo del DCEU in seguito alla sua dipartita.
L’universo condiviso dedicato alle proprietà DC è stato lanciato
nel lontano 2013 con L’uomo
d’acciaio, che ha introdotto sul grande schermo una
versione decisamente più cupa del celebre Superman. Tuttavia, è stato
solo con il malcontento generato da Batman v Superman del 2016 che la Warner Bros. ha
deciso di rivedere i suoi piani in materia di supereroi.
A causa di alcune divergenze
creative e in seguito ad un lutto familiare, Snyder ha lasciato la
produzione di Justice
League prima che il film venisse ufficialmente completato.
Al suo posto è subentrato Joss Whedon, che ha messo a punto la
versione cinematografica che abbiamo visto nelle sale di tutto il
mondo nel 2017, ad oggi riconosciuta come il più grande fallimento
della DC Films. Tuttavia, le cose sono improvvisamente cambiate con
l’uscita di Wonder
Woman prima e di altri cinecomic come Aquaman e
Shazam!
dopo, che ha ricevuto tutto un altro tipo di accoglienza, tanto da
parte della critica quanto del pubblico, risollevando finalmente le
sorti del DCEU.
Da parte sua, Snyder non cova alcun
tipo di rancore nei confronti di tutte le persone che lavorano ora
ai film dell’universo condiviso. In una nuova intervista con il
New York Times in occasione della promozione della
Snyder Cut di Justice
League, il regista ha riconosciuto la qualità di quei
film, pur riconoscendo che forse manca nei loro confronti quel tipo
di “devozione” che operazioni come Batman v Superman hanno suscitato, nel bene e nel
male.
“Non potrei essere più felice.
Non mi dà assolutamente fastidio”, ha spiegato Zack Snyder. “Quei film sono fantastici,
sono davvero ben fatti. Sono eccellenti. Ma Batman v Superman… o lo
ami o lo odi. È probabilmente il film su cui si è discusso di più.
È la cosa più vicina ad un film cult che possa esistere nell’ambito
dell’attuale cultura pop. Sono un provocatore? Un po’. Il mio
lavoro è realizzare dei dolcetti di cultura pop che mangi e
dimentichi il giorno dopo? Nah! Preferisco farti imprecare durnate
un film piuttosto che renderlo simpatico e carino per tutti, a
tutti i costi.”
Zack
Snyder’s Justice Leagueuscirà in streaming il 18
marzo 2021 su HBO
Max in America e, in contemporanea, su Sky e NOW TV in Italia.
Il film durerà 242 minuti (quattro ore circa) e sarà diviso in sei
capitoli e un epilogo.
Una voce di corridoio confermata
dall’ex reporter di Variety Josh L. Dickey vedrebbe
Zack Snyder fuori dalla DC Films
a causa di un accordo avvenuto ancor prima che il regista lasciasse
la produzione di Justice League per motivi familiari.
La notizia è rimbalzata in ogni angolo del web ieri sera, dopo il
tweet di Dickey.
Secondo le parole del
giornalista, Snyder sarebbe stato licenziato
dalla DC Films pochi mesi prima di annunciare pubblicamente l’addio
alle riprese aggiuntive di Justice League a Maggio
scorso. Non fornendo ulteriori dettagli ma aggiungendo che in quel
periodo non gli fosse stato permesso di condividere la notizia, è
plausibile che la DC Films non abbia voluto che si diffondesse per
evitare problemi.
Questo non fa che aumentare i dubbi
su una non del tutto pacifica intesa tra regista e azienda, anche
se Snyder figura ancora come produttore esecutivo di Wonder
Woman 2, Aquaman e Suicide Squad 2.
Aspettiamo allora conferme ufficiali nei prossimi giorni.
Con la chiusura del DCEU e l’avvio
del DCU, era legittimo immaginare che lo SnyderVerse
fosse tramontato, ma Zack Snyder non molla. Al
regista è stato permesso di condividere la sua visione per
Justice League con il mondo nel 2021,
anche se alla fine questo ha visto il movimento
#ReleaseTheSnyderCut trasformarsi in #RestoreTheSnyderVerse con la
diffusione della cosiddetta
Zack Snyder’s Justice League.
Con la certezza che ciò non accadrà
mai, la campagna ha perso gran parte del suo slancio negli ultimi
mesi. Oggi, però, Snyder si è rivolto a Vero per
confermare che
Zack Snyder’s Justice League uscirà nelle sale. Prima
di emozionarci troppo, anticipiamo che potrebbe trattarsi di una
proiezione dei fan invece di un’uscita limitata o ampia,
probabilmente organizzata dal regista.
Tuttavia, la Warner Bros. potrebbe
anche cercare di recuperare alcune delle sue perdite visto il
successo che hanno avuto altre riedizioni quest’anno; La Sony
Pictures, ad esempio, ha incassato milioni rimettendo i film di
Spider-Man nelle sale all’inizio di questa estate
(e da noi con gli Spider-Monday). Tuttavia, ricordare agli
spettatori il DCEU così vicino al riavvio dei DC Studios sembra una
scelta strana.
