Dimenticate The Expanse: questa space opera militare di 23 episodi aveva anticipato tutto negli anni ’90

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Per molti spettatori, The Expanse rappresenta uno dei punti di riferimento moderni della space opera militare. La serie, iniziata su Syfy e successivamente proseguita su Prime Video, ha costruito in sei stagioni un futuro nel quale l’umanità ha colonizzato il Sistema Solare dividendosi tra tre grandi forze: le Nazioni Unite della Terra e della Luna, la Repubblica Congressuale Marziana e l’Alleanza dei Pianeti Esterni. Politica, guerra e sopravvivenza diventano così parti dello stesso racconto, mostrando come i conflitti umani possano ripetersi anche quando il loro teatro si è esteso oltre la Terra.

Ma più di vent’anni prima dell’adattamento dei romanzi di James S. A. Corey, Fox aveva già provato a costruire una serie di fantascienza militare basata su principi sorprendentemente simili. Era Space: Above and Beyond, produzione arrivata nel 1995 e durata una sola stagione di 23 episodi. La serie non raggiunse mai la longevità di The Expanse, ma affrontò la guerra nello spazio con un’attenzione al realismo militare, tecnologico e psicologico che, per la televisione dell’epoca, risultava decisamente insolita.

Space: Above and Beyond

Ambientata tra il 2063 e il 2064, Space: Above and Beyond segue il 58° Squadrone dello Space Aviator Cavalry dello United States Marine Corps, soprannominato i Wildcards. In questo futuro l’umanità non dispone ancora di viaggi più veloci della luce e la colonizzazione del Sistema Solare procede quindi lentamente. L’arrivo di una potenza extraterrestre tecnologicamente superiore cambia completamente lo scenario, costringendo unità specializzate come i Wildcards a imparare praticamente sul campo come combattere una guerra nello spazio.

Space: Above and Beyond costruiva la fantascienza partendo dal realismo della guerra

Space: Above and Beyond appartiene a quel filone della fantascienza militare che utilizza tecnologie e scenari futuristici senza perdere interesse per il funzionamento concreto delle forze armate. È lo stesso territorio nel quale, con approcci differenti, si muovono produzioni come Battlestar Galactica, Stargate SG-1, Stargate Atlantis e Halo, oltre a universi cinematografici come quelli di Starship Troopers e Alien. La componente fantascientifica non cancella quindi la logica militare, ma diventa il modo attraverso cui immaginare come quella logica potrebbe adattarsi a un nuovo teatro di guerra.

the expanse - soldati in azione

La serie entra immediatamente nei meccanismi di questo mondo. Il passato dei protagonisti nei Marines, il funzionamento della portaerei spaziale USS Saratoga e i piccoli caccia utilizzati dai Wildcards durante le missioni vengono trattati come parti essenziali del racconto. L’obiettivo non è soltanto mostrare astronavi e combattimenti mai visti prima, ma rendere quelle tecnologie sufficientemente comprensibili da far percepire allo spettatore che potrebbero davvero appartenere a un sistema militare.

È questo uno degli aspetti che distingue la fantascienza militare dalla space opera più puramente avventurosa. Armi, mezzi e procedure non rappresentano semplicemente elementi scenografici: devono avere regole e conseguenze. Space: Above and Beyond prova quindi a spiegare il funzionamento della guerra futura con la stessa attenzione con cui altri generi approfondiscono i rapporti tra i propri personaggi. Lo spazio è nuovo, ma i problemi affrontati dai soldati rimangono riconoscibili.

Space: Above and Beyond anticipò di vent’anni il tipo di fantascienza che avrebbe reso grande The Expanse

Il confronto non significa necessariamente sostenere che Space: Above and Beyond sia complessivamente superiore a The Expanse. Quest’ultima ha avuto sei stagioni per sviluppare il proprio universo e ha potuto beneficiare, nella seconda parte della sua vita televisiva, del sostegno di Amazon. La serie Fox ebbe invece soltanto 23 episodi, ma proprio il periodo storico in cui venne realizzata rende particolarmente interessante ciò che riuscì a fare.

Nel 1995 erano infatti molto meno numerose le serie televisive che affrontavano la fantascienza con questo livello di attenzione per le implicazioni sociali, scientifiche e psicologiche di un futuro militarizzato. Space: Above and Beyond cercava di immaginare tecnologie e scenari nuovi mantenendoli però ancorati a comportamenti, strutture e conflitti che il pubblico potesse riconoscere. Il futuro non veniva presentato come qualcosa di completamente separato dal presente, ma come un’estensione delle dinamiche che già definiscono l’umanità.

The Expanse

È proprio questa sensazione che sarebbe diventata fondamentale anche in The Expanse. Nonostante colonie, astronavi e nuovi equilibri geopolitici, il mondo della serie rimane credibile perché i suoi conflitti continuano a nascere da potere, appartenenza, sopravvivenza e competizione tra gruppi umani. Cambia la scala, ma non necessariamente la natura delle tensioni che producono la guerra.

Space: Above and Beyond aveva già compreso quanto fosse importante mantenere questa connessione. Le sue battaglie spaziali non volevano semplicemente stupire: erano inserite all’interno di una struttura militare riconoscibile e vissute attraverso soldati costretti ad affrontarne le conseguenze. La tecnologia poteva essere futuristica, ma la pressione psicologica e sociale esercitata dalla guerra doveva rimanere comprensibile.

È anche per questo che la serie appare oggi come una produzione molto più avanti rispetto al proprio tempo. The Expanse ha avuto modo di sviluppare quelle idee con maggiore ampiezza e continuità, diventando una delle space opera televisive più importanti degli ultimi anni. Space: Above and Beyond, invece, rimane una sorta di predecessore dimenticato: una serie durata appena una stagione che già nel 1995 cercava di immaginare una guerra nello spazio senza dimenticare il realismo del mondo dal quale l’umanità proveniva.

Per chi ha amato proprio questo aspetto di The Expanse, i 23 episodi di Space: Above and Beyond rappresentano quindi un recupero particolarmente interessante. Non perché le due serie raccontino la stessa storia, ma perché condividono un principio fondamentale: anche quando l’umanità porterà le proprie guerre tra le stelle, continuerà probabilmente a combatterle per ragioni molto simili a quelle che conosciamo già.

Redazione
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