A quasi cinquant’anni dalla sua nascita, Star Wars continua a esplorare generi e atmosfere differenti, dimostrando quanto l’universo creato da George Lucas possa adattarsi a registri narrativi molto diversi. Il prossimo appuntamento cinematografico, Star Wars: Starfighter, con Ryan Gosling e diretto da Shawn Levy, dovrebbe puntare su un tono più leggero, recuperando lo spirito d’avventura che ha caratterizzato le origini della saga. Negli ultimi anni, tuttavia, il franchise ha dimostrato di poter affrontare anche storie più cupe, come nel caso della serie Andor, costruita con le caratteristiche di un thriller politico.
L’horror vero e proprio non ha mai trovato uno spazio autonomo nei film e nelle serie live action di Star Wars, ma questo non significa che la saga abbia rinunciato a momenti capaci di inquietare il pubblico. Alcune sequenze hanno sfruttato atmosfere sinistre, trasformazioni corporee e violenza improvvisa per avvicinarsi alle convenzioni del cinema horror. Ecco cinque momenti particolarmente spaventosi, capaci di mostrare il lato più oscuro della galassia lontana lontana.

Il ritorno dell’Imperatore Palpatine in L’ascesa di Skywalker
Star Wars: Episodio IX – L’ascesa di Skywalker ha riportato al centro della storia l’Imperatore Palpatine, una scelta che ha suscitato diverse critiche per il modo in cui il film si è allontanato dalle direzioni narrative intraprese dal precedente Gli ultimi Jedi. La rivelazione della sopravvivenza del villain, tuttavia, è accompagnata da una delle sequenze più inquietanti dell’intera saga.
Il film si apre con Kylo Ren che raggiunge Exegol, un pianeta avvolto da fulmini e oscurità. L’atmosfera è già vicina a quella di un racconto horror, ma la tensione cresce quando il personaggio interpretato da Adam Driver si addentra nella fortezza dell’Imperatore. La voce di Palpatine risuona nei corridoi deserti, prima che il suo corpo venga finalmente mostrato.
L’aspetto dell’ex sovrano della galassia è profondamente mutato: il volto è sfigurato, il corpo appare compromesso e la sua presenza ricorda quella di una creatura mostruosa. La scena sfrutta il mistero e l’orrore della rivelazione per restituire un’immagine di Palpatine ancora più sinistra di quella già conosciuta nella trilogia originale.

La trasformazione definitiva di Anakin in Darth Vader in La vendetta dei Sith
Tra i film della saga, Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith è quello che più apertamente si avvicina alle atmosfere horror. George Lucas intreccia il racconto sentimentale di Anakin e Padmé con l’avventura e la tragedia, ma riserva anche alcune immagini particolarmente crude, soprattutto nella parte conclusiva.
Dopo il duello su Mustafar, Obi-Wan Kenobi sconfigge il suo ex allievo e lo lascia gravemente ferito sulle rive di un fiume di lava. Convinto che Anakin sia ormai morto, si allontana, mentre Palpatine percepisce il pericolo in cui si trova il proprio nuovo apprendista e interviene per salvarlo.
Trasportato su Coruscant, Anakin viene sottoposto a un intervento chirurgico da parte dei droidi. La sequenza mostra il corpo devastato dalle ustioni e dalle ferite provocate dalla lava, mentre il futuro Darth Vader urla per il dolore. I dettagli delle lesioni e la crudezza dell’operazione trasformano la scena in un esempio di body horror, inserito nel cuore di una delle saghe fantascientifiche più popolari di sempre.

La strage di Darth Vader nel corridoio di Rogue One
Rogue One: A Star Wars Story mantiene per gran parte della sua durata un’impostazione da film d’avventura, recuperando lo spirito del primo capitolo cinematografico della saga. Il film di Gareth Edwards, però, riserva al pubblico una delle apparizioni più terrificanti di Darth Vader.
Nel finale, i Ribelli sono riusciti a impossessarsi dei piani della Morte Nera e stanno cercando di trasmetterli alla Principessa Leia. Vader interviene per fermarli, raggiungendo il corridoio in cui i soldati stanno tentando disperatamente di mettere in salvo i dati.
Quello che segue è un massacro. Il Signore dei Sith avanza tra i combattenti, utilizzando la spada laser e la Forza per eliminare uno dopo l’altro i soldati che tentano di opporsi. Le urla dei Ribelli, l’illuminazione rossa e l’allarme che accompagna la sequenza contribuiscono a creare un’atmosfera da film horror, rendendo ancora più impressionante la dimostrazione della potenza di Vader.
È un momento che spinge ai limiti il tono avventuroso e accessibile del franchise, trasformando per qualche minuto il personaggio in una presenza quasi inarrestabile, vista attraverso gli occhi delle sue vittime.

Palpatine si rigenera grazie alla Diade della Forza in L’ascesa di Skywalker
Un’altra sequenza particolarmente inquietante di L’ascesa di Skywalker si svolge su Exegol, durante il confronto finale tra Palpatine, Rey e Ben Solo. I due protagonisti si alleano per affrontare l’Imperatore, che utilizza i propri fulmini contro di loro. È in quel momento che comprende la natura del legame che li unisce: Rey e Ben formano una Diade nella Forza.
Palpatine decide quindi di sfruttare questa connessione per recuperare le proprie energie. La rigenerazione del suo corpo è rappresentata attraverso immagini che richiamano ancora una volta il cinema horror: il volto cambia, gli occhi assumono una tonalità gialla e il villain sembra riacquistare progressivamente l’aspetto che aveva durante la trilogia originale.
La trasformazione rende visibile la natura parassitaria del suo potere e trasforma il legame tra Rey e Ben in uno strumento di sopravvivenza per il nemico. Il risultato è una scena dal forte impatto visivo, nella quale Palpatine assume le sembianze di una creatura mostruosa che si nutre dell’energia altrui.

L’Ordine 66 in La vendetta dei Sith
Al primo posto c’è l’Ordine 66, una delle sequenze più tragiche e spaventose di Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith. Quando Palpatine impartisce l’ordine ai soldati clone, questi si rivoltano improvvisamente contro i Jedi con cui avevano combattuto fino a quel momento.
La forza della scena risiede soprattutto nella sua brutalità e nella rapidità con cui si consuma il massacro. Jedi di ogni parte della galassia vengono colti di sorpresa e uccisi dai propri alleati, mentre l’Ordine viene praticamente cancellato nel giro di pochi istanti. La sequenza mostra la caduta di figure che fino a quel momento erano state presentate come custodi della pace, trasformando i soldati clone in strumenti di una persecuzione improvvisa e spietata.
A rendere il momento ancora più angosciante contribuisce la colonna sonora di John Williams. Il compositore costruisce una partitura che richiama, per tensione e atmosfera, il lavoro realizzato per Lo squalo, accompagnando le immagini con una sensazione costante di minaccia. L’Ordine 66 rappresenta così uno dei momenti più cupi dell’intera saga: una tragedia collettiva raccontata attraverso una successione di esecuzioni che segna per sempre il destino della galassia.

