La recensione di
Yesterday, nuovo film di Danny
Boyle dal 26 settembre al cinema, non può prescindere dal
fatto che, di fronte ad un film musicale che omaggia una delle più
grandi band mai vissute, il quartetto di Liverpool appunto, ci sia
per forza una componente irrazionale e istintiva che spingerà il
pubblico ad amare il film in questione.
E questo è comunque un bene, perché
un film che canta i Beatles conterà per forza su una parte di
spettatori che vanno a vederlo solo perché grandi fan dei Fab
4.
L’idea, sviluppata in sceneggiatura
per il film dalle abili mani di Richard Curtis, si incentra intorno
a Jack Malik (interpretato da Himesh Patel) uno
squattrinato cantautore che lavora in un supermercato. Jack è ad un
passo dal rinunciare al proprio sogno, spinto avanti soltanto da
una manager estremamente affezionata e cocciuta, interpretata dalla
radiosa Lily
James, ma, quando subisce un incidente e va in coma,
la sua vita cambia per sempre. Al risveglio, Jack scopre con
sgomento che il mondo in cui ha riaperto gli occhi e un mondo senza
Beatles e che lui è l’unico a mantere il ricordo dei testi e delle
note del lavoro di John Lennon e compagni. Cosa
fare, allora? Jack coglie l’occasione della vita e spaccia per suoi
tutti i brani della band, mentre le porte della musica e del
successo gli si spalancano.
Yesterday ha una premessa brillante
La premessa di
Yesterday, che fa tornare brevemente alla mente la
celebre scena di Non ci resta che piangere con
Massimo Troisi e Amanda
Sandrelli, è semplice e geniale e ci saremmo aspettati che
da una coppia estrosa come quella formata da Curtis e Boyle sarebbe
nato un film spiritorso, brillante, con soluzioni e invenzioni
narrative ingegnose, ma così non è.
La scrittura di Curtis non si
avvicina nemmeno lontanamente ai fasti delle sue migliori commedie
(basti pensare per assonanza a I Love Radio Rock), né Boyle sembra
particolarmente ispirato nel raccontare per immagini le avventure e
la parabola artistica di Jack Malik. Dopo la brillante premessa,
Yesterday si trasforma in una commedia romantica,
gradevole ma convenzionale, che non riesce a fare davvero fronte
alla possibilità di un mondo senza Beatles, quasi ad ignorare
l’incredibile impatto che la band di Liverpool ha avuto non solo
sulla musica ma anche sulla cultura pop mondiale.
Nonostante non sia una commedia
travolgente, Yesterday conserva sicuramente
diversi elementi di interesse, oltre alla musica, ovviamente. Tra
questi ci sono i volti noti che affollano il film, da Ed
Sheeran che interpreta una versione alternativa di se
stesso, a Kate McKinnon, nei panni di un’agente
arpia fin troppo sopra le righe e stereotipata, che però lei sembra
divertirsi molto a interpretare, fino a Robert
Carlyle, amico di Danny Boyle e trai
protagonisti di Trainspotting (1 e 2), che nel film ha un
ruolo decisamente a sorpresa.
Il film si trasforma in una convenzionale rom-com
Yesterday
intrattiene soprattutto per l’enorme patrimonio musicale che
sfodera, offrendo agli spettatori la possibilità di conoscere e
ripassare un po’ dei brani più famosi dei Beatles, ma non sfrutta a
pieno le potenzialità della divertente premessa e preferisce
attraversare le acque sicure della commedia romantica
convenzionale.
La causa riguardante il trailer fuorviante del film Yesterday è stata ufficialmente
archiviata da un giudice. Yesterday è un film del
2019 su un musicista in difficoltà Jack (Himesh
Patel) che un giorno si sveglia e scopre di trovarsi in
una realtà alternativa in cui i Beatles non sono
mai esistiti, ed è l’unica persona che ricorda le loro canzoni.
Confuso sul da farsi, Jack prende una decisione difficile: canta
lui stesso le canzoni del famoso quartetto, presentandole come sue,
per elevare la sua carriera musicale.
Quattro anni dopo l’uscita del film,
la causa intentata ai produttori del film da due fan delusi è stata
archiviata: i due avevano citato in giudizio la Universal per
pubblicità ingannevole, dal momento che nel trailer di Yesterday
compariva Ana De Armas, poi tagliata dal film.
Evidentemente i due erano andati al cinema solo per poter vedere
l’attrice all’opera.
Secondo Deadline, il giudice
distrettuale americano Stephen Wilson ha
contestato la denuncia di “falsa dichiarazione” avanzata
dai querelanti Paul Michael Rosza e Conor
Wolfe contro la Universal. Wilson si p schierato con la
difesa della Universal secondo cui si trattava di un “lesione
autoinflitta”, scartando completamente il caso. Si legge nella
dichiarazione:
“In ogni precedente rigetto, la
Corte ha delineato chiaramente le insidie della censura e ha
consentito successive modifiche. Tuttavia, ora la Corte ritiene che
ulteriori modifiche sarebbero inutili. Pertanto il licenziamento
non può essere modificato. Questa è la terza volta che il
querelante modifica la propria denuncia, e sarà l’ultima.”
Di questa strana causa a Yesterday si è parlato per la prima volta
nel 2021. Basandosi su un trailer, che presenta un breve momento in
cui De Armas cattura l’occhio adorante del protagonista Jack, Rosza
e Woulfe hanno noleggiato il film su Amazon Prime Video. Dispiaciuti di scoprire
che l’attrice non era nel montaggio finale di Yesterday, Rosza e Woulfe
hanno deciso di intentare una causa da 5 milioni di dollari contro
la Universal, sostenendo che il marketing dello studio era
“falso, fuorviante e ingannevole“.
Rosza e Woulfe non si sono arresi.
Come fa riferimento Wilson nella sua dichiarazione, i due hanno
modificato le loro richieste anche dopo che la corte le ha respinte
più volte. In uno di questi emendamenti del 2022, Woulfe ha persino
tentato di denunciare “false dichiarazioni su Google” dopo
aver noleggiato il film una volta successiva su Google Play. Di
questo emendamento, il giudice ha affermato che “il querelante
Woulfe non ha offerto alcuna spiegazione sul motivo per cui credeva
che la versione di Yesterday a cui avevano avuto accesso su Google
Play sarebbe stata una versione diversa del film a cui avevano
avuto accesso su Amazon“.
Sembra che la causa di Rosza e
Woulfe sarà finalmente messa a tacere con questo nuovo
licenziamento. Per quanto stravagante possa essere la natura di
questa causa, la questione solleva domande interessanti su quale
sia il diritto del pubblico ad un marketing equo. Ana De Armas può essere considerata una star
di prima fascia, o lo era quando è stata presentata la richiesta
nel 2021, rispetto a molti altri attori del film. Pertanto, vedere
De Armas anticipata in un ruolo poi tagliato successivamente può
essere ingannevole per un potenziale spettatore di Yesterday, anche se con
grande sgomento di Rosza e Woulfe, non abbastanza ingannevole da
resistere in tribunale.
Per cominciare al meglio l’anno del
55° anniversario di Yesterday,
riunite famigliari ed amici con la musica dei Beatles grazie al
film, che sarà disponibile dal 21 gennaio 2020 in Dvd, Blu-ray e
Digital HD con Universal Pictures Home Entertainment Italia.
La vita di Jack cambia per sempre
quando scopre che è l’unica persona al mondo a ricordare la musica
dei Beatles, e deve decidere se vuole davvero la fama o se ciò di
cui ha bisogno in realtà è l’amore. Ricco di tenerezza e comicità
dall’inizio alla fine, le edizioni home video di Yesterdayarrivano
a casa vostra ricchissime di incredibili contenuti speciali, tra
cui scene eliminate ed estese, performance musicali dal vivo
realizzate presso gli iconici Abbey Road Studios, un inizio ed un
finale alternativo del film e numerosi dietro le quinte con il cast
e la troupe che porteranno i fan sempre più a fondo in questa
avvincente storia.
Divertente, originale, commovente –
Yesterdayè
una commedia rock-n-roll sulla musica, i sogni, le amicizie e sulla
tortuosa strada che porta all’amore della propria vita. Passate una
divertente serata casalinga all’insegna dei Beatles e delle loro
canzoni per celebrare il 55° anniversario della canzone iconica che
dà il titolo a questa indimenticabile commedia.
Yesterday: la trama
Jack Malik era solo uno dei tanti
cantautori che faticano ad emergere… ma poi tutto cambia. Dopo un
misterioso blackout, Jack (Himesch Patel) scopre
di essere l’unica persona al mondo a ricordare i Beatles. L’uomo
utilizza quindi le loro più celebri canzoni per raggiungere il
successo, rischiando però nel mentre di perdere Ellie (Lily
James), la persona che l’ha sempre amato e ha sempre
creduto in lui sin dall’inizio. Kate McKinnon e
Ed Sheeran partecipano al film rubando la scena,
diretti dal regista premio Oscar Danny Boyle
(The Millionaire,
Trainspotting) con la sceneggiatura del premio Oscar
Richard Curtis (Quattro matrimoni e un
funerale,
Love actually– L’amore davvero).
CONTENUTI SPECIALI ESCLUSIVI NEL FORMATO
BLU-RAY:
Finale alternativo
Scene tagliate
Performance musicali
Ed Sheeran: dagli Stadi al Grande Schermo
Maga della Commedia: Kate McKinnon
Live agli Abbey Road Studios
E molto altro!CONTENUTI
SPECIALI NEL FORMATO DVD:
Finale alternativo
Scene tagliate
Performance musicali
Commento del Regista Danny Boyle e dello Sceneggiatore
Richard Curtis
Universal Pictures ha da poco
diffuso il primo trailer ufficiale di Yesterday,
musical diretto da Danny Boyle e scritto da
Richard Curtis (Love Actually, About
Time, Notting Hill) in cui viene immaginato un mondo
dove nessuno – tranne un cantautore di nome Jack – ricorda o sa chi
siano i Beatles.
Nel film l’esordiente
Himesh Patel (visto però nella soap opera della
BBC EastEnders) interpreta infatti un ragazzo che, vittima
di di uno strano incidente d’autobus, si sveglia e scopre che la
band di John Lennon, Paul
McCartney, Ringo Starr e George
Harrison non è mai esistita.
Il cast di supporto di Yesterday
vede Kate McKinnon nei panni dell’agente musicale
di Jack e Lily
James in quelli della sua migliore amica. Insieme a
loro anche Ana
de Armas e Lamorne Morris. Yesterday
è atteso nelle sale il 28 Giugno 2019.
Ecco il nuovo trailer italiano di
Yesterday,
musical diretto da Danny Boyle e scritto da
Richard Curtis (Love Actually, About Time,
Notting Hill) in cui viene immaginato un mondo dove
nessuno – tranne un cantautore di nome Jack – ricorda o sa chi
siano i Beatles.
Nel film l’esordiente
Himesh Patel (visto però nella soap opera della
BBC EastEnders) interpreta infatti un ragazzo che, vittima
di di uno strano incidente d’autobus, si sveglia e scopre che la
band di John Lennon, Paul
McCartney, Ringo Starr e George
Harrison non è mai esistita.
Il cast di supporto vede
Kate McKinnon nei panni dell’agente musicale di
Jack e Lily
James in quelli della sua migliore amica. Insieme a
loro anche Ana
de Armas e Lamorne Morris. Yesterday
è atteso nelle sale il 28 Giugno 2019.
Due fan hanno intentato un’azione
legale collettiva a tutela dei consumatori sostenendo ciò che
definiscono “pubblicità ingannevole e fuorviante” per, Yesterday, il film della Universal del 2019.
Vittima di questa accusa è proprio la Universal.
Conor Woulfe e
Peter Michael Rosza sostengono che, sulla base dei
trailer di Yesterday che hanno visto su Amazon.com, hanno speso
circa $ 3,99 ciascuno per guardare il film.
Dagli atti della causa:
Tra gli altri inganni, la
pubblicità e la promozione del film Yesterday a livello nazionale
da parte dell’imputato mostra per i potenziali spettatori di film
che l’attrice di fama mondiale Ana
De Armas ha un ruolo sostanziale nel film.
Il film dell’imputato Yesterday,
tuttavia, non include alcuna apparizione di Ana De Armas. Di
conseguenza, la pubblicità e la promozione del film Yesterday da
parte dell’imputato è falsa, fuorviante e ingannevole.
La scena di Ana De Armas è stata tagliata dal film,
secondo lo sceneggiatore Richard Curtis, perché
rappresentava una “distrazione” per il protagonista che il pubblico
non avrebbe preso bene, visto che nel film Jack (Himesh
Patel) ha già una relazione particolare e privilegiata con
Ellie (Lily
James).
Tuttavia Ana De Armas è presente nel trailer. La
sua apparizione comprende 10 secondi in uno spot di oltre tre
minuti e questo, secondo i due fan, è “pubblicità ingannevole”.
Woulfe e Rosza sostengono inoltre
che la Universal stesse tentando di usare il potere da star di De
Armas per promuovere il film perché Himesh Patel e Lily James erano
ciascuno “un nome relativamente sconosciuto per l’osservatore
occasionale di film”.