Con questo in mente, torniamo a
pensare che questa notizia non è così enorme come sembra a prima
vista. Proiezione dei fan o no, ci saranno molti fan DC entusiasti
di vedere finalmente il film nei cinema dopo che è stato
distribuito originariamente soltanto in streaming.
Snyder, che è passato al franchise
Rebel Moon di Netflix, ha
sicuramente realizzato un film degno del grande schermo, quindi
dovremo aspettare e vedere cosa comporterà il suo annuncio quando
arriverà.
In Zack
Snyder’s Justice League, determinato a garantire che
il sacrificio finale di Superman (Henry Cavill) non sia stato vano, Bruce
Wayne (Ben
Affleck) allinea le forze con Diana Prince
(Gal
Gadot) per reclutare una squadra di metaumani per
proteggere il mondo da un’invasione minaccia imminente di
proporzioni catastrofiche. Il compito si rivela più difficile di
quanto Bruce immaginasse, poiché ciascuna delle reclute deve
affrontare i demoni del proprio passato per trascendere ciò che le
ha trattenute, permettendo loro di unirsi, formando finalmente una
lega di eroi senza precedenti.
Anche se ora Batman (Affleck),
Wonder Woman (Gadot), Aquaman (Jason Momoa), Cyborg (Ray
Fisher) e The
Flash (Ezra Miller) sono uniti, potrebbero
essere troppo tardi per salvare il pianeta da Steppenwolf, DeSaad e
Darkseid e dalle loro terribili intenzioni.
La sceneggiatura del film è di
Chris Terrio, una storia di Chris Terrio,
Zack Snyder e Will Beall, basata sui
personaggi della DC, Superman creato da Jerry
Siegel e Joe Shuster. I produttori del
film sono Charles Roven, Deborah Snyder, con i
produttori esecutivi Christopher Nolan, Emma Thomas, Wesley
Coller, Jim Rowe, Curtis Kanemoto, Chris Terrio e
Ben Affleck. La
Zack Snyder’s Justice League è disponibile per la
visione su piattaforme a noleggio su Apple
Tv+.
Manca ormai pocho meno di venti
giorni all’uscita de L’Uomo
d’Acciaio, il riavvio della leggenda di Superman della DC Comics per
mano di Zack Snyder, ed oggi per la gioia dei fan
del regista di 300 e
The Watchman arriva un estratto
dall’intervista che uscirà nel numero di Giugno su Best
Movie.
L’uomo d’Acciaio che
Snyder ha forgiato, in una triangolazione creativa
fortissima con la factory del Cavaliere
oscuro (ovvero lo sceneggiatore David
Goyer e il “nuovo Kubrick” Christopher Nolan), vuole
dichiaratamente discostarsi da tutto quanto si sia fregiato del
brand Superman prima di esso, nonostante
l’ammirazione per i classici di Richard Donner con
l’indimenticabile Christopher Reeve. Sarà un reboot
radicale, già a partire dal titolo, tanto da aver eliminato in modo
spregiudicato il tallone d’Achille per eccellenza del supereroe:
«La kryptonite non ci sarà» ha detto
chiaramente Snyder. «È stata sfruttata in tutti
i modi e mi sembrava più curioso ometterla. Scoprirete al cinema
quale sarà la debolezza di Superman…». Anche se, certo, tradire
completamente l’iconografia classica che ha reso celebre il
supereroe sarebbe stato impossibile e irrispettoso: «Ci siamo
ispirati soprattutto ai fumetti, dimenticandoci del passato
cinematografico e televisivo di Superman. Abbiamo mantenuto il
costume: è un simbolo potente, il secondo più riconoscibile al
mondo dopo la croce cristiana. E poi Henry sembra nato per
indossarlo. Quando l’abbiamo visto la prima volta sul set ci siamo
zittiti tutti». [/box]
IL CAVALIERE… DAL MANTELLO
ROSSO
Snyder, a incontrarlo da vicino, sembra un
delinquentello di periferia, con fisico scolpito, infiniti
tatuaggi, capello arruffato e abbigliamento ben lontano dal gusto
classico. Ma le apparenze ingannano e sotto il look del duro, ha un
cuore grande. È uno di quelli che non hanno paura di rischiare e
sono pronti a gettarsi in mare con una pietra al collo pur di non
intaccare la visione del film che hanno nella loro testa.
