Ty Burrell, indimenticabile interprete di Phil Dunphy in Modern Family, potrebbe tornare protagonista di una nuova serie televisiva destinata a riportare sul piccolo schermo una delle commedie americane più popolari degli anni Novanta. NBC sta sviluppando un reboot di Coach, la sitcom sportiva debuttata nel 1989 e diventata un successo grazie all’interpretazione di Craig T. Nelson. Il progetto vedrà Burrell coinvolto come produttore esecutivo e coautore, con la possibilità di assumere anche il ruolo principale. L’obiettivo è reinterpretare la formula originale per il pubblico contemporaneo, mantenendo l’equilibrio tra sport, commedia e relazioni personali che aveva caratterizzato la serie, ma introducendo nuovi personaggi e una storia completamente diversa.
Secondo quanto riportato in esclusiva da Deadline, il nuovo Coach sarà una commedia girata con una sola macchina da presa e seguirà un allenatore di grande esperienza che torna in Minnesota per risollevare il programma di basket dell’università nella quale ha studiato. Il ritorno nella propria comunità d’origine offrirà al protagonista anche l’opportunità di ricostruire rapporti personali interrotti da tempo, affiancando alla dimensione sportiva una storia di riconciliazione e seconde possibilità. Ty Burrell è coinvolto nello sviluppo insieme ai fratelli Daniel e Matthew Libman, già autori di Mr. Throwback per Peacock, che firmeranno la sceneggiatura e ricopriranno il ruolo di produttori esecutivi. Alla produzione parteciperanno anche John Davis e John Fox attraverso Davis Entertainment, mentre Universal Television sarà lo studio responsabile del progetto. La serie è attualmente in fase di sviluppo: NBC non ha ancora annunciato un ordine definitivo degli episodi né una data di debutto.
Il coinvolgimento di Burrell appare particolarmente interessante perché potrebbe riportare l’attore verso un tipo di commedia nel quale ha dimostrato di possedere una sensibilità unica. Il suo Phil Dunphy in Modern Family era un personaggio costruito sull’entusiasmo, sull’ingenuità e sulla capacità di rendere comiche anche le situazioni più ordinarie, senza perdere una dimensione emotiva autentica. Trasferire queste qualità nel ruolo di un allenatore alle prese con una squadra in difficoltà potrebbe rappresentare una scelta efficace, soprattutto se il reboot deciderà di allontanarsi dall’immagine tradizionale del coach autoritario e inflessibile. Al tempo stesso, il passaggio dal football al basket suggerisce la volontà di non limitarsi a riproporre una formula nostalgica, ma di utilizzare il marchio originale per costruire una commedia con un’identità propria.
Coach, la sitcom con Craig T. Nelson torna dopo quasi trent’anni con una storia completamente nuova
Creata da Barry Kemp, la serie originale Coach debuttò sulla ABC nel febbraio 1989 e proseguì per nove stagioni, fino al maggio 1997. Il protagonista era Hayden Fox, interpretato da Craig T. Nelson, allenatore della squadra di football dei Minnesota State University Screaming Eagles, un uomo burbero e competitivo che cercava di conciliare le pressioni del lavoro con una vita personale spesso complicata. Accanto a lui figuravano personaggi come Luther Van Dam, interpretato da Jerry Van Dyke, e Michael ‘Dauber’ Dybinski, interpretato da Bill Fagerbakke, contribuendo a costruire una delle commedie sportive più riconoscibili della televisione americana. Nel corso delle sue nove stagioni, lo show seguì anche il passaggio di Hayden dal football universitario a quello professionistico, mantenendo al centro le dinamiche tra allenatore, collaboratori e famiglia.
La nuova versione sembra intenzionata a conservare soprattutto il tema del ritorno alle proprie radici, abbandonando però la struttura narrativa e i personaggi del passato. Il basket universitario offrirà un contesto differente, nel quale la competizione sportiva potrà intrecciarsi con le pressioni economiche, le aspettative degli studenti e il rapporto tra generazioni. La premessa di un allenatore chiamato a ricostruire una squadra in difficoltà potrebbe inoltre avvicinare il progetto a quella tradizione di commedie sportive che negli ultimi anni ha trovato nuova popolarità grazie a serie come Ted Lasso. Il confronto, tuttavia, riguarderebbe soprattutto la possibilità di utilizzare lo sport per raccontare relazioni umane e percorsi di crescita, senza necessariamente replicarne il tono o l’approccio narrativo.
Per Ty Burrell, un eventuale ruolo da protagonista segnerebbe anche un ritorno importante alla sitcom dopo la conclusione di Modern Family nel 2020. Durante le undici stagioni della serie ABC, l’attore ha ottenuto otto candidature consecutive agli Emmy come miglior attore non protagonista in una commedia, vincendo il premio in due occasioni. Il personaggio di Phil Dunphy è diventato uno dei volti più riconoscibili dello show, grazie a una comicità basata sull’imbarazzo, sull’ottimismo e su un rapporto con la famiglia spesso caratterizzato da errori e incomprensioni. Il reboot di Coach potrebbe permettergli di sviluppare una figura altrettanto imperfetta, ma inserita in un contesto professionale nel quale l’autorità e la responsabilità avranno un peso maggiore.
Il progetto rappresenta inoltre un nuovo tentativo di riportare in televisione un marchio storico dopo il revival annunciato nel 2015, che avrebbe dovuto vedere Craig T. Nelson nuovamente protagonista, ma che non arrivò alla realizzazione di una stagione completa. Questa volta NBC sembra puntare su una reinterpretazione più libera, affidando il progetto a un interprete capace di dialogare con diverse generazioni di spettatori. Resta da capire se la nuova serie riuscirà a trovare una propria voce senza dipendere eccessivamente dalla nostalgia per l’originale. Il reboot di Coach è attualmente in sviluppo presso NBC, e ulteriori dettagli sul cast, sull’eventuale ordine della serie e sulla data di uscita saranno comunicati nei prossimi mesi.