Se la “pubblicità ingannevole” di De
Armas nel trailer potrebbe quasi essere accolta come una giusta
causa, il fatto che Himesh Patel e Lily
James non fossero conosciuti nel Regno Unito non regge
assolutamente, dal momento che nel 2019, Patel era apparso per anni
nello show britannico di lunga data EastEnders, quindi poteva
essere non troppo conosciuto, ma tutt’altra storia per James che
aveva recitato in Pride and Prejudice e Zombies e
aveva avuto ruoli di primo piano in L’Ora più buia, Baby Driver, Mamma
Mia e, in TV, Downton Abbey.
Nonostante ciò, la causa sostiene:
“Incapace di fare affidamento sulla fama degli attori che
interpretano Jack Malik o Ellie per massimizzare la vendita e il
noleggio di biglietti e film, l’imputata ha di conseguenza
utilizzato la fama, lo splendore e la brillantezza della signora De
Armas per promuovere il film includendo le sue scene nei trailer
del film.”
La causa chiede il risarcimento dei
danni e “tutti i soldi ottenuti dall’Attore e dagli altri
membri della Classe raccolti a seguito della concorrenza sleale del
Convenuto, e per un’ingiunzione che vieti al Convenuto di
continuare e impegnarsi ulteriormente nella sua condotta illegale,
sleale e fraudolenta, richiedendo pubblicità correttiva , e
concedendo ogni altro provvedimento che questa Corte ritenga
opportuno”.
Yesterday
(leggi
qui la recensione), diretto da Danny Boyle nel
2019 e scritto da Richard Curtis, parte da un’idea
tanto semplice quanto cinematograficamente fertile: cosa accadrebbe
se, in seguito a un misterioso blackout globale, The
Beatles smettessero di essere mai esistiti e una sola
persona ne conservasse il ricordo? Al centro della storia c’è
Jack Malik, musicista inglese di scarso successo
che si ritrova improvvisamente in possesso delle canzoni più
celebri della storia della musica. Ciò che inizialmente sembra
un’occasione irripetibile diventa presto un problema morale: Jack
può davvero considerarsi un artista quando il suo repertorio
appartiene a qualcun altro?
Il finale di
Yesterday porta questa contraddizione alla sua
conseguenza più importante. La fama conquistata da Jack gli ha dato
esattamente ciò che desiderava, e proprio per questo gli permette
di capire che cosa non desiderava davvero. L’incontro con un
John Lennon anziano e sconosciuto, il confronto
con i due fan che ricordano i Beatles e, soprattutto, la
possibilità di recuperare il rapporto con Ellie
Appleton conducono Jack verso una scelta radicale:
rinunciare al successo costruito sulla menzogna per tornare a una
vita più semplice e autentica. È qui che la commedia musicale di
Boyle trova il proprio significato più profondo.
Danny Boyle,
Richard Curtis e la trasformazione della fantasia
sui Beatles in una commedia sulla fama, sull’amore
e sull’identità
Il punto di
partenza di Yesterday appartiene chiaramente alla
commedia fantastica, con una premessa da realtà alternativa che
permette al film di giocare continuamente con la cultura popolare.
La particolarità è che Danny Boyle non utilizza
questa idea per costruire un racconto fantascientifico rigoroso. Il
blackout e la scomparsa dei Beatles dalla memoria collettiva
funzionano soprattutto come dispositivo narrativo: servono a
mettere un uomo qualunque davanti alla possibilità di diventare
straordinario.
È un
meccanismo particolarmente efficace perché Jack non deve inventare
nulla. Gli basta ricordare. Brani come Yesterday, Let
It Be, Hey Jude ed Eleanor Rigby diventano
così il patrimonio attraverso cui un musicista senza successo può
trasformarsi in una celebrità mondiale. Ma proprio questa facilità
rende progressivamente evidente il paradosso: più Jack viene
celebrato, meno riesce a sentirsi realmente un artista.
La
collaborazione con Richard Curtis, autore di
numerose commedie sentimentali, sposta però il centro del racconto.
La domanda decisiva non diventa quale prezzo abbia la fama, bensì
che cosa Jack sia disposto a perdere per ottenerla.
Ellie, amica d’infanzia, manager e persona
innamorata di lui da sempre, rappresenta infatti la vita che Jack
aveva davanti prima dell’improvvisa celebrità.
La
traiettoria di Jack assume così una forma quasi speculare.
All’inizio vuole disperatamente essere ascoltato, mentre alla fine
scopre che essere ascoltati da milioni di persone non significa
necessariamente essere compresi. La dimensione musicale, quella
romantica e quella fantastica finiscono per convergere nella stessa
domanda: chi è Jack quando viene meno il personaggio che ha
costruito?
Il finale di
Yesterday: Jack confessa la verità a Wembley e
rinuncia al successo costruito sulle canzoni dei Beatles
Il punto di
svolta arriva quando Jack incontra le due persone che, come lui,
ricordano The Beatles. Il loro atteggiamento è
fondamentale perché non lo smascherano con rabbia. Al contrario, lo
ringraziano: temevano che quella musica fosse scomparsa per sempre
e sono felici di poterla ascoltare ancora. Per Jack è un momento di
forte disorientamento, perché la sua frode assume improvvisamente
una dimensione diversa.
Poco dopo
arriva l’incontro con John Lennon, che in questa
realtà alternativa ha 78 anni e non è mai diventato una celebrità.
Vive tranquillamente con la moglie, lontano dalla musica e dalla
fama. La sua esistenza rappresenta la dimostrazione concreta di ciò
che Jack non aveva ancora capito: una vita può essere piena anche
quando nessuno la guarda.
Il consiglio
di Lennon è quindi decisivo. Jack deve cercare la persona che ama e
dire sempre la verità. Non è una semplice lezione morale impartita
da un personaggio simbolico. È il momento in cui Jack comprende che
la propria carriera è stata costruita inseguendo un’idea di
successo che gli ha fatto perdere di vista la propria vita.
A Wembley,
davanti a un pubblico enorme, Jack decide allora di interrompere la
finzione. Ammette pubblicamente di non aver scritto quelle canzoni
e racconta l’esistenza di una band chiamata The
Beatles. Subito dopo dichiara il proprio amore per Ellie.
La confessione ha un valore quasi paradossale: nel momento in cui
potrebbe consolidare definitivamente la propria fama, Jack sceglie
di distruggerla.
Perché Jack regala le canzoni dei
Beatles e cosa racconta davvero il ritorno alla vita con Ellie
La scelta
successiva rende ancora più radicale il gesto di Jack. Con l’aiuto
di Rocky, mette gratuitamente online le canzoni
dei Beatles, sabotando di fatto l’uscita commerciale dell’album e
facendo infuriare Debra Hammer. È una decisione
che restituisce la musica al mondo senza trasformarla ulteriormente
in uno strumento per arricchirsi.
Il gesto ha
anche una funzione narrativa precisa: Jack smette di considerare
quelle canzoni come proprietà personale. Per tutta la storia le ha
trattate come una scorciatoia verso il successo; alla fine
riconosce che appartengono a una storia culturale più grande di
lui. Non può restituirle agli autori, perché in questa realtà gli
autori non le hanno mai scritte, ma può almeno rinunciare a
presentarle come proprie.
La
conseguenza è che Jack torna da Ellie. I due iniziano finalmente
una relazione e, nel tempo, costruiscono una famiglia. La vita che
sembrava insignificante all’inizio del film diventa così la
destinazione finale del protagonista. Jack continua inoltre a
occuparsi di musica diventando insegnante, una scelta
particolarmente significativa perché ribalta il suo rapporto
iniziale con l’arte.
All’inizio
Jack voleva essere un musicista perché desiderava essere
riconosciuto. Alla fine trasmette la musica agli altri senza aver
bisogno di trasformarla in una misura del proprio valore. Anche la
battuta conclusiva su Harry Potter e Lord
Voldemort, che Ellie non comprende perché in quel mondo il
personaggio esiste ma il riferimento non ha lo stesso peso
culturale, chiude con ironia il paradosso della realtà alternativa:
Jack ha salvato una vita ordinaria proprio rinunciando a essere
l’eroe di una storia straordinaria.
Il vero significato del finale di
Yesterday: la felicità nasce quando Jack smette di
confondere il successo con il valore della propria vita
Il finale di
Yesterday funziona soprattutto come una correzione
della fantasia iniziale. Jack ha ottenuto tutto ciò che un
musicista emergente potrebbe desiderare: contratti, pubblico, fama
internazionale e la possibilità di essere ricordato. Eppure, man
mano che ottiene queste cose, diventa più evidente il vuoto che le
accompagna. La fama non risolve la sua insicurezza e soprattutto
non gli permette di avere Ellie.
Per questo la
figura di Lennon è centrale. John Lennon non è
presentato come un musicista mancato o come una vittima di una
realtà alternativa, bensì come un uomo che ha avuto una vita felice
proprio perché non è diventato la celebrità che conosciamo. Il film
non sostiene che la fama sia necessariamente negativa; mette
piuttosto in discussione l’idea che essa possa rappresentare da
sola una forma di realizzazione.
Anche la
storia d’amore con Ellie segue la stessa logica. Jack passa gran
parte del film cercando di diventare qualcuno agli occhi del mondo,
mentre la persona che lo conosce davvero è sempre stata accanto a
lui. Quando finalmente sceglie Ellie, non sta semplicemente
preferendo l’amore alla carriera: sta scegliendo una relazione
nella quale può essere se stesso invece di interpretare
continuamente il ruolo del grande artista.
Il titolo
stesso, Yesterday, acquista allora una sfumatura
ulteriore. La canzone parla di un passato perduto, mentre il film
racconta un presente che rischia continuamente di essere
sacrificato alla ricerca di qualcosa che dovrebbe arrivare domani.
Jack comprende che la propria felicità non si trova nel diventare
il nuovo Beatles, bensì nel recuperare ciò che aveva smesso di
vedere: Ellie, la musica come passione e una vita nella quale il
proprio valore non dipende dall’applauso degli altri.
Il lieto fine, dunque, non consiste
nella conquista della fama, bensì nella sua rinuncia consapevole.
Yesterday trasforma una fantasia sui Beatles in
una riflessione leggera ma precisa sul desiderio di essere
riconosciuti: a volte la cosa che sembra renderci speciali rischia
di allontanarci proprio dalle persone e dalle esperienze che danno
significato alla nostra esistenza.
Cosa succederebbe se ci si trovasse
a dover dire di sì ad offerta, richiesta e situazione più varia? È
ciò che accade in Yes
Man, commedia del 2008 diretta da Peyton
Reed, oggi noto per essere il regista di Ant-Man.
Interpretato dall’iconico Jim
Carrey, il film in questione si concentra sulla vita
di un uomo particolarmente scontento e scontroso che si ritrova a
dover dire di sì ad ogni situazione che gli si presenta, generando
eventi sempre più imprevedibili, sia nel bene che nel male. Con
questo lungometraggio, inoltre, Carrey si è riconfermato uno dei
maestri della comicità americana, capace di divertire spettatori di
ogni età.
La storia qui narrata è liberamente
ispirata all’omonimo romanzo pubblicato dal comico Danny
Wallace nel 2006. Questi aveva infatti deciso di assumere
come sfida personale quella di dire più sì nel corso della sua
quotidianità. Egli ha così dato vita ad un esperimento lungo un
anno, durante il quale ha pronunciato la magica affermazione ogni
volta che gli si presentava l’occasione. Il risultato di ciò è poi
confluito nel succitato romanzo, divenuto in breve un vero e
proprio successo editoriale. Non passò infatti molto prima che gli
studios cinematografici si interessassero alla cosa, ritrovando in
tale vicenda il potenziale per una grande commedia.
Arrivato infine in sala, il film si
è affermato a sua volta per gli ottimi risultati ottenuti. A fronte
di un budget di circa 70 milioni di dollari, Yes Men è
arrivato a guadagnarne ben 223 in tutto il mondo. Apprezzato dalla
critica e dal pubblico, il quale ha permesso al film di ottenere
anche diversi riconoscimenti durante la stagione dei premi, il film
è ancora oggi un brillante esempio di commedia ricca di buoni
valori e profonde riflessioni. Prima di lanciarsi in una visione di
tale titolo può però essere opportuno approfondire ulteriormente
alcune curiosità relative alla trama e al cast. Proseguendo qui
nella lettura sarà possibile scoprire tutto ciò e molto altro.
Yes Men: la trama del film
Protagonista del film è l’agente di
prestito bancario Carl Allen, il quale è da poco
stato lasciato da sua moglie. Tale vicenda lo ha portato ad avere
una visione sempre più negativa della vita, non trovando più in
questa nuovi stimoli per andare avanti. Carl, inoltre, è arrivato
al punto di rifuggire intenzionalmente tutti i tentativi che i suoi
amici Pete e Rooney fanno per
cercare di tirarlo in mezzo a situazioni strampalate. La spenta
routine dell’uomo cambia però improvvisamente nel momento in cui il
suo collega Nick Lane gli suggerisce di andare a
seguire un seminario sull’autostima, dove si incoraggia a dire “sì”
ad ogni cosa.
Inizialmente scettico, Carl decide
tuttavia di seguire quanto appreso durante l’incontro, con
inaspettate conseguenze. Ben presto, infatti, egli riscopre le
gioie della vita, spendendo più tempo insieme ai suoi amici,
praticando nuove attività e conoscendo nuove persone. Tra queste vi
è Allison, una giovane cantante con la passione
per la fotografia in movimento. Incantato dalla personalità
bizzarra della ragazza, Carl inizia a sviluppare un certo
sentimento nei suoi confronti, ma non sa se a spingerlo verso di
lei sia un reale desiderio o il dover dire di sì a tutto. I guai
non tarderanno così ad arrivare, e Carl si troverà a comprendere
che non si può sempre di sì.