[box type=”shadow”]Tabula rasa,
dunque. E il tentativo di dar vita a un’operazione molto simile a
quella attuata con Il cavaliere oscuro, non tanto nel mood, quanto
nell’attitudine. Missione: ripartire da zero. «Abbiamo ideato
questo nuovo Superman come se fosse il primo film in assoluto, per
cui anche la musica doveva rispecchiare questa novità. L’inedita
colonna sonora, ideata da Hans Zimmer, sarà grandiosa» ha
confermato il regista di 300. Il celebre compositore ha sposato in
pieno la filosofia di Nolan & Co. su Superman: ovvero, domande
esistenziali e potenza (“I Have So Many Questions” e “Ignition”
sono due brani che esprimono bene l’essenza del nuovo eroe, da una
parte teso a scoprire chi è, dall’altra propulsivo e
iperdotato).[/box]
Che L’uomo d’Acciaio nasca da una
costola del Cavaliere oscuro – per così dire – è un fatto,
come rivelato da Goyer stesso. «Io e Chris stavamo
lavorando aIl cavaliere oscuro – Il ritornoe
ci eravamo bloccati su un punto della storia. Così abbiamo deciso
di separarci per un paio di settimane per vedere cosa ne veniva
fuori». Ma a tutti quelli che, sentendo tali premesse, sono
preoccupati di ritrovarsi un cinecomic troppo noir, tragico e dark,
Snyder ha promesso: «Ci sono palazzi che crollano, treni
scagliati in giro e battaglie a colpi di raggi laser sparati dagli
occhi».
Non sarà solo il fattore action a fare la differenza
rispetto al film con Christian Bale; l’intenzione di fare un film
più ottimista e realistico è dichiarata. Nolan e sodale hanno
bisogno di buttarsi alle spalle una trilogia sì di grande successo,
ma macchiata dalla morte di Heath Ledger e dalle vittime di Denver e,
indubbiamente, in questa fase sociale così precaria c’è anche il
desiderio di offrire al pubblico sentimenti diversi da quelli
suscitati dall’Uomo pipistrello. «Il fatto che si voglia dare vita
a un eroe realistico e umano non significa necessariamente che sarà
dark. Superman parla di speranza» ha precisato in proposito lo
sceneggiatore. Ed ecco finalmente spiegata quella S sul petto, che
non sta per Superman – come verrebbe naturale pensare – ma proprio
per speranza nella lingua kryptoniana, (ri)creata appositamente per
l’occasione
La parte dedicata a Krypton è la
più nascosta (e la più a rischio a livello drammaturgico) del film,
come suggerisce il nome stesso del pianeta. «Nelle viscere di
quella luna rocciosa i figli vengono concepiti per diventare
guerrieri, scienziati o quanto previsto per loro dalla società»
ha spiegato Goyer. «Kal-El, figlio di Jor-El (Crowe, ndr) e
Lara, è il primo bambino nato secondo natura e pertanto genera
paura e sgomento, costituendo un unicum considerato fuorilegge. Lo
scontro tra Natura e Vitro è fondamentale nello sviluppo della
storia» e – aggiungiamo noi – è una macchia di imperfezione
applicata a un supereroe considerato abitualmente perfetto.
L’Uomo d’Acciaio, il film
Warner Bros. Pictures e Legendary
Pictures presentano L’Uomo
d’Acciaio, con
Henry Cavill nel ruolo di Clark Kent/Superman,
per la regia di Zack Snyder. Il film è
interpretato anche da
Amy Adams (“The Fighter”), attrice candidata tre volte
agli Oscar, nel ruolo della giornalista del Daily Planet Lois Lane,
e il candidato all’Oscar
Laurence Fishburne (“What’s Love Got to Do with It”)
in quello del direttore del giornale, Perry White. Nel ruolo dei
genitori adottivi di Clark Kent, Martha e Jonathan Kent, ci sono la
candidata agli Oscar
Diane Lane (“Unfaithful — L’amore infedele”) e il
premio Academy Award
Kevin Costner (“Balla coi lupi”).
A combattere contro il supereroe
sono due altri Kryptoniani sopravvissuti, il malvagio Generale Zod,
interpretato dal candidato agli Oscar
Michael Shannon (“Revolutionary Road”) e Faora,
interpretata da Antje Traue. Originari di Krypton
sono anche i genitori biologici di Superman, la madre Lara Lor-Van,
interpretata da Ayelet Zurer (“Angeli e demoni”) e
il padre Jor-El, interpretato dal premio Academy Award
Russell Crowe (“Il gladiatore”). Nel cast anche
Harry Lennix, nel ruolo del Generale Swanwick,
Christopher Meloni in quello del Colonnello Hardy
e Richard Schiff che interpreta il Dr. Emil
Hamilton. Tutte le news nel nostro
speciale: Superman: Man of
steel.
Zack Snyder è intervenuto per dire la sua in
merito ad una delle questioni più accese degli ultimi giorni in
materia DC Comics, ossia la rimozione di una scena
di sesso tra Batman e Catwoman
che doveva essere inserita nella serie animata Harley
Quinn trasmessa su HBO
Max e che, alla fine, gli autori sono stati costretti a
tagliare.
In merito alla vicenda,
Justin Halpern, produttore esecutivo dello show,
aveva dichiarato a
Variety: “È incredibilmente gratificante e liberatorio
utilizzare personaggi che sono considerati cattivi, perché hai
molto più margine di manovra. Un esempio perfetto in tal senso è
stata la terza stagione di Harley Quinn, quando abbiamo avuto un
momento in cui Batman stava per praticare del sesso orale a
Catwoman. La DC ha detto: ‘Non potete farlo. Non potete
assolutamente farlo’. Allora abbiamo detto: ‘State dicendo che gli
eroi sono solo amanti egoisti?’. E loro: ‘No, è che vendiamo anche
giocattoli di consumo di eroi. È difficile vendere un giocattolo se
poi anche Batman pratica del sesso orale’.”
