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Chi è il Manhunter nascosto in Lanterns? 5 possibili personaggi classificati in base alla probabilità

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Il secondo episodio di Lanterns ha aggiunto un nuovo mistero alla serie DCU proprio mentre John Stewart sembrava destinato a concentrare la propria indagine sulla morte di Hal Jordan. La rivelazione di Antaan cambia infatti le priorità del protagonista: da qualche parte a Rushville, in Nebraska, si nasconderebbe l’ultimo Manhunter ancora in vita, perfettamente mimetizzato tra gli abitanti della cittadina.

La questione diventa ancora più urgente quando Antaan concede a John soltanto 48 ore per identificarlo, minacciando in caso contrario un attacco contro Rushville. Il secondo episodio si conclude prima che l’indagine possa realmente iniziare e trasforma così praticamente ogni personaggio legato alla cittadina in un possibile sospettato.

Alcuni nomi possono già essere esclusi. John e Hal evidentemente non corrispondono al profilo, Antaan appartiene alla fazione che sta cercando il Manhunter, mentre Thaal Sinestro si trova prigioniero lontano dalla Terra. Rimangono però almeno cinque possibilità credibili. E la soluzione più interessante potrebbe essere quella capace di trasformare il mistero fantascientifico in qualcosa di molto più personale per John Stewart.

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jason ritter in lanterns

Billy Macon è il candidato meno convincente, ma sarebbe il nascondiglio perfetto per un Manhunter

Tra i personaggi già introdotti da Lanterns, Billy Macon (Jason Ritter) rappresenta probabilmente l’ipotesi meno forte. Non significa che la teoria sia impossibile. Al contrario, scegliendo l’identità del figlio di William Macon e del marito dello sceriffo della cittadina, il Manhunter avrebbe costruito intorno a sé una copertura estremamente efficace. Billy appartiene a una delle famiglie centrali di Rushville, è inserito nella comunità e soprattutto non sembra attirare particolari attenzioni.

È proprio questa apparente normalità a renderlo potenzialmente interessante. Se l’obiettivo dell’alieno fosse semplicemente sopravvivere senza essere scoperto, impersonare qualcuno come Billy sarebbe probabilmente più intelligente che occupare una posizione apertamente influente. La serie potrebbe quindi sfruttare il fatto che gli spettatori stanno cercando il Manhunter tra i personaggi apparentemente più importanti.

Il problema riguarda soprattutto la costruzione narrativa. Finora Billy non possiede un rapporto abbastanza significativo con John o Hal perché la rivelazione abbia davvero un peso emotivo. Scoprire che è lui l’alieno risolverebbe il mistero, ma difficilmente cambierebbe il significato della storia.

Naturalmente Lanterns potrebbe ancora aumentare considerevolmente la sua importanza nei prossimi episodi. Al momento, però, Billy sembra soprattutto un possibile depistaggio: credibile all’interno della logica del mistero, molto meno convincente dal punto di vista drammaturgico.

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Kerry Kane in lanterns

Kerry Kane arriva da Gotham e il suo passato potrebbe nascondere molto più di quanto sembri

Kerry Kane (Kelly Macdonald) è già una candidata decisamente più interessante. L’episodio 2 rivela che lo sceriffo non è originaria di Rushville: è arrivata da Gotham apparentemente “per capriccio”, un dettaglio che potrebbe sembrare semplicemente un modo per collegare Lanterns a un altro angolo importante del DCU. Ma potrebbe anche essere una spiegazione costruita appositamente per giustificare la comparsa improvvisa di qualcuno che, in realtà, non possiede affatto il passato che sostiene di avere.

La posizione di Kerry sarebbe inoltre ideale per un Manhunter intenzionato a proteggere la propria identità. Essere lo sceriffo significa conoscere praticamente ogni indagine significativa condotta nella cittadina e poter intercettare rapidamente qualsiasi evento anomalo. Un alieno capace di cambiare forma avrebbe così accesso privilegiato proprio alle informazioni che potrebbero smascherarlo.

