Il percorso di John Stewart verso il ruolo di Green Lantern è stato costruito per mettere in discussione uno dei principi più tradizionali del Corpo: l’idea che il candidato ideale debba essere semplicemente privo di paura. Vanessa Baden-Kelly, sceneggiatrice del terzo episodio di Lanterns, ha spiegato che la serie vuole invece mostrare come siano proprio le emozioni, i legami e la capacità di riconoscere i propri limiti a rendere John particolarmente adatto all’anello.
Intervistata da ScreenRant, Baden-Kelly ha collegato questa filosofia direttamente alla storia della famiglia Stewart. L’episodio rivela infatti che John Stewart Sr. non riuscì a diventare Green Lantern perché incapace di superare la paura di abbandonare la propria famiglia. Quella esperienza spinse lui e Bernadette a sottoporre il figlio a un addestramento estremo, convinti che dovesse imparare a non avere paura per riuscire dove suo padre aveva fallito.
Il punto più interessante è che Lanterns non presenta quella conclusione come necessariamente corretta. Al contrario, attraverso John sembra voler riformulare il significato stesso del coraggio: non l’assenza di paura, ma la capacità di sentirla, comprenderla e decidere comunque come agire. È una distinzione che potrebbe rendere questa versione di John Stewart profondamente diversa non soltanto da Hal Jordan, ma dalla concezione più rigida attraverso cui i Guardiani giudicano chi sia degno di portare un anello.
John Stewart viene scelto proprio perché rifiuta l’idea che emozioni e paura siano una debolezza
La formazione di John mostrata nell’episodio 3 è volutamente estrema. Fin da bambino viene sottoposto a prove progettate per eliminare qualsiasi esitazione: tra queste, mele colpite sopra la sua testa e l’obbligo di ritrovare da solo la strada di casa dopo essere stato lasciato di notte in una zona della città.
Secondo Baden-Kelly, però, la serie vuole arrivare a una conclusione quasi opposta rispetto a quella che sembrerebbe suggerire quell’educazione. Parlando della mitologia di Green Lantern, la sceneggiatrice ha spiegato:
“Quando pensiamo alla mitologia di Green Lantern, non pensiamo soltanto all’essere senza paura, ma a quello che dicono le Lanterne: provare paura e avere la forza di volontà per superarla.”
Per John Sr., esiste però una paura che non può essere semplicemente sconfitta: quella di perdere o abbandonare la propria famiglia. Baden-Kelly sottolinea che proprio questa incapacità di sacrificare le persone che ama finisce paradossalmente per renderlo uno dei personaggi più coraggiosi della serie.
“Per chiunque ami i propri figli e le persone che ha accanto, l’ultima cosa che vorrebbe fare sarebbe lasciarle. Quindi, in un certo senso, è proprio questo a rendere John Sr. uno dei personaggi più coraggiosi del nostro show.”
La famiglia Stewart diventa così fondamentale nella costruzione del futuro Green Lantern. John non cresce imparando davvero a non provare paura: cresce dentro una famiglia che conosce profondamente la paura, ne porta le conseguenze e cerca di trasformarla in disciplina.
È proprio qui che la serie introduce la sua idea più interessante. Secondo Baden-Kelly, John arriva infatti a mettere in dubbio lo stesso sistema attraverso cui gli anelli e i Guardiani valutano i candidati:
“Quello che volevamo costruire con John Stewart è un Green Lantern che decide di fare le cose in modo un po’ diverso, perché riconosce che il modo in cui l’anello sceglie le persone — ciò che considera paura e ciò che non considera paura — è, in realtà, una gran stronzata.”
Per la sceneggiatrice, emozioni e umanità non rappresentano quindi ostacoli al ruolo di Green Lantern. Potrebbero essere esattamente il contrario:
“Avere quelle emozioni, avere qualcosa che ti guida nel capire cosa dovresti e non dovresti fare, sentire l’umanità e provare emozioni ti rende in realtà più adatto a questo lavoro rispetto al non averle.”
Questa filosofia emerge anche durante il colloquio di John con Lianna, il Guardiano interpretato da Laura Linney. John non nasconde il proprio attaccamento alle persone che lo hanno cresciuto, nonostante quel tipo di legame sia quasi incomprensibile per una figura proveniente da un’esistenza profondamente distante dall’esperienza umana.
La sua sincerità, però, non gli impedisce di essere scelto. Al contrario, John viene considerato degno di diventare Green Lantern e l’episodio rivela che è stato selezionato con uno scopo ancora più preciso: sostituire Hal Jordan.
La scoperta rende ancora più complesso il rapporto tra i due. John deve infatti confrontarsi non soltanto con il fatto che Hal occupi il ruolo per cui la sua famiglia lo ha preparato fin dall’infanzia, ma anche con le conseguenze che Jordan ha avuto direttamente sulla sua vita: Lanterns ha già rivelato che Hal è responsabile degli eventi che hanno portato al congedo con disonore di John dai Marines.
La contrapposizione sembra quindi destinata ad andare oltre la semplice dinamica maestro-allievo. Hal rappresenta una concezione più tradizionale del Green Lantern, mentre John potrebbe diventare il personaggio attraverso cui il nuovo DCU ridefinisce cosa significhi davvero essere degni dell’anello.
Il percorso avrà inoltre conseguenze oltre la serie HBO. Aaron Pierre tornerà infatti come John Stewart in Man of Tomorrow, il prossimo film di James Gunn con Superman, Lex Luthor e Brainiac. Lanterns ha quindi il compito di costruire non soltanto la sua origine, ma anche la filosofia che il personaggio porterà con sé nel resto del DC Universe.
A rendere tutto ancora più importante è il mistero già introdotto dalla serie: il primo episodio ha mostrato che Hal Jordan è morto nel 2026, mentre gran parte della storia si svolge nel 2016. Il modo in cui John passerà dall’essere il candidato destinato a sostituirlo alla Lanterna che dovrà convivere con la sua eredità potrebbe diventare uno dei fili narrativi più importanti per il futuro del personaggio.

