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World War Z Clip con Brad Pitt!

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World War Z Clip con Brad Pitt!

Arriva la prima clip ufficiale del film che vedrà Brad Pitt combattere contro gli Zombie, in World War Z, per la regia di Marc Forster. L’attesa pellicola arriverà nelle sale italiane il 27 Giugno 2013 si basa sull’omonimo libro di Max Brooks.

World War Z è diretto da Marc Forster e vede nel cast Anthony Mackie, Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox e Mireille Enos. Ecco la trama del film: La storia segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la popolazione mondiale.

La pellicola è tratta da World War Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An Oral History of the Zombie War) romanzo horror fantascientifico post apocalittico del 2006 di Max Brooks. È la seconda opera letteraria di Brooks sull’argomento zombie, successiva a Manuale per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003. Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone incontrate.

Dopo una lunga e difficile campagna d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13 novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista; intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili a Tutti gli uomini del presidente.

World War Z 2: svelato il nome del regista del sequel

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World War Z 2: svelato il nome del regista del sequel

Come sappiamo World War Z, lo zombie-movie con Brad Pitt, è stata la sorpresa dell’estate cinematografica americana con i suoi 540 milioni di dollari guadagnati in tutto il mondo. Visti i clamorosi introiti che il film ha fruttato, la Paramount e la società di produzione di Pitt, la Plan B, hanno iniziato da subito a parlare della possibilità di un sequel. Il problema però era che, dopo tutti i disaccordi produttivi del primo film che hanno portato a un finale diverso e più “conclusivo” rispetto a quello immaginato da Marc Forster, lo stesso regista aveva deciso di abbandonare il progetto convinto che difficilmente la storia sarebbe potuta progredire dopo il ricongiungimento di Gerry Lane con la sua famiglia e la scoperta di una cura per fermare l’ondata di zombie.

Le case di produzione e lo stesso Brad Pitt si sono quindi messi alla ricerca di un regista in grado di riprendere il discorso interrotto e guidare il progetto anche nella scrittura. E’ di oggi la notizia che la Paramount ha deciso di affidare ufficialmente la “patata bollente” al regista Juan Antonio Bayona, recentemente salito alla ribalta per The Orphanage e The Impossible

Secondo l’Hollywood Reporter, Bayona faceva parte di un “un breve elenco” di registi che Pitt e la produzione tenevano d’occhio da tempo per prendere il timone del franchise. Proprio dopo l’incontro con l’attore statunitense, che produrrà di nuovo questo sequel, il regista spagnolo ha deciso di accettare l’incarico che lo vedrà supervisionare anche la sceneggiatura e scegliere i collaboratori che lo affiancheranno nel processo.

Cresciuto con la passione per il cinema, diviene un giornalista del settore per poi studiare regia presso la Scuola di Cinema e Audiovisivi della Catalogna. Nel 1993, al Sitges – Festival internazionale del cinema della Catalogna, conosce il regista Guillermo Del Toro, che stava presentando il film Cronos. In quell’occasione Del Toro promise a Bayona di aiutarlo, finanziando il suo debutto cinematografico nel caso non fosse stato in grado di farlo lui stesso. Nel 2004 gli viene offerto lo script di The Orphanage, dopo aver accettato di dirigerlo chiede aiuto a Guillermo Del Toro, che offre di co-produrre la pellicola. The Orphanage viene presentato al Festival di Cannes 2007, dove ottiene dieci minuti di applausi.Il film, oltre ad essere stato apprezzato dalla critica, è stato un successo commerciale in Spagna e in Europa, superando, a livello di incassi, Il labirinto del fauno di Del Toro.

Nel 2012 è uscito nelle sale cinematografiche il suo secondo lungometraggio, The Impossible, girato interamente in inglese. Il film è stato scritto dal suo stretto collaboratore Sergio G. Sánchez e incentrato su una famiglia vittima dello tsunami dell’Oceano Indiano del 2004, nel quale spiccano come attori Naomi Watts, Ewan McGregor, Tom Holland e Geraldine Chaplin.

World War Z 2: svelata la data di uscita

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World War Z 2: svelata la data di uscita

É da tempo ormai che si parla di World War Z 2, sequel del film che ha incassato 540 milioni di dollari nel mondo. Ebbene, oggi la Paramount Pictures ha annunciato che il film arriverà nelle sale il 9 giugno 2017.

Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e sarà nuovamente produttore. Confermato invece il cambio di regia, affidata a Juan Antonio Bayona. A scrivere la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in arrivo Seventh Son, Madame Mallory e il piccolo chef indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer, Pawn Sacrifice. E’ sua anche la sceneggiatura del film di Cronenberg, La promessa dell’assassino.

World War Z è la trasposizione cinematografica del romanzo World War Z. La guerra mondiale degli zombi di Max Brooks del 2006.

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World War Z 2: Steven Knight ha finito la bozza della sceneggiatura

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Intervistato da Collider, lo sceneggiatore Steven Knight (Locke) ha dichiarato di aver terminato e consegnato la bozza della sceneggiatura di World War Z 2, sequel del film di Marc Forster con Brad Pitt che ha incassato 540 milioni di dollari nel mondo. Nel corso dell’intervista, Knight ha anche parlato del primo film, dichiarando quanto segue:

“Quando la Universal e Brad Pitt mi hanno cercato, si sono avvicinati a me con un’idea ben precisa: “Come possiamo andare avanti?”

Credo che uno degli aspetti migliori del primo film sia il modo in cui non dia allo spettatore neanche il tempo di respirare. Non si ferma un attimo a pensare: “Aspetta, faremo meglio a spiegare al pubblico cosa stia effettivamente succedendo”. Era tutto legato a quel preciso momento, con quelle determinate persone.”

La Paramount Pictures ha annunciato che World War Z 2 arriverà nelle sale il 9 giugno 2017.

World War Z è la trasposizione cinematografica del romanzo “World War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max Brooks del 2006. Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e sarà nuovamente produttore. Confermato invece il cambio di regia, affidata a Juan Antonio Bayona. A scrivere la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in arrivo Seventh Son, Madame Mallory e il piccolo chef indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer, Pawn Sacrifice. É sua anche la sceneggiatura del film di Cronenberg, La promessa dell’assassino.

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World War Z 2: spostato l’inizio delle riprese per “colpa” di Tarantino

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A novembre del 2017 avevamo avuto le ultime notizie relative a World War Z 2, in cui David Fincher spiegava che stava costruendo una mitologia per quello che dovrebbe diventare un franchise.

Adesso Variety propone un nuovo aggiornamento relativo al film: le riprese non cominceranno più a breve, ma saranno spostate per una release del film che dovrebbe arrivare per il 2020. A quanto pare l’entrata in gioco di Quentin Tarantino nella carriera di Brad Pitt, di nuovo, avrebbe preso la precedenza per l’attore.

Ci riferiamo alla notizia che ha spopolato tra gli appassionati di cinema ieri: Pitt si aggiunge a Leonardo DiCaprio come protagonista nel nuovo film del regista di Pulp Fiction. Questo impegno, in un progetto forse più definito di World War Z 2, ha determinato lo slittamento del film di zombie. L’inizio delle riprese del film, dunque, seguirà la fine della produzione di Tarantino.

World War Z 2: Paramount conferma David Fincher e Brad Pitt

World War Z è la trasposizione cinematografica del romanzo “World War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max Brooks del 2006. Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e sarà nuovamente produttore. A scrivere la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in arrivo Seventh Son, Madame Mallory e il piccolo chef indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer, Pawn Sacrifice. É sua anche la sceneggiatura del film di Cronenberg, La promessa dell’assassino.

World War Z 2: Paramount conferma David Fincher e Brad Pitt

World War Z 2: Paramount conferma David Fincher e Brad Pitt

Dopo quattro anni dall’uscita diWorld War Z  sembrerebbe che la produzione del sequel, World War Z 2, stia finalmente procedendo a gonfie vele. Basato sul best-seller di Max Brooks, l’adattamento cinematografico di World War Z  si allontanò notevolmente dal materiale originale narrando una storia quasi del tutto differente. Tuttavia, grazie allo star-power di Brad Pitt e alla costante fascinazione per gli zombie da parte del pubblico il film incassò ben 540 milioni di dollari in tutto il mondo, ricevendo una buona accoglienza dalla critica.