Ora, sulla questione è intervenuto
anche Zack Snyder, il regista de
L’uomo d’acciaio,
Batman v Superman e Justice
League, che ha condiviso attraverso il suo account
Twitter un’immagine molto esplicita ispirata alla versione
dell’iconico eroe ad opera di Frank Miller,
dimostrando che, in realtà, il Cavaliere Oscuro non è mai stato un
“amante egoista”.
Non sappiamo da dove venga fuori
quest’immagine, ma dalla didascalia che ha accompagnato l’immagine
(“Canon”, ossia “Canone”), possiamo supporre che
quando il suo Batman ha incrociato la strada di Selina Kyle nel
DCEY… ha fatto ciò che la sua controparte animata non poteva.
UPDATE 24/06/2021: l’immagine è stata
rimossa da Twitter su esplicita richiesta della Warner
Bros.
Zack Snyder afferma che sarebbe interessato a
dirigere un film basato su Dragon Ball Z se si
presentasse l’occasione giusta. Il regista ha costruito gran parte
della sua carriera su adattamenti di fumetti come
300,
Watchmen e i film del DCEU come
Justice League.
Ora sta iniziando ad avventurarsi
più a fondo nel mondo dell’animazione grazie ad alcuni progetti che
ha in cantiere con Netflix. Poiché i remake e gli adattamenti degli
anime continuano ad essere di tendenza, Snyder potrebbe essere
senza dubbio tra i candidati ideali per dirigerne uno in
futuro.
Via
ComicBook, Zack Snyder ha discusso della possibilità di
portare un anime sul grande schermo durante una recente intervista
con
Tyrone Magnus. Al regista è stato chiesto di Dragon
Ball Z in particolare, ma ha risposto di essere aperto, in
generale, all’idea di adattare un anime, rivelando che spesso si
ritrova a guardarli insieme ai i suoi figli.
“Lo prenderei in considerazione,
assolutamente. Voglio dire, se ci fossero le giuste
condizioni”, ha dichiarato il regista. “Sicuramente farei
il remake di un anime o un live-action. Sarebbe divertente, perché
amo l’animazione e guardo un sacco di anime con mio figlio… che è
troppo giovane per guardarli, ma noi li guardiamo comunque
(ride).”
I piani futuri di Zack Snyder al
cinema
Ricordiamo che i tra prossimi
progetti di Zack
Snyder figurano un film dedicato a Re Artù, e ad
altri due incentrati sulle figure di George Washington e Napoleone.
Inoltre, sempre di recente il regista ha sottolineato il suo
interesse nel portare sul grande schermo il romanzo “The
Fountainhead” di Ayn Rand, progetto che però pare abbia accantonato
a causa di alcune implicazioni politiche.
Zack Snyderè stato di recente impegnato nella
promozione di Army of the Dead, il suo nuovo film Netflix,
con protagonista Dave
Bautista, disponibile sulla piattaforma dal 21
maggio.
Ci
sono film d’azione che trovano immediatamente il proprio pubblico e
altri che sembrano arrivare nel momento sbagliato. Guns
Akimbo appartiene decisamente alla seconda categoria.
Scritto e diretto da Jason
Lei Howden e uscito nel 2019, il film con
Daniel Radcliffe e Samara Weaving
prende l’action contemporaneo, lo immerge nell’estetica dei
videogiochi e lo contamina con una comicità nerissima, costruendo
un’esperienza che sembra collocarsi a metà strada tra
l’iper-stilizzazione del cinema di Zack Snyder e l’irriverenza ultraviolenta
di Kick-Ass. Il risultato non è
certamente un film perfetto, ma possiede una personalità visiva e
narrativa che molti action dal budget decisamente superiore non
riescono nemmeno a sfiorare.
Il
problema è che Guns Akimbo
non ha mai avuto davvero la possibilità di trasformare questa
identità in qualcosa di più grande. Il film incassò circa
1 milione di dollari a
fronte di un budget dichiarato di 15 milioni e non
conquistò particolarmente la critica, fermandosi al 53% su Rotten
Tomatoes. La sua distribuzione venne inoltre travolta dall’arrivo
della pandemia: dopo l’uscita cinematografica, il film approdò
infatti on demand meno di tre settimane più tardi. Sette anni dopo,
quei risultati continuano inevitabilmente a pesare sulla
possibilità di un seguito, ma guardando oggi Guns Akimbo emerge anche quanto il suo mondo
fosse costruito per andare oltre una singola storia. E soprattutto
quanto Skizm,
più ancora del protagonista Miles, avrebbe potuto diventare il
punto di partenza di un franchise molto più interessante.
