Gli Anelli del Potere 3 ha trovato il suo vero Aragorn, ma non è Isildur

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Fin dall’inizio, Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere ha costruito Isildur come uno dei collegamenti più evidenti tra la Seconda Era raccontata dalla serie e il mondo che conosciamo attraverso Il Signore degli Anelli. Non potrebbe essere altrimenti: è un antenato di Aragorn, sarà tra i fondatori dei regni degli Uomini nella Terra di Mezzo e avrà un ruolo decisivo nella sconfitta di Sauron. Eppure, proprio perché Prime Video ha scelto di raccontarlo ancora giovane, impulsivo e lontano dall’uomo destinato a diventare, Isildur non può ancora occupare nella serie lo spazio narrativo che Aragorn aveva nella trilogia cinematografica.

La terza stagione potrebbe però risolvere questo problema attraverso un personaggio rimasto finora ai margini della storia. Andrew Richardson interpreterà infatti Anárion, fratello minore di Isildur e altro figlio di Elendil, già menzionato nella prima stagione ma mai apparso direttamente. Il suo arrivo non serve soltanto a completare una delle famiglie più importanti della mitologia di Tolkien: potrebbe dare finalmente a Gli Anelli del Potere quella figura di leader umano che la serie ha cercato senza trovarla davvero nelle prime due stagioni. E paradossalmente, almeno per ora, il vero equivalente di Aragorn potrebbe essere proprio Anárion.

Anárion può diventare l’Aragorn di Gli Anelli del Potere proprio perché Isildur non è ancora pronto

Il confronto con Aragorn non riguarda naturalmente una corrispondenza perfetta tra i due personaggi. Aragorn appartiene alla discendenza di Isildur e la sua intera storia ne Il Signore degli Anelli ruota, almeno in parte, intorno all’accettazione di quell’eredità. Ma è precisamente qui che emerge la differenza tra ciò che rappresenta Aragorn nella Terza Era e ciò che Gli Anelli del Potere ha deciso di fare con il suo antenato. Il personaggio interpretato da Maxim Baldry è ancora all’inizio del proprio percorso: ha conosciuto la sconfitta, è stato separato dalla sua famiglia e deve ancora trasformarsi nel sovrano che la storia della Terra di Mezzo richiede.

Anárion può entrare nello spazio lasciato vuoto da questa scelta. Alla fine della seconda stagione Elendil parte alla sua ricerca, dopo che la serie aveva stabilito che il ragazzo viveva nelle regioni occidentali di Númenor. Non è un dettaglio secondario. Con il potere di Ar-Pharazôn sempre più forte e la frattura interna dell’isola destinata ad approfondirsi, la famiglia di Elendil sta entrando nella fase della propria storia che porterà alla nascita di Arnor e Gondor. È qui che Anárion smette di essere semplicemente “il fratello di Isildur” e diventa una figura fondamentale.

Nella storia della Seconda Era, infatti, Elendil governerà principalmente Arnor mentre Isildur e Anárion saranno associati al governo di Gondor. Anárion non è quindi un personaggio aggiunto per ampliare il cast: rappresenta uno dei futuri sovrani degli Uomini e uno dei protagonisti della resistenza contro Sauron. La terza stagione, che compirà inoltre un salto temporale di cinque anni, può introdurlo già più vicino a questa funzione rispetto a Isildur.

È questo che lo rende potenzialmente più simile all’Aragorn interpretato da Viggo Mortensen. Non per genealogia, ma per funzione narrativa. Aragorn era l’uomo capace di unire la dimensione del guerriero a quella del sovrano, trasformando progressivamente una guerra apparentemente impossibile contro Sauron in una battaglia nella quale gli Uomini potevano ancora avere un ruolo. Gli Anelli del Potere ha Elendil come grande figura paterna e militare e Isildur come eroe ancora in formazione, ma gli è mancato finora un personaggio umano capace di incarnare pienamente leadership, regalità e resistenza. Anárion può colmare esattamente quel vuoto.

Ma rendere Anárion il nuovo Aragorn può funzionare soltanto se Isildur rimane il centro della tragedia

Il Signore degli Anelli: Gli anelli del Potere - Stagione 3
Ben Rothstein/Amazon Prime Video

Qui emerge però una contraddizione interessante. Più Anárion viene costruito come sovrano credibile, più la serie rischia apparentemente di sottrarre qualcosa a Isildur. È lui il personaggio che il pubblico conosce già da due stagioni ed è soprattutto lui ad avere il legame più importante con il futuro della saga. Sarà Isildur a tagliare l’Unico Anello dalla mano di Sauron durante la Guerra dell’Ultima Alleanza e sarà ancora la sua incapacità di distruggerlo a permettere indirettamente il ritorno dell’Oscuro Signore migliaia di anni dopo.

Ma è proprio questa differenza a poter rendere efficace la presenza di Anárion. Isildur non deve diventare semplicemente “l’Aragorn prima di Aragorn”, perché sappiamo già che il suo destino racconta qualcosa di molto diverso. Aragorn è l’erede chiamato a superare gli errori della propria stirpe; Isildur è uno degli uomini attraverso cui quegli errori vengono commessi. Trasformarlo troppo presto nel leader ideale significherebbe ridurre la distanza tra questi due percorsi.

Galadriel in Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere

Anárion permette invece alla serie di separarli. Può incarnare l’immagine del re e del condottiero mentre Isildur continua a costruire un rapporto molto più problematico con il potere, l’eredità e la responsabilità. E la differenza diventerà ancora più importante quando Gli Anelli del Potere arriverà alla Guerra dell’Ultima Alleanza. Anárion combatterà contro Sauron, ma non sopravvivrà al conflitto; Isildur sì, soltanto per compiere successivamente la scelta che segnerà il destino della Terra di Mezzo.

La presenza di Anárion, quindi, non deve necessariamente diminuire Isildur. Può fare esattamente il contrario: permettere alla serie di smettere di costringerlo dentro il modello di Aragorn. La storia di Isildur funziona proprio perché sappiamo che diventerà un grande uomo senza diventare un uomo infallibile. Aragorn, secoli dopo, erediterà non soltanto il suo sangue e il diritto al trono, ma anche il peso delle sue scelte.

È per questo che Andrew Richardson potrebbe avere nella terza stagione un’importanza molto superiore a quella suggerita dalla semplice introduzione di un nuovo membro della famiglia di Elendil. Anárion può offrire a Gli Anelli del Potere il suo equivalente narrativo di Aragorn mentre Isildur continua a diventare qualcosa di più interessante: l’uomo la cui grandezza e il cui fallimento renderanno necessario, migliaia di anni dopo, l’arrivo di Aragorn stesso.

Redazione
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