C’è poi un dettaglio ancora più interessante. Kerry comprende il sistema attraverso cui Macon sta cercando di identificare gli extraterrestri. Finora la serie presenta questa capacità come conseguenza della sua esperienza e del suo intuito investigativo. Se fosse invece il Manhunter, quella conoscenza assumerebbe un significato completamente diverso: potrebbe sapere come funziona quel sistema perché ha trascorso anni evitando tecnologie simili.

Contro questa teoria gioca però la struttura temporale di Lanterns. L’indagine sul Manhunter avviene nel 2016, mentre dopo il salto temporale di dieci anni John e Kerry sembrano ancora mantenere rapporti amichevoli. John potrebbe naturalmente scoprire la verità e decidere di proteggerla, oppure potrebbe fallire completamente nell’identificazione del Manhunter. Entrambe le possibilità sono plausibili, ma richiederebbero alla serie qualche passaggio narrativo in più. Per questo Kerry resta una candidata affascinante, ma non la più probabile.

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garret dillahunt in lanterns

William Macon sembra il sospettato perfetto, forse proprio perché Lanterns potrebbe nascondere per lui un’altra identità

Se si osservano esclusivamente gli indizi presentati finora, William Macon (Garret Dillahunt) sembra quasi troppo perfetto. È il personaggio più apertamente ambiguo della storia di Rushville, conosce l’esistenza degli extraterrestri e soprattutto ha organizzato una vera e propria attività di sorveglianza nei loro confronti. Tutto ciò potrebbe essere interpretato come il comportamento di un uomo convinto di dover proteggere la propria comunità. Ma diventerebbe immediatamente più inquietante se William fosse egli stesso un alieno.

La caccia agli extraterrestri assumerebbe infatti una logica differente. William non starebbe eliminando una minaccia per Rushville: starebbe eliminando chiunque possa rappresentare una minaccia per lui. Ogni alieno arrivato nella cittadina potrebbe conoscere l’esistenza dell’ultimo Manhunter oppure essere interessato a trovarlo, trasformando il sistema di sorveglianza di Macon in un sofisticato meccanismo di autodifesa.

È anche il personaggio che permetterebbe alla serie di unificare rapidamente diverse linee narrative. John non dovrebbe più risolvere due misteri separati – quello delle attività di Macon e quello dell’identità del Manhunter – perché sarebbero in realtà due parti dello stesso caso.

Ma proprio qui nasce il dubbio principale. Lanterns sembra aver costruito troppi misteri intorno a William perché la risposta debba necessariamente essere il Manhunter. Una delle teorie più interessanti riguarda persino il suo cognome: Macon potrebbe nascondere un collegamento con Black Hand, storico avversario delle Lanterne Verdi nei fumetti DC. Se la serie sta preparando per William un’altra identità importante, trasformarlo anche nel Manhunter rischierebbe di sovraccaricare il personaggio. Potrebbe quindi essere il sospettato più evidente proprio perché la vera soluzione si trova altrove.

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william macon in lanterns

Il misterioso benefattore di William Macon potrebbe essere il vero personaggio che Lanterns non ci ha ancora mostrato

La seconda possibilità più convincente è paradossalmente qualcuno che Lanterns potrebbe non averci ancora mostrato davvero. Nei primi due episodi viene più volte evocato il misterioso benefattore per cui William Macon sembra lavorare. Hal arriva persino a chiedersi se questa persona esista realmente o se non sia semplicemente una copertura utilizzata da William. Quest’ultimo sostiene che il suo superiore sia reale, lasciando così aperta una porta narrativa piuttosto evidente.

Se il benefattore esiste, diversi elementi lo rendono compatibile con il Manhunter. Chiunque lavori per lui è vincolato da accordi di riservatezza estremamente rigidi, una precauzione perfettamente comprensibile per qualcuno che deve impedire che venga scoperta la propria vera natura. È inoltre proprio questa figura a spingere William a sorvegliare l’attività extraterrestre di Rushville.

