Il finale di Lanterns risolve il mistero costruito fin dal primo episodio, ma soprattutto trasforma la serie HBO Max in un passaggio fondamentale per il futuro del DC Universe. La domanda iniziale era apparentemente semplice: chi ha ucciso Hal Jordan? La risposta, però, non si limita a identificare il responsabile della morte del personaggio interpretato da Kyle Chandler. L’ultimo episodio, intitolato “Dirt and Stars”, ricompone infatti una rete di segreti che coinvolge Kerry, Noah, i Manhunter e Sinestro, mentre contemporaneamente completa la trasformazione di John Stewart da giovane recluta a nuovo Green Lantern della Terra.
La forza del finale sta proprio nel fatto che la morte di Hal non rappresenta la conclusione della storia, bensì il punto attraverso cui Lanterns trasferisce il testimone alla generazione successiva. Hal continua a esistere attraverso il proprio ologramma e attraverso l’eredità lasciata a John, mentre Sinestro introduce un elemento destinato ad avere conseguenze più ampie: il potere del giallo e della paura. Il risultato è un episodio che chiude il caso centrale della stagione e, allo stesso tempo, prepara il terreno per Man of Tomorrow, il sequel di Superman nel quale John Stewart tornerà a essere una figura importante del DC Universe.
Il mistero della morte di Hal Jordan si risolve con Kerry e Noah al centro della tragedia

La verità sulla morte di Hal arriva però soltanto attraverso un flashback. Kerry aveva scoperto la natura di Noah e sapeva di ciò che il ragazzo stava diventando. Hal, a sua volta, aveva capito la situazione e aveva cercato di convincere Kerry a fuggire con lui per proteggersi e proteggere se stessi. La donna, terrorizzata dalle conseguenze della rivelazione, non riesce però a seguirlo e finisce per sparargli. La morte di Hal diventa così il risultato di una scelta dettata dalla paura, e proprio questa dimensione emotiva è fondamentale per comprendere l’intero finale.
La frase pronunciata da Hal prima di morire, “I love you”, assume infatti un peso particolare quando John racconta all’ologramma di averla scoperta come ultima dichiarazione dell’uomo a Kerry. Il sentimento che avrebbe potuto rappresentare una via d’uscita dal conflitto viene invece travolto dalla paura. È significativo che John, alla fine, scelga di non uccidere Noah. Quando il ragazzo gli chiede di eliminarlo per impedirgli di fare del male agli altri, John rifiuta di trasformare la paura in una condanna definitiva. La scelta segna il suo primo vero passo verso il ruolo di Green Lantern.
Noah è il vero punto di contatto tra i Manhunter e la nuova minaccia costruita da Sinestro

Il rapporto con Kerry rende questa dimensione ancora più complessa. Anni prima, Zoe Macon aveva salvato la donna sostituendo un dito amputato con tecnologia Manhunter. In seguito Kerry aveva avuto Noah, che si è rivelato essere un Manhunter come Zoe. La serie collega così la dimensione fantascientifica alla storia familiare, trasformando una tecnologia apparentemente miracolosa in qualcosa capace di modificare la vita delle persone e di generare conseguenze imprevedibili.
Ma il vero elemento destinato a proiettare la storia oltre il finale è Sinestro. Sul pianeta devastato dai Manhunter, John interroga il personaggio interpretato da Ulrich Thomsen e scopre che Noah lo ha liberato dalla prigione. Sinestro ha utilizzato il gas capace di generare paura presente sul pianeta per creare un nuovo anello giallo destinato a Noah. Il riferimento alla mitologia dei fumetti è evidente: Sinestro è infatti legato alla nascita dei Sinestro Corps, la forza alimentata dalla paura contrapposta al potere della volontà dei Green Lantern.
Il passaggio dal verde al giallo non è quindi soltanto un nuovo elemento estetico o un easter egg per i lettori dei fumetti. È la naturale estensione tematica della stagione. Se John deve imparare ad accettare la propria paura per diventare un buon Green Lantern, Sinestro prova a trasformare la paura in una fonte di potere. Le due filosofie vengono così poste una di fronte all’altra.
John Stewart diventa il Green Lantern della Terra accettando la paura invece di combatterla

La scelta è importante anche sul piano simbolico. John non riceve semplicemente un incarico ufficiale: sceglie volontariamente il proprio ruolo. Guy Gardner viene chiamato a Rushville e John gli comunica che i due Green Lantern terrestri avranno compiti differenti. Guy dovrà occuparsi delle stelle, mentre John proteggerà il pianeta. È una soluzione che permette al DC Universe di avere due Lantern terrestri senza trasformare immediatamente il rapporto tra i personaggi in una rivalità.
Ancora più significativa è la nuova versione del giuramento. John non ripete semplicemente l’oath tradizionale dei Green Lantern, ma lo modifica inserendo una frase fondamentale: “I embrace my fear”. Accettare la paura diventa il centro della sua identità. Non si tratta di eliminare la paura per essere coraggiosi, ma di riconoscerla e scegliere comunque di fare ciò che è giusto.
È questa la vera eredità di Hal. L’ex Green Lantern non lascia a John soltanto un anello: gli lascia un modo diverso di intendere il coraggio. La paura che ha distrutto la vita di Hal e Kerry può diventare, nelle mani di John, qualcosa che non paralizza ma permette di scegliere consapevolmente.
Sinestro e l’anello giallo aprono una nuova fase per la mitologia dei Green Lantern

La contrapposizione tra Sinestro e John può diventare quindi uno dei pilastri futuri della mitologia. Entrambi riconoscono il valore della paura, ma la utilizzano in maniera opposta. John decide di accettarla come parte della propria esperienza e di impedirle di controllarlo; Sinestro la trasforma in uno strumento di dominio. È una differenza filosofica prima ancora che supereroistica.
Questo rende particolarmente interessante il fatto che Noah sia il destinatario dell’anello giallo. Il ragazzo rappresenta già una persona che lotta contro una programmazione violenta e contro il timore di diventare ciò che gli altri si aspettano da lui. Consegnargli il potere della paura significa quindi amplificare esattamente il conflitto interiore che la serie ha costruito. Il suo futuro potrebbe essere uno degli elementi più importanti di un’eventuale seconda stagione, anche se HBO non ha ancora annunciato ufficialmente un rinnovo.
Il finale di Lanterns prepara Man of Tomorrow e il prossimo capitolo del DC Universe
La conclusione della serie ha infine una funzione precisa all’interno del più ampio DC Universe. John Stewart tornerà infatti in Man of Tomorrow, il sequel di Superman diretto da James Gunn, dove dovrà confrontarsi nuovamente con Guy Gardner, interpretato da Nathan Fillion. Il finale di Lanterns permette così di arrivare al film con una dinamica già definita tra i due Green Lantern terrestri: non sono semplicemente due eroi appartenenti allo stesso corpo, ma due figure che hanno scelto di dividersi la responsabilità della protezione della Terra e dello spazio.
La vera domanda riguarda ciò che succederà quando questa separazione verrà messa alla prova. Man of Tomorrow introdurrà Superman, Supergirl, i Lantern e una minaccia legata a Brainiac, offrendo al DC Universe la possibilità di iniziare a collegare più direttamente i suoi protagonisti. John arriva al film già trasformato, mentre Guy porta con sé un’identità e un rapporto con il corpo dei Lantern completamente diversi. La loro eventuale collaborazione potrebbe quindi rappresentare un passaggio importante nella costruzione della Justice League.
Resta anche aperta la possibilità che Kyle Chandler possa tornare nei panni di Hal attraverso l’ologramma presente nell’anello di John. Il finale non restituisce fisicamente Hal alla vita, ma conserva la sua voce e la sua esperienza come guida per il nuovo Green Lantern. In questo modo Lanterns compie il passaggio più importante della propria storia: non racconta semplicemente la morte di un eroe, ma mostra come un’eredità possa sopravvivere alla sua scomparsa.
John Stewart conclude la stagione riunendosi con la propria famiglia, restituendo il denaro alla cameriera Maggie, la cui famiglia era stata distrutta dall’attacco dei Manhunter, e scegliendo consapevolmente il proprio ruolo. Il suo nuovo giuramento sintetizza il senso dell’intera serie: la luce non nasce dall’assenza di paura, ma dalla capacità di attraversarla senza lasciarsene dominare. Ed è proprio su questa idea che il DC Universe può costruire la prossima fase dei Green Lantern.