Guns Akimbo sembra un videogioco
impazzito che mescola l’action iperstilizzato di Zack Snyder con la
violenza anarchica di Kick-Ass
La premessa di Guns
Akimbo è già sufficiente a spiegare gran parte della sua
identità. In un futuro prossimo alternativo, Skizm è un’organizzazione criminale
che trasmette in diretta su Internet combattimenti mortali,
trasformando assassini e disperati in protagonisti di uno
spettacolo seguito da milioni di persone. Miles, programmatore interpretato da
Daniel Radcliffe, osserva quel fenomeno dalla sicurezza del proprio
computer e decide di provocare online gli utenti che trovano
divertente guardare persone reali uccidersi. È il classico
atteggiamento del troll convinto che la distanza dello schermo lo
renda intoccabile, almeno finché Riktor, l’uomo che controlla
Skizm, non decide di trasformarlo direttamente in parte dello
spettacolo. Miles viene aggredito, drogato e al risveglio scopre di
avere due pistole
letteralmente imbullonate alle mani.
Il film costruisce da qui una delle sue intuizioni migliori: Miles
non diventa improvvisamente un eroe d’azione perché qualcuno gli ha
messo delle armi in mano. Al contrario, continua a essere
completamente impreparato. Deve capire come vestirsi, aprire una
porta, utilizzare il telefono e affrontare persino le azioni più
banali senza poter usare normalmente le mani. Quando scopre che
Skizm lo ha messo contro Nix, la letale combattente interpretata da Samara
Weaving, il contrasto diventa ancora più evidente. Lei sembra
appartenere naturalmente a quel mondo; Miles è invece l’utente che
è stato trascinato attraverso lo schermo e costretto a sperimentare
fisicamente ciò che fino a poche ore prima osservava da
lontano.
È
qui che il paragone con Kick-Ass diventa particolarmente efficace.
Anche il film tratto dal fumetto di Mark Millar e John Romita Jr.
costruiva parte del proprio divertimento sulla collisione tra la
fantasia pop dell’eroe e la brutalità reale della violenza. Dave
Lizewski indossava un costume senza possedere alcuna preparazione
per ciò che avrebbe incontrato; Miles viene trasformato in un
protagonista action senza averne né il fisico né la mentalità. In
entrambi i casi, il corpo del personaggio diventa il luogo in cui
la fantasia dello spettatore viene brutalmente ridimensionata.
Guns Akimbo porta però
questa idea dentro una cultura ormai completamente digitale: Miles
non sogna di diventare un supereroe, ma appartiene a un pubblico
che consuma violenza
attraverso uno schermo e reagisce alla realtà come se fosse ancora
un contenuto.
Sul piano visivo, invece, il film si avvicina a quella ricerca
dell’immagine immediatamente riconoscibile che caratterizza molto
cinema di Zack
Snyder. Colori estremamente saturi, composizioni
aggressive, montaggio frenetico, accelerazioni e rallentamenti,
combattimenti coreografati come sequenze da videogioco e una
continua ricerca dell’inquadratura capace di trasformarsi quasi in
una splash page rendono Guns
Akimbo deliberatamente artificiale. Non cerca mai il realismo
di un thriller criminale: vuole che lo spettatore percepisca Skizm
come un mondo nel quale Internet, videogiochi, fumetti e cinema
action sono ormai diventati indistinguibili.
Proprio questa esagerazione permette al film di mantenere un ritmo
sorprendentemente efficace. Le sequenze d’azione non interrompono
la storia perché sono la forma attraverso cui quella storia viene
raccontata. Miles deve imparare a muoversi all’interno di un
sistema che considera ogni inseguimento, sparatoria e morte una
potenziale fonte di intrattenimento. L’estetica da videogioco non è
quindi soltanto decorativa: Skizm ha trasformato la realtà in un gioco e le persone in
avatar, mentre il pubblico osserva, commenta
e sceglie i propri favoriti senza interrogarsi troppo su ciò che
sta realmente accadendo.
Daniel Radcliffe e Samara Weaving
rendono Guns Akimbo più interessante della semplice provocazione
ultraviolenta suggerita dalla sua premessa
Una premessa tanto estrema avrebbe potuto esaurirsi rapidamente nel
proprio gimmick, ma Guns
Akimbo funziona soprattutto quando utilizza la sua follia per
mettere alla prova Miles. Daniel Radcliffe è fondamentale in questo
equilibrio perché interpreta il personaggio senza cercare di
trasformarlo troppo presto in un action hero credibile. La comicità
nasce frequentemente dalla sua inadeguatezza, dal terrore e
dall’assurdità pratica di trovarsi con due pistole fissate alle
mani, ma progressivamente il film gli permette di acquisire
maggiore controllo senza cancellare completamente l’uomo che era
all’inizio.
È
anche uno dei ruoli che meglio rappresentano il percorso intrapreso
da Radcliffe dopo Harry
Potter. Invece di inseguire sistematicamente
blockbuster capaci di sostituire il franchise che lo aveva reso
celebre, l’attore ha spesso preferito progetti eccentrici,
grotteschi o difficili da classificare. Guns Akimbo sfrutta perfettamente questa
disponibilità a deformare la propria immagine: vedere l’ex Harry
Potter correre in accappatoio e pantofole con due pistole attaccate
alle mani possiede una componente inevitabilmente comica, ma
Radcliffe impedisce che Miles diventi soltanto una gag
ambulante.
