Il thriller horror Abigail (leggi qui la recensione) è ricco di easter egg e richiami ad altre opere sui vampiri e alla cultura horror, dettagli che incuriosiscono gli appassionati quando riescono a riconoscerli. Uscito nel 2024 e realizzato dai creatori di Finché morte non ci separi, il film si ispira alle numerose incarnazioni di Dracula e racconta la storia di un gruppo di criminali intrappolati in una villa insieme ad Abigail (Alisha Weir), una bambina vampira. In sostanza, Abigail è la figlia di Dracula, anche se nel film suo padre porta un nome diverso.
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Dai dettagli quasi impercettibili delle prime scene allo straordinario finale, il film rende omaggio alle opere horror e vampiresche che lo hanno preceduto. Questi riferimenti contribuiscono anche a spiegare perché il 2024 sia stato uno degli anni più interessanti per il genere horror da molto tempo. Alcuni sono battute piuttosto esplicite sulla diffusione dei vampiri nella cultura pop, mentre altri suggeriscono con discrezione la vera natura della storia. Tutti, però, arricchiscono un film sovversivo e stratificato, che merita più di una visione, sempre che si riesca a sopportare tutto quel sangue.
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L’apertura sulle note del Lago dei cigni richiama Dracula del 1931
Abigail si apre con la protagonista durante una prova di balletto, mentre altrove una banda di criminali prepara il suo rapimento. Durante i titoli di testa, Abigail danza sulle note del tema principale de Il lago dei cigni. La melodia, delicata e al tempo stesso minacciosa, si presta sorprendentemente bene all’horror, come dimostra anche Il cigno nero. La musica ritorna più volte nel corso del film, soprattutto quando la protagonista attacca violentemente gli altri personaggi.
Il lago dei cigni accompagna anche i titoli di testa di Dracula del 1931, il primo adattamento cinematografico del celebre romanzo di Bram Stoker. Molti dei riferimenti a Dracula presenti in Abigail rimandano proprio a questa pellicola, recuperando le origini cinematografiche del leggendario vampiro per conferire al nuovo film un’atmosfera da horror classico. La colonna sonora è stata scelta con grande attenzione, ma è soprattutto Il lago dei cigni a possedere questo particolare valore storico.

Le auto e le targhe di Abigail rimandano tutte a Dracula
Anche le automobili di Abigail nascondono piccoli dettagli che rimandano a Dracula. Dopo i titoli di testa, la bambina lascia la prova di balletto e sale su un’auto con la targa «BLU 9051». Si tratta di un riferimento a Bela Lugosi, l’attore che interpretò Dracula nel film del 1931.
I registi hanno inoltre spiegato che le targhe dell’altra automobile riportano la data di pubblicazione del romanzo di Bram Stoker, come riferito da ComicBook.com. Una di esse reca infatti la sequenza «M26 1897», che corrisponde al 26 maggio 1897.
C’è poi un ultimo easter egg legato ai veicoli. Dopo aver rapito Abigail dalla sua abitazione, Dean (Angus Cloud) guida il furgone dietro un camion per sottrarsi a una telecamera del traffico. Sul camion compare il nome Harker Farms e la carrozzeria è decorata con numerosi spicchi d’aglio. L’aglio è un riferimento immediato ai vampiri, mentre il cognome Harker richiama Jonathan e Mina Harker, la giovane coppia coinvolta nella vicenda di Dracula nel romanzo originale.

Il cameo di Larry Fessenden
Il celebre attore, regista e produttore horror Larry Fessenden appare in un cameo in Abigail, proseguendo una consuetudine che lo ha portato a partecipare a diversi film horror indipendenti negli ultimi anni.
Fessenden aveva già collaborato con Radio Silence Productions, la casa di produzione dietro Finché morte non ci separi e Abigail. Quando i registi realizzarono il film antologico horror Southbound, l’attore comparve brevemente nei panni di un DJ che si sentiva alla radio durante una scena.
Forse proprio in omaggio a quella partecipazione, in Abigail Fessenden interpreta nuovamente un DJ radiofonico. La sua apparizione avviene durante la sequenza in cui Joey (Melissa Barrera) ricostruisce il passato dei suoi compagni. Nello stesso anno, Fessenden è apparso anche in MaXXXine, apprezzato thriller horror e poliziesco, nel ruolo di una guardia di sicurezza. Con cameo di questo tipo, l’attore sembra dare il proprio sostegno a film che hanno entrambi ricevuto recensioni positive.

Il ritratto dei Le Domas collega Abigail a Finché morte non ci separi
Un altro easter egg nascosto in Abigail suggerisce un collegamento con Finché morte non ci separi, il precedente successo horror di Radio Silence. Nel film, si racconta che un antenato della ricca famiglia Le Domas abbia stretto un patto con il diavolo: in cambio della loro fortuna, i membri della famiglia devono sacrificare chiunque sposi uno di loro. Se non rispettano l’accordo, rischiano di morire tutti. Nella villa di Abigail compare il ritratto di questo antenato, sollevando una domanda: con quale «diavolo» aveva davvero stretto il patto?
Se Abigail fosse ambientato nello stesso universo narrativo, le conseguenze potrebbero essere importanti per la trama di Finché morte non ci separi 2. Entrambi i film raccontano eventi soprannaturali apparentemente isolati, inseriti nel mondo reale, e seguono un’eroina determinata a sopravvivere in un ambiente claustrofobico. I due film sono quindi legati da affinità che rendono naturali i richiami reciproci e potrebbero aprire la strada a ulteriori collegamenti.

Lo stemma di Dracula nella villa di Abigail
Nella villa di Abigail compare più volte uno stemma araldico, visibile per esempio ai cancelli d’ingresso e sul pavimento della biblioteca. Qui Joey nota anche una statua che raffigura Abigail insieme a suo padre. La biblioteca diventa uno dei luoghi centrali del film: offre ai personaggi una protezione temporanea dalla bambina vampira, ma è anche il teatro dello scontro finale e il luogo in cui suo padre fa finalmente la propria comparsa.
Lo stemma ricorda da vicino quello di Dracula visto in precedenti film. È particolarmente significativo che si trovi proprio al centro del pavimento circolare della biblioteca. L’intera storia ruota attorno alla figura di Dracula e all’eredità che si manifesta attraverso Abigail. Persino quando i personaggi si sentono al sicuro grazie alla luce del sole che entra dalle finestre, restano comunque all’interno del dominio della famiglia vampirica.

La discussione sui diversi tipi di vampiri
Quando il gruppo capisce di avere a che fare con un vampiro, i suoi membri cercano di affidarsi alle poche conoscenze che possiedono sull’argomento. Sammy (Kathryn Newton) pone una domanda tanto esilarante quanto pertinente: di quale tipo di vampiro si tratta? Negli ultimi vent’anni, infatti, film, serie e altri prodotti di successo hanno proposto versioni molto diverse delle capacità e delle debolezze dei vampiri.
Sammy cita subito Anne Rice, Twilight e True Blood come esempi di interpretazioni differenti. Il gruppo decide quindi di provare con crocifissi, aglio, paletti e luce solare.
Il crocifisso di Peter (Kevin Durand) e l’aglio si rivelano inutili, mentre i paletti e la luce del sole funzionano più avanti nel film. È una scelta in linea con molte rappresentazioni moderne dei vampiri, nelle quali croci e aglio risultano spesso troppo caricaturali per essere davvero efficaci. In seguito, Frank (Dan Stevens) chiama Sammy «Twilight» quando la vede entrare nella luce del sole senza subirne gli effetti, nonostante sia stata morsa da un vampiro. Il breve momento in cui la ragazza gira su se stessa sotto il sole sembra un riferimento ai vampiri di Twilight, che possono esporsi alla luce senza morire.

Il giradischi richiama Finché morte non ci separi
Quando alcuni personaggi decidono di attaccare Abigail per la prima volta, ormai consapevoli che sia un vampiro, vengono attirati in un’altra stanza dal suono de Il lago dei cigni, che sembra provenire da un vecchio giradischi. Lì trovano Abigail mentre danza con il cadavere decapitato di Dean.
La scena richiama ancora una volta Finché morte non ci separi, in cui un giradischi viene utilizzato per creare un effetto inquietante nel momento in cui il pericolo diventa concreto per la protagonista.
Nel film precedente, il giradischi riproduce The Hide & Seek Song di Headquarters Music mentre Grace, interpretata da Samara Weaving, si prepara a nascondersi dai suoi nuovi parenti acquisiti, senza aver ancora compreso quanto sia in pericolo. Nel frattempo, i membri della famiglia Le Domas iniziano ad armarsi: devono uccidere la sposa prima dell’alba. Il giradischi potrebbe diventare un motivo ricorrente se Radio Silence decidesse di realizzare altri film ambientati nello stesso universo.

E poi non rimase nessuno ha una trama simile ad Abigail
Sebbene Abigail si ispiri al film del 1936 La figlia di Dracula, presenta anche notevoli somiglianze con il romanzo E poi non rimase nessuno di Agatha Christie.
Il libro racconta di un gruppo di persone attirate in un luogo isolato, dove il loro ospite comincia a ucciderle una dopo l’altra, convinto di stare amministrando una forma di giustizia. Quando Abigail dice a Frank che per trovare la via d’uscita dalla villa bisogna consultare proprio questo romanzo, potrebbe offrirgli un indizio che lui non riesce a cogliere.
Abigail stringe un accordo con Frank: estraendo E poi non rimase nessuno da uno scaffale della biblioteca, dovrebbe comparire un passaggio segreto. Frank, però, viene meno alla promessa e si rifiuta di liberarla dopo aver ottenuto l’informazione. Si scopre così che Abigail lo ha ingannato: togliendo il libro dallo scaffale non si apre alcuna porta nascosta.
Frank sembra quasi intuire la battuta implicita nella scelta del romanzo. Citando proprio una storia in cui i personaggi vengono eliminati uno dopo l’altro, Abigail conferma che il suo piano è ucciderli tutti.

Il nome Ana Lucia Cruz è un riferimento a Dracula
Lambert (Giancarlo Esposito) assegna rapidamente al gruppo dei nomi falsi per la notte in cui deve sorvegliare Abigail, scegliendoli tra quelli dei membri del Rat Pack. In seguito, però, la bambina rivela le loro vere identità: li ha attirati nella villa per vendicarsi dei danni che hanno arrecato agli interessi economici di suo padre.
Il passato di ogni componente del gruppo viene svelato, ma quello di Joey è particolarmente significativo. Il suo vero nome è Ana Lucia Cruz, una scelta che richiama in parte Lucy, la prima vittima di Dracula nel romanzo di Bram Stoker.
Anche il cognome Cruz ha un significato: in spagnolo significa «croce» e suggerisce che Joey possa essere protetta dai vampiri, nonostante nel mondo di Abigail le croci non funzionino. Il nome diventa così un indizio sottile sul suo destino, perché Joey è l’unico personaggio a sopravvivere alla furia di Abigail. È uno dei riferimenti più interessanti a Dracula, proprio per il contrasto tra il destino di Lucy e quello di Ana Lucia.

Matthew Goode interpreta Kristof Lazaar
Negli ultimi minuti del film, il padre di Abigail, Kristof Lazaar, fa finalmente la sua comparsa. A interpretarlo è Matthew Goode, la cui presenza costituisce a sua volta un riferimento alla cultura pop legata ai vampiri.
Non è chiaro se Lazaar sia davvero Dracula, che in questo universo avrebbe semplicemente assunto una nuova identità. I fan della serie A Discovery of Witches – Il manoscritto delle streghe, tuttavia, riconosceranno immediatamente il collegamento: nell’adattamento televisivo, Goode interpreta Matthew Clairmont, il vampiro coprotagonista che si innamora della strega Diana Bishop.
Il co-regista Tyler Gillett ha spiegato a ComicBook.com la scelta dell’attore per il ruolo di Lazaar: «Avevamo bisogno di qualcuno che… Il modo in cui si muove e si comporta potesse conferire al personaggio mistero e sfumature, invece di ridurlo a una semplice forza bruta. C’è qualcosa di molto elegante, etereo e strano nel modo in cui Matthew appariva con i denti da vampiro e nel costume».
Goode aveva già dimostrato di saper ottenere questo effetto interpretando il vampiro Matthew: il suo personaggio mantiene un’aura enigmatica anche quando Diana ancora non sa molto di lui. A Discovery of Witches – Il manoscritto delle streghe è una delle opere sui vampiri che Abigail non cita esplicitamente, insieme a The Vampire Diaries e Buffy l’ammazzavampiri. La sola presenza di Goode, però, diventa un ulteriore richiamo capace di contribuire all’atmosfera del film.