Yes Man: il cast del film
Grande protagonista del film è
l’attore Jim
Carrey, tornato a recitare in una commedia dopo il
thriller Number 23. Nell’imbattersi nella sceneggiatura di
Yes Man, egli si dichiarò da subito particolarmente
interessato al progetto, convinto del suo potenziale comico. Carrey
spese così diverso tempo insieme al regista per costruire il giusto
tono, che includesse sia il divertimento ma anche momenti più seri
e riflessivi. Totalmente devoto al ruolo, l’attore decise a sua
volta di dire sì a tutto durante la realizzazione del film,
prendendo realmente lezioni di chitarra e di coreano. Egli decise
inoltre di interpretare personalmente alcune scene particolarmente
complesse, come quella del bungee jumping. Nella scena in cui in un
bar si scontra con una cameriera, invece, Carrey cadde male a
terra, finendo con il rompersi tre costole.
Accanto a lui nel film si ritrova
poi l’attrice Zooey
Deschanel nei panni di Allison. A sua volta nota per
diverse commedie romantiche come anche per la serie New
Girl, l’attrice si trovò qui a dover prendere parte ad una
sequenza in moto. La sua controfigura era infatti impossibilitata a
partecipare, e l’attrice dovette salire realmente sul mezzo. Sono
poi presenti gli attori Bradley
Cooper e Danny Masterson
interpretano rispettivamente Peter e Rooney, i due migliori amici
di Carl. Il celebre Terence Stamp è invece
Terrence Bundley, l’uomo che introdurrà Carl al concetto dello “yes
man”. John Michael Higgins è invece Nick, il
collega del protagonista che gli suggerirà di seguire tale
seminario. Infine, il noto caratterista Rhys Darby
è presente nei panni di Norman, strampalato capo di Carl.
Yes Man: il significato del film,
le sue frasi, il trailer e dove vederlo in streaming e in TV
Oltre ad essere una brillante
commedia, Yes Men spinge attraverso il suo protagonista e
quanto gli capita a riflettere su sé stessi e il modo in cui si
conduce la propria vita. Carl, che all’inizio della storia è un
uomo chiuso in sé stesso, si preclude ogni possibile novità che la
vita potrebbe ancora riservargli. Ci vorrà una terapia d’urto per
poterlo far uscire dalla sua condizione e permettergli di
comprendere che non è mai troppo tardi per concedersi qualcosa di
nuovo e inaspettato. Naturalmente il film non manca di mostrare
come un’eccessiva tendenza all’apertura verso il mondo circostante
può allo stesso modo comportare seri rischi e pericoli. Occorre
dunque trovare il giusto equilibrio, variabile da persona a
persona, per potersi godere con positività tutto ciò che la vita
offre.
È possibile vedere o rivedere tale
film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari
piattaforme streaming presenti oggi in rete. Yes
Man è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV,
Chili Cinema, Google Play, Infinity, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà
sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto
un determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film
sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno venerdì 22
ottobre alle ore 21:00 sul canale
20 Mediaset.
Un film come Yes Man,
infine, possiede della frasi davvero indimenticabili che aiutano a
riflettere sul senso della vita. Tra una risata e un’emozione, è
infatti possibile fermarsi a riflettere su quanto raccontato e
chiedersi quanto di ciò che si è visto e sentito si rispecchia
nella propria vita. Ecco, dunque, qualche esempio:
Io voglio che voi invitiate il “sì” nella vostra vita,
perché il “sì”, a sua volta, vi risponderà sì! Quando voi dire sì,
entrate nella sfera del possibile! (Terrence
Bundley)
Il “sì” porta sempre a qualcosa di buono!
(Carl Allen)
Senti ma chi se ne frega, il mondo è un parco giochi. Uno
lo sa da ragazzino, ma poi strada facendo tutti se lo
scordano. (Allison Renee)
Tu dici no alla vita, quindi non stai vivendo.
(Terrence Bundley)
Metti la strepitosa capacità
espressiva di un Jim Carrey. Metti una situazione da manuale di
sceneggiatura, col ribaltamento di una situazione iniziale nel suo
contrario. Metti che gli americani le commedie le sanno fare con la
stessa serietà di un melodramma epico. Ed ecco Yes
man, film brillante, portatore di una ventata di ottimismo
che rispecchia la volontà del nuovo cinema americano di lasciarsi
dietro anni di terrorismo e guerre chimiche per lasciarsi andare a
un sorriso a trentadue denti. La parola Sì diventa in questa
pellicola simbolo di cambiamento, di una speranza riposta nel
futuro, di un accettare entusiasticamente ciò che la vita propone
di giorno in giorno.
Yes Man
Da impiegato divorziato che rifiuta
a priori ogni occasione di vivere, mettendo addirittura a
repentaglio i propri affetti, Carl (Jim
Carrey) si lascia convincere da un vecchio amico (il
cui incontro è però abbastanza forzato) a partecipare a una
chiassosa e grottesca convention di un mezzo santone che predica la
via del Sì per aprirsi al meglio alla vita. Un po’ scettico, Carl
comincia il suo percorso di conversione che lo porterà a trovare
l’amore, consolidare le sue amicizie, e persino ad avanzare di
carriera, il tutto in una serie di situazioni comiche e
paradossali, che solo la bravura di Jim Carrey riesce a sostenere.
Perfetta comprimaria risulta essere
Zooey Deschanel, l’eccentrica donna di cui
Jim Carrey si innamora, bislacca almeno quanto
lui (i testi delle canzoni che suona con la sua band sono una
piccola chicca), diventa la protagonista di un amore che non vuole
essere melenso e stucchevole, ma stravagante e libero almeno quanto
i due personaggi.
Ma si sa, in ogni commedia buonista
che si rispetti, c’è sempre la morale sottesa a chiudere i giochi:
non sempre si può dire sempre di sì a priori, rischiando di fare
quel che non si vuole; le scelte si devo fare sempre con la piena
consapevolezza. Solo così si può veramente dire di sì alla
vita.
Yes Man è uno dei
film più brillanti che chi siano visti al cinema negli ultimi anni,
in grado di condensare temi serie e di riflessione e momenti comici
ed umoristici.
Sicuramente la presenza del cast, e
soprattutto di Jim
Carrey, ha aiutato la buona realizzazione del film
che, ancora oggi, lo si rivede ogni volta che si presenta
l’occasione con molta gioia.
Ecco, allora, dieci cose da
sapere su Yes Man.
Yes Man film
1. Il regista ha passato
molto tempo con Carrey. Per trovare il tono giusto del
film,
Peyton Reed ha deciso di trascorrere diverso tempo
con Jim Carrey per trovare un giusto equilibrio
per il film. Un tono che doveva includere le commedie di Carrey, ma
anche i suoi film più seri, oltre che il fatto di americanizzare il
soggetto (il libro su cui si basa è di un autore britannico).
2. Sono stati fatti dei
riferimenti ai Beatles. In Yes Man, Carl fa due
riferimenti a I Beatles. Il primo è quando canta Can not Buy Me
Love nell’Hollywood Bowl e il secondo è quando suona la
chitarra e canta Jumper dei Third Eye Blind.
Yes Man streaming
3. Il film è disponibile in
streaming digitale. Chi volesse vedere o rivedere Yes
Man, è possibile farlo grazie alla sua presenza sulle
piattaforme di streaming digitali legali come Tim Vision, Rakuten
Tv, Chili, Google Play e iTunes.
Yes Man cast
4. Jim Carrey si è rotto
tre costole. In Yes Man,
Jim Carrey ha fatto da sé quasi tutte le acrobazie richieste e,
durante una di queste, si è fatto molto male. La scena specifica è
quando nel bar Carl s’imbatte in un cameriera e cade di schiena:
nel fare ciò, Carrey ha sbagliato la mossa, cadendo così forte sul
pavimento sa procurarsi la rottura di tre costole.
5. Zooey Deschanel si è
trovata senza stuntwoman. Il giorno prima in cui Zooey Deschanel avrebbe dovuto salire in moto
per la prima volta, la sua controfigura si è fatta male.
All’attrice è stato detto che ci sarebbero voluti nove mesi
affinché la sua stuntwoman si rimettesse in forma, quindi le è
stato chiesto di realizzare lei la scena.
6. Jim Carrey è rimasto
affascinato dal progetto. Lo stesso attore ha dichiarato
di essersi lasciato sedurre dal progetto Yes Man perché
sentiva che gli avrebbe permesso di recitare in lacune scene
davvero divertenti. Scene che avrebbero fatto riflettere il
pubblico su se stesso e gli avrebbero fatto chiedere se, forse,
avrebbero dovuto dire di “sì” più spesso.
Yes Man frasi
7. Frasi da ricordare. Un film come Yes
Man possiede della frasi davvero indimenticabili che aiutano a
riflettere sul senso della vita. Ecco, dunque, qualche esempio:
Io voglio che voi invitiate il “sì” nella vostra vita, perché
il “sì”, a sua volta, vi risponderà sì! Quando voi dire sì, entrate
nella sfera del possibile! (Terrence Bundley)
Il “sì” porta sempre a qualcosa di buono! (Carl
Allen)
Senti ma chi se ne frega, il mondo è un parco giochi. Uno lo sa
da ragazzino, ma poi strada facendo tutti se lo scordano.
(Allison Renee)
Tu dici no alla vita, quindi non stai vivendo.
(Terrence Bundley)
Yes Man: storia vera
8. Si basa un libro
autobiografico. Questo film non è altro che l’adattamento
dell’omonimo libro scritto da Danny Wallace,
autore, produttore e giornalista britannico che ha trascorso un
anno rispondendo sempre “sì” a qualsiasi domanda o proposta e
registrando i risultati.
9. Un esperimento iniziato
per caso. Sembra che David Wallace, autore del romanzo
Yes Man, su cui si basa il film, abbia iniziato questo
esperimento un po’ per caso, grazie ad uno sconosciuto incontrato
sull’autobus. Il suggerimento era quello di dire più sì e così fece
per un anno, rispondendo in maniera affermativa a tutto.
Yes Man trama
10. Capire cosa significhi
dire di sì. La trama di Yes Man analizza la
storia di Carl Allen, caduto in depressione dopo
essere stato lasciato dalla moglie dopo sei mesi di matrimonio.
Questa situazione gli impedisce di essere sereno e di vedere
assiduamente gli amici che gli voglio bene, fino che un vecchio
amico riesce a convincerlo a partecipare ad un convegno
sull’autostima. Se all’inizio il fatto di dire sempre sì sembra
poco sensato, il seguito capirà qual è il suo vero significato.
Nel cast anche Jenna Ortega, Julian Lerner, Everly Carganilla,
H.E.R., Nat Faxon, Molly Sims, Fortune Feimster, Arturo Castro.
Yes
Day è prodotto da Lawrence Grey, Ben Everard,
Daniel Rappaport, Nicole King Solaka, Jennifer Garner. Produttori
esecutivi: Mark Moran, Miguel Arteta, Adam Marshall,
Justin Malen. Direttore della Fotografia: Terry
Stacey. Scenografie: Doug Meerdink.
Costumi: Susie Desanto.
Montaggio: Jay Deuby. Musiche:
Mike Andrews.
Yes Day, la trama
In Yes Day Stanchi
di dover dire sempre “no” a figli e colleghi, Allison e Carlos
decidono di concedere ai loro tre bambini il “giorno dei sì”, in
cui saranno i più piccoli a dettare le regole per 24 ore. Queste
vicende porteranno inaspettatamente la famiglia a vivere
un’avventura mozzafiato a Los Angeles che li farà riavvicinare più
che mai.
Il nuovo film del regista
Miguel Arteta ci presenta una coppia di genitori alle prese
con uno “yes day”, giorno in cui dovranno dire di si alle richieste
dei propri figli. Una commedia godibile per genitori e figli, che
unisce risate assicurate a momenti di sentita
riflessione.
Disponibile su Netflix ed ispirato all’omonimo romanzo di Amy
Krouse Rosenthal e illustrato da Tom Lichtenheld,
Yes
Day narra la storia di Allison (Jennifer
Garner) e Carlos Torres (Edgar
Ramirez) genitori di tre figli, Ellie (Everlee
Carganilla), Nando (Julian Lernen) e Katie
(Jenna Ortega). Katie è nella fase di
preadolescenza, vorrebbe avere più autonomia e indipendenza; Nando
è un piccolo genio della chimica, che si cimenta in esperimenti
strampalati e un po’ fuori dalle righe. Soprattutto questi mostrano
espressamente il loro malcontento nei confronti di un clima
familiare che ritengono troppo autoritario e rigido. L’incontro con
Mr Deacon, il consulente scolastico, suggerirà ai genitori
di proporre in famiglia uno “Yes day”, giorno del sì, in cui i
genitori dovranno accondiscendere alle richieste dei figli,
stabilendo alcune regole generali: le loro richieste non possono
riguardare il futuro e non potranno spostarsi oltre i 30 km da
casa. Inizia cosi
per la famiglia Torres una giornata all’insegna dell’avventura, del
sano svago familiare che rinnoverà un legame ancora più forte tra i
familiari. Alla regia del film troviamo Miguel Arteta, conosciuto
per “Chuck & Buck” (2000), “The Good Girl” (2002) “Youth in Revolt”
(2009) e la commedia” Una fantastica e incredibile giornata da
dimenticare” (2014).