Samara Weaving
svolge invece la funzione opposta. Nix sembra inizialmente
l’incarnazione perfetta del mondo di Skizm: è veloce, letale,
visivamente sopra le righe e perfettamente a proprio agio dentro la
grammatica da videogame del film. Ma proprio attraverso di lei la
storia può mostrare che dietro gli assassini trasformati in
celebrità dall’organizzazione esistono persone, traumi e
motivazioni che lo spettacolo preferisce cancellare. Skizm ha
bisogno che Nix sia percepita come un personaggio, non come un
essere umano, perché soltanto così il pubblico può continuare a
divertirsi osservandola uccidere.
Questa dinamica rende Guns
Akimbo più interessante di quanto suggerisca la sua
superficie. Howden non costruisce una sofisticata riflessione
filosofica sulla violenza digitale, né il film pretende di esserlo,
ma dietro l’action e la comicità rimane una domanda riconoscibile:
quanto cambia la nostra
percezione della violenza quando viene trasformata in
intrattenimento? Skizm estremizza un meccanismo già
familiare alla cultura online, nel quale il valore di qualcosa
viene misurato attraverso visualizzazioni, engagement e capacità di
generare reazioni. La morte rappresenta semplicemente il contenuto
più efficace possibile.
In questo senso, il film è probabilmente invecchiato meglio della
sua accoglienza iniziale. L’idea di milioni di spettatori che
seguono persone costrette a trasformare la propria esistenza in uno
spettacolo continuo appare oggi persino meno fantascientifica di
quanto potesse sembrare nel 2019. Guns Akimbo esaspera il concetto fino alla morte in
diretta, ma il principio rimane riconoscibile: una piattaforma ha bisogno di contenuti
sempre più estremi per mantenere l’attenzione del
pubblico, mentre chi guarda finisce per dimenticare che
dietro ciò che consuma esistono persone reali.
Guns Akimbo 2 avrebbe ancora
senso perché Skizm è molto più grande della storia raccontata nel
primo film
Il motivo principale per cui Guns Akimbo
2 continua ad avere senso sette anni dopo non dipende
soltanto dal destino di Miles. Senza entrare nei dettagli
conclusivi della storia, il film lascia abbastanza spazio per
immaginare una prosecuzione senza ricorrere a un cliffhanger
artificiale. Il vero patrimonio narrativo è Skizm: un’organizzazione
sufficientemente grande da avere una struttura criminale,
combattenti, pubblico, tecnologia, denaro e una rete capace di
trasformare omicidi reali in uno spettacolo seguito su scala
enorme. Il primo film mostra ciò che accade quando una persona
qualunque viene trascinata dentro questo sistema, ma non esplora
realmente quanto il sistema sia esteso.
Un sequel potrebbe quindi fare qualcosa di più interessante che
ripetere semplicemente la formula “Miles deve sopravvivere a un
altro combattimento”. Potrebbe approfondire le origini di Skizm, le persone che lo
finanziano, il modo in cui vengono reclutati i combattenti e il
rapporto tra l’organizzazione e il pubblico che ne alimenta il
successo. Nix dimostra già che dietro l’immagine pubblica
di un killer può esistere una storia completamente diversa.
Espandere questa intuizione permetterebbe a un secondo film di
mostrare altri combattenti e soprattutto di capire perché abbiano
accettato, o siano stati costretti, a diventare protagonisti di
quelle dirette.
È proprio questa struttura a rendere possibile persino
qualcosa di diverso da un sequel tradizionale. L’universo di
Guns Akimbo potrebbe
sostenere un prequel dedicato alla nascita di Skizm, una storia
parallela ambientata durante gli eventi del primo film oppure un
nuovo capitolo costruito intorno ad altri giocatori.
L’organizzazione possiede le caratteristiche di un concept seriale:
ogni nuovo protagonista potrebbe mostrare un livello differente
dello stesso sistema, mentre Miles rimarrebbe il personaggio
attraverso cui il pubblico lo ha scoperto.
Naturalmente esiste un ostacolo evidente.
Un film costato circa
15 milioni di dollari e capace di incassarne soltanto uno
difficilmente viene considerato il punto di partenza ideale per un
franchise. Anche la risposta critica non ha creato quella
rivalutazione immediata che avrebbe potuto compensare il risultato
commerciale. Tuttavia, il contesto della sua uscita rende quei
numeri meno definitivi di quanto potrebbero sembrare. La
distribuzione cinematografica venne praticamente interrotta
dall’esplosione della pandemia e il rapido passaggio al digitale
impedì al film di seguire un percorso tradizionale nelle sale.
Sette anni dopo, un eventuale ritorno non avrebbe
necessariamente bisogno di replicare lo stesso modello produttivo.
