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Ricky Martin entra nel cast di Hombre al Agua di Gael García Bernal: trailer e prima immagine

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Ricky Martin entra ufficialmente nel cast di Hombre al Agua, il nuovo film diretto, scritto e interpretato da Gael García Bernal, e la sua partecipazione arriva con una particolarità: il cantante è anche produttore esecutivo del progetto. La notizia è stata svelata in occasione della diffusione del primo trailer e di una nuova immagine del film, atteso alla Mostra del Cinema di Venezia e al Toronto International Film Festival.

Presentato come una commedia drammatica dalle venature surreali, Hombre al Agua rappresenta il terzo lungometraggio dietro la macchina da presa per Bernal, già regista di Déficit e Chicuarotes. Il film debutterà a Venezia nella sezione Spotlight, prima di approdare a Toronto in occasione di una Special Presentation.

Ricky Martin interpreta Roby nel nuovo film di Gael García Bernal

La partecipazione di Ricky Martin era rimasta segreta fino a questo momento. L’artista si era unito al progetto alla vigilia delle riprese, realizzate a Mérida, capitale dello Yucatán, ma la sua presenza nel cast non era mai stata resa pubblica.

Nel film Martin interpreta Roby, un attore ingaggiato per interpretare Camilo in un film biografico promosso dalla moglie del protagonista. Si tratta di un ruolo relativamente piccolo, ma che sembra avere una funzione importante all’interno della componente metacinematografica e surreale della storia.

Bernal ha raccontato che Martin era stato in realtà la sua prima scelta per il personaggio, anche se inizialmente gli sembrava un’idea quasi impossibile da realizzare. La parte richiedeva una sola giornata di riprese e, quando finalmente il regista è riuscito a ottenere il suo numero di telefono, Martin avrebbe accettato praticamente senza esitazione. L’entusiasmo dell’attore e cantante lo ha poi portato a diventare anche produttore esecutivo del film.

Per Martin, Hombre al Agua rappresenta inoltre il primo ruolo interamente in lingua spagnola sul grande schermo da oltre vent’anni. L’artista aveva infatti iniziato la propria carriera come attore negli anni Novanta, partecipando al musical messicano Mamá ama el Rock e alla telenovela Alcanzar una estrella II, prima di concentrarsi prevalentemente sulla musica. Più recentemente è apparso nella serie Apple TV+ Palm Royale.

La storia di Camilo, un bagnino cubano che entra in un mondo completamente nuovo

Gael García Bernal interpreta Camilo, un bagnino cubano la cui vita cambia radicalmente quando salva dall’annegamento Abel, un potente uomo d’affari messicano con ambizioni politiche. In segno di riconoscenza, Abel gli offre un lavoro come suo braccio destro e lo porta con sé in Messico.

Camilo sembra aver trovato l’occasione per costruirsi una nuova vita. La sua ascesa sociale culmina persino nel matrimonio con la figlia di Abel, dando l’impressione che il protagonista sia riuscito a trasformare una situazione drammatica in una straordinaria possibilità di riscatto. Ma la nuova esistenza si rivela progressivamente molto diversa da quella che aveva immaginato.

Il film nasce infatti dall’interesse di Bernal per il momento in cui famiglia, lavoro e identità personale entrano in conflitto. L’idea è maturata anche a partire dalla sua esperienza della paternità: il regista ha raccontato di aver iniziato a riflettere su come, con il passare degli anni, diventare genitori modifichi il rapporto con il tempo, con il partner e con gli amici.

Da questa riflessione prende forma Camilo, un uomo che vive lontano da un’isola che percepisce come in disfacimento mentre, contemporaneamente, anche la sua famiglia comincia a sgretolarsi.

Una commedia sulla separazione che parla anche di mascolinità, classe e immigrazione

Pur partendo da una vicenda personale e familiare, Hombre al Agua sembra voler ampliare progressivamente il proprio campo d’indagine. Bernal descrive il film come una possibile commedia sulla separazione, ma la crisi della coppia diventa il punto di accesso a una serie di questioni più ampie: mascolinità, differenze di classe, immigrazione, politica, amicizia e senso di appartenenza.

È proprio questa sovrapposizione di registri a spiegare la definizione di commedia drammatica con elementi surreali. La storia di Camilo non riguarda soltanto la perdita di un equilibrio familiare, ma anche il tentativo di un uomo di capire quale posto occupi nel mondo quando le coordinate che sembravano definirlo iniziano a cambiare.

Il film è stato scritto da Bernal insieme a Mariano Pensotti e prodotto dallo stesso Bernal con Diego Luna, attraverso la loro società La Corriente del Golfo, insieme a Fernanda de la Peza e Stacy Perskie.

Hombre al Agua arriva a Venezia e Toronto: è tra i film candidati per rappresentare il Messico agli Oscar

Dopo la première mondiale nella sezione Spotlight della Mostra del Cinema di Venezia, Hombre al Agua sarà presentato al Toronto International Film Festival come Special Presentation. Il film arriverà inoltre nelle sale messicane il 24 settembre 2026.

Il nuovo lungometraggio di Gael García Bernal è anche tra i 17 film selezionati nella rosa dei titoli in corsa per rappresentare il Messico alla 99ª edizione degli Academy Awards. Nella stessa lista figurano, tra gli altri, Ashes di Diego Luna e Flies di Fernando Eimbcke.

Per Bernal si tratta del terzo film da regista dopo Déficit, presentato alla Semaine de la Critique di Cannes nel 2007, e Chicuarotes, selezionato come Special Screening al Festival di Cannes nel 2019. Con Hombre al Agua, l’attore e regista torna quindi a un cinema personale, costruito a partire da un’esperienza intima ma destinato ad allargarsi verso temi sociali e politici. E l’inaspettata presenza di Ricky Martin aggiunge al progetto un ulteriore elemento di curiosità, soprattutto considerando il suo ritorno a un ruolo completamente in lingua spagnola dopo una lunga pausa.

Fonte: Deadline

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.