Jim Gianopulos, ex-presidente di 20th Century Fox e ora nuovo capo di Paramount Pictures, ha subito riorganizzato le priorità della casa di produzione. In un’intervista a The Hollywood Reporter Gianopulos ha parlato del suo nuovo incarico e dei progressi di World War Z 2. Oltre ad aver confermato il ritorno di Pitt e della regia di Fincher, Gianopulos ha dichiarato che il progetto è già in uno ‘stadio avanzato’.

Leggi i primi dettagli su Fincher alla regia di World War Z 2

La produzione di World War Z 2 è stata finora infernale. Nel dicembre del 2013 fu sparsa la voce che Juan Antonio Bayona avrebbe diretto il sequel. Steven Knight fu scelto per scrivere la sceneggiatura del film e lo Studio confermò che World War Z 2 sarebbe uscito nel giugno del 2017. Bayona, poi, decise di abbandonare il progetto per dedicarsi a Jurassic World: Fallen Kingdom. Pochi mesi fa, infine, David Fincher fu scelto per dirigere World War Z 2, riunendolo per la quarta volta all’attore Brad Pitt.

World War Z 2: Juan Antonio Bayona abbandona la regia

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World War Z 2: Juan Antonio Bayona abbandona la regia

La Paramount Pictures che annunciato che Juan Antonio Bayona (The Impossible) ha abbandonato la regia di World War Z 2, sequel della pellicola sci-fi con protagonista Brad Pitt. Nel comunicato ufficiale si legge:

“Bayona non dirigerà più World War Z 2, ma il nostro obiettivo è andare avanti col progetto. É un regista fantastico, e ci auguriamo di tornare a lavorare con lui molto presto”.

World War Z 2 arriverà nelle sale il 9 giugno 2017. Le riprese del film dovrebbero cominciare la prossima estate. Al momento la produzione è alla ricerca di un nuovo regista, che dovrebbe essere annunciato a breve.

World War Z è la trasposizione cinematografica del romanzo “World War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max Brooks del 2006. Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e sarà nuovamente produttore. A scrivere la sceneggiatura del film World War Z 2 sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in arrivo Seventh Son, Madame Mallory e il piccolo chef indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer, Pawn Sacrifice. É sua anche la sceneggiatura del film di Cronenberg, La promessa dell’assassino.

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World War Z 2: ecco chi scriverà la sceneggiatura

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World War Z 2: ecco chi scriverà la sceneggiatura

Come molti di voi sapranno, Brad Pitt è intenzionato a produrre e interpretare World War Z 2, sequel del film che ha incassato 540 milioni di dollari nel mondo. Ebbene, oggi Variety annuncia che a scrivere la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e regista  Steven Knight. Confermato invece il cambio di regia, affidata a Juan Antonio Bayona.

Brad Pitt sarà nuovamente produttore di World War Z 2. Steven Knight ha recentemente scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in arrivo, il fantasy Seventh Son, Madame Mallory e il piccolo chef indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer, Pawn Sacrifice. E’ sua anche la sceneggiatura del film di Cronenberg, La promessa dell’assassino.

World War Z è la trasposizione cinematografica del romanzo World War Z. La guerra mondiale degli zombi di Max Brooks del 2006.

World War Z 2: Dennis Kelly per riscrivere lo script

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World War Z 2: Dennis Kelly per riscrivere lo script

Mentre il lavoro di Steven Knight sullo script di World War Z 2 è finito qualche mese fa, sembra che la sceneggiatura abbia ancora bisogno di essere sistemata. Variety infatti informa che Dennis Kelly è stato assunto per lavorare al progetto e scrivere una nuova stesura del film prodotto da Paramount che vedrà di nuovo protagonista Brad Pitt.

La Paramount Pictures ha annunciato che World War Z 2 arriverà nelle sale il 9 giugno 2017.

World War Z è la trasposizione cinematografica del romanzo “World War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max Brooks del 2006. Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e sarà nuovamente produttore. Confermato invece il cambio di regia, affidata a Juan Antonio Bayona. A scrivere la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in arrivo Seventh Son, Madame Mallory e il piccolo chef indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer, Pawn Sacrifice. É sua anche la sceneggiatura del film di Cronenberg, La promessa dell’assassino.

World War Z 2: David Fincher sta costruendo la mitologia

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World War Z 2: David Fincher sta costruendo la mitologia

L’entrata di David Fincher al timone di World War Z 2 ha dato certamente nuova linfa al sequel del film con Brad Pitt, anche se il progetto è ancora in fase embrionale e non c’è una data precisa per l’inizio delle riprese.

Durante un’intervista con Little White Lies, il regista ha però rilasciato alcune dichiarazioni sul progetto e sul suo sviluppo, spiegando che anche la scrittura richiede del tempo. “Ci stiamo provando – ha detto Fincher – Ci sono un sacco di pietre da capovolgere. Stiamo decostruendo tutto, proprio adesso, rispetto alla mitologia che già esiste e stiamo cercando di capire cosa possiamo fare in merito.”

Sembra che il regista voglia essere perfettamente sicuro di quello che racconterà prima di cominciare a realizzare il film vero e proprio.

World War Z 2: Paramount conferma David Fincher e Brad Pitt

World War Z è la trasposizione cinematografica del romanzo “World War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max Brooks del 2006. Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e sarà nuovamente produttore. A scrivere la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in arrivo Seventh Son, Madame Mallory e il piccolo chef indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer, Pawn Sacrifice. É sua anche la sceneggiatura del film di Cronenberg, La promessa dell’assassino.

World War Z 2: David Fincher rivela che sarebbe stato come The Last of Us

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Il regista di Fight Club e Zodiac, David Fincher, ha rivelato alcune delle idee che aveva avuto per World War Z 2, il il sequel di World War Z che avrebbe dovuto dirigere, e da quello che sembra alcune di essere erano particolarmente affini ad un’altra proprietà post-apocalittica.

Nessun fungo in World War Z 2

Durante una bella intervista con GQ, prima dell’uscita del suo ultimo film The Killer, con Michael Fassbender, a Fincher è stato chiesto cosa avesse pianificato qualcosa per l’ormai defunto sequel di World War Z e lui ha rivelato che il film avrebbe avuto qualcosa in comune con The Last of Us, in particolare l’adattamento HBO di Craig Mazin.

“Beh, era un po’ come The Last of Us. Sono contento di non aver fatto quello che stavamo facendo, perché The Last of Us ha molto più spazio per esplorare le stesse cose“, dice Fincher, “Nella sequenza dei titoli, avremmo usato il piccolo parassita … l’hanno usato nella sequenza dei titoli, e in quella meravigliosa apertura con il talk show in stile Dick Cavett, David Frost.”

Fincher prosegue suggerendo che qualunque versione del film la Paramount stia realizzando ora, forse sarà più vicina al romanzo originale di Max Brooks. Fincher sta promuovendo la sua ultima collaborazione con Netflix, The Killer. Vede Michael Fassbender interpretare un eccentrico sicario che è ossessionato dai dettagli e medita sugli Smiths. Il film uscirà nei cinema questo venerdì prima di fare il suo debutto in streaming su Netflix il 10 novembre 2023.

World War Z 2: David Fincher alla regia del sequel

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World War Z 2: David Fincher alla regia del sequel

Dopo mesi di trattative, Variety ci informa che David Fincher è stato ufficializzato alla regia di World War Z  2, sequel del film con Brad Pitt, il quale tornerà nei panni del protagonista.

Secondo le ultime indiscrezioni, anche se non è stato ancora dato l’ufficiale via libera al film da Jim Gianopulos, si aspetta il via da un momento all’altro, con le riprese che potrebbero cominciare già nel primo quarto del 2018.

David Fincher: la trilogia di Millennium si concluderà senza di lui

World War Z è la trasposizione cinematografica del romanzo “World War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max Brooks del 2006. Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e sarà nuovamente produttore. A scrivere la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in arrivo Seventh Son, Madame Mallory e il piccolo chef indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer, Pawn Sacrifice. É sua anche la sceneggiatura del film di Cronenberg, La promessa dell’assassino.

World War Z 2: Brad Pitt aggiorna sul sequel

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World War Z 2: Brad Pitt aggiorna sul sequel

Arrivano da The Hollywood Reporter le prime notizie sull’annunciato sequel del film prodotto e interpretato da Brad Pitt, World War Z. Secondo il noto sito americano pare che il regista del primo capitolo che ha incassato quasi 540 milion di dollari, ovvero Marc Forster non sarà coinvolto in questo sequel. A svelare questo particolare è proprio l’attore/produttore, che ha parlato anche dello stato attuale del progetto:

Stiamo indagando su un primo potenziale script, siamo solo all’inizio e abbiamo già moltissime idee da portare avanti. Al momento però nessuno lo sta scrivendo, stiamo solo mettendo insieme delle idee. Mi piace l’idea di esplorare mondi diversi, mi piace la sfida di inventare un nuovo genere..

Stiamo parlando del sequel. Inizieremo con l’indagare un primo potenziale script, abbiamo moltissime idee da inserirci. Nessuno lo sta scrivendo, al momento, ma stiamo mettendo insieme le idee.

La Paramount Pictures e la Plan B di Brad Pitt stanno già lavorando da tempo sullo sviluppo della storia. Attualmente si sa molto poco sul sequel, quindi non resta che aspettare ulteriori notizie o dichiarazioni.

Fonte: The Hollywood Reporter

World War Z 2, Brad Pitt parla del film

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World War Z 2, Brad Pitt parla del film

Già tempo fa, avevamo dato conto di alcuni rumours che facevano presagire la possibilità di un sequel per World War Z. Se prima erano solo chiacchiere, adesso, alla luce dei 536 milioni di dollari incassati col il mercato mondiale, probabilmente i rumours diventeranno realtà e avremo la possibilità di leggere sui cartelloni il titolo World War Z 2.

 

A semi-confermare il tutto, ci ha pensato il diretto interessato attore protagonista Brad Pitt, che, intervistato da Variety, ha rilasciato qualche dichiarazione interessante in merito alle possibilità di un sequel.  

“Ne stiamo certamente parlando. Abbiamo tante idee sul tavolo da quando abbiamo cominciato a sviluppare questa cosa, tentando di capire come un mondo di zombie può funzionare. Abbiamo davvero tante idee, tante informazioni, tante cose su cui poter lavorare. Dobbiamo cercare di fare del nostro meglio e vediamo cosa ne verrà fuori”. 

Probabilmente Pitt non è autorizzato a lasciarsi scappare qualcosa di più, ma siamo sicuri che la notizia ufficiale di un World War Z 2 non si farà attendere così a lungo.

Nel frattempo, potete rituffarvi nel primo capitolo con le nostre foto dal film, in fondo.

Fonte: Comingsoon.net

World War Z è diretto da Marc Forster e vede nel cast Anthony Mackie, Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox e Mireille Enos. Ecco la trama del film: La storia segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la popolazione mondiale.

La pellicola è tratta da World War Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An Oral History of the Zombie War) romanzo horror fantascientifico post apocalittico del 2006 di Max Brooks. È la seconda opera letteraria di Brooks sull’argomento zombie, successiva a Manuale per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003. Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone incontrate.

Dopo una lunga e difficile campagna d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13 novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista; intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili a Tutti gli uomini del presidente.

World War Z : il primo spot tv del film con Brad Pitt

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World War Z : il primo spot tv del film con Brad Pitt

Il prossimo 27 giugno altri zombie sbarcheranno al cinema. Arriva infatti World War Z, in cui sarà il bel Brad Pitt a cercare di sgominare un’invasione di zombie che mettono a rischio la sopravvivenza dell’uomo. Di seguito potete vedere il primo spot tv del film, pubblicato dalla Paramount Pictures. Ecco il video:

World War Z è diretto da Marc Forster e vede nel cast Anthony Mackie, Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox e Mireille Enos. Ecco la trama del film:La storia segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la popolazione mondiale.

Fonte: Paramount

World War II with Tom Hanks: la nuova serie sulla Seconda Guerra Mondiale debutta il 25 maggio 2026

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Tom Hanks torna a raccontare la Seconda Guerra Mondiale con un nuovo progetto televisivo. La serie documentaria World War II with Tom Hanks debutterà ufficialmente il 25 maggio 2026, in occasione del Memorial Day, sul History Channel, segnando un nuovo capitolo nell’impegno dell’attore e produttore americano verso uno dei periodi più cruciali del Novecento.

Nel corso della sua carriera, Hanks ha dimostrato un interesse costante per il conflitto mondiale, sia davanti che dietro la macchina da presa. Dopo aver interpretato il capitano Miller in Saving Private Ryan di Steven Spielberg, ha prodotto insieme al regista tre miniserie di grande impatto storico e culturale: Band of Brothers, The Pacific e Masters of the Air. Con World War II with Tom Hanks, l’obiettivo è offrire una rilettura ampia e contemporanea del conflitto più devastante della storia moderna.

La nuova serie si articolerà in 20 episodi e sarà distribuita in 200 territori e 40 lingue, con l’ambizione di proporre — come dichiarato nella presentazione ufficiale — una “ricostruzione definitiva e di ampio respiro” della guerra.

Dall’invasione della Polonia all’alba dell’era atomica: un racconto globale e umano

Tom Hanks e Rita Wilson
Tom Hanks e Rita Wilson al Festival di Cannes – Foto di Luigi De Pompeis © Cinefilos.it

Secondo la sinossi ufficiale, World War II with Tom Hanks ripercorrerà l’intero arco del conflitto, dall’invasione tedesca della Polonia fino alla caduta delle potenze dell’Asse. La narrazione attraverserà i principali teatri di guerra — da Stalingrado alla Normandia, dall’Atlantico al Mediterraneo, fino alle giungle e alle isole del Pacifico — restituendo la brutalità delle battaglie combattute su terra, mare e cielo.

La serie non si limiterà agli scontri militari, ma affronterà anche il costo umano della guerra totale: l’Olocausto, la resistenza civile, la vita nei fronti interni e le guerre meno visibili dell’intelligence, della decrittazione dei codici e della potenza industriale che hanno influenzato in modo decisivo l’esito del conflitto. Il racconto intreccerà le decisioni di leader come Winston Churchill, Franklin D. Roosevelt, Dwight D. Eisenhower, Erwin Rommel, Joseph Stalin, Hideki Tojo e Adolf Hitler con le esperienze di soldati e civili in tutto il mondo, fino ad arrivare all’alba dell’era atomica e alle tensioni che avrebbero inaugurato la Guerra Fredda.

La produzione può contare su un team di alto profilo: oltre a Hanks, tra i produttori figura Gary Goetzman, già coinvolto in Band of Brothers, The Pacific, Masters of the Air e Greyhound. Partecipa anche lo storico vincitore del Premio Pulitzer Jon Meacham, mentre il National WWII Museum collabora al progetto, garantendo un rigoroso lavoro di verifica storica.

Parallelamente, Hanks è impegnato anche nel sequel di Greyhound, di cui è sceneggiatore e protagonista. Le riprese del nuovo capitolo sono iniziate a febbraio 2026 e seguiranno ancora il comandante Ernest Krause, dalle spiagge della Normandia fino al Pacifico. Con questi progetti, l’attore conferma una traiettoria coerente che unisce cinema, televisione e divulgazione storica, rafforzando il suo ruolo come uno dei principali narratori contemporanei della memoria bellica del XX secolo.

World War Hulk: nuovi dettagli anticipano alcune differenze rispetto al fumetto

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È da almeno un paio d’anni che sui social media si parla di un possibile progetto su World War Hulk da parte dei Marvel Studios. È difficile stabilire quale sia il suo potenziale inserimento nella più ampia Saga del Multiverso, anche se sembra che la storia non sarà necessariamente quella che ci si aspetta. Descritta da The Cosmic Circus come una trama da “guerra mondiale”, le basi per questa storia sono state presumibilmente state gettate in precedenti titoli Marvel come Spider-Man: Far From Home, The Falcon and the Winter Soldier, She-Hulk: Attorney At Law, Black Panther: Wakanda Forever e Secret Invasion.

Il succo è che la paura che i leader mondiali hanno dei supereroi e il fatto che i Vendicatori non ci siano più, porteranno a una sorta di corsa agli armamenti che li vedrà tentare di creare i propri soldati e le proprie squadre superumane. Questo spiega la sorprendente decisione della Francia di provare a rubare il Vibranio dal Wakanda e i tentativi della C.I.A. di mettere le mani sul prezioso e potentissimo metallo.

È stato già riportato che Captain America: Brave New World vedrà diversi paesi tentare di estrarre i resti del Tiamut Celeste per ottenere l’adamantio, mentre Thunderbolts* sembra destinato a introdurre il super soldato definitivo, Sentry. Nel frattempo, The Leader dovrebbe creare superuomini per il governo degli Stati Uniti e per il futuro Red Hulk, ovvero il presidente “Thunderbolt” Ross.

she-hulk bruce banner
Una scena di She-Hulk: Attorney at Law

Cosa potrebbe accadere in World War Hulk?

“I Marvel Studios stanno preparando un progetto sulla World War Hulk, anche se non nel modo in cui la gente si aspetterebbe”, si legge nel sito. “L’idea è che Bruce Banner, che ha parlato dei pericoli dell’utilizzo del sangue di Hulk già in She-Hulk: Attorney At Law, veda finalmente il suo peggior incubo prendere vita: il governo degli Stati Uniti e i governi di tutto il mondo che creano i loro Hulk”.

“Questo potrebbe essere il punto di rottura per Banner e potrebbe potenzialmente vedere il ritorno dell’Hulk Selvaggio che la gente ha desiderato vedere per tanto tempo, mentre si scontra con il Presidente Ross nei panni di Hulk Rosso, cosa che mi è stato detto accadrà prima o poi”. Quest’ultima parte è decisamente molto interessante, in quanto suggerisce che non dovremo aspettare a lungo prima che tutte queste diverse storyline si uniscano in un film evento che presumibilmente si distinguerà da Avengers: Secret Wars.

Alla luce di tali indiscrezioni si può ripensare a come fino ad oggi siano state gettate le basi per tutto questo e il fatto che il tutto culmini con Hulk al centro della scena ha tutte le carte in regola per essere un grande film. Tuttavia, si tratta anche di un significativo allontanamento dai fumetti, che vedevano il gigante dichiarare guerra agli Illuminati e all’intero pianeta. Ad oggi, World War Hulk è un progetto non ancora confermato, ma i continui rumor a riguardo suggeriscono che potrebbe prima o poi essere annunciato, per la gioia dei fan.

LEGGI ANCHE: Captain America: Brave New World, le foto promozionali svelano finalmente l’Hulk rosso di Harrison Ford

World War Hulk potrebbe diventare presto un film?

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World War Hulk potrebbe diventare presto un film?

Alcuni anni fa, è circolata online una voce secondo cui i Marvel Studios erano al lavoro su un film dedicato a Planet Hulk. Il report sembrava un po’ inverosimile per diversi motivi (la Marvel non aveva ancora riguadagnato i diritti di distribuzione dei film di Hulk da solista, per esempio), e alla fine la notizia si è rivelata falsa, anche se lo studio ha finito per adattare elementi della storia di Planet Hulk per Thor: Ragnarok.

Ora, si torna a parlare di Hulk e di un film dedicato al Gigante di Giada in merito a voci che vorrebbero un adattamento per il cinema di World War Hulk. Secondo il sito GWW, la produzione potrebbe cominciare già il prossimo anno.

Per quanto ne sappiamo, la Marvel/Disney ha completamente riguadagnato i diritti legati al personaggio, quindi è certamente possibile che Kevin Feige cercherà di capitalizzare il prima possibile, e World War Hulk sarebbe un evento epico da cui attingere materiale per un film. Certo, è altamente improbabile che questo progetto sia un adattamento diretto del fumetto, ma la premessa di base – un Hulk furioso in cerca di vendetta sugli eroi più potenti della Terra – ha molto potenziale.

Bruce Banner (Mark Ruffalo) è apparso nella scena post-crediti di Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli e avrà anche un ruolo nella prossima serie Disney+ She-Hulk, quindi ci sono chiaramente piani in atto per sfruttare al meglio la collaborazione dell’attore con lo studio. Sarebbe senza dubbio interessante da sviluppare questo sentiero, se non fosse però, e non dimentichiamolo, che il Banner dell’attuale linea temporale del MCU è ormai Smart Hulk e che il suo tornare “indietro” allo stadio rabbioso di Hulk sembra improbabile. Staremo a vedere.

World Trade Center: quanto è accurato il film rispetto alla realtà?

Diretto da Oliver Stone nel 2006, World Trade Center racconta una delle vicende più drammatiche legate agli attentati dell’11 settembre 2001: quella di due agenti della Port Authority Police, John McLoughlin e Will Jimeno, rimasti intrappolati sotto le macerie del World Trade Center dopo il crollo delle Torri Gemelle. Interpretati rispettivamente da Nicolas Cage e Michael Peña, i due uomini diventano il centro di un racconto che restringe l’immensa portata della tragedia a una lotta individuale per la sopravvivenza. Il film segue infatti soprattutto le ore trascorse dai due agenti sotto le macerie e il disperato tentativo dei soccorritori di raggiungerli.

La risposta alla domanda se World Trade Center sia tratto da una storia vera è dunque sì, e in questo caso il legame con la realtà è particolarmente diretto. McLoughlin e Jimeno erano realmente presenti al World Trade Center e furono realmente sepolti dal crollo degli edifici, diventando due degli ultimi venti sopravvissuti estratti vivi da Ground Zero. La sceneggiatura si prende tuttavia alcune libertà per concentrare la narrazione e aumentarne la tensione drammatica. La vicenda cinematografica conserva quindi il nucleo storico dell’episodio, mentre alcuni personaggi, tempi e dettagli vengono modificati o semplificati per costruire una storia più compatta.

La vera storia di John McLoughlin e Will Jimeno, i due agenti della Port Authority rimasti sepolti a Ground Zero

La mattina dell’11 settembre 2001 John McLoughlin era un agente esperto della Port Authority Police Department, mentre Will Jimeno era un agente più giovane, assegnato normalmente al Port Authority Bus Terminal. Quando gli attacchi colpirono il World Trade Center, entrambi furono coinvolti nelle operazioni di soccorso. Il loro compito, come quello di molti altri uomini delle forze dell’ordine, era entrare nell’area del complesso e contribuire all’evacuazione e al salvataggio delle persone ancora presenti negli edifici.

Il film mostra il gruppo di McLoughlin mentre si trova nel complesso del World Trade Center quando la situazione precipita. La realtà fu altrettanto drammatica, anche se alcuni passaggi vengono ricostruiti diversamente da come sono avvenuti. Jimeno, per esempio, ha raccontato successivamente di essere stato consapevole del secondo impatto mentre era diretto verso il complesso. Nel film, invece, la sequenza viene organizzata in modo da accentuare la sensazione di sorpresa e di improvvisa perdita di controllo.

Il crollo della Torre Sud travolse gli uomini. McLoughlin e Jimeno rimasero intrappolati sotto una quantità enorme di macerie, in una situazione nella quale le possibilità di sopravvivenza sembravano minime. Per ore rimasero al buio, feriti, immobilizzati e senza sapere se qualcuno fosse riuscito a individuarli. È proprio questa dimensione claustrofobica a occupare la parte centrale di World Trade Center, trasformando un evento storico di proporzioni gigantesche in un dramma fisico e psicologico vissuto quasi esclusivamente attraverso i due protagonisti.

La permanenza sotto le macerie fu molto più lunga di quanto suggerisca una semplice ricostruzione dell’operazione di soccorso. Will Jimeno venne individuato e raggiunto dopo circa tredici ore dal crollo, diventando il diciottesimo dei venti sopravvissuti estratti vivi da Ground Zero. John McLoughlin fu recuperato successivamente, dopo circa ventidue ore, come diciannovesimo sopravvissuto. Le loro condizioni erano gravissime e, soprattutto nel caso di McLoughlin, la strada verso la guarigione sarebbe stata ancora lunghissima.

La vicenda coinvolse anche diversi soccorritori reali. Tra i primi a raggiungere i due uomini ci furono Dave Karnes, ex marine che aveva deciso di recarsi spontaneamente a Ground Zero, e il paramedico Chuck Sereika, che iniziò a prestare assistenza a Jimeno prima dell’arrivo di altri soccorritori. La loro partecipazione reale dimostra quanto fosse complessa la catena di intervento nelle ore successive al crollo, mentre il film necessariamente la restringe per mantenere il racconto concentrato sui due agenti.

Il lungo recupero di McLoughlin e Jimeno dopo il salvataggio e ciò che accadde ai due sopravvissuti

Nicolas Cage e Michael Peña in World Trade Center

Essere estratti vivi dalle macerie non significò per John McLoughlin e Will Jimeno la fine della loro prova. Per entrambi iniziò un lungo periodo di cure e riabilitazione, ma le condizioni di McLoughlin furono particolarmente critiche. Dopo il salvataggio venne mantenuto in coma farmacologico per circa sei settimane e dovette affrontare ben 27 interventi chirurgici. Trascorse quasi tre mesi tra ospedale e riabilitazione, mentre cercava di recuperare dalle gravissime conseguenze fisiche del crollo.

Jimeno, invece, riuscì a sopravvivere alle ore trascorse sotto le macerie con ferite gravissime e venne successivamente insignito, insieme a McLoughlin, della Medal of Honor della Port Authority, il riconoscimento ricevuto il 11 giugno 2002. I due agenti divennero così simboli della possibilità di sopravvivere a una tragedia che aveva provocato migliaia di vittime. La loro storia assunse un valore particolare proprio perché rappresentava uno dei pochissimi casi di persone estratte vive dalle macerie molte ore dopo il collasso delle Torri.

Quattro mesi dopo il salvataggio, McLoughlin e Jimeno tornarono a Ground Zero per assistere alla rimozione della colonna finale del sito. Quando gli ultimi agenti in uniforme lasciarono quello che era stato chiamato “The Pit”, furono proprio loro due a chiudere simbolicamente quella processione. World Trade Center trasforma questo percorso di sopravvivenza in una storia cinematografica costruita attorno alla resistenza fisica, alla paura e al rapporto tra i due uomini.

Anche la produzione del film cercò un rapporto diretto con i protagonisti reali. McLoughlin, Jimeno e le loro mogli, Donna McLoughlin e Allison Jimeno, parteciparono alla realizzazione e collaborarono affinché la vicenda fosse rappresentata nel modo più accurato possibile. Gli stessi due agenti compaiono inoltre brevemente nella sequenza finale del film, durante il barbecue. Alcuni membri reali dell’Emergency Services Unit parteciparono come consulenti tecnici e diversi vigili del fuoco presenti nel film erano realmente membri del FDNY che avevano prestato servizio durante gli attentati.

Il rapporto con la realtà, però, non fu privo di controversie. Alcuni familiari degli agenti morti negli attentati contestarono la decisione di trasformare la tragedia in un film e criticarono la partecipazione di McLoughlin e Jimeno al progetto. Anche la rappresentazione di alcuni soccorritori fu oggetto di discussione, soprattutto nel caso di Dave Karnes, la cui figura nel film venne considerata da alcuni troppo semplificata rispetto alla persona reale. La pellicola, dunque, nasce con l’intenzione dichiarata di rendere omaggio alle vittime, ai sopravvissuti e ai soccorritori, ma non può evitare il confronto con le diverse memorie individuali dell’11 settembre.

Quanto è fedele World Trade Center alla storia vera? Le differenze e il significato del finale

Nicolas Cage in World Trade Center

La differenza più evidente riguarda alcuni elementi volutamente trasformati da Oliver Stone. Il caso più famoso è la visione di Gesù vissuta da Will Jimeno, rappresentato nel film mentre incontra una figura quasi soprannaturale che gli offre dell’acqua. Jimeno ha realmente raccontato di avere avuto esperienze allucinatorie e spirituali durante la prigionia sotto le macerie, ma la rappresentazione visiva scelta da Stone è una precisa elaborazione cinematografica. Non si tratta quindi della riproduzione letterale di ciò che egli vide, bensì della traduzione audiovisiva di un’esperienza interiore.

Anche la cronologia viene modificata. Il film costruisce una progressione drammatica molto più compatta e tende a ridurre la complessità delle operazioni di soccorso. La storia nazionale dell’11 settembre viene filtrata attraverso l’esperienza individuale di due uomini, lasciando sullo sfondo molti degli altri eventi che contemporaneamente stavano sconvolgendo New York e gli Stati Uniti. È una scelta fondamentale per comprendere il film: World Trade Center non vuole ricostruire l’intera giornata dell’11 settembre, ma raccontare cosa significò sopravvivere quando il mondo esterno sembrava essere scomparso.

Alcune modifiche riguardano poi dettagli apparentemente marginali. Il film, per esempio, contiene un riferimento a Derek Jeter e a un fuoricampo che non corrisponde alla realtà della partita indicata. Più significativa è invece la rappresentazione di Jason Thomas, ex marine che partecipò realmente ai soccorsi dopo aver lasciato il servizio attivo poco prima degli attentati. La sua presenza nel film fu oggetto di controversie anche perché venne interpretato da un attore bianco, mentre il vero Thomas era afroamericano.

Queste libertà non cancellano il carattere autentico della storia raccontata. John McLoughlin e Will Jimeno esistevano realmente, furono realmente coinvolti nelle operazioni di soccorso dell’11 settembre e trascorsero ore sotto le macerie prima di essere salvati. Il loro recupero rappresentò uno degli episodi più straordinari di sopravvivenza avvenuti a Ground Zero. La parte più importante della vicenda, dunque, appartiene alla storia documentata, mentre la costruzione cinematografica interviene soprattutto sul modo in cui quella storia viene percepita dallo spettatore.

È significativo anche che Oliver Stone abbia scelto di realizzare un film sostanzialmente privo delle interpretazioni politiche che molti avevano inizialmente associato al suo cinema. Considerata la fama del regista per opere come JFK – Un caso ancora aperto, alcuni commentatori temevano che World Trade Center potesse affrontare le teorie del complotto sull’11 settembre. Stone ha invece chiarito che il film non intendeva occuparsi di quelle questioni. Il centro della pellicola è la dimensione umana della tragedia: la paura, la solidarietà, la perdita e la possibilità di essere salvati quando ogni speranza sembra ormai esaurita.

In questo senso, il finale assume un significato preciso. World Trade Center non conclude davvero la storia di McLoughlin e Jimeno con il momento in cui vengono estratti dalle macerie, perché la loro sopravvivenza continua attraverso la riabilitazione, il ritorno a Ground Zero e la memoria dell’evento. Il film sceglie però di chiudere il racconto sulla possibilità di tornare alla vita, trasformando la sopravvivenza dei due agenti in una forma di testimonianza. La storia vera che lo ha ispirato resta quindi più ampia del film: comprende il trauma dell’11 settembre, le vittime che non poterono essere salvate e tutti coloro che, nei giorni e negli anni successivi, dovettero fare i conti con ciò che era accaduto.

World of Warcraft: Bill Westernhofer agli effetti visivi

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World of Warcraft: Bill Westernhofer agli effetti visivi

World-Of-Warcraft-filmSarà Bill Westenhofer il supervisore agli effetti visivi del film incentrato sul mondo di World of Warcraft. Ad annunciarlo è stato direttamente Nick Carpenter

World of Warcraft: annunciato il cast completo

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World of Warcraft: annunciato il cast completo

world-of-warcraft

E’ stato annunciato il cast completo di World of Warcraft, l’adattamento cinematografico del noto videogioco che vedrà tra i protagonisti Colin Farrell e che sarà diretto da Duncan Jones. La Legendary Pictures e la Universal Pictures hanno chiuso i contratti con Ben Foster, Travis Fimmel, Paula Patton, Tobey Kebbell e Rob Kazinsky, mentre Dominic Cooper è ancora in trattative finali.

La pellicola, che uscirà l’11 Marzo 2016, è sceneggiata dallo stesso Jones che si è basato su uno script precedentemente ideato da Charles Leavitt. La produzione del film comincerà a Gennaio 2014 a Vancouver.

World of Warcraft (letteralmente “Il mondo di Warcraft”, spesso abbreviato in WoW) è un gioco di ruolo fantasy tridimensionale. Sviluppato dalla Blizzard Entertainment, è stato pubblicato il 23 novembre 2004. World of Warcraft è il gioco di ruolo più giocato al mondo, con circa 12 milioni di iscrizioni attive. Il gioco è ambientato nell’universo di Warcraft, ambientazione nata con la pubblicazione di tre precedenti videogiochi strategici in tempo reale della Blizzard (Warcraft, Warcraft II, Warcraft III). Il server di gioco, originariamente disponibili solo in inglese, francese e tedesco, sono stati successivamente resi attivi in altre lingue, mentre il supporto in italiano è arrivato solo il 29 agosto del 2012.

Fonte: Coming Soon

World of Warcraft primi concept presentati da Duncan Jones

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Sabato scorso, in occasione del BlizzCon 2013, il regista Duncan Jones ha reso pubblici i primi concept per il film World of Warcraft, tratto dal leggendario gioco di ruolo e finalmente in fase avanzata di pre-produzione.

Ecco i disegni:

World of Warcraft concept World of Warcraft primi concept World of Warcraft primi concept World of Warcraft primi concept 2

Il film su World of Warcraft si baserà sul popolare e omonimo videogame e avrà a disposizione un budget di 100 milioni di dollari, non tantissimi, ma comunque una cifra rispettabile per realizzare un fantasy con i fiocchi.

Pre quanto riguarda il casting del film, al progetto era stato accostato Johnny Depp, ma non si sa ancora nulla di certo a riguardo.

Il film sarà basato su una sceneggiatura di Charles Leavitt, già sceneggiatore del bellissimo Blood Diamond.

World of Warcraft (letteralmente “il mondo di Warcraft”, spesso abbreviato in WoW) è un gioco di ruolo fantasy tridimensionale. Sviluppato dalla Blizzard Entertainment, è stato pubblicato il 23 novembre 2004. World of Warcraft è il gioco di ruolo più giocato al mondo, con circa 12 milioni di iscrizioni attive. Il gioco è ambientato nell’universo di Warcraft, ambientazione nata con la pubblicazione di tre precedenti videogiochi strategici in tempo reale della Blizzard (Warcraft, Warcraft II, Warcraft III). Il server di gioco, originariamente disponibili solo in inglese, francese e tedesco, sono stati successivamente resi attivi in altre lingue, mentre il supporto in italiano è arrivato solo il 29 agosto del 2012.

Fonte: CS

World of Warcraft le riprese nel 2014!

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World of Warcraft le riprese nel 2014!

World-Of-Warcraft-filmIl progetto di fare un film su World of Warcraft si sta concretizzando con molta lentezza, e se qualche tempo fa vi abbiamo detto che il regista del film sarebbe stato il talentuoso Duncan Jones (Source Code, Moon), oggi vi diciamo che l’intenzione di far uscire il film nel 2015 potrebbe essere confermata.

Sappiamo infatti, direttamente dalla bocca del produttore Charles Roven, che le riprese sono state programmate durante i primi mesi del 2014 e che il lavoro con Jones si sta rivelando davvero interessante.

Il film su World of Warcraft si baserà sul popolare e omonimo videogame e avrà a disposizione un budget di 100 milioni di dollari, non tantissimi, ma comunque una cifra rispettabile per realizzare un fantasy con i fiocchi.

Pre quanto riguarda il casting del film, al progetto era stato accostato Johnny Depp, ma non si sa ancora nulla di certo a riguardo.

Il film sarà basato su una sceneggiatura di Charles Leavitt, già sceneggiatore del bellissimo Blood Diamond.

World of Warcraft (letteralmente “il mondo di Warcraft”, spesso abbreviato in WoW) è un gioco di ruolo fantasy tridimensionale. Sviluppato dalla Blizzard Entertainment, è stato pubblicato il 23 novembre 2004. World of Warcraft è il gioco di ruolo più giocato al mondo, con circa 12 milioni di iscrizioni attive. Il gioco è ambientato nell’universo di Warcraft, ambientazione nata con la pubblicazione di tre precedenti videogiochi strategici in tempo reale della Blizzard (Warcraft, Warcraft II, Warcraft III). Il server di gioco, originariamente disponibili solo in inglese, francese e tedesco, sono stati successivamente resi attivi in altre lingue, mentre il supporto in italiano è arrivato solo il 29 agosto del 2012.

Fonte: WP

World of Warcraft Film: Thomas Tull parla del progetto!

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World of Warcraft Film: Thomas Tull parla del progetto!

World-Of-Warcraft-filmNonostante le difficoltà incontrare, continua lo sviluppo del film su World of Warcraft da parte della Legendary Pictures che come sappiamo ha affidato le redini del film al regista

World of Warcraft e The Mummy usciranno nel 2016

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universal

Per evitare di scontrarsi con Star Wars Episodio VII, è stata posticipata la data di uscita di uno dei progetti più attesi della Universal. World of Warcraft, l’adattamento cinematografico del noto videogioco che vedrà tra i protagonisti Colin Farrell e che sarà diretto da Duncan Jones, slitta dal 18 Dicembre 2015 all’11 Marzo 2016. La pellicola sarà distribuita in 3D dalla Legendary Pictures.

Inoltre, sempre la Universal ha fissato la release di The Mummy, nuova pellicola dedicata alla saga de La mummia, per il 16 Aprile 2016. Il nuovo film sarà diretto da Andres Muschietti.

World of Warcraft (letteralmente “Il mondo di Warcraft”, spesso abbreviato in WoW) è un gioco di ruolo fantasy tridimensionale. Sviluppato dalla Blizzard Entertainment, è stato pubblicato il 23 novembre 2004. World of Warcraft è il gioco di ruolo più giocato al mondo, con circa 12 milioni di iscrizioni attive. Il gioco è ambientato nell’universo di Warcraft, ambientazione nata con la pubblicazione di tre precedenti videogiochi strategici in tempo reale della Blizzard (Warcraft, Warcraft II, Warcraft III). Il server di gioco, originariamente disponibili solo in inglese, francese e tedesco, sono stati successivamente resi attivi in altre lingue, mentre il supporto in italiano è arrivato solo il 29 agosto del 2012.

Fonte: Coming Soon

World Invasion: trama, cast e sequel del film

World Invasion: trama, cast e sequel del film

Una delle dinamiche più ricorrenti nel cinema di genere fantascientifico è senza dubbio l’invasione aliena. Si tratta di un evento temuto da sempre, che grazie ai principali media del Novecento ha potuto ingigantire la sua portata. Se è storica la lettura che nel 1938 Orson Welles fece di La guerra dei mondi, scatenando il panico in parte della popolazione statunitense, innumerevoli sono i film che da quel momento hanno trattato l’argomento, da L’invasione degli ultracorpi fino ai più recenti Independence Day e Signs. Un altro titolo, meno noto, di questo filone è World Invasion, diretto nel 2011 da Jonathan Liebesman.

Scritto da Chris Bertolini, questo film si ispira agli incidenti della battaglia di Los Angeles (il titolo originale del lungometraggio è infatti Battle: Los Angeles). Questa si svolse nella notte tra il 24 e il 25 febbraio del 1942, quando venne lanciato un allarme per un presunto attacco aereo convenzionalmente addebitato all’Impero giapponese. Tale evento, poi declassificato dal governo ad un falso allarme, generò numerose teorie, tra cui quella che vede come artefice dell’attacco un ufo. Proprio da qui è partito Bertolini per raccontare una storia ambientata ai nostri giorni ma profondamente ispirata a quella leggenda.

Allo stesso tempo, World Invasion si configura anche come un vero e proprio film di guerra, ispirato a titoli come Black Hawk Down e Salvate il soldato Ryan. Così facendo si è puntato ad avere uno scontro quanto più realistico possibile tra l’essere umano e la razza di alieni invasori. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

World Invasion: la trama del film

La vicenda narrata ha inizio nell’agosto del 2011, quando cominciano a scagliarsi sulla Terra degli strani meteoriti. Quanti si recano a verificarne la natura scoprono che si tratta in realtà di navicelle con all’interno extraterrestri. Così, vista la gravità della situazione, intervengono immediatamente i marines di Camp Pendleton, preoccupandosi di far evacuare le persone prima di dare il via ai bombardamenti. Il sergente Michael Nantz, veterano che ha perso la sua squadra durante la guerra in Iraq, è uno dei soldati in azione. Fortemente voluto dai suoi superiori, nonostante l’età pensionabile, egli è ora chiamato contro la sua volontà a guidare il plotone della Compagnia Echo.

Nel corso della missione a loro si aggiunge anche una squadra della Guardia Nazionale e una sergente dell’Air Force, Elena Santos. Giunti a destinazione, sono pronti a prelevare gli esseri umani da una stazione di polizia. L’elicottero destinato a recuperarli viene però abbattuto da un’astronave aliena, la quale lascia dunque intendere che l’invasione vera e propria deve ancora iniziare. Per loro fortuna, i soldati rintracciano un extraterrestre ferito, prevelandolo nel tentativo di scoprirne il punto debole. Dovranno però riuscire in ciò prima che sia troppo tardi e l’invasione abbia realmente inizio.

World Invasion cast

World Invasion: il cast del film

Ad interpretare il protagonista, Michael Nantz, vi è l’attore Aaron Eckhart, celebre per aver interpretato Harvey Dent nel film Il cavaliere oscuro. Entusiasta del progetto di World Invasion, egli ha in seguito affermato che di tutti i film a cui ha partecipato, questo è stato il più divertente da realizzare, ma anche il più complesso. Durante una scena, ad esempio, egli finì con il rompersi un braccio. Nonostante tale infortunio, egli riuscì a curare temporaneamente la cosa così da non perdere neanche un giorno di riprese. Accanto a lui, si ritrovano poi gli attori Ramon Rodriguez nel ruolo del tenente William Martinez, Ne-Yo in quelli del caporale Kevin Harris e Cory Hardrict in quelli del caporale Lockett.

L’attrice Michelle Rodriguez è invece il sergente Elena Santos. Il suo personaggi è in realtà stato aggiunto soltanto un mese prima delle riprese, in seguito ad alcune riscritture della sceneggiatura. Come tutti gli altri membri del cast, anche lei dovette sottoporsi ad alcune settimane di allenamento intensivo da militare. Ciò le permise di sviluppare un fisico particolarmente muscoloso, per quanto l’attrice abbia in più occasioni affermato di aver odiato le prove di corsa. Completano poi il cast altri noti attori quali Michael Peña nei panni di Joe Rincon e Lucas Till in quelli del caporale Grayston. Joey King, attrice nota per la trilogia di The Kissing Booth, è invece presente nel ruolo di Kirsten.

Il sequel di World Invasion, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Dato il buon successo di pubblico, i produttori si sono da subito dichiarati interessati all’idea di dar vita ad un sequel di World Invasion, proprio come avvenuto per Independence Day e il suo seguito. Lo stesso Eckhart, protagonista del film, ha espresso il proprio interesse a ritornare per un eventuale nuovo capitolo, mentre nel 2012 il regista Liebesman ha annunciato che i lavori per la scrittura di una nuova sceneggiatura erano iniziati. Da quel momento, tuttavia, non sono state rilasciate ulteriori notizie. A distanza di un decennio è dunque ipotizzabile che i progetti per il sequel siano stati abbandonati.

È possibile fruire di World Invasion grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 13 giugno alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb

World Invasion: recensione del film

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World Invasion: recensione del film

Difficile parlare di World Invasion (Battle L.A.: World Invasion); difficile per la natura del film, per la sua estrema durata e per tutte le potenzialità inespresse che poteva avere. Si è già capito quindi che la pellicola diretta da Jonathan Liebesman ha non poche crepe nel suo apparato e, mostrandosi per quello che è cioè un popcorn/disaster movie senza alcuna articolazione drammaturgica, fa affiorare alle labbra la peggiore delle esclamazioni per un film: “Quando finisce?”.

Ma andiamo con ordine: World Invasion ci introduce immediatamente in una Los Angeles sotto assedio, siamo con un gruppo di marines che si avviano in elicottero verso una battaglia che sembra ferocissima, le voci dei giornalisti dai Tg ci fanno sapere che “il mondo è in guerra”. Da qui veniamo catapultati in dietro di 24 ore, quando una pioggia di meteoriti minaccia i mari intorno alle estese coste nordamericane. Presto i meteoriti si trasformano in un attacco terroristico che si rivelerà invece un vero e proprio attacco alieno, e questa consapevolezza nei corpi armati mandati in principio per evacuare le zone interessate dai fenomeni ‘celesti’ è straordinariamente accettata come una possibilità naturale, e i nostri marines, addestrati a non ritirarsi mai, affrontano con coraggio e cameratismo questa battaglia: il loro compito è salvare dei civili e difendere la città, unica rimasta in piedi dopo i primi attacchi degli intrusi.

In realtà l’assunto che World Invasion condivide da subito con il pubblico è che non c’è una vera e propria trama, seguiamo solo questo gruppo di valorosi soldati che si inoltrano nelle macerie di una città per salvare degli inermi, il che in questo genere di prodotto non fa una piega. Il vero problema è dilatare la narrazione per 120 lunghissimi minuti, quando le cose da dire sono davvero poche, riducendosi a squallide battute a doppio senso, frasi che hanno il sapore di aforismi stantii e conversazioni improbabili in mezzo alle ceneri della battaglia. Non manca tuttavia il tentativo, fiacco, di rimpolpare l’esiguo filo conduttore (non si può parlare di una vera e propria trama) dando un’identità e un abbozzo di storia ai soldati, ognuno dei quali ci viene presentato all’inizio del film in situazioni ordinarie: che lo scopo sia quello di farci affezionare a loro o semplicemente di renderli identificabili sotto le divise identiche ha poca importanza, poiché in entrambi i casi il risultato fatica ad arrivare.

Al comando di questi valorosi c’è Aaron Eckhart, un sergente della Marina con i sensi di colpa per aver fatto morire i suoi in battaglia, al suo fianco diversi personaggi, che portano con loro diverse storie, e tra tutti Michelle Rodriguez, nei panni di Elena Santos, aereonautica, componente occasionale ma fondamentale al gruppo che forse poteva essere sfruttata meglio, sia per le indiscusse doti dell’attrice in questo tipo di ruoli, sia perché unica presenza femminile di rilievo.

Nota positiva sono le musiche di Brian Tyler che non è estraneo a film adrenalinici tutti (o quasi) al maschile, vedi The Expandables o John Rambo di Stallone, e che riesce a dare quella dimensione in più ad alcune scene conferendo loro epicità, senza però sopperire completamente alla mancanza di efficacia del film. Anche la rappresentazione dei letali giocattoli alieni ricorda molto altri mezzi di combattimento già visti al cinema, alcuni che sembrano sbarcati direttamente da Pandora. World Invasion può essere definito senza ombra di dubbio un Transformers 2, senza però l’ironia di Sam Witwicky.

World Breaker: Luke Evans e Milla Jovovich protagonisti di un film d’azione fantascientifico

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Secondo Variety, la star di Dracula Untold Luke Evans e la star di Resident Evil Milla Jovovich hanno firmato per i ruoli principali del prossimo thriller d’azione fantascientifico intitolato World Breaker. La produzione dovrebbe svolgersi in Irlanda del Nord.

“Guidato da due delle più forti star del genere e sotto la direzione del bravissimo Brad Anderson, World Breaker è un film confezionato che non può mancare e che ha una fortissima commercialità universale“, ha dichiarato in un comunicato Nat McCormick, capo di The Exchange.

Oltre a World Breaker, Luke Evans è attualmente impegnato nella serie drammatica britannica The Way della BBC One, creata dal co-creatore e co-protagonista Michael Sheen. Nel frattempo, Milla Jovovich sarà protagonista in In the Lost Lands di Paul W.S. Anderson e nel thriller d’azione Breathe di Stefon Bristol.

Chi è coinvolto in World Breaker?

World Breaker sarà diretto da Brad Anderson (The Call) da una sceneggiatura scritta da Joshua Rollins. Il film è prodotto da Martin Brennan per 23ten, mentre The Exchange si occuperà delle vendite internazionali.

“La storia è incentrata su un padre e sua figlia“, si legge nella sinossi. “Cinque anni prima, uno strappo nel tessuto della realtà ha portato nel nostro mondo creature provenienti da una dimensione alternativa e intenzionate a distruggerci. Il padre nasconde la figlia su un’isola per tenerla al sicuro, mentre la prepara alla sopravvivenza e alle battaglie che verranno. Ma nessun luogo è sicuro“.

World Breaker, spiegazione del finale del film con Luke Evans

World Breaker, spiegazione del finale del film con Luke Evans

Il finale di World Breaker (Milla Jovovich  e Luke Evans nel cast) è costruito per lasciare lo spettatore sospeso tra realtà e interpretazione. Come accade spesso nelle serie contemporanee che giocano con elementi fantastici e metaforici, l’ultimo episodio non fornisce una risposta definitiva, ma suggerisce una possibilità inquietante: la protagonista Willa potrebbe essere stata trasformata in una “Breaker”, una figura che rappresenta al tempo stesso distruzione e rinascita.

La scena finale concentra in pochi minuti tutto il percorso emotivo del personaggio. Dopo aver attraversato una serie di eventi traumatici e rivelazioni, Willa sembra trovarsi davanti a un passaggio irreversibile. La narrazione non esplicita mai apertamente la trasformazione, ma dissemina indizi visivi e simbolici che suggeriscono che qualcosa in lei sia ormai cambiato in modo radicale.

Il significato dei Breaker nel mondo della serie

Per comprendere il finale bisogna prima capire cosa rappresentano i Breaker all’interno dell’universo narrativo della serie. Nel corso degli episodi vengono descritti come entità capaci di alterare l’ordine delle cose: non semplici distruttori, ma forze di rottura che intervengono quando un sistema arriva al limite della sua stabilità.

In questo senso il termine “breaker” non indica solo un potere soprannaturale, ma una condizione esistenziale. Diventare un Breaker significa superare un punto di non ritorno, accettando la propria capacità di rompere equilibri consolidati.

Durante la stagione, Willa si trova più volte davanti a situazioni in cui deve scegliere tra adattarsi al sistema o opporsi ad esso. Il suo percorso narrativo è proprio quello di una lenta presa di coscienza: più tenta di mantenere il controllo della propria vita, più scopre che le regole del mondo in cui vive sono fragili e manipolabili.

Gli indizi che suggeriscono la trasformazione di Willa

Milla Jovovich in World Breaker
© AURA Entertainment

Il finale suggerisce la possibile trasformazione di Willa attraverso una serie di elementi narrativi e visivi piuttosto chiari. Innanzitutto cambia il suo atteggiamento: se fino a quel momento aveva reagito agli eventi, nell’ultima scena appare improvvisamente consapevole del proprio ruolo.

La regia insiste sul suo sguardo e sul silenzio che accompagna gli ultimi istanti dell’episodio. Non c’è più paura, ma una sorta di accettazione. È il segnale che il personaggio ha compreso qualcosa che lo spettatore può solo intuire.

Anche l’ambiente attorno a lei sembra reagire alla sua presenza. La serie aveva già suggerito che i Breaker sono in grado di influenzare la realtà, e la messa in scena dell’ultima sequenza richiama proprio questa idea: il mondo attorno a Willa appare instabile, come se fosse sul punto di essere riscritto.

Questo non significa necessariamente che la trasformazione sia avvenuta in modo definitivo. Il finale gioca volutamente sull’ambiguità: Willa potrebbe essere diventata una Breaker, oppure trovarsi semplicemente sulla soglia di quel cambiamento.

Perché il finale lascia volutamente la risposta aperta

Luke Evans in World Breaker

La scelta di non confermare esplicitamente la trasformazione di Willa è coerente con la struttura narrativa della serie. World Breaker non è una storia che offre risposte nette, ma una riflessione sul potere della trasformazione e sul prezzo che comporta.

Lasciare il finale aperto permette alla serie di mantenere una dimensione simbolica. Willa non rappresenta solo un personaggio, ma una possibilità: quella di rompere gli schemi che definiscono il mondo in cui vive.

In questa prospettiva, la domanda “Willa è diventata davvero una Breaker?” diventa quasi secondaria. Ciò che conta è il processo che l’ha portata fin lì. Il finale suggerisce che la trasformazione non è un evento improvviso, ma il risultato di una serie di scelte e di consapevolezze maturate nel tempo.

Ed è proprio questa ambiguità a rendere il finale così potente: lo spettatore resta con la sensazione che qualcosa sia cambiato per sempre, anche se la serie non lo dice apertamente.

Workshop in Stop-motion per Bessoni e Murnau Institute

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Workshop in Stop-motion per Bessoni e Murnau Institute

bessoni

Si è concluso ieri il primo workshop di animazione stop-motion organizzato dal MURNAU INSTITUTE, scuola di cinema romana di Stefano Bessoni, Leonardo Cruciano, Officina Studios e Interzone Visions. Si è iniziato lunedì 17 con una giornata di studio sulla storia di questa tecnica e con l’analisi di alcuni autori: Stanislaw Starewich, Ray Harryhausen, Jan Svankmajer, Brothers Quay ed Henry Selick.

Si è parlato dei grandi film in animazione stop-motion, come Coraline, Fantastic Mr. Fox, The Corpse Bride, ecc. Poi, martedì, una giornata dedicata alla fabbricazione degli scheletri, da quelli semplici in filo di ferro intrecciato a quelli complessi con snodi a sfere e microregolazioni a vite. Nel pomeriggio, Leonardo Cruciano ha parlato delle varie tipologie di materiali per la costruzione dei burattini, dalla modellazione allo stampo e alle repliche in serie, portando poi i partecipanti al workshop in visita nel suo laboratorio per mostrare praticamente le caratteristiche di varie tipologie di plastilina, di schiume, di resine e di lattice. Mercoledì, i partecipanti hanno iniziato la fabbricazione di alcuni burattini sulla base di loro progetti personali.

E’ un ottima notizia per il nostro bel paese che, nonostante sia ingabbiato in un apparente immobilismo e riluttante a dare spazio a film di genere o fantastici nella fattispecie, riesce comunque a sperimentare e a dar spazio a tecniche e tematiche che al momento ci vedono  ai margini delle cinematografie mondiali. Inoltre, la presenza del Workshop in Brasile dimostra il grande interesse che ruota attorno alla didattica in tal senso e che arriverà il momento in cui questo nostro “immobilismo” comincierà a mostrare crepe di cedimento, nella speranza di riuscire a ritornare per lo meno a fare una cinematografia diversificata.

La scuola sta organizzando il secondo workshop, che si terrà indicativamente nella prima metà di marzo. Chi fosse interessato può scrivere all’indirizzo e-mail  [email protected]  per chiedere informazioni e per effettuare la prenotazione, visto che il workshop è a numero chiuso.

La terza edizione si terrà invece in Brasile a Porto Alegre, nell’ambito del FANTASPOA, festival specializzato in cinema fantastico, dove sarà proiettato il  film “Krokodyle” ultima fatica cinematografica di Stefano Bessoni.

Vi segnaliamo il nostro speciale dedicato al film indiependente Krokodyle.

Di seguito riportiamo alcune foto del Workshop:

Fonte: Stefano Bessoni – MURNAU INSTITUTE