Firestarter: le differenze tra il film del 2022 e il romanzo di Stephen King

-

Il Firestarter del 2022 (leggi qui la nostra recensione), diretto da Keith Thomas e interpretato da Zac Efron e Ryan Kiera Armstrong (vista anche in Star Wars: Skeleton Crew), è il secondo adattamento cinematografico del romanzo omonimo pubblicato da Stephen King nel 1980. Al centro della storia c’è Charlie McGee, una bambina dotata di poteri pirocinetici, nata dopo che i suoi genitori hanno partecipato a un esperimento governativo con la misteriosa sostanza chiamata Lot 6. Inseguita da un’organizzazione interessata a trasformare il suo potere in un’arma, Charlie deve imparare a controllare qualcosa che potrebbe distruggere tutto ciò che ama.

LEGGI ANCHE: Firestarter: la spiegazione del finale del film

Rispetto al romanzo, però, il film sceglie una strada piuttosto diversa. Alcuni cambiamenti riguardano esigenze di adattamento, come la riduzione dei tempi della storia o la semplificazione dell’organizzazione che dà la caccia alla famiglia McGee. Altri modificano invece la funzione dei personaggi e il significato di alcuni passaggi fondamentali. Il risultato è una versione di Firestarter più concentrata sull’azione immediata e sul rapporto tra Charlie e i suoi genitori, mentre il libro di Stephen King costruisce con maggiore gradualità la dimensione psicologica, politica e inquietante della vicenda.

La madre di Charlie ha nel film un ruolo più ampio che modifica il significato della sua morte

La prima differenza importante riguarda Vicky McGee, interpretata da Sydney Lemmon. Nel romanzo la storia comincia quando Andy e Charlie sono già in fuga e Vicky è morta da alcuni mesi. Il suo passato viene ricostruito attraverso i ricordi di Andy, compreso l’incontro tra i due durante gli esperimenti con il Lot 6 che hanno provocato la comparsa dei loro poteri psichici.

Il film sceglie invece di mostrare direttamente la famiglia McGee prima della fuga. Vicky è quindi presente nella prima parte della storia e permette allo spettatore di vedere il rapporto tra lei, Andy e soprattutto Charlie. È una modifica significativa perché trasforma la morte della donna da un evento raccontato attraverso la memoria a un trauma che il pubblico ha avuto modo di conoscere direttamente.

La relazione tra Vicky e Charlie diventa così una componente centrale del film. La madre è preoccupata per il modo in cui Andy cerca di insegnare alla figlia a controllare i propri poteri, mentre Charlie fatica a comprendere la pericolosità della propria capacità di generare fuoco. Quando Vicky rimane gravemente ustionata durante uno degli episodi di perdita di controllo della bambina, il film rende concreto il pericolo che incombe sulla famiglia.

Anche in questa versione Vicky viene uccisa dagli agenti governativi, ma il suo maggiore spazio narrativo modifica il peso emotivo dell’evento. Nel libro la sua assenza definisce fin dall’inizio la condizione di fuga di Andy e Charlie; nel film la sua morte diventa invece una ferita che lo spettatore ha appena visto prodursi. È una scelta che rafforza il rapporto madre-figlia e offre alla vicenda un punto di partenza più immediatamente emotivo.

Il passaggio dalla Shop alla DSI e i nuovi poteri di John Rainbird trasformano l’antagonista della storia

Michael Greyeyes in Firestarter

Un cambiamento altrettanto rilevante riguarda l’organizzazione che insegue i protagonisti. Nel romanzo di Stephen King si chiama The Shop, un nome volutamente generico e inquietante che suggerisce l’idea di un luogo in cui gli esseri umani vengono trattati come oggetti da analizzare, modificare e utilizzare. La sua struttura è molto più articolata di quella mostrata nel film e il romanzo dedica spazio anche a James Hollister, il responsabile dell’organizzazione, alle sue paure e alle conseguenze che potrebbe subire se i McGee riuscissero a denunciare le attività della Shop.

Nel film la struttura viene rinominata DSI e rimane molto più indefinita. Il complesso è sostanzialmente un edificio isolato nei boschi, dove i soggetti vengono rinchiusi in piccole celle. Anche Hollister, trasformato in un personaggio femminile e interpretato da Gloria Reuben, perde gran parte della caratterizzazione presente nel romanzo. La DSI diventa quindi soprattutto un dispositivo narrativo: serve a inseguire Charlie e a rappresentare l’abuso del potere governativo, senza possedere la complessità istituzionale della Shop.

La modifica più radicale riguarda però John Rainbird, interpretato da Michael Greyeyes. Nel libro Rainbird è un essere umano senza poteri soprannaturali, un assassino e inseguitore estremamente abile che lavora per la Shop. La sua inquietudine deriva proprio dalla sua normalità: è un uomo ossessionato dalla morte, interessato a guardare le proprie vittime negli occhi e determinato a uccidere Charlie quando l’organizzazione non avrà più bisogno di lei.

Il film gli attribuisce invece poteri psichici, soprattutto la telepatia, trasformandolo a sua volta in una vittima degli esperimenti della DSI. La scelta crea un legame diretto tra Rainbird e Charlie e permette alla storia di costruire una forma di solidarietà tra i due. Il problema è che questo cambiamento attenua una delle caratteristiche più inquietanti del personaggio di King: nel romanzo Rainbird fa paura proprio perché non ha bisogno di alcun potere paranormale per essere pericoloso.

La storia del remake si svolge in poche settimane e comprime un percorso che nel romanzo dura mesi

Un’altra trasformazione fondamentale riguarda la dimensione temporale. Nel romanzo Andy e Charlie trascorrono mesi in fuga dalla Shop. Dopo gli eventi nella fattoria di Irv Manders, i due riescono a nascondersi per un lungo periodo in una baita isolata nel Vermont. Anche la successiva cattura e permanenza nella struttura della Shop occupano diversi mesi.

Questa dilatazione temporale è importante perché consente a Stephen King di raccontare la progressiva maturazione di Charlie e il deterioramento della situazione familiare. La protagonista non diventa improvvisamente padrona del proprio potere: impara lentamente a comprenderlo, mentre Andy deve fare i conti con i limiti delle proprie capacità e con il modo in cui il controllo mentale lo sta consumando.

Il film concentra invece praticamente tutta la vicenda nell’arco di poche settimane. Gli eventi che seguono la morte di Vicky si susseguono rapidamente e Andy viene catturato poco dopo lo scontro alla fattoria. Anche la permanenza di Charlie nella struttura della DSI appare molto breve, mentre il suo addestramento alla pirocinesi viene condensato in una serie di sequenze che trasformano il controllