Il film di Elden Ring ha tutte le caratteristiche per diventare uno dei prossimi grandi eventi del cinema fantasy. L’adattamento del celebre videogioco di FromSoftware riunisce infatti alcuni dei nomi più interessanti del genere: George R.R. Martin, autore di A Song of Ice and Fire, ha contribuito alla costruzione del mondo del gioco, mentre il film sarà diretto da Alex Garland e prodotto da A24, con il coinvolgimento creativo di Hidetaka Miyazaki e dello stesso Martin. Un progetto che, almeno sulla carta, potrebbe raccogliere l’eredità tanto di Il Signore degli Anelli quanto di Game of Thrones.
Il legame con queste due opere non è soltanto una suggestione. Elden Ring, pubblicato nel 2022, nasce anche dalla collaborazione tra Martin e Miyazaki: lo scrittore ha contribuito alla definizione della mitologia, della storia e delle fondamenta narrative dell’universo, mentre il game director ha trasformato quel materiale in una delle esperienze videoludiche più celebrate degli ultimi anni. Ora quel mondo arriverà al cinema in un adattamento che, secondo le informazioni disponibili, dovrebbe uscire nelle sale il 3 marzo 2028 e potrà contare su un cast composto da Kit Connor, Cailee Spaeny, Ben Shishaw, Nick Offerman, Tom Burke e Havana Ros Liu.
La vera forza del progetto, però, risiede nella possibilità di trasformare un universo già estremamente stratificato in qualcosa di accessibile anche a chi non ha mai giocato. Il rischio tipico degli adattamenti videoludici è quello di affidarsi esclusivamente alla notorietà del materiale originale, ma Elden Ring possiede un elemento che potrebbe ampliare enormemente il suo pubblico: la riconoscibilità di George R.R. Martin. Il suo coinvolgimento permette infatti di presentare il film non soltanto come l’adattamento di un videogioco di culto, ma come una nuova grande epopea fantasy.
Elden Ring può trasformare il successo videoludico in una nuova saga fantasy cinematografica
Il paragone con Il Signore degli Anelli e Game of Thrones va naturalmente interpretato con cautela, ma evidenzia un elemento fondamentale: un grande fantasy ha bisogno di un mondo che sembri esistere anche al di fuori della storia che viene raccontata. È una delle caratteristiche che hanno reso Middle-earth e Westeros così duraturi nell’immaginario collettivo. Non sono semplicemente scenari per le avventure dei protagonisti, ma universi dotati di religioni, conflitti politici, genealogie, guerre passate e miti che continuano a condizionare il presente.
È proprio questo il terreno sul quale Elden Ring potrebbe giocare la sua partita cinematografica. L’Interregno è un mondo costruito attorno alla decadenza di un ordine precedente, alla frattura dell’Anello ancestrale e alla guerra tra semidei. Alberi sacri, draghi, regni in rovina e figure divine profondamente imperfette contribuiscono a creare una mitologia che presenta numerosi punti di contatto con la tradizione della high fantasy, ma che nella visione di FromSoftware viene filtrata attraverso un’atmosfera molto più oscura, enigmatica e frammentaria.
Questa caratteristica potrebbe diventare tanto il principale punto di forza quanto la maggiore difficoltà dell’adattamento. Il videogioco non racconta il proprio universo attraverso una narrazione lineare tradizionale: gran parte della sua mitologia emerge dall’esplorazione, dagli oggetti, dalle descrizioni, dagli ambienti e dai frammenti lasciati ai giocatori. Alex Garland dovrà quindi trasformare un racconto volutamente ellittico in una storia cinematografica capace di mantenere il mistero senza risultare incomprensibile.
La presenza di Martin potrebbe essere determinante proprio sotto questo aspetto. L’autore conosce bene il meccanismo attraverso cui una storia fantasy può costruire una sensazione di profondità senza dover spiegare ogni elemento del proprio mondo. La sua esperienza con A Song of Ice and Fire potrebbe aiutare il film a conservare quella stratificazione narrativa che rappresenta uno degli aspetti più apprezzati di Elden Ring.
Anche il coinvolgimento di A24 aggiunge un elemento importante. Lo studio si è costruito una reputazione legata a produzioni capaci di coniugare ambizione autoriale e forte identità visiva, e l’accoppiata con Garland potrebbe spingere il progetto lontano dalla semplice formula del blockbuster fantasy convenzionale. Elden Ring potrebbe così diventare qualcosa di più di una trasposizione: un tentativo di costruire una nuova mitologia cinematografica, con la possibilità di espandersi nel caso in cui il primo film dovesse trovare il proprio pubblico.
Il vero banco di prova sarà proprio questo. Il successo del videogioco garantisce una base di appassionati, ma non basta a trasformare automaticamente un adattamento in un fenomeno globale. Per riuscirci, il film dovrà conquistare anche chi non conosce l’Interregno, i suoi semidei e la sua storia. Se Garland riuscirà a rendere comprensibile quella mitologia senza impoverirne l’ambiguità, Elden Ring potrebbe avere davvero le potenzialità per diventare il prossimo grande universo fantasy cinematografico.

