Carrie, Mike Flanagan recupera un elemento del romanzo di Stephen King escluso dal film di Brian De Palma

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A cinquant’anni dal film di Brian De Palma, Mike Flanagan sta riportando Carrie sullo schermo con una scelta che la avvicina in modo significativo al romanzo originale di Stephen King. La nuova serie, composta da otto episodi e interpretata tra gli altri da Matthew Lillard, recupera infatti una caratteristica narrativa che il film del 1976 aveva eliminato, trasformando il racconto della tragedia di Carrie White in una storia costruita attraverso più punti di vista.

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La differenza riguarda la struttura del romanzo pubblicato nel 1974, opera d’esordio di Stephen King. La storia non viene raccontata attraverso una narrazione lineare: King alterna la vicenda di Carrie a ritagli di giornale, estratti di libri, documenti giudiziari, rapporti investigativi, materiali scientifici e testimonianze dei sopravvissuti alla strage del ballo scolastico. Secondo ScreenRant, i primi due episodi della serie, presentati al Fantastic Fest 2026, mostrano chiaramente che Flanagan ha scelto di recuperare proprio questo meccanismo.

La scelta è importante perché modifica il modo in cui il pubblico entra nella tragedia. Il film di De Palma aveva trasformato Carrie in un’esperienza cinematografica fortemente soggettiva, costruita attorno alla performance di Sissy Spacek e alla progressiva esplosione della violenza. Flanagan sembra invece interessato a ricostruire l’evento attraverso le persone che lo hanno osservato, raccontato o subito. Il risultato potrebbe quindi funzionare come complemento al classico del 1976, anziché come una semplice nuova versione della stessa storia.

La serie di Carrie racconta la strage attraverso testimoni e documenti

L’episodio d’esordio della serie parte proprio da una serie di chiamate al 911, mentre le immagini mostrano la palestra della scuola di Carrie avvolta dalle fiamme. La sequenza introduce poi interviste televisive ai suoi compagni di classe, apparentemente realizzate per un documentario, nelle quali ciascuno offre la propria versione degli avvenimenti accaduti durante il ballo e riflette sulla figura di Carrietta “Carrie” White.

Nei primi due episodi questa prospettiva si amplia ulteriormente. Il racconto comprende la voce dell’intervistatore, il punto di vista della polizia e persino la testimonianza di una vicina che conosceva Carrie fin dall’infanzia. Sono elementi che richiamano direttamente la costruzione frammentaria del romanzo e permettono alla serie di interrogare la tragedia da angolazioni differenti, invece di affidarla esclusivamente all’esperienza della protagonista.

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Carrie Prime Video

È una scelta particolarmente coerente con il percorso di Mike Flanagan nell’adattamento delle opere di Stephen King. Dopo Il gioco di Gerald, Doctor Sleep e The Life of Chuck, il regista ha dimostrato una forte attenzione alla struttura e ai temi dei testi originali. Per Carrie ha inoltre spostato la vicenda nell’America contemporanea e introdotto importanti modifiche alla storia, ma il recupero delle molteplici prospettive sembra indicare una direzione precisa: usare il formato televisivo per restituire al romanzo una complessità narrativa che il cinema di De Palma, per esigenze di sintesi e di linguaggio, aveva scelto di abbandonare. La serie debutterà su Amazon Prime Video il 7 ottobre 2026.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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