Assassin’s Creed, la serie Netflix promette una Roma mai vista nel franchise: una star anticipa l’ambizione del reboot

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La serie live-action di Assassin’s Creed continua le riprese a Roma e Mirren Mack ha anticipato l’enorme lavoro svolto dalla produzione per ricreare in maniera credibile tanto il mondo storico quanto l’identità dei videogiochi Ubisoft. L’attrice ha descritto l’esperienza sul set come qualcosa di simile a “tornare indietro nel tempo”, definendo “straordinario” il lavoro realizzato per rendere autentica l’ambientazione della nuova produzione Netflix.

Parlando in esclusiva con ScreenRant durante la promozione di A Tale of Two Cities, Mack ha evitato accuratamente di rivelare dettagli sulla trama, confermando però che le riprese di Assassin’s Creed sono ancora in corso a Roma. L’attrice ha spiegato di essere rimasta particolarmente colpita dalla capacità della produzione di costruire ambienti nei quali sia possibile credere realmente di trovarsi in un’altra epoca, sottolineando l’attenzione dedicata sia alla ricostruzione storica sia al materiale originale.

È un’indicazione particolarmente importante per Assassin’s Creed, perché l’autenticità delle diverse epoche storiche rappresenta uno degli elementi fondamentali dell’esperienza videoludica. Netflix non deve semplicemente realizzare una serie d’azione ambientata nell’antichità: deve riuscire a restituire quella sensazione di immersione nella Storia che ha definito il franchise Ubisoft fin dal primo capitolo.

Assassin’s Creed porterà gli spettatori nella Roma di Nerone del 64 d.C.

La nuova serie sarà ambientata nella Roma del 64 d.C., durante il regno dell’imperatore Nerone, scegliendo quindi un periodo storico mai esplorato direttamente come ambientazione principale dalla saga videoludica. Le riprese sono iniziate nel marzo 2026 e la scelta di lavorare proprio a Roma sembra confermare l’intenzione di costruire una produzione fortemente legata agli ambienti reali.

Mack ha paragonato l’esperienza a quella vissuta sul set di A Tale of Two Cities, girata a Budapest trasformando la città in una versione della Parigi e della Londra dell’epoca. Secondo l’attrice, entrare nei set delle due produzioni è stato come attraversare una macchina del tempo.

Un approccio particolarmente adatto a Assassin’s Creed. Nei videogiochi, l’Animus permette infatti ai protagonisti di rivivere i ricordi genetici dei propri antenati e di attraversare epoche differenti, trasformando la ricostruzione storica in parte integrante della narrazione e non in un semplice sfondo.

A guidare l’adattamento sono Roberto Patino, già coinvolto in Westworld, e David Wiener, showrunner di Halo. Il cast comprende, oltre a Mirren Mack, Toby Wallace, Lola Petticrew, Zachary Hart, Tanzyn Crawford e Noomi Rapace.

Le aspettative intorno alla serie sono inevitabilmente molto alte. Netflix lavora a un adattamento televisivo di Assassin’s Creed dal 2020, mentre il precedente tentativo cinematografico con Michael Fassbender, uscito nel 2016, non riuscì a convincere né la critica né una parte consistente del pubblico.

Assassin's Creed film 2016

Da allora, però, il rapporto tra videogiochi e televisione è profondamente cambiato. Produzioni come Fallout hanno dimostrato che è possibile tradurre un grande universo videoludico in live-action senza limitarsi a replicarne superficialmente trama ed estetica. La stessa Netflix ha ottenuto risultati importanti con adattamenti animati come Arcane, Castlevania, Cyberpunk: Edgerunners e Devil May Cry.

Per Assassin’s Creed, la sfida sarà ancora più particolare. Il franchise Ubisoft vive dell’incontro tra una mitologia contemporanea, il conflitto tra Assassini e Templari e la possibilità di immergersi in periodi storici ricostruiti con grande attenzione. Se la serie riuscirà davvero a far percepire la Roma di Nerone come un luogo vivo e credibile, avrà già risolto uno dei problemi più complessi di qualsiasi adattamento della saga.

Le parole di Mirren Mack non permettono ancora di giudicare trama o personaggi, ma offrono un primo indizio concreto sull’approccio scelto da Netflix: costruire un mondo fisico, immersivo e storicamente riconoscibile, invece di affidarsi soltanto alla spettacolarità dell’universo videoludico. Ed è probabilmente proprio da qui che deve partire un adattamento di Assassin’s Creed per riuscire finalmente dove il film del 2016 aveva fallito.

Redazione
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