Ancora più importante è l’origine della tecnologia utilizzata per individuare gli alieni: anche quella sembra provenire dal misterioso superiore di Macon. Un Manhunter avrebbe presumibilmente conoscenze tecnologiche sufficientemente avanzate da sviluppare strumenti del genere e avrebbe soprattutto un interesse enorme nel sapere quali altre creature extraterrestri stanno entrando nel territorio in cui si nasconde.

Anche dal punto di vista strutturale questa soluzione funzionerebbe. Lanterns ha assunto fin dall’inizio i tratti del mystery investigativo e non sarebbe insolito lasciare fuori campo il vero responsabile durante la prima parte dell’indagine. Il paragone con True Detective, una delle influenze dichiaratamente percepibili nella costruzione della serie, è significativo: anche lì l’identità centrale dell’indagine emerge progressivamente, mentre inizialmente sono soprattutto le conseguenze delle sue azioni a occupare la scena. Il benefattore di Macon potrebbe svolgere una funzione simile. Eppure esiste una soluzione ancora più efficace, perché trasformerebbe il caso in un conflitto direttamente legato a John.

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poorna jagannathan in lanterns

Zoe Macon è la candidata ideale perché la sua identità cambierebbe completamente la storia di John Stewart

La candidata più convincente resta Zoe Macon (Poorna Jagannathan). Finora Lanterns l’ha presentata soprattutto attraverso due relazioni: è la moglie di William e sta sviluppando un rapporto sempre più intimo con John. Proprio questa posizione apparentemente secondaria potrebbe rappresentare la copertura perfetta per il Manhunter.

Essere sposata con William significherebbe innanzitutto vivere accanto all’uomo che sta sorvegliando l’attività extraterrestre di Rushville. Zoe conoscerebbe quindi dall’interno le sue strategie, le sue tecnologie e probabilmente anche i suoi sospetti. Se William dovesse avvicinarsi alla verità, lei avrebbe la possibilità di anticiparne ogni mossa. La persona che più attivamente cerca gli alieni sarebbe inconsapevolmente sposata proprio con quello che dovrebbe trovare.

Ma è soprattutto il rapporto con John a rendere questa teoria molto più forte delle altre. Il mistero del Manhunter non può limitarsi a una risposta da detective story: perché la rivelazione abbia davvero peso, deve costringere il protagonista a prendere una decisione. Billy non produce questo effetto. Il benefattore di Macon produrrebbe soprattutto una svolta investigativa. William trasformerebbe l’indagine. Zoe trasformerebbe John.

Nell’episodio 2 John le dice di riuscire a vederla e comprenderla. La frase acquisterebbe un’ironia drammatica enorme se Zoe non fosse affatto la persona che lui crede. John potrebbe aver sviluppato una connessione autentica con qualcuno di cui non conosce nemmeno la vera forma. A quel punto identificare il Manhunter non significherebbe necessariamente consegnarlo.

Ed è qui che la minaccia di Antaan diventerebbe realmente efficace. John ha 48 ore per trovare il Manhunter e rivelarne l’identità, altrimenti Rushville verrà attaccata. Se scoprisse che si tratta di Zoe, sarebbe costretto a scegliere tra l’ordine ricevuto, la sicurezza della cittadina e una persona verso cui sta sviluppando sentimenti reali. Potrebbe persino scoprire che essere un Manhunter non equivale automaticamente a essere il nemico che Antaan gli ha descritto.

Per questo Zoe è, almeno sulla base dei primi due episodi, la candidata più convincente al ruolo del Manhunter nascosto di Lanterns. Non perché gli indizi rendano già certa la soluzione, ma perché sarebbe la rivelazione capace di produrre le conseguenze narrative più profonde. In una serie costruita come un’indagine ma interessata anche alla formazione di John Stewart, il mistero migliore non è necessariamente quello con la risposta più difficile da indovinare: è quello che, una volta risolto, rende molto più difficile capire cosa sia giusto fare.

Redazione
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