Yes Day: un “si”
simbolico per rafforzare l’unione familiare
Con “Yes Day” Miguel
Arteta riesce a confezionare un prodotto assolutamente godibile per
una visione familiare. Il regista mette in scena una storia di
pazze avventure, che consta di momenti comici esilaranti, che mette
in primo piano l’importanza dei rapporti familiari, la necessità di
ritagliarsi del tempo per poter evadere dalla monotonia quotidiana,
riscoprendosi come genitori e figli. Una gara a chi mangia più
gelato, un originale car-wash, indossare gli outfit più
stravaganti: sono i piccoli e grandi momenti di gioia condivisa che
vanno ad incorniciare una giornata all’insegna dell’unione
familiare. Un giorno in cui i genitori devono assecondare le
richieste dei figli, ma che aiuterà anche i figli a capire meglio
il difficile compito dell’essere genitore e gli farà constatare
che, a volte, non è poi così male avere delle regole da rispettare.
Colori sgargianti, un cast d’insieme molto affiato e una traccia
musicale che accompagna le peripezie di figli e genitori vanno a
confluire in una commedia brillante, che scalda il cuore di grandi
e piccini.
Yes Day: una giornata ormai
diventata ricorrenza Oltreoceano
Lo Yes
Day è diventato ormai una sorta di ricorrenza
celebrata da molte famiglie americane, che si è diffusa dopo la
pubblicazione del libro di Krouse e Lichtenheld. La stessa Jennifer Garner ha dichiarato di organizzarlo
ogni anno per i propri figli e che questo ha aiutato a consolidare
l’armonia familiare. Il film ci dimostra infatti come lo “yes day”
possa risultare non solo una parentesi divertente per tutta la
famiglia, ma anche, e soprattutto, un’occasione di confronto e di
crescita comune. Yes Day è un inno alla condivisione, alla
riscoperta della dimensione ludica e del beneficio di trascorrere
del tempo tra genitori e figli. Una boccata di aria fresca in un
anno segnato da numerosi divieti a causa della pandemia, che ci fa
riflettere su come reinventare il tempo passato assieme in
famiglia, distogliendo le menti dalle fatiche quotidiane. Allison è
infatti alla ricerca di un impiego che fatica a trovare ed è molto
rigida nei confronti dei figli, Carlos è totalmente assorbito dal
lavoro e di conseguenza vive lo stare a casa come un momento in cui
rilassarsi ed essere meno ferreo. Lo Yes Day gioverà però sia a
genitori che a figli; i primi si si metteranno in discussione e
mostreranno la parte più scanzonata e gioiosa del loro carattere,
taciuta da tempo, mentre i secondi matureranno una coscienza
maggiore e capiranno a non vivere le regole come restrizioni
imposte, quanto più come suggerimenti o consigli da conservare
preziosamente.
Yes Day: momenti
comici dalle risate assicurate
Yes
Day propone una serie di momenti comici assicurati,
come la scena al Gut Buster, dove la famiglia accoglie la sfida di
mangiare una coppa di gelato gigantesca per non doverla pagare a
prezzo pieno. Questa scena ha richiesto ben tre giorni di riprese e
gelati preparati senza latte e pochissimo zucchero, affinchè
nessuno si sentisse male sul set. In aggiunta, la sfida di
“Kablowey” (gioco inventato appositamente per il film) ha richiesto
una settimana di riprese circa e ben 55.000 palloncini pieni di
acqua colorata. Nel corso del film vediamo come la trama di Yes Day
si snoda tra location all’insegna del divertimento, ad esempio un
enorme parco giochi e il festival musicale che rinnoverà la fiducia
tra mamma e figlia, e il focolare domestico, perno dell’unione
familiare e posto sicuro a cui fare ritorno. Il ritmo e la regia
dinamica di Yes Day ne sottolineano la comicità e la leggerezza,
ritagliandosi però parentesi più intime per soffermarsi sul
significato intrinseco di una giornata straordinaria.
Sebbene si sia parlato molto del
fatto che la stagione “finale” di Yellowstone
non sia in realtà la stagione finale di Yellowstone,
tra le speculazioni di una serie sequel con protagonisti alcuni dei
membri del cast principale, uno degli originali Dutton ha chiuso
con lo stile di vita del Montana e sarà sollevato di vederne la
fine.
Wes Bentley ha
ammesso che la serie è stata una delle cose più grandi a cui abbia
mai preso parte, ma ha confessato di essere contento che stia per
finire dopo il tributo emotivo che gli ha causato fin dall’inizio,
come ha spiegato a EW.
“È una delle cose più grandi di
cui abbia mai fatto parte, ed è un personaggio che è un’arma a
doppio taglio.È molto soddisfacente interpretare un
personaggio a cui viene dato così tanto lavoro emotivo da fare, ma
è anche un pedaggio.Sono entusiasta di lasciarlo andare, ma
sono anche triste di lasciarlo andare”.
Nel 2023, parlando con il New York Times, Bentley ha
rivelato che la natura oscura e complessa di Jamie Dutton gli
pesava da tempo. “È incredibilmente triste”, ha detto.
“Ho sempre affrontato la mia tristezza con cose come la
commedia, o l’umorismo, o le droghe a un certo punto, o cercando di
ignorarla e trovare un’altra via d’uscita. Ma non puoi farlo quando
cerchi di rappresentare la tristezza di qualcuno. Devi lasciare che
ci sia. Questa è stata la parte più difficile e ha pesato un po’
sulla mia vita”.
Non è facile essere Jamie Dutton
Jamie Dutton è uno dei personaggi
più complicati della serie, il che rende la sua lealtà nei
confronti della famiglia un punto dolente per una serie di motivi.
In primo luogo, Jamie è stato adottato e questo ha sempre creato in
lui un profondo senso di inadeguatezza e confusione. Desidera
sempre l’approvazione del padre e, a causa della freddezza di
John (Kevin
Costner), Jamie è spesso spinto a compiere azioni
moralmente discutibili.
Il suo rapporto con la sorella
Beth (Kelly
Reilly) è il punto di ebollizione dell’attrito
dell’intera famiglia Dutton. Tossico sarebbe un modo gentile per
descriverlo. Beth non ha mai perdonato Jamie per il suo
coinvolgimento nella morte accidentale della madre e la sua natura
sconsiderata l’ha portata a scontrarsi frontalmente con
Jamie, il che potrebbe finire solo con la morte e la sepoltura di
uno dei due.
Il mese scorso abbiamo ricevuto
un’ondata di notizie, tra cui quella che Michelle Pfeiffer si era unita al cast di
The
Madison, che era stata annunciata come la
serie sequel di Yellowstone.
Anche la star di SuitsPatrick J. Adams si è unita al cast poco dopo,
ma prima dell’annuncio si era ipotizzato che anche
Kurt Russell fosse in trattative
per salire a bordo del progetto. A distanza di quasi due mesi,
tutto si è placato su questo fronte, e un aggiornamento è
arrivato da una fonte improbabile.
La star di YellowstoneCole Hauser, che è stato
in trattative per partecipare al seguito della serie, potrebbe
aver lasciato trapelare a Country Living che Russell è
ufficialmente salito a bordo di The Madison, confermando
inoltre che lo show sarà totalmente indipendente da Yellowstone. In attesa di notizie ufficiali
da parte della Paramount, queste sembrano le informazioni più
solide che possiamo ottenere per il momento.
“Ho finito un’altra stagione di
Yellowstone.Taylor ha fatto un ottimo lavoro per
realizzarla.Ci sono molte cose in ballo e credo che il
pubblico si augurerà di apprezzarle”.La Madison è
composta da Michelle Pfeiffer e Kurt Russell – una cosa totalmente separata –
e non c’è ancora una decisione definitiva da parte di nessuno,
quindi non lo so davvero.Vedremo”.
Di cosa parla The
Madison?
La Pfeiffer interpreta una madre
che, alle prese con una tragica perdita come matriarca di una
famiglia di New York, si ritrova a guidare un gruppo trapiantato
nel paesaggio rurale e aspro del Montana. A Pfeiffer, Russell e
Adams si aggiungono Elle Chapman nel ruolo della
figlia di Pfeiffer, Paige; Beau Garrett nel ruolo
di Abigail, la seconda figlia; e Amiah Miller nel
ruolo del figlio maggiore di Abigail. Qualche settimana fa,
anche la star di LostMatthew Fox è
stata scritturata per il ruolo di Paul, uno scapolo con la passione
per la vita all’aria aperta.
Al momento dell’annuncio dello
spin-off, il presidente e amministratore delegato di Showtime e MTV
Entertainment Studios Chris McCarthy ha celebrato
l’incredibile successo della serie di Yellowstone,
annunciando che ne seguiranno altre:
Nel giro di cinque anni, abbiamo
trasformato Yellowstone da un programma via cavo statunitense di
successo con cinque milioni di spettatori in un franchise di
successo globale con oltre 100 milioni di fan in tutto il mondo e
molteplici estensioni – e abbiamo appena iniziato”.Sulla
scia del successo di “1883” e “1923”,
i nostri nuovi spinoff previsti, “1944” e “2024”, porteranno il
pubblico in un viaggio emozionante, nuovo e inaspettato, con la
narrazione complessa e avvincente che è diventata un tratto
distintivo del franchise e ha contribuito a trasformarlo in un
fenomeno culturale mondiale – grazie alla mente creativa di
Taylor Sheridan”.
Restate sintonizzati su Cinefilos
per ulteriori aggiornamenti su The Madison e
Yellowstone.
Mentre l’universo di Yellowstone di Taylor Sheridan continua ad
espandersi, è stata rivelata la location del prossimo spin-off
segreto. Yellowstone
ha già diversi spin-off in cantiere, tra cui Y:
Marshals di Kayce Dutton (Luke Grimes), lo spin-off di
Yellowstone con Beth e Rip, The
Madison di Michelle Pfeiffer, 6666 basato su Four
Sixes e un prequel intitolato 1944. Tuttavia, questo show sembra
essere qualcosa di completamente nuovo.
In un articolo del San Antonio Express-News, è stato rivelato che la nuova
serie di Sheridan sarà girata a Ferris, in Texas, una piccola città
a 20 miglia a sud di Dallas con una popolazione di circa 5.000
persone. La serie sarà girata con il titolo Rio Palo, che in
spagnolo significa “fiume di bastoni”. Rio Palo è
probabilmente solo un titolo provvisorio e non il titolo ufficiale
della serie.
Cosa significa Rio Palo per il
franchise Yellowstone di Taylor Sheridan
Rio Palo
sarà una vera e propria bomba per i fan di
Yellowstone, che finora non sapevano nulla
del nuovo spin-off. L’annuncio dell’inizio delle riprese di
Rio Palo a Ferris, in Texas, arriva mentre
i fan attendono con ansia notizie sui tanto attesi spin-off
6666 e The
Madison, in lavorazione da anni senza che sia
stato mostrato nulla.
Dato che gli è stato dato un titolo
separato, lo spin-off probabilmente non sarà collegato ad alcuno
degli altri spin-off e scriverà invece un capitolo completamente
nuovo del franchise di Yellowstone. Nella sua dichiarazione
su Facebook, la città di Ferris ha sottolineato che
la città “ha contribuito a costruire il Texas e la nazione”,
sottolineando la reputazione di Ferris come “la capitale
nazionale del mattone” (via Fort Worth Star-Telegram).
Molte delle serie TV di Taylor
Sheridan mettono in risalto le industrie americane, come l’impero
dell’allevamento di John Dutton (Kevin Costner) in Yellowstone o il
business petrolifero di Billy Bob Thornton in Landman. Con Rio Palo, forse Taylor
Sheridan punta a far luce su un altro aspetto sottovalutato
dell’industria americana, portando alla ribalta una nuova famiglia
di Yellowstone.
La città di Ferris ha annunciato in
un comunicato che “una location di Ferris sarà il luogo in cui
vivranno i personaggi principali della serie”. Anche se non si
sa ancora chi saranno i protagonisti e quale ruolo avranno i loro
personaggi nella serie, lo show promette di introdurre un nuovo
gruppo di personaggi di Yellowstone.
La star di Yellowstone,
Ian Bohen, che interpreta il ranchista
Ryan, ha anticipato l’imminente conclusione del
popolare dramma western di Paramount Network. Parlando con
Entertainment Tonight, Bohen ha promesso ai fan in
attesa che il finale della quinta stagione di Yellowstone
sarà uno dei “migliori finali di serie” della storia della
televisione. La serie Yellowstonedovrebbe
tornare nel novembre 2024 per la seconda parte della quinta e
ultima stagione.
“I fan avranno la
[migliore] conclusione che si possa scrivere. Tutto si svolgerà in
modo perfetto. Molti show finiscono… e non ti soddisfano. Questo
sarà completato in un modo che avrà senso. Non so se nessuna serie
sia mai stata completata in modo così efficace“, ha
proseguito. “Ci aspettiamo di avere il miglior finale
di serie della storia. Forse sono troppo sicuro di me, ma credo che
sarà così. Ringraziamo tutti per la pazienza… Varrà la pena
aspettare, lo prometto“.
La quinta parte della stagione di
Yellowstone non
avrà come protagonista KevinCostner
L’anno scorso è stato riferito che
la star principale Kevin Costner non riprenderà il suo ruolo di
John Dutton III nella seconda parte della quinta stagione di
Yellowstone. La sua uscita di scena sarebbe stata
dovuta a conflitti di programmazione con il progetto
cinematografico di Kevin Costner e a divergenze creative.
