La nuova Carrie di Mike Flanagan arriverà su Prime Video il 7 ottobre, ma le prime recensioni hanno già prodotto un risultato piuttosto curioso nella carriera del regista. La serie tratta dal romanzo di Stephen King registra infatti un 84% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, calcolato al momento su 43 recensioni: una percentuale decisamente positiva che, tuttavia, rende Carrie la serie televisiva di Flanagan con il punteggio critico più basso mai ottenuto sulla piattaforma.
Il risultato è cambiato rapidamente con l’arrivo delle nuove recensioni. Dopo la presentazione dei primi due episodi al Toronto International Film Festival, dove l’accoglienza era stata molto favorevole, Carrie aveva raggiunto l’88%, diventando temporaneamente il secondo adattamento meglio recensito del romanzo del 1974 dietro al film di Brian De Palma. Con il punteggio sceso all’84%, la serie si colloca invece appena sotto The Midnight Club, fermo all’85%. Restano più avanti Midnight Mass con l’87%, The Haunting of Bly Manor con l’88%, The Fall of the House of Usher con il 91% e soprattutto The Haunting of Hill House, ancora al vertice con il 93%.
Il dato va però interpretato con cautela. Prima di Carrie, la media delle serie di Flanagan su Rotten Tomatoes era dell’88,8%: essere diventata la sua produzione televisiva meno apprezzata significa quindi, almeno per ora, essere soltanto pochi punti al di sotto di uno standard critico eccezionalmente costante. Inoltre, le precedenti serie del regista hanno generalmente superato le cento recensioni, mentre Carrie è ancora a 43. Il punteggio potrebbe quindi cambiare sensibilmente dopo il debutto.
Carrie cambia alcuni elementi del romanzo di Stephen King e punta a rendere ancora più tragica la storia di Carrie White
La serie segna il ritorno di Flanagan nell’universo di Stephen King e rappresenta il quinto adattamento del romanzo Carrie. Protagonista è Summer H. Howell, chiamata a interpretare l’adolescente cresciuta per tutta la vita nell’isolamento imposto dalla madre e costretta ad affrontare improvvisamente il mondo della scuola pubblica, le violenze dell’adolescenza e la scoperta dei propri poteri telecinetici.
Flanagan aveva già anticipato che il nuovo adattamento avrebbe introdotto diversi cambiamenti rispetto al materiale originale, e proprio questo aspetto sembra essere uno degli elementi maggiormente discussi dalle prime recensioni. La serie conserva molti dei principali eventi e archi narrativi del romanzo di King, ma modifica il contesto nel quale avvengono e le motivazioni che conducono i personaggi verso di essi. L’obiettivo sembra essere quello di utilizzare la maggiore durata concessa dalla serialità per ampliare soprattutto il lavoro sui personaggi e aumentare il peso emotivo della tragedia.
Il curioso record negativo non riguarda inoltre l’intero rapporto tra Flanagan e Stephen King. Gerald’s Game del 2017 rimane il suo adattamento dello scrittore meglio recensito su Rotten Tomatoes con il 91%, mentre Doctor Sleep del 2019 si trova al 79%. Tra le diverse versioni cinematografiche e televisive di Carrie, invece, il risultato peggiore rimane quello di The Rage: Carrie 2 del 1999, fermo al 25%.
Per Carrie, quindi, l’84% non rappresenta necessariamente un campanello d’allarme. Al contrario, conferma per ora un’accoglienza prevalentemente positiva e mostra soprattutto quanto siano stati alti i risultati raggiunti da Flanagan con le sue precedenti serie. Con l’arrivo di nuove recensioni dopo il debutto del 7 ottobre su Prime Video, il punteggio potrebbe inoltre tornare a salire e superare nuovamente almeno The Midnight Club.
