La quarta stagione di Tulsa King sta già modificando profondamente gli equilibri della serie creata da Taylor Sheridan e interpretata da Sylvester Stallone. Dopo un esordio segnato da eventi drammatici e dalla perdita di due personaggi importanti, il secondo episodio ha introdotto una nuova minaccia destinata a mettere in discussione tutto ciò che Dwight Manfredi ha costruito nelle stagioni precedenti. Quella che inizialmente sembrava una fase di consolidamento del suo impero criminale si sta trasformando in una battaglia per la sopravvivenza, con conseguenze potenzialmente devastanti per l’intera organizzazione.
L’episodio, intitolato Blind Rooster, rallenta il ritmo rispetto alla première per concentrarsi sulle conseguenze della tragedia e sul dolore del protagonista. Ma dietro questa apparente pausa narrativa si nasconde un cambiamento fondamentale: Dwight non deve più difendersi soltanto dalle organizzazioni criminali rivali, ma dalle stesse istituzioni dell’Oklahoma. Una svolta che promette di riportare Tulsa King alle dinamiche delle sue origini, quando il personaggio di Stallone era un uomo costretto a ricominciare da zero in un territorio sconosciuto.
Tulsa King 4 introduce una nuova minaccia che potrebbe distruggere l’impero di Dwight
Attenzione: seguono spoiler dei primi due episodi della quarta stagione di Tulsa King.
La morte di Margaret Devereaux e Cal Thresher nell’incidente aereo che ha sconvolto il primo episodio rappresenta soltanto l’inizio dei problemi per Dwight Manfredi. Con la scomparsa di Thresher, il governo dell’Oklahoma passa nelle mani della vicegovernatrice Amanda Clark, interpretata da Gretchen Mol, un personaggio che aveva già manifestato apertamente la propria ostilità nei confronti del protagonista. Durante il loro primo incontro, Clark si era persino rifiutata di stringergli la mano, lasciando intuire che non avrebbe tollerato i rapporti privilegiati tra il mondo politico e le attività imprenditoriali di Dwight.
Il secondo episodio trasforma quell’antipatia in una minaccia concreta. Una volta diventata governatrice, Amanda ordina al procuratore generale Sackrider di revocare la licenza per la vendita di alcolici concessa a Dwight. Un provvedimento apparentemente amministrativo che rischia però di compromettere due pilastri fondamentali del suo impero economico: il Bred2Buck, una delle principali fonti di guadagno della banda, e la Montague Distillery, attraverso la quale il protagonista intendeva espandere la distribuzione del bourbon Montague 50.
La decisione arriva nel momento peggiore possibile. Dwight aveva lavorato a lungo per trasformare le proprie attività in imprese sempre più legittime, cercando di affrancarsi dalla dipendenza dal crimine organizzato tradizionale. Il bourbon rappresentava una delle opportunità più promettenti, anche grazie agli accordi raggiunti con Quiet Ray a New York. L’intervento della governatrice rischia adesso di interrompere questa espansione prima ancora che possa produrre i risultati sperati, privando il gruppo delle risorse necessarie a sostenere le altre operazioni.
Ma la revoca della licenza potrebbe essere soltanto il primo passo. Clark dispone degli strumenti istituzionali per sottoporre le attività di Dwight a controlli approfonditi, individuare irregolarità e mettere sotto pressione i suoi collaboratori. Nonostante il percorso verso la legalità, infatti, l’organizzazione continua a muoversi in una zona grigia. Mitch, per esempio, si è reso responsabile di una frode assicurativa legata all’incendio delle automobili della concessionaria, mentre Tyson ha intrapreso una pericolosa iniziativa nel commercio di ecstasy.
La particolarità di Amanda Clark è proprio questa: non ha bisogno di affrontare Dwight attraverso le regole della criminalità organizzata per danneggiarlo. Può colpire le sue imprese utilizzando il potere politico e amministrativo, trasformando ogni vulnerabilità dell’organizzazione in un possibile punto di attacco. Per un personaggio abituato a risolvere i conflitti attraverso la forza, l’intimidazione e la negoziazione personale, si tratta di un avversario potenzialmente più difficile da controllare rispetto ai gangster incontrati fino a questo momento.
Perché la quarta stagione di Tulsa King riporta Dwight Manfredi alle origini della serie
Il cambiamento introdotto dal secondo episodio assume un significato ancora più evidente osservando la posizione di Dwight all’inizio della stagione. Dopo anni di difficoltà, il protagonista sembrava finalmente aver raggiunto una certa stabilità. Le sue attività economiche erano in espansione, il progetto Montague 50 prometteva guadagni considerevoli e i rapporti con le organizzazioni criminali di New York avevano compiuto qualche progresso. Anche sul piano personale, la relazione con Margaret rappresentava una conquista importante, offrendo al personaggio una dimensione affettiva che andava oltre la gestione del proprio impero.
Nel giro di appena due episodi, questo equilibrio è stato quasi completamente distrutto. Margaret è morta, Quiet Ray continua a rappresentare una presenza ingombrante negli affari del protagonista e il governo dell’Oklahoma minaccia direttamente la sopravvivenza delle sue imprese. Dwight si ritrova nuovamente nella condizione che aveva caratterizzato il suo arrivo a Tulsa: un uomo circondato da avversari, con risorse limitate e costretto a ricostruire il proprio potere.
Si tratta di una scelta narrativa coerente con l’identità originaria della serie, ma che mette anche in evidenza uno dei suoi limiti ricorrenti. Tulsa King sembra avere bisogno di riportare periodicamente Dwight al punto di partenza per mantenere viva la tensione drammatica. Ogni stagione introduce nuovi ostacoli capaci di annullare almeno una parte dei progressi precedenti, mentre alcune sottotrame e alcuni personaggi finiscono progressivamente ai margini del racconto.
È una dinamica che riguarda anche figure come Stacy Beale e Tina Manfredi, il cui ruolo è cambiato sensibilmente nel corso della serie, oppure iniziative imprenditoriali come il progetto del parco eolico e la concessionaria automobilistica. L’impressione è che la continua necessità di reinventare gli antagonisti finisca talvolta per impedire alla storia di sviluppare pienamente le conseguenze delle conquiste ottenute dal protagonista.
La quarta stagione potrebbe tuttavia trasformare questa debolezza in un’opportunità. A differenza dei precedenti avversari, Amanda Clark rappresenta un sistema di potere che Dwight non può semplicemente eliminare o assorbire nella propria organizzazione. Il conflitto con le istituzioni obbliga il protagonista a confrontarsi con i limiti della sua ambizione e con una contraddizione fondamentale: per diventare un imprenditore rispettabile deve abbandonare proprio quei metodi criminali che gli hanno permesso di costruire il suo successo.
La vera sfida di Tulsa King 4 sarà quindi dimostrare che questo nuovo inizio non costituisce soltanto l’ennesimo azzeramento della storia. Se sviluppata fino alle sue conseguenze più profonde, la guerra tra Dwight e la governatrice Clark potrebbe rappresentare una svolta significativa per la serie, costringendo il protagonista di Sylvester Stallone a cambiare davvero, anziché limitarsi ancora una volta a riconquistare ciò che ha perduto.