Nonostante la sua imminente conclusione, è stato confermato che un
sequel di Yellowstone è
attualmente in fase di sviluppo.
“La serie racconta la
storia della famiglia Dutton, guidata da John Dutton, che controlla
il più grande ranch di bestiame contiguo degli Stati
Uniti“, si legge nella sinossi. “Tra
alleanze mutevoli, omicidi irrisolti, ferite aperte e un rispetto
duramente guadagnato, il ranch è in costante conflitto con coloro
che confinano con lui: una città in espansione, una riserva indiana
e il primo parco nazionale americano“.
Il network ha annunciato in
precedenza che la seconda metà della quinta stagione di Yellowstone,
che chiuderà la serie principale, sarà trasmessa in
anteprima a novembre. Anche se al momento non è chiaro se
questo obiettivo sarà ancora realizzabile.
I precedenti commenti di Kevin Costner sulla situazione di stallo sono
stati fatti durante la sua testimonianza all’udienza di divorzio
alla fine del 2023, in cui ha affermato di essere in debito di 12
milioni di dollari per la seconda parte della quinta
stagione, non ancora girata, dopo che la Paramount ha
“abbandonato” le trattative. Il vincitore del Golden Globe
ha anche detto che potrebbe portare lo show in tribunale per
risolvere le loro divergenze.
Lo spin-off di Yellowstone
dedicato a Beth e Rip ha ingaggiato un attore
candidato cinque volte all’Oscar per interpretare il ruolo
principale dell’attesissimo spin-off. Anche se la serie principale
Yellowstone è terminata senza troppo
clamore, l’universo dello show continuerà.
Il Dutton Ranch, casa di Beth Dutton
(Kelly Reilly) e Rip Wheeler
(Cole Hauser), sarà al centro di tempi difficili e
di una dura competizione, Beth e Rip faranno tutto il necessario
per sopravvivere, assicurandosi che Carter (Finn
Little) diventi l’uomo che è destinato a essere.
Deadline conferma che Annette Bening è stata scritturata per il
prossimo spin-off su Beth e Rip. La cinque volte candidata
all’Oscar interpreterà Beulah Jackson, la potente, astuta e
affascinante proprietaria di un importante ranch in Texas.
In arrivo da domani su
Paramount Network (sul 27 del digitale terrestre, sul
canale 27 di Tivùsat anche in HD e sul 158 di Sky in HD),
la seconda stagione di Yellowstone:
l’acclamata e graffiante serie dei cowboy del Montana con uno
straordinario Kevin Costner nei panni del redivivo John
Dutton, proprietario di un grande ranch dove vive con la sua
famiglia del ricavato del proprio lavoro. Il canale più
cinematic di ViacomCBS Networks Italia ospiterà la seconda
stagione della serie per la prima volta in free to
air a partire dal 16 luglio.
Yellowstoneandrà
in onda ogni venerdì alle 21.10 con due episodi.
Un viaggio immersivo nella vita del
Montana popolato da personaggi indimenticabili che tornano sul
piccolo schermo per dare azione alla scena. È infatti l’azione a
regnare sovrana nella seconda stagione di Yellowstone, la serie che si ispira alla vita nel
selvaggio west e che ruota intorno al patriarca e protagonista John
Dutton (Kevin
Costner). La seconda stagione, rispetto alla prima, si
fa meno descrittiva e più viva di intensi colpi di scena e
suspence. Lo sceneggiatore candidato all’Oscar Taylor Sheridan(Sicario,
Hell or High Water, I
Segreti di Wind River) punta maggiormente sul fascino
della violenza e sull’intensità dei personaggi, soddisfacendo così
la fame di azione dello spettatore contemporaneo e regalando un
secondo giro di cinema seriale d’autore da non perdere.
Kevin Costner non delude le alte aspettative
dei suoi fan e torna alla carica impeccabile nel suo ruolo di padre
autoritario, a tratti malinconico, ma anche coraggioso ed esperto
cowboy, capace di entrare in contatto con la natura e il suo
mistero. Insieme a tutto il cast, Costner dà vita ad un
irresistibile western moderno di grande qualità con personaggi
ricchi e credibili, a cui il pubblico non farà fatica ad
affezionarsi.
La seconda stagione non smette di
sorprendere grazie a nuovi elementi che vengono a galla; memorie e
vecchi ricordi presentano un’eredità interessante che viene qui
finalmente sviscerata. Il passato diventa presente, il presente si
fa passato per mescolarsi in armonia in un racconto che acquista
forza e tridimensionalità, grazie ad una costruzione narrativa
molto profonda e ben fatta.
Tra i personaggi principali, nella
seconda stagione, ritroviamo tutta la famiglia Dutton (Luke Grimes, Kelly Reilly, Wes Bentley) al fianco di Monica
Long (Klesey Asbille Chow), Rip Wheeler, Thomas Rainwater
(Gil Birmingham) e Dan Jenkins (Danny Huston),
sopravvissuto per miracolo e alla ricerca di vendetta. I nuovi
episodi vedranno l’entrata in scena di nuovi personaggi, tra cui
Travis Wheatly, interpretato dallo stesso Taylor Sheridan,
Malcolm Beck, interpretato dal Neal McDonough, Teal Beck,
interpretato da Terry Serpico, Steve Hendon, interpretato
da James Jordan.
La seconda stagione di
Yellowstone che
si compone di 10 episodi, sarà trasmessa in free to air su
Paramount Network ogni venerdì a partire dal 16 luglio alle ore
21.10 con 2 episodi a settimana.
Mentre da giovedì 22
luglio, alle ore 21.30, la seconda stagione della serie andrà in
onda su Spike – canale 49 del digitale terrestre (DTT) sul 26 di
Tivùsat e sul 169 di Sky – con due episodi per
volta.
Tornano i cowboy e le immense
praterie del Montana di Yellowstone,
l’amatissima serie TV con
Kevin Costner, giunta ormai alla quarta stagione: dal
14 dicembre su Sky Atlantic e in streaming su NOW. Scritti e
prodotti da Taylor Sheridan, i dieci nuovi episodi
proseguono la narrazione dell’epopea neo – western sulle storie di
confine dei Dutton e il loro viscerale legame con lo sterminato e
ambitissimo ranch di cui sono proprietari da generazioni.
Yellowstone
è un’avvincente saga familiare con protagonista ancora una volta il
premio Oscar
Kevin Costnernei panni del
cowboy John Dutton. Nel cast tornano anche i figli di John,
interpretati da Kelly Reilly, Luke Grimes e Wes
Bentley, oltre a Kelsey Chow, Cole
Hauser, Gil Birmingham e Josh Holloway.
Yellowstone – quarta
stagione, la trama
John Dutton, proprietario di un
ranch nel Montana, lotta per mantenere la stabilità della famiglia
e del ranch, minacciato dai costruttori e da una riserva indiana, a
cui si aggiunge la corruzione della classe politica. Tutti hanno un
obiettivo: conquistare il territorio del ranch. La nuova stagione
inizia subito dopo l’adrenalinico finale della terza stagione, con
le vite di John, Bette e Kayce in pericolo e con Jamie contro la
sua famiglia. La guerra contro Market Equities è ancora in
corso.
In Yellowstone
4 protagonisti sono Kevin Costner nel ruolo di John Dutton, è un
patriarca miliardario della sesta generazione della famiglia
Dutton, che controlla il Yellowstone Dutton Ranch, il più grande ranch contiguo degli
Stati Uniti. Luke Grimes nei panni di Kayce Dutton, un ex SEAL della Marina degli
Stati Uniti e uno dei figli di John ed Evelyn. Kelly Reilly nei panni di Beth Dutton, una
finanziera e figlia di John ed Evelyn. Wes Bentley
nei panni di Jamie Dutton, avvocato, aspirante politico e uno dei
figli di John ed Evelyn. Cole Hauser nel ruolo di
Rip Wheeler, caposquadra del ranch di Yellowstone e del braccio
destro di John. Kelsey Asbille nel ruolo di Monica
Long Dutton, moglie dei nativi americani di Kayce. Brecken
Merrill nel ruolo di Tate Dutton, figlio di Kayce e Monica
e unico nipote di John. Jefferson White nel ruolo
di Jimmy Hurdstrom, un ranch di Yellowstone. Danny
Huston nel ruolo di Dan Jenkins, un miliardario
sviluppatore di terreni dalla California con l’aspirazione di
costruire su parti di Yellowstone.
Yellowstone ha
scritto la sua fine in un’altra storia che ha seguito la famiglia
Dutton. Nel 1883, i primi membri della famiglia
di John Dutton intrapresero un viaggio straziante dal Texas al
Montana su una variante dell’Oregon Trail. Piuttosto che lottare
contro criminali e complessi di sviluppo, la famiglia di James
Dutton nel 1883 combatté
contro i pericoli della natura. James, Margaret, Elsa e John
attraversarono fiumi in Texas, sfidarono tornado nelle Grandi
Pianure e affrontarono l’agghiacciante minaccia dell’inverno mentre
si avvicinavano alle montagne in un carro coperto. Tuttavia, il
nemico principale della famiglia Dutton nel 1883 era
l’avidità, la stessa di sempre.
Alla fine del loro viaggio, i Dutton
incontrano una figura saggia che li guida a destinazione e predice
la fine della loro eredità. Nel finale della quinta
stagione di Yellowstone, Kayce Dutton porta a compimento la profezia
del 1883. Questo sviluppo dimostra che le storie
dello sceneggiatore di YellowstoneTaylor Sheridan lavoreranno armoniosamente
per formare la saga completa della famiglia Dutton. Pertanto,
mentre altre puntate si sviluppano su ciò che è accaduto prima e
dopo la famiglia di John Dutton III, è essenziale capire cosa è
successo prima. Nel 1883 la famiglia Dutton fece una
promessa che guidò tutte le storie successive sul loro ranch nel
Montana.
La spiegazione della profezia
del 1883 sul ranch di Yellowstone
Elsa Dutton è uno dei personaggi più
essenziali del franchise di Yellowstone, perché la
sua storia è direttamente responsabile dell’eredità della sua
famiglia. Elsa è solo un’adolescente quando la sua famiglia
intraprende un viaggio attraverso le pianure con una carovana di
emigranti. Elsa sopravvive, mentre gli altri membri della sua
carovana sono vittime degli elementi e della loro inesperienza di
pionieri. La narrazione di Elsa Dutton
a Yellowstone permette agli spettatori di
comprendere la sua prospettiva completa sulla vita, la morte,
l’amore e la terra, mentre vive un’esperienza di crescita nella
natura selvaggia. Il monologo dell’attrice Elsa Isabel May
contestualizza ogni capitolo con l’accento del sud del suo
personaggio.
Alla fine, nonostante la sua
arguzia, Elsa muore durante il viaggio della famiglia a causa di
un’infezione. Un guerriero Lakota colpisce Elsa al fegato con una
freccia avvelenata e la morte di Elsa Dutton
nel 1883 segna la fine della serie. La ferita
mortale di Elsa è un tragico equivoco che evidenzia la fragilità
della natura umana. I capigruppo Shea e Thomas manomettono
accidentalmente la brutale scena del crimine di donne e bambini
Lakota assassinati, facendo apparire la loro carovana come
responsabile della loro morte. Nonostante il piano di James, i
guerrieri Lakota attaccano per errore i pionieri quando il loro
cuoco si discosta dalla strategia prestabilita.
Pur evidenziando la natura complessa
delle battaglie combattute sull’Oregon Trail e nell’Ovest
americano, la morte di Elsa delinea il futuro
di Yellowstone. James e Margaret continuano il loro
viaggio nonostante la ferita della figlia e alla fine incontrano un
gruppo di Crow mentre si avvicinano alle montagne. I Crow curano
Elsa con una cerimonia, nonostante abbiano confermato a James che
Elsa morirà perché i Lakota immergono le loro frecce nel letame di
mucca. Quando James racconta ad Aquila Maculata la sua necessità di
trovare un luogo di riposo per la figlia, il capo dei Crow gli
parla generosamente della Valle del Paradiso.
Tuttavia, le indicazioni
dell’anziano Crow sui vecchi territori di caccia del suo popolo
sono accompagnate da un avvertimento. Aquila Maculata
dice a James Dutton che il suo popolo si ribellerà e si riprenderà
la terra in sette generazioni, stabilendo la profezia
di Yellowstone nel 1883. Piuttosto
che opporsi alla volontà dell’anziano Crow, James Dutton accetta
che il popolo possa riavere la sua terra in sette generazioni,
lasciando intendere che la sua famiglia non si opporrebbe. La
promessa tra James Dutton e Spotted Eagle spiega in gran parte il
finale della quinta
stagione di Yellowstone.
Quanto si è avverata la profezia
del 1883 a Yellowstone
Mentre le recensioni della quinta
stagione di Yellowstone, episodio 14, riflettevano la
delusione per i problemi di prevedibilità e di ritmo dello show,
la quinta stagione
diYellowstone ha realizzato
con successo la dualità della
profeziadel 1883. Il
dialogo tra James Dutton e Spotted Eagle si articola in due parti.
In primo luogo, Spotted Eagle minaccia di riprendersi la terra.
