American Horror Story 13, il finale stabilisce un record negativo senza precedenti nella storia della serie

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American Horror Story 13 si è conclusa con un risultato che difficilmente Ryan Murphy avrebbe immaginato per una stagione costruita attorno al ritorno di alcuni dei personaggi più amati della serie. Nonostante la presenza di volti storici come Jessica Lange ed Evan Peters, il tredicesimo capitolo dell’antologia horror ha stabilito un nuovo primato negativo su IMDb. L’episodio conclusivo, intitolato Devil of a Good Time, ha infatti ottenuto una valutazione di appena 2,5 su 10, diventando il capitolo meno apprezzato dell’intera storia dello show sulla piattaforma.

Iil punteggio si basa su circa 1.100 valutazioni degli utenti e potrebbe cambiare con l’arrivo di nuovi voti. Il precedente record negativo apparteneva a The Auteur, nono episodio della dodicesima stagione, che aveva ottenuto 3,3 su 10, seguito da The Future Perfect, finale della decima stagione, con 3,9. Il dato diventa ancora più significativo considerando che la tredicesima stagione occupa ben quattro posizioni nella classifica dei dieci episodi meno votati di American Horror Story. Oltre al finale, compaiono Madison’s Happy Ending, Sisters in Arms e Date Night.

American Horror Story 13

Il risultato evidenzia una contraddizione sempre più evidente nella storia recente della serie: il ritorno dei personaggi più popolari non garantisce necessariamente il coinvolgimento del pubblico. La tredicesima stagione aveva puntato su una struttura vicina a quella di un grande crossover, recuperando figure e ambientazioni che avevano contribuito al successo dell’antologia. Tuttavia, le critiche rivolte alla brevità degli episodi, ai dialoghi e alla scarsa coesione narrativa suggeriscono che il problema non riguardi soltanto le aspettative dei fan, ma anche la difficoltà di costruire una storia capace di valorizzare contemporaneamente tanti personaggi.

American Horror Story 13, perché il ritorno di Murder House e Coven non ha convinto il pubblico

La tredicesima stagione aveva riunito alcuni degli elementi più riconoscibili dell’universo creato da Ryan Murphy e Brad Falchuk, riportando al centro della narrazione Constance Langdon, interpretata da Jessica Lange, e le streghe di Coven. Accanto ai personaggi storici sono stati introdotti nuovi protagonisti, tra cui Ben DeSoto, interpretato da Joey Pollari, e Mr. Nas, interpretato da Paul Anthony Kelly. L’obiettivo era costruire un evento televisivo capace di collegare diverse epoche della serie, recuperando atmosfere e conflitti che avevano reso popolari le prime stagioni.

La strategia non è bastata a conquistare la critica e gli spettatori. Su Rotten Tomatoes, la stagione ha registrato il 60% di recensioni positive da parte della critica e il 31% di gradimento del pubblico, entrambi indicati come i risultati più bassi nella storia della serie. Anche la distribuzione dei voti su IMDb racconta un fenomeno interessante: nessuno degli episodi appartenenti alle prime nove stagioni compare tra i dieci meno apprezzati, mentre le posizioni peggiori sono occupate soprattutto da capitoli recenti, spesso collocati nella parte conclusiva delle rispettive stagioni.

Il confronto con Apocalypse, l’ottava stagione che aveva già sperimentato il ritorno di personaggi provenienti da Murder House e Coven, è inevitabile. In entrambi i casi, la continuità narrativa tra storie precedentemente autonome rappresentava una delle principali attrazioni. Ma un crossover funziona soltanto quando i collegamenti contribuiscono allo sviluppo della trama, anziché trasformarsi in una successione di apparizioni pensate per suscitare nostalgia. È proprio questo il rischio che sembra emergere dalle reazioni alla tredicesima stagione.

Eppure, American Horror Story 13 ha ottenuto risultati importanti sul fronte degli ascolti. Secondo i dati interni comunicati da FX, la première composta da tre episodi ha raggiunto quattro milioni di visualizzazioni nei primi quattro giorni, segnando il miglior debutto streaming nella storia della serie. Il risultato rappresenta inoltre un incremento del 50% rispetto alla partenza di Delicate, la dodicesima stagione, e il miglior lancio streaming per una produzione creata o prodotta da Murphy su Hulu e Disney+, escludendo i titoli distribuiti in streaming il giorno successivo alla trasmissione televisiva.

Questi numeri mostrano come l’interesse per il marchio rimanga elevato, anche quando la risposta alla qualità degli episodi risulta negativa. Il richiamo dei personaggi storici ha probabilmente contribuito ad attirare gli spettatori, ma non è stato sufficiente a mantenerne il consenso fino alla conclusione.

Il futuro della serie è comunque già assicurato: FX ha rinnovato American Horror Story per una quattordicesima stagione, della quale non sono ancora stati annunciati trama e personaggi. Murphy ha inoltre lasciato intendere che un altro crossover di queste dimensioni sia improbabile. Dopo un’annata tanto discussa, il ritorno a una storia autonoma potrebbe rappresentare l’occasione per recuperare uno degli elementi che hanno reso celebre l’antologia: la capacità di reinventarsi attraverso nuovi ambienti, personaggi e forme dell’orrore.

Redazione
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