Guns Akimbo è
esattamente il tipo di titolo che potrebbe trovare una seconda vita
attraverso lo streaming, dove un concept immediatamente
comprensibile, due interpreti riconoscibili e un’estetica
estremamente comunicabile possono contare più del risultato
ottenuto durante una breve distribuzione cinematografica. Non
significa che un sequel sia probabile — al momento non risultano annunciati piani per
Guns Akimbo 2
— ma spiega perché l’idea continui ad apparire meno assurda di
quanto suggeriscano i numeri del primo capitolo.
Soprattutto, sarebbe un peccato se Guns Akimbo rimanesse soltanto una delle
tante stranezze della filmografia post-Harry Potter di Daniel Radcliffe. Nella sua
combinazione di violenza fumettistica, action da videogioco, satira
della cultura online e comicità grottesca, il film possiede
qualcosa che molti prodotti costruiti esplicitamente per generare
franchise non hanno: un
mondo immediatamente riconoscibile. Se Kick-Ass mostrava cosa accade quando
la fantasia del supereroe incontra dolorosamente la realtà e il
cinema di Zack Snyder ha spesso cercato di trasformare l’action in
un’immagine più grande della realtà stessa, Guns Akimbo porta entrambe le pulsioni dentro
una società che ormai guarda qualsiasi cosa attraverso uno
schermo.
Ed è probabilmente questo il motivo migliore per
riscoprirlo. Guns
Akimbo non è diventato il fenomeno che avrebbe potuto essere
nel 2019, ma la sua follia oggi appare sorprendentemente coerente
con un’epoca dominata da livestream, viralità e
spettacolarizzazione continua. Un eventuale sequel non dovrebbe limitarsi ad alzare il
numero delle sparatorie: dovrebbe capire quanto Skizm assomigli
ancora di più al mondo che abbiamo costruito fuori dallo
schermo.
In una recente intervista, il
regista Zack Snyder ha spiegato di essersi
volutamente appoggiato ad una caratterizzazione divisiva del
Cavaliere Oscuro in Batman v Superman: Dawn of Justice. Il film
del 2016 è stato incentrato sulle crescenti tensioni tra i due eroi
di punta della DC. All’epoca dell’uscita in sala, il film venne
stroncato dalla critica, che non ne apprezzò il ritmo irregolare e
la costruzione dei personaggi, così come il tono dark della
storia.
Parlando con il
New York Times in occasione della promozione della Snyder
Cut di Justice League (in arrivo in tutto il
mondo, Italia inclusa, il prossimo 18 marzo), il regista Zack Snyder ha parlato della possibilità
che la critica non sia riuscita a comprendere pienamente la sua
interpretazione di Batman. Facendo riferimento alle critiche mosse
al film, Snyder ha dichiarato: “Quando ho realizzato Watchmen,
è stato decostruzionista. È un film che scova le falle nei nostri
eroi. E Batman v Superman è la
stessa cosa. Batman si ubriaca, prende antidolorifici, va a letto
con una sconosciuta. È un uomo distrutto. Si traveste da
pipistrello, esce la sera e fa a pugni con la gente. Ha i suoi
problemi. Penso che il film sia arrivato in un momento in cui
nessuno voleva davvero quel Batman. Volevano che il Batman fosse il
classico monaco guerriero, il solito personaggio cool. Io,
personalmente, sono in pace con la mia versione.”
Zack Snyder sembra ormai essere abituato alle
reazioni contrastanti che inevitabilmente sorgono di fronte ai suoi
nuovi progetti, in particolare quando si tratta di un universo di
supereroi così amato come quello DC. Anche se il regista non si è
lasciato scalfire – almeno all’apparenza – dalle critiche ricevute
in passato dalla stampa, sarà interessante vedere come il pubblico
risponderà alla
Snyder Cut di Justice
League, visto e considerato che il Batman di
Ben Affleck sarà ancora una volta una
parte fondamentale della storia.
Batman v Superman: in arrivo una
nuova versione IMAX rimasterizzata
A proposito di Batman
v Superman, di recente Zack Snyder ha confermato di essere a
lavoro su una nuova
versione IMAX rimasterizzata del film, che arriverà
direttamente in home video. Non è chiaro se questa nuova versione
includerà filmati inediti, ma una cosa è certa: non ci saranno
riprese aggiuntive, al contrario di quanto avvenuto con il suo
attesissimo taglio di Justice
League, che ha potuto contare su un budget – senza
precedenti per dei reshoot – di 70 milioni di dollari.
Sono in molti, infatti, a sperare
che al film di Ayer venga riservato lo stesso trattamento che la
Warner Bros. ha avuto nei confronti del cinecomic diretto da
Snyder. Il regista in persona ha confermato che esiste una
Director’s Cut del suo cinecomic e proprio di recente ha chiesto il
supporto dei fan: via Twitter, infatti,
Ayer ha detto che un’eventuale release della Ayer
Cut di Suicide
Squad dipenderà soltanto da loro, esortandoli a
mettere in piedi una vera e propria campagna al pari di quanto
fatto con Justice League.
Uno dei personaggi che, a detta
dello stesso David
Ayer, sono stati letteralmente “maltrattati” dalle
riprese aggiuntive è stato proprio il Joker di Leto: più e più
volte, infatti, il regista ha dichiarato che la maggior parte del
lavoro dell’attore non è finita nel montaggio finale del film.
Grandi cambiamenti sono stati apportati nello specifico alla
relazione tra Harley Quinn e il Joker, con quest’ultimo che avrebbe
dovuto giocare un ruolo molto più significativo all’interno della
storia, rispetto a ciò che abbiamo visto sul grande schermo.
Zack Snyder e il Joker di Jared
Leto: “L’ho sempre amato.”
Ad ogni modo, per quanto la
performance di Leto sia ritenuta dai più una delle incarnazioni
meno riuscite dell’iconico supercriminale, c’è chi invece sembra
esserne un grande estimatore. Come confermato attraverso il suo
account Vero, infatti, Zack
Snyder ha molto apprezzato la performance
dell’attore premio Oscar: in risposta alla domanda di un utente che
gli ha chiesto proprio cosa ne pensasse dell’interpretazione di
Leto, Snyder ha risposto: “L’ho sempre amato in quel
ruolo”. Le parole del regista sono state molto apprezzate da
Ayer, che via
Twitter ha condiviso la breve dichiarazione.
È ormai chiaro a tutti che Zack Snyder non tornerà più a lavorare con la
Warner Bros., né per gli agognati sequel di Justice
League né per eventuali nuovi progetti. Di recente il
regista, impegnato con la promozione di
Army of the Dead, ha spesso condiviso le sue esperienze
negative con lo studio, e ora ha parlato anche dei piani per un
altro sequel di 300.
In una recente intervista con
The Playlist, il regista ha spiegato che aveva un accordo con
la Warner Bros. per firmare la sceneggiatura di un nuovo seguito
del film del 2007 basato sull’omonimo romanzo a fumetti di
Frank Miller, ma pare che lo studio non fosse
interessato alla sua visione della storia.
“Durante la pandemia, avevo un
accordo con la Warner Bros. e ho scritto quello che,
essenzialmente, doveva essere il capitolo finale di 300”, ha
spiegato il regista. “Ma quando mi sono seduto per scriverlo,
quello che è venuto fuori è stato un film molto diverso. Stavo
scrivendo a proposito di Alessandro Magno, e alla fine è venuto
fuori un film sulla relazione tra lui ed Efestione. Una vera e
propria storia d’amore. Quindi non poteva essere considerato un
terzo film.”
“Era quello il concept, ed è
uscito fuori veramente bene”, ha continuato Snyder. “Si
chiama ‘Blood and Ashes’ ed è una bellissima storia d’amore,
davvero. Chiaramente ambientata in tempi di guerra. Mi piacerebbe
farlo, ma la Warner Bros. ha detto di no. Sai, non sono dei miei
grandi fan. È così e basta”.
Considerato che 300 – L’alba di un impero non è stato accolto
in maniera così entusiasmante, è facile intuire perché la Warner
Bros. fosse potenzialmente riluttante all’idea di realizzare un
nuovo film basato essenzialmente su una storia d’amore e non su ciò
che aveva reso il primo 300 così celebre, ossia le sequenze d’azione…
Zack Snyder aggiorna sul film dedicato a Re Artù
Nella stessa intervista, Snyder ha
anche anticipato qualcosa sul film dedicato a
Re Artù a cui sta lavorando ormai da un po’ di tempo:
“Sto scrivendo una sorta di rivisitazione della leggenda
arturiana, che è ambientata in un luogo diverso”, ha spiegato.
“È come nell’era della corso all’oro in America. È un po’
strano, lo ammetto. Ma è bello. Mi piace molto.”
Adesso sembra che Zack
Snyder abbia perfezionato la sua opera di omaggio al
collega e a Star Wars con l’ultimo
trailer di Batman v Superman, includendo
un TIE
Fighter in una scena di esplosione. Ecco lo screen shot:
“Temendo le azioni incontrastate
di un supereroe pari ad una divinità, il formidabile e
fortissimo vigilante di Gotham City decide di affrontare il più
riverito salvatore di Metropolis , mentre il mondo si batte
per capire di quale tipo di eroe ha bisogno. E con Batman e
Superman in guerra, sorge qualcosa di nuovo che mette l’umanitá in
un pericolo mai conosciuto prima”.
Ricordiamo
che Batman v Superman : Dawn
of Justice, Zack
Snyder è stato
scritto da ChrisTerrio, da
un soggetto di David
S. Goyer.
In Batman v Superman saranno
presenti Henry Cavill nel
ruolo
di Superman/Clark Kent e Ben Affleck nei
panni di Batman/Bruce Wayne. Nel cast ci saranno
anche: AmyAdams, LaurenceFishburne, Diane
Lane, JesseEisenberg, Ray
Fisher, Jason
Momoa e GalGadot. Batman v Superman : Dawn
of Justice arriverà nelle sale di
tutto il mondo il 6 maggio 2016.