Poi, James Dutton assicura al capo che i suoi antenati possono
averla. Entrambi gli aspetti della profezia si realizzano
in Yellowstone, con Sheridan che pone le basi
nella prima stagione. La prima stagione
di Yellowstone realizza l’aspetto indigeno della
profezia, con Thomas Rainwater che minaccia di riprendersi la
terra.
Il contesto
di Yellowstone ci dice che Tate è la settima
generazione della famiglia Dutton ad abitare la Paradise Valley del
Montana, prefigurando la fine del regno della famiglia.
Nella stagione 1
di Yellowstone, Thomas Rainwater dice a
John Dutton che acquisterà la Paradise Valley, a partire
dallo Yellowstone Dutton Ranch. Il capo della Tribù di Broken Rock
Rainwater vuole restituire la terra al suo popolo, gli antenati di
Spotted Eagle. La minaccia di Thomas Rainwater a John Dutton nella
stagione 1 di Yellowstone è la prima metà della
profezia che si realizza, con i parenti del popolo Crow che si
sollevano per reclamare la loro terra. Tuttavia, Sheridan non ha
dimenticato nemmeno la metà della promessa di James Dutton. Le
azioni di Kayce nella stagione 5
di Yellowstone riflettono la cooperazione di
James con i Comanche, i Lakota e i Crow durante la sua
storia a Yellowstone.
In Yellowstone, stagione 5, episodio 14, Kayce
Dutton ha realizzato la profezia della sua famiglia. Kayce dice a
Thomas e Mo che vuole offrire di rivendere la terra alla Tribù di
Broken Rock per quello che costava 140 anni fa quando la sua
famiglia la colonizzò. Il capo tribù accetta l’offerta e Kayce e
Thomas concludono l’affare della terra dopo il funerale di John
Dutton III. L’offerta di Kayce permette a Thomas Rainwater di
riprendere la gestione della terra in modo pacifico, invece di
usare i soldi del casinò per prenderla dopo la morte di John,
completando la profezia e rimuovendo gli ostacoli all’acquisto
della terra da parte della Tribù di Broken Rock.
Cos’altro viene rivelato nei
prequel di Yellowstone che potrebbe accadere in futuro
La storia e la narrazione di Elsa
Dutton sono potenti fonti di profezia nell’universo
di Yellowstone. Nonostante la sua morte, Elsa Dutton
continua a narrare la storia
di Yellowstone nella stagione 1
di 1923. La saga dell’epoca della Depressione è il
seguito di 1883 e la narrazione di Elsa spiega
come l’eredità della sua famiglia si sia sviluppata nei 40 anni
successivi alla sua morte. La narrazione di Elsa del
1923 contiene molte sfumature nel descrivere ciò che
accadrà alla sua famiglia, ma il monologo in codice è l’indizio più
profondo di ciò che accadrà nella stagione 1923, la
seconda. In 1923
– stagione 1, episodio 1, Elsa dice quanto segue:
Elsa:Mio padre aveva
tre figli.Solo uno sarebbe vissuto per vedere i propri
figli crescere.Solo uno avrebbe portato il destino di
questa famiglia attraverso la depressione e ogni altro inferno che il XX secolo ha scagliato contro di
loro.
Il monologo di Elsa lascia intendere
ciò che accadrà nel 1923 e nel già
annunciato 1944. Il prossimo capitolo
del 1923 vedrà Spencer e Alexandra recarsi nel
Montana dopo essersi separati nel finale della prima stagione.
Inoltre, la storia di Jack Dutton continuerà insieme a quella di
Elizabeth Strafford. Gli eventi della seconda stagione
di 1923 chiariranno i dettagli del monologo di
Elsa e prepareranno il prossimo prequel
di Yellowstone , 1944. I
prequel di Yellowstone completano la narrazione
e arricchiscono l’albero genealogico dei Dutton. Tuttavia, le due
puntate più importanti per la storia completa dei Dutton
sono 1883 e Yellowstone, che
stabiliscono e realizzano la profezia.
Con la fine degli scioperi della
WGA e del SAG-AFTRA, la serie televisiva di successo Yellowstone sta
ufficialmente programmando di tornare sul set per riprendere la
lavorazione della seconda metà della sua quinta stagione.
Secondo un recente rapporto
di Variety,
la produzione dellaYellowstone –
stagione 5, parte 2 riprenderà la lavorazione nella tarda primavera
del 2024. Con gli episodi finali dell’ultima stagione della serie
che
arriveranno nel novembre 2024, questo dovrebbe dare alla troupe
abbastanza tempo per concludere la serie.
La quinta stagione di
Yellowstone sarà
l’ultima stagione della serie di successo, ma la
Paramount non ha ancora finito con il mondo
cheTaylor
Sheridan ha creato per il canale. Due
serie spin-off, intitolate 1944 e
2024, sono in lavorazione, mentre altre due serie
(1883 e 1923) sono già state pubblicate. Secondo
quanto riferito, è in lavorazione anche uno spin-off intitolato
6666, basato sul Four Sixes Ranch
presente nella serie.
Cosa sappiamo su Yellowstone?
A dicembre è stato riferito che la star di
YellowstoneKevin Costner sarebbe uscito dalla
serie nella quinta stagione, a quanto pare a causa del suo
desiderio di concentrarsi sull’epico film western in due parti
“Horizon”,
che avrebbe seriamente compromesso la sua disponibilità a girare
Yellowstone. L’uscita della prima parte del film è prevista per
giugno 2024, mentre la seconda parte seguirà ad agosto.
Yellowstone,
che segue la famiglia Dutton e il loro vasto ranch nel Montana, ha
dimostrato di essere uno degli spettacoli più popolari in
televisione. La premiere della prima metà della quinta stagione ha
attirato l’incredibile cifra di 17 milioni di spettatori.
Yellowstone
è stato creato da Taylor Sheridan e John Linson. Nel cast
Kevin Costner, Luke Grimes, Kelly Reilly, Wes Bentley, Cole Hauser, Kelsey
Asbille, Brecken Merrill, Jefferson White, Forrie Smith, Denim
Richards, Ian Bohen, Finn Little, Ryan Bingham, Gil Birmingham, Jen
Landon e Kathryn Kelly. .
L’attesa è finita. Dal 19
marzo arriva in prima tv free to air su Paramount Network
(sul 27 del digitale terrestre, sul canale 27 di Tivùsat
anche in HD e sul 158 di Sky in HD), il brand di ViacomCBS
Networks Italia dedicato agli amanti delle storie e casa delle
grandi stelle, la prima stagione di Yellowstone con
la straordinaria partecipazione di Kevin Costner. La serie sarà in onda ogni
venerdì alle 21.10.
Yellowstone
è la serie prodotta da Paramount, scritta a quattro mani dallo
sceneggiatore candidato all’Oscar Taylor Sheridan(Sicario, Hell or High Water, I Segreti di Wind
River) insieme a John Linson. Oltre a
Kevin Costner, attore, regista e produttore con alle
spalle tantissimi riconoscimenti tra cui premi Oscar, Golden Globe
ed Emmy Award, Luke Grimes (American Sniper, 50 sfumature di grigio), la
serie vanta un cast d’élite, tra cui
Kelly Reilly (L’appartamento spagnolo, Bambole Russe,
Orgoglio e Pregiudizio, Sherlock Holmes), Wes Bentley
(Interstellar), Cole Hauser, Kelsey Asbille,
Brecken Merril, Jefferson White e Gil Birmingham.
John Dutton, il protagonista
interpretato da
Kevin Kostner, è il proprietario ambiguo,
inarrestabile e seducente di Yellowstone,
uno dei più importanti ranch americani e deve difenderlo da
innumerevoli pericoli e nemici: attacchi dei nativi americani e da
impresari edili e politici corrotti. Per farlo, si circonda di
uomini fedeli che per lui darebbero la vita. Proteggere il ranch e
la famiglia significa essere disposti a tutto, anche ad usare la
forza e la violenza. Yellowstone è una serie dai molteplici intrecci,
sembra raccontare soltanto le vicende di un ranch, invece affonda
le radici nell’America più profonda e nella sua identità,
diventando così una storia senza confini.
Un’avventura che scopre, puntata
dopo puntata, la bellezza naturalistica dell’America: Yellowstone,
un parco naturale di oltre 9.000 km quadrati in cima a una
formazione vulcanica che si estende tra Wyoming, Montana e Idaho.
Il viaggio parte proprio da qui, fra geyser, sorgenti termali
multicolori, laghi montani, canyon profondi e cascate
scroscianti.
Ma Yellowstone
non è soltanto una storia di faide sanguinarie, uomini feroci e
splendidi paesaggi, perché aggiunge tinte neo-western e thriller
per approfondire valori come la conservazione della memoria,
vicende familiari e segreti antichi. E per dare corpo a questa
profondità, anche le donne della serie non sono meno grandiose e
crude degli uomini, anzi, in molte circostanze sanno dimostrare più
grinta e intelligenza. Beth, interpretata da
Kelly Reilly, unica donna tra i quattro figli di John
Dutton, è uno splendido personaggio femminile: la sua sicurezza, il
carattere indomito e coraggioso, sono accompagnati da fragilità e
ferite profonde con cui fare i conti.
Venerdì 19 marzo alle ore
21.10 va in onda il primo lungo episodio di Yellowstone,
Un nuovo giorno, della durata di 90 minuti Nella prima
puntata ci si trova in Montana, nei pressi della città di Bozeman,
dove i membri della comunità indiana si trovano in contrasto con
John Dutton – rappresentante del BLM (Ufficio per la Gestione del
Territorio) – e i suoi figli Jamie, Lee e Beth, proprietari del
ranch “Yellowstone” e di un vastissimo territorio che fa gola a
molti.
Dopo molte
speculazioni, Kevin
Costner è apparentemente pronto a lasciare Yellowstone dopo
la
quinta stagione della popolare serie drammatica. Entertainment Tonight
ha riferito che fonti vicine alla produzione dello show affermano
che la star non tornerà nella serie madre Yellowstone
di Taylor Sheridan dopo la conclusione
della quinta stagione. La notizia arriva dopo le segnalazioni di
presunti conflitti tra la star della serie Paramount e il
co-creatore Taylor Sheridan sugli impegni dell’attore nelle riprese
degli episodi rimanenti della stagione in corso.
Il sito ha anche affermato che
fonti riferiscono che il cast e la troupe di Yellowstone non
sono ancora sicuri di quando riprenderanno le riprese dei restanti
episodi che rimangono da girare della
quinta stagione nel Montana, particolare che sta portando
a “molta confusione e frustrazione”. A febbraio, ET ha incontrato
il reporter di Puck News, Matthew Belloni, che è stato il primo a
riferire dei problemi sul set che, secondo quanto riferito, hanno
afflitto lo show durante la lavorazione della sua quinta stagione.
“Yellowstone è davvero nel limbo in questo momento
fino a quando non riusciranno a capire se Kevin Costner tornerà o, più
probabilmente, se verrà escluso dallo show“, ha spiegato
Belloni. “Una volta presa questa decisione, possono finire di
scrivere la seconda metà di questa stagione, girarla e
probabilmente andrà in onda in autunno“.
In mezzo a tutto questo, l’avvocato
dell’attore, Marty Singer, ha risposto alle accuse in una
dichiarazione a ET. “L’idea che Kevin fosse disposto a
lavorare solo una settimana nella seconda metà della stagione 5
di Yellowstone è una bugia
assoluta. È ridicolo – e chiunque lo suggerisca non
dovrebbe essere creduto per un secondo“, ha detto l’avvocato.
Ha aggiunto: “Come sanno bene tutti quelli che sanno qualcosa
di Kevin, è incredibilmente appassionato e legato alla serie ed è
sempre andato ben oltre per assicurarne il successo“. I
conflitti di programmazione sono legati alla lavorazione di
Horizon: An American Saga, un progetto a
cui l’attore e regista ha lavorato per oltre un decennio e che la
prima parte è già in post-produzione. Horizon: An
American Saga sarà un film in quattro parti prodotto
da New Line e Warner Bros Discovery.
La notizia dell’uscita di Costner
dallo show arriva il giorno dopo che è stato rivelato sua moglie
con il quale è sposato da 18 anni, Christine Costner, ha chiesto il
divorzio. “È con grande tristezza che sono emerse
circostanze al di fuori del suo controllo che hanno portato il
signor Costner a dover partecipare a un’azione di scioglimento del
matrimonio“, ha detto lunedì a ET il rappresentante di
Costner. “Chiediamo che la privacy sua, di Christine e dei
loro figli sia rispettata mentre affrontano questo momento
difficile“. A febbraio è stato riferito che
Kevin Costner potrebbe aver ridotto il suo
programma di riprese per il resto della quinta stagione e che uno
spin-off di Yellowstone guidato da
Matthew McConaughey era in lavorazione.
Yellowstone
è stato creato da Taylor Sheridan e John Linson. Nel
cast oltre al protagonista, troviamo Luke Grimes,
Kelly Reilly, Wes Bentley, Cole Hauser, Kelsey Asbille, Brecken
Merrill, Jefferson White, Forrie Smith, Denim Richards, Ian Bohen,
Finn Little, Ryan Bingham, Gil Birmingham, Jen Landon e Kathryn
Kelly. “La serie racconta la famiglia Dutton, guidata
da John Dutton, che controlla il più grande ranch contiguo negli
Stati Uniti“, si legge nella sinossi. “Tra alleanze
mutevoli, omicidi irrisolti, ferite aperte e rispetto meritato – il
ranch è in costante conflitto con quelli con cui confina – una
città in espansione, una riserva indiana e il primo parco nazionale
d’America“.
La star di YellowstoneKelly Reilly rivela che è sempre stato nei
piani del creatore Taylor Sheridan mettere in scena l’assenza
del personaggio di Kevin Costner nella seconda parte della quinta
stagione di Yellowstone.
Dopo la prima messa in onda nel 2018, il neo-western di successo di
Paramount Network è tornato nel 2022, continuando la storia del
John Dutton di Costner e dei suoi tentativi di proteggere il suo
ranch nel Montana. Dopo numerosi ritardi e notizie di drammi dietro
le quinte, che alla fine hanno portato Costner ad
annunciare che non avrebbe ripreso il suo ruolo, la
quinta stagione di Yellowstone, parte 2, è ora
destinata a concludere lo show.
In una recente intervista con
EW, Kelly Reilly, che nello show interpreta Beth
Dutton, rivela che Sheridan ha sempre voluto che il
personaggio di
Costner non fosse presente negli ultimi episodi diYellowstone. Reilly non spiega
esattamente quale fosse il piano specifico di Sheridan, ma si dice
che il creatore abbia condiviso con lei la sua visione della fine
della serie già nella prima stagione. Ecco il commento di Reilly
qui sotto:
“L’assenza faceva parte del
finale.Non è una cosa che abbiamo dovuto cambiare, era già
scritta nell’arazzo della storia.Sarebbe sempre accaduto,
solo che è successo in modo un po’ diverso”.
Cosa significa il piano di
Sheridan per lo show (e per John)
Il fatto che Sheridan abbia sempre
previsto l’assenza di John negli episodi finali di
Yellowstone è una buona notizia per la
quinta stagione, parte 2. Sheridan dirige la serie di successo
dalla prima stagione e lo show è diventato molto popolare. Se la
conclusione senza John è ciò che Sheridan ha cercato di ottenere
per tutto questo tempo, la serie potrebbe uscire di scena con una
nota positiva.
Ciò che Reilly non dice, tuttavia, è quando e come John avrebbe
dovuto lasciare la serie. È molto probabile che Sheridan
abbia sempre avuto l’intenzione di uccidere John verso la fine
della serie, ma probabilmente pensava anche di poter
realizzare questo momento in modo diverso da come si svolgerà ora.
Se John morirà, per esempio, dovrà avvenire fuori dallo schermo,
senza che l’arco narrativo si concluda in modo adeguato.
Il nostro parere sulla fine di
John a Yellowstone
Anche se i conflitti dietro le
quinte potrebbero aver causato l’uscita di Costner dal cast di
Yellowstone, il suo personaggio è stato fondamentale per
la storia di tutte e cinque le stagioni finora. Anche se John
avrebbe dovuto morire nel finale della serie, è un peccato che
questo momento non abbia il peso emotivo che avrebbe avuto. La
morte di John fuori dallo schermo, se è così che si
conclude il suo arco narrativo, non sarà sicuramente
soddisfacente per il pubblico.
Il fatto che il piano più ampio di
Sheridan per la serie rimanga intatto, tuttavia, potrebbe
significare che altri personaggi come Beth, Rip (Cole Hauser),
Jamie (Wes Bentley) e Kayce (Luke Grimes) avranno un finale forte. Resta da
vedere come Yellowstone concluderà la sua
storia (e se avrà una sesta stagione), ma Sheridan ha evidentemente
pianificato la conclusione della storia dei Dutton da tempo.
I fan di Yellowstone attendono
con ansia notizie sul destino della serie dopo la quinta stagione.
Sebbene alcuni rapporti abbiano suggerito una possibile
sesta stagione, i recenti commenti del cast sembrano indicare il
contrario. Jennifer Landon, che nello show
interpreta il ranchero Teeter, ha recentemente condiviso un
emozionante addio su Instagram, alimentando le speculazioni sul
fatto che il dramma western potrebbe concludersi con i prossimi
episodi. Il post accorato della Landon includeva un selfie sfocato
e una didascalia che diceva:
“Ecco un selfie sfocato di me
che lascio il set nel mio ultimo giorno dell’ultima
stagione di Yellowstone.Un mucchio di fazzoletti di carta per tutti i sentimenti.È stato un viaggio incredibile”.
Mentre Deadline ha recentemente riportato che Kelly Reilly e Cole
Hauser erano in trattative per continuare in caso di
una sesta stagione, nulla è stato ufficialmente confermato, e i
rapporti hanno chiarito che gli accordi non erano ancora
finalizzati. Al momento non è ancora chiaro se la quinta stagione
sarà la fine di Yellowstone o se c’è altro in serbo. In base
al post di Landon, tuttavia, sembra sempre più che la fine di
questa iconica serie sia vicina.
Mentre la sesta stagione è ancora
in sospeso, l’universo di Yellowstone
continua a espandersi e sta coinvolgendo alcuni grandi nomi per la
sua ultima puntata. The
Madison, una serie spin-off che si svolgerà
dopo la conclusione della stagione 5B, ha già coinvolto alcuni nomi
importanti.
The Madison si preannuncia
come una storia intensa sul dolore e sui legami umani. Segue una
famiglia di New York City che si adatta alla vita nella Madison
River Valley del Montana. Lo splendido scenario del Montana gioca
un ruolo importante nella serie, conferendole un ulteriore livello
di bellezza e profondità e inserendola nella più ampia saga di
Yellowstone. Mescolerà le emozioni con la maestosità del
paesaggio in modo davvero avvincente”.
Matthew
Fox, e stars di Lost, sarà il co-protagonista accanto alla leggendaria
Michelle Pfeiffer,
insieme alla star di SuitsPatrick J. Adams, che interpreta il genero
della Pfeiffer sullo schermo, Elle Chapman nel
ruolo della figlia della Pfeiffer, Paige, Beau
Garrett nel ruolo di Abigail, la seconda figlia, e
Amiah Miller nel ruolo del figlio maggiore di
Abigail.
Yellowstone
potrebbe non essere finita con la sua quinta stagione. Nonostante
il prossimo episodio sia stato inizialmente etichettato come il
finale di stagione, il mega successo western di Taylor Sheridan – come rivelato da
Variety – potrebbe tornare per
una sesta stagione, con Kelly Reilly e Cole Hauser in
trattative per un ruolo di primo piano, secondo quanto riferito da
fonti di Variety.
Non ci sono ancora accordi, ma il
piano prevede che Yellowstone
continui oltre la quinta stagione, che andrà in onda il 10 novembre
su Paramount. Reilly interpreta Bethany “Beth” Dutton, la figlia
del John Dutton III di Kevin Costner, mentre Hauser interpreta Rip
Wheeler, moglie di Beth e dipendente e “faccendiere” del Dutton Ranch. Al momento la Paramount non ha
risposto alla richiesta di commento di Variety, per cui si attende
conferma ufficiale a riguardo.
Yellowstone e
l’universo western di Taylor Sheridan
Kevin Costner ha lasciato Yellowstone
dopo cinque stagioni e mezzo e non apparirà negli ultimi episodi.
Costner ha dichiarato di aver scelto di abbandonare la serie a
causa della scelta della Paramount di dividere la quinta stagione
in due parti, che secondo l’attore interferiva con il lavoro sulla
sua serie di film western in quattro parti, “Horizon: An
American Saga”. Mentre Yellowstone
stava girando i suoi ultimi episodi, Costner aveva ancora espresso
il desiderio di chiudere il suo arco narrativo nel ruolo del
patriarca proprietario di ranch John Dutton, ma alla fine lui e il
network non sono riusciti a trovare un accordo.
Nel frattempo, all’inizio di
agosto è stato annunciato un nuovo spinoff intitolato “The
Madison”. Lo show, che in precedenza era in fase di
sviluppo con il titolo “2024”, avrà come protagonisti
Michelle Pfeiffer e Matthew
Fox e seguirà una famiglia di New York City nella valle
del fiume Madison nel Montana centrale. Secondo la Paramount,
“la serie è un accorato studio sul dolore e sul legame
umano”. “The Madison” si aggiunge così agli spinoff di
Yellowstone,
‘1883’ e ‘1923’, mentre altre serie ambientate in questo
stesso universo televisivo sono in fase di sviluppo.
Per milioni
di spettatori è impossibile immaginare John Dutton con un volto diverso da quello
di Kevin Costner, ma le cose sarebbero
potute andare molto diversamente. A distanza di otto anni dal
debutto di Yellowstone, emergono nuovi retroscena
sul casting della serie che rivelano come Taylor Sheridan avesse inizialmente
immaginato un altro attore per il ruolo del patriarca della
famiglia Dutton.
A
raccontarlo è stato l’ex presidente di Paramount
Kevin Kay durante
un’intervista a The Joint
Venture Show. Secondo Kay, la prima scelta di Sheridan era
Jeff Bridges, con cui aveva già
collaborato nel film Hell or
High Water (2016). Tuttavia fu lo stesso dirigente a proporre
un’alternativa destinata a cambiare la storia della serie.
“Taylor voleva Jeff
Bridges per il ruolo. Aveva lavorato con lui in Hell or High Water
e pensava fosse perfetto. È un attore straordinario, ma io pensavo
anche al marketing, al poster, all’immagine di un cowboy a cavallo
con il cappello. Non riuscivo a vedere Jeff Bridges in quel ruolo.
Così mi venne un’idea: ‘E Costner? Possiamo avere Costner?’. E ci
siamo riusciti.”
La scelta si rivelò decisiva, anche se convincere Costner non fu
semplice.
Kevin Costner
inizialmente non voleva fare televisione
Kevin Kay ha spiegato che l’attore era inizialmente restio a
tornare sul piccolo schermo dopo un’esperienza non del tutto
positiva con la miniserie Hatfields & McCoys. Solo dopo aver letto la
sceneggiatura di Taylor Sheridan decise di accettare il ruolo che
avrebbe poi definito una parte fondamentale della sua carriera.
“È stato complicato,
perché Kevin Costner, a quanto pare, non amava fare televisione.
Dopo Hatfields & McCoys non voleva più lavorare in TV. Ma quando ha
letto la sceneggiatura si è interessato al progetto e ha accettato
di interpretare John Dutton.”
Ripensando oggi alla storia di Yellowstone, è difficile separare il successo della
serie dalla presenza di Costner. Il suo carisma ha contribuito a
trasformare John Dutton nel volto dell’intero franchise, che nel
frattempo si è espanso con numerosi spin-off come
1883,
1923, The
Madison e altri progetti ambientati nello stesso
universo narrativo.
Questo retroscena dimostra però quanto anche le grandi serie
possano dipendere da decisioni apparentemente marginali. Jeff
Bridges avrebbe probabilmente offerto una versione diversa del
personaggio, forse più malinconica e introspettiva. La scelta di
Costner, invece, ha definito fin dall’inizio l’identità di
Yellowstone,
contribuendo a renderla uno dei fenomeni televisivi più importanti
degli ultimi anni, nonostante le difficoltà che hanno poi
accompagnato l’uscita di scena dell’attore nella quinta
stagione.
Il cuore di Yellowstone (qui la recensione), la serie
ideata da Taylor Sheridan, è il lavoro della
famiglia Dutton che protegge, preserva e trae guadagno dal proprio
ranch. Composta da 5 stagioni per un totale di 47 episodi, la serie
con protagonista il premio Oscar Kevin Costner
vanta oggi una reputazione ottima tra la critica e il grande
pubblico, avendo per anni appassionato gli spettatori con il
proprio racconto, come tipico nelle opere di Sheridan, sulla difesa
di un territorio e dei suoi confini. Tale è stato il successo di
Yellowstone da spingere Sheridan ad estendere il racconto
grazie ad alcuni prequel, quali 1883 e 1923.
Per onorare Yellowstone,
Variety ha intervistato
Jessie Jarvis, un’allevatrice di terza generazione
dell’Idaho che documenta il proprio stile di vita occidentale sul
suo blog e su Instagram. Jarvis, che vive e lavora insieme al
marito, ai suoi genitori e a un altro dipendente, allevando e
vendendo bestiame in un remoto ranch a 75 miglia a nord del confine
con il Nevada, si è detta essere una grande fan di
Yellowstone. A lei è dunque stato chiesto di indicare
cosa è realistico nello show e ciò che invece è
distorto rispetto alla realtà.
Cosa è realistico in Yellowstone
Il lavoro della famiglia nei campi (e il dramma familiare)
La famiglia Dutton vive diversi
conflitti interni al proprio nucleo. Questo perché, come spiega
Jarvis, il 97% delle attività di allevamento negli Stati Uniti sono
a conduzione familiare e il trascorrere vita privata e lavorativa
sempre a contatto con le stesse persone può far emergere conflitti
sulla gestione delle attività. Si tratta inoltre, come spiega
Jarvis, di un lavoro da cui non stacchi mai realmente, in quanto
vivendo nella tua attività è come se non andassi mai altrove con il
pensiero. Ecco allora che tutti i conflitti famigliari che vengono
mostrati nella serie sono da considerarsi realistici, anche se
naturalmente accentuati per necessità drammatiche.
Le invasioni del territorio
Una cosa che si è vista accadere
spesso nel corso delle stagioni di Yellowstone sono i
molteplici tentativi di espansione o invasione dello Yellowstone
Ranch. Questo è un problema che molte aree rurali si trovano
realmente ad affrontare, con un numero sempre maggiore di persone a
causa della crescita demografica. Anche il COVID ha avuto un ruolo
nel fatto che le persone volessero lasciare la città, desiderando
trasferirsi in ambienti più piccoli e naturali. Ciò comporta però
la necessità di acquistare territori, andando però così a togliere
terreno utile alla coltivazione di risorse, generando un
cortocircuito piuttosto pericoloso per il futuro.
Il governo statale ha una grande attenzione per
l’allevamento
Come riporta Jarvis, il governatore
dell’Idaho è un allevatore e proviene da una famiglia di allevatori
di lunga data. Ci sono inoltre molti allevatori anche nella Camera
e nel Senato dello Stato. Esistono anche organizzazioni molto
attive come l’Idaho Cattle Association, composte da famiglie di
allevatori. Associazioni con oltre 1.000 membri e con rapporti
davvero forti con il legislatore statale, persone che sono in
carica anche a livello federale. Quindi, come sostiene Jarvis,
quando si hanno problemi nel settore, vengono risolti abbastanza
rapidamente, proprio come mostrato anche in
Yellowstone.
I vestiti
Molti degli abiti che i personaggi
indossano nella serie sono marchi dell’industria occidentale, come
ad esempio Kimes Ranch, un marchio realmente indossato dagli
allevatori. I cappelli che i personaggi indossano, invece,
provengono da marchi come American Hat e Greeley Hat, anch’essi
realmente indossati. Il cowboy vestito più accuratamente, secondo
Jarvis, è Rip (Cole Hauser). Tutti i dipendenti
del ranch, come afferma però l’allevatrice, sono vestiti in modo
molto accurato, ad eccezione del cappello da cowboy di Jimmy
(Jefferson White) nella prima stagione, che sembra
provenire da un festival di musica country.
Gli atleti di rodeo nella vita reale
Quando si vedono scene ambientate
nei rodeo, la Jarvis non ha dubbi che quanti vi prendono parte come
atleti non sono attori bensì veri e propri professionisti di quella
attività. Ciò si evince, come da lei sottolineato, dal modo in cui
si muovono e agiscono, ma anche dal modo in cui parlano dei
cavalli, un modo molto tecnico e realistico, che li identitica come
veri e propri concorrenti in quegli sport.
Orgogliosi della propria terra
I Dutton apprezzano la terra, il
loro bestiame e ciò che fanno. Ne sono molto orgogliosi. Questo è
un qualcosa che è assolutamente vero per ogni singolo allevatori,
come afferma Jarvis. A differenza di quanto mostrato in TV, questo
tipo di attività non paga bene, ma gli allevatori non svolgono tale
attività per il denaro. Lo fanno perché innamorati del proprio
territorio e perché non c’è modo migliore di lavorare o di far
crescere la propria famiglia, portando avanti l’eredità su cui è
stata fondata la nazione.
Cosa non è molto realistico in Yellowstone
L’equipaggiamento
I Dutton sono molto ricchi ed è
questo un aspetto non in linea con la maggior parte delle fattorie
e dei ranch in America in questo momento. Nessuno possiede un
elicottero come loro, molti dei pick-up e dei rimorchi di loro
proprietà sono di alta gamma, come Dodge Trucks e Bloomer Trailers.
Insomma, come afferma Jarvis, si tratta di equipaggiamenti che con
estrema difficoltà si potrebbero trovare se si entrasse in
un’azienda agricola e di allevamento a conduzione familiare. Ci
sono alcune eccezioni, con ranch di proprietà di investitori che
hanno accesso a questo tipo di cose, ma si tratta di una
percentuale molto piccola.
Violenza e volgarità
La violenza mostrata in
Yellowstone è probabilmente l’aspetto meno accurato della
serie, secondo quando dichiarato da Jarvis. Inoltre, si fa uso di
un linguaggio rozzo e volgare, che non rispecchia la realtà. Jarvis
specifica che violenza e volgarità non mancano nella vita
quotidiana in un ranch, ma non si raggiungono mai i livelli
mostrati in Yellowstone. Jarvis conclude infatti
affermando che “odio dirlo perché amo lo spettacolo e non sono
affatto una puritana, ma dopo un po’ vorrei sentire una
conversazione normale senza imprecazioni“.
L’attesissimo spinoff di Yellowstone
vedrà il ritorno di tre attori importanti, una mossa che farà
indubbiamente piacere ai fan del franchise.
Annunciato inizialmente nel maggio 2023, questo nuovo progetto
arriva dopo l’uscita del protagonista Kevin Costner da Yellowstone durante
la seconda metà della quinta stagione. Con il creatore del
franchise Taylor Sheridan al timone, il sequel
continuerà a esplorare la complessa e avvincente saga della
famiglia Dutton. Secondo le prime indiscrezioni,
Matthew McConaughey era in trattativa per un
ruolo importante, il che ha aumentato l’entusiasmo intorno al
progetto.
In un recente aggiornamento della
newsletter “What I’m Hearing” di Puck, è stato rivelato che
Cole Hauser, Kelly Reilly e Luke Grimes sono vicini alla definizione
dei loro accordi per tornare rispettivamente nei ruoli di Rip
Wheeler, Beth Dutton e Kayce Dutton. Il potenziale coinvolgimento
di Matthew McConaughey e Michelle Pfeiffer rimane incerto e dipende
dalla loro approvazione della direzione creativa dello show.
Lo sviluppo dello spin-off di
Yellowstone
è strettamente legato alla conclusione della serie principale. Con
la quinta parte della seconda stagione di Yellowstone
che dovrebbe iniziare le riprese in estate e debuttare il 10
novembre 2024, le scelte narrative fatte in questi episodi finali
influenzeranno in modo significativo la direzione dello spinoff. Ci
sono ancora molte speculazioni su come Sheridan intenda concludere
la serie, soprattutto considerando il ruolo centrale che ha avuto
il John Dutton di Kevin Costner. Il destino di John Dutton, se
verrà ucciso o se andrà in pensione, è oggetto di intense
speculazioni tra i fan.
Come si chiamerà il sequel di
Yellowstone?
Sebbene lo spinoff sia in
lavorazione da oltre un anno, i dettagli concreti rimangono scarsi.
Un precedente aggiornamento di novembre lasciava intendere che il
progetto avrebbe potuto intitolarsi 2024, allineandosi ad altri
spinoff di Yellowstone
come 1923 e
1883.
Tuttavia, il titolo definitivo e la data di uscita potrebbero
essere ancora in evoluzione, a seconda dei tempi di produzione e
degli sviluppi della trama.
Una certezza dello spinoff è
l’impegno a preservare gli elementi che hanno reso Yellowstone
un fenomeno culturale. Il ritorno di Grimes, Hauser e
Reilly è una mossa strategica per mantenere la continuità e
per tenere impegnati i fan di lunga data. La chimica tra Beth e
Rip, in particolare, è stata una pietra miliare della serie e la
loro presenza nello spinoff è un segnale rassicurante per gli
spettatori che sperano in una transizione senza soluzione di
continuità.
Yellowsone: 6666 è il
prossimo spin-off della serie western di successo Yellowstone
di Taylor Sheridan, in arrivo su Paramount+. Con la serie principale che volgerà al
termine nel 2024, il creatore Taylor Sheridan sta ampliando il suo
universo western contemporaneo attraverso diversi show. Mentre
1923 e 1883, i primi prequel di Yellowstone, approfondiscono le radici
dell’impero dei Dutton nel Montana, Yellowstone: 6666
svelerà ulteriori dettagli sul famoso ranch 6666, noto anche come
Four Sixes Ranch, in Texas.
Jimmy Hurdstrom (Jefferson White),
bracciante del ranch Yellowstone, viene mandato da John Dutton al
ranch Four Sixes per imparare alcune abilità essenziali dei cowboy.
Come spiega Rip Wheeler (Cole Hauser), il Four Sixes è praticamente
“il luogo dove è stato inventato il cowboy”. Jimmy torna al
ranch dei Dutton nella stagione 4 di Yellowstone, episodio 10, “Grass on the
Streets and Weeds on the Rooftops”, come un uomo nuovo.
Yellowstone: 6666 rivelerà sicuramente molto di più su ciò
che accade nel famigerato ma rispettato ranch texano e porterà per
la prima volta la serie fuori dal Montana.
Ultime notizie su Yellowstone:
6666
Dopo mesi e mesi di quasi totale
silenzio sul spin-off, le ultime notizie arrivano sotto forma di un
aggiornamento incerto su Yellowstone: 6666. La notizia è
arrivata direttamente dalla produttrice esecutiva Christina Voros,
che ha supervisionato la serie di punta. Purtroppo, nonostante la
sua importante posizione all’interno del vasto universo di
Yellowstone, Voros ha poco da dire su 6666.
“Onestamente non so come Taylor scelga quali storie raccontare e
quando”, ha detto Voros, il che conferma che non ci sono
lavori in corso su 6666 o sul precedentemente annunciato
1944.
È possibile che 6666 sia stato
accantonato a favore di un seguito più diretto di
Yellowstone.
Con lo spin-off incentrato su Beth e
Rip già confermato, è possibile che 6666 sia stato
accantonato a favore di un seguito più diretto di
Yellowstone. Tuttavia, i commenti di Voros lasciano aperta
la porta a ulteriori espansioni in futuro, ed è chiaro che nessuno,
a parte lo stesso Sheridan, sa realmente cosa sta succedendo
nell’universo di Yellowstone.
Leggi i commenti di Voros qui:
Onestamente non so come Taylor
scelga quali storie raccontare e quando. Penso che in questa
stagione abbia chiuso molte porte su Yellowstone. Ci sono
ovviamente personaggi che non rivedremo perché sono stati
eliminati. Ma penso che abbia lasciato alcune porte aperte, e ce ne
sono alcune che non so dire se siano chiuse o meno. Ma lo sapremo
quando le attraverseremo.
La seconda parte della quinta
stagione di Yellowstone si è conclusa il 15 dicembre 2024.
Yellowstone: 6666 è
confermato
Lo spin-off è stato
annunciato nel 2021
Il prossimo spin-off, Yellowstone:
6666, è stato confermato e lo show è stato annunciato nel
febbraio 2021 (tramite Entertainment
Weekly). Quando lo show è stato annunciato per la prima
volta, non si sapeva nulla del cast, della troupe e nemmeno molti
dettagli della trama, e così è rimasto negli anni successivi. Dal
2021 ci sono stati pochi sviluppi e lo stato attuale di 6666 è
ancora incerto. Altri progetti di Taylor Sheridan (Landman, Tulsa
King, ecc.) hanno avuto la precedenza ed è chiaro che 6666
potrebbe non essere una priorità per il celebre produttore
televisivo.
La produttrice Christina Voros ha
praticamente confermato che 6666 è stato sospeso nel dicembre 2024,
quando ha dichiarato di non sapere nulla sul suo sviluppo. Anche se
questo non significa che il progetto sia definitivamente
accantonato, l’annuncio dello spin-off diretto su Beth e Rip
suggerisce che 6666 potrebbe essere cancellato. Tuttavia, Taylor
Sheridan è stato piuttosto riservato sui suoi piani per
Yellowstone, quindi tutto è possibile.
Yellowstone: 6666 Dettagli
della trama
Non sono stati ancora
rilasciati dettagli specifici sulla tramadello spin-off
di Yellowstone: 6666. Tuttavia, Paramount+ ha rivelato alcune
informazioni in un comunicato stampa del febbraio 2021,
scrivendo:
“Fondato quando i Comanche
ancora governavano il Texas occidentale, nessun ranch in America è
più ricco di storia del 6666. Ancora in attività come due secoli fa
e comprendente un’intera contea, il 6666 è il luogo in cui lo stato
di diritto e le leggi della natura si fondono in un luogo dove la
cosa più pericolosa da fare è quella che verrà dopo”.
Seil nuovo spin-off di
Yellowstoneè ambientato nel 1800, potrebbe potenzialmente
includere alcuni dei personaggi di 1883, molti dei quali erano
veterani militari e cowboy che potrebbero essere coinvolti nel Four
Sixes Ranch. Che Yellowstone: 6666 sia ambientato nel presente o
nel passato, è destinato a continuare la visione unica di Sheridan
del West americano e ad espandere il franchise.
La storia del vero Four Sixes
Ranch
Il Four Sixes Ranch è stato
fondato nel 1900dal mandriano texano Samuel Burk
Burnett, che secondo la leggenda avrebbe vinto il ranch in una
partita a carte con una mano di quattro sei. In realtà, il nome
deriva dalle prime 100 capi di bestiame acquistate da Samuel Burk
Burnett nel 1870, tutte contrassegnate dal marchio “6666”. Dopo che
la polvere della guerra civile si fu posata, le opportunità
abbondavano per chi aveva i mezzi per coglierle, e Samuel Burk
Burnett colse queste opportunità per sviluppare un ranch che si era
costruito una reputazione per i suoi cavalli da lavoro, da corsa e
per il bestiame Angus di qualità superiore.
La pronipote di Burnett, Anne
Burnett Marion, è morta nel febbraio 2020, il che ha portato il
Four Sixes Ranch ad essere messo in vendita per 347,7 milioni di
dollari. Nel maggio 2021, il creatore diYellowstone,
Taylor Sheridan, ha acquistato il ranch, probabilmente in
preparazione per Yellowstone: 6666. Che sia nel passato,
nel presente o nel futuro,Yellowstone: 6666potrebbe essere ancora migliore dell’originale Yellowstone o di
qualsiasi altro suo spin-off.