A distanza di otto anni, la ABC ripropone la trama più odiata di “9-1-1”

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9-1-1: Nashville ha costruito buona parte della sua prima stagione intorno alla fragilità della famiglia Hart. L’arrivo di Blue, il figlio che Don aveva avuto con Dixie, ha immediatamente messo in discussione l’apparente stabilità del matrimonio tra Don e Blythe, riportando nella sua vita una relazione che apparteneva al passato ma che non era mai stata realmente risolta. Nel finale di stagione, quella tensione ha raggiunto inevitabilmente il punto di rottura.

Il problema è che il triangolo tra Don, Blythe e Dixie sta conducendo lo spinoff verso un territorio che il franchise aveva già esplorato otto anni fa. Nella serie originale, Hen aveva tradito Karen con Eva, una sua ex compagna con la quale condivideva un passato complicato e un legame familiare. Fu una delle decisioni narrative più contestate di 9-1-1, soprattutto perché sembrava contraddire la solidità che la serie aveva costruito intorno alla coppia.

La somiglianza è evidente, ma 9-1-1: Nashville non ha ancora necessariamente ripetuto lo stesso errore. Don arriva vicino al tradimento quando accetta di trascorrere una notte con Dixie per impedirle di pubblicare una nuova diss track, salvo poi tirarsi indietro. È proprio questa differenza a offrire alla seconda stagione una strada più interessante: utilizzare il quasi tradimento non per costruire un’altra relazione clandestina, ma per costringere Don e Blythe ad affrontare qualcosa che il loro matrimonio ha cercato continuamente di ignorare. Il vero problema non è se Don ami ancora Dixie, ma perché il passato con lei continui ad avere tanto potere sul suo presente.

Don e Dixie funzionano meglio come un passato irrisolto che come una nuova storia d’amore

9-1-1: Nashville - stagione 2

La prima stagione ha chiarito che il legame tra Don e Dixie non può essere liquidato come quello tra due ex che hanno semplicemente preso strade differenti. L’episodio Don Begins ricostruisce una relazione iniziata quando erano giovani, passata dall’amicizia all’amore e poi attraverso separazioni, accuse e risentimenti. Dixie è stata il primo grande amore di Don e, soprattutto, è la madre di suo figlio Blue.

Questo rende perfettamente plausibile che Don provi ancora qualcosa quando si trova davanti a lei. Ma un legame emotivo non equivale necessariamente al desiderio di ricostruire una relazione. Il passato condiviso, la nostalgia e la presenza di un figlio possono creare una vicinanza che Don stesso fatica a interpretare, ed è proprio questa ambiguità a ferire Blythe.

Lo showrunner Rashad Raisani ha spiegato a TVLine che Don e Blythe stanno entrambi negando parte di ciò che provano e che Dixie funziona come il personaggio capace di portare in superficie le loro ipocrisie e insicurezze. Raisani ha anche confermato che esiste ancora una componente emotiva nel rapporto tra Don e Dixie e che è precisamente questo aspetto a far sentire Blythe tradita.

La funzione più interessante di Dixie, quindi, non è quella di “rubare” Don. È costringerlo a riconoscere che non ha mai davvero elaborato quella parte della propria vita. Se 9-1-1: Nashville trasformasse questa tensione in un vero tradimento, ridurrebbe un conflitto psicologico relativamente complesso a un triangolo sentimentale molto più convenzionale. Mantenere Don sulla soglia significa invece poter raccontare quanto un rapporto possa mettere in crisi un matrimonio anche senza trasformarsi nuovamente in una relazione.

La storia di Hen e Karen dimostra perché il tradimento sarebbe la scelta meno interessante per 9-1-1: Nashville

Il precedente di Hen e Karen rende questa direzione ancora più rischiosa. Nella serie originale, Hen aveva tradito Karen con Eva, una donna con la quale condivideva a sua volta una storia sentimentale complessa. Anche in quel caso esisteva un legame impossibile da eliminare completamente, rafforzato dalla presenza di un figlio che Hen e Karen avrebbero successivamente adottato.

Il problema non era semplicemente l’infedeltà. Era il fatto che il comportamento di Hen apparisse difficilmente conciliabile con la caratterizzazione che la serie aveva costruito. 9-1-1 dedicò poi molto spazio alle conseguenze, mostrando Hen impegnata a riconquistare la fiducia di Karen, ma questo non impedì alla storyline di diventare una delle più contestate dal pubblico.

Con Don la situazione è differente. Il suo tentativo di risolvere un problema familiare accettando un accordo moralmente assurdo con Dixie è coerente con un personaggio molto meno stabile. Anche il fatto che alla fine si tiri indietro dice qualcosa di importante: Don può prendere decisioni sbagliate senza necessariamente oltrepassare l’ultima linea.

Ed è proprio qui che Nashville può distinguersi dalla serie madre. Raisani ha riconosciuto che i personaggi dello spinoff sono emotivamente meno solidi rispetto a quelli degli altri show del franchise. Questa instabilità può essere una risorsa narrativa, purché non diventi una giustificazione per accumulare continuamente tradimenti e riconciliazioni.

La seconda stagione dovrebbe quindi concentrarsi sulle conseguenze di ciò che è già accaduto. Blythe sa che Don era disposto ad arrivare fino a quel punto; Don deve riconoscere perché Dixie riesca ancora a destabilizzarlo; Dixie, infine, deve trovare una funzione narrativa che non dipenda esclusivamente dal tentativo di distruggere il matrimonio degli Hart. Lo stesso Raisani ha anticipato che il personaggio dovrebbe cominciare ad allontanarsi da questa dinamica nella seconda stagione.

È probabilmente la scelta necessaria. 9-1-1: Nashville ha già ottenuto dal triangolo tutto ciò che gli serviva: ha incrinato l’immagine della famiglia Hart e costretto Don e Blythe a confrontarsi con sentimenti che preferivano non riconoscere. Portare adesso Don verso un vero tradimento significherebbe ripetere una storyline che il franchise ha già raccontato e che il pubblico aveva già respinto. Lasciarlo fermo un passo prima, invece, permette alla serie di raccontare qualcosa di più difficile: come si ricostruisce la fiducia quando il tradimento non è avvenuto, ma la volontà di contemplarlo è stata sufficiente a cambiare tutto.

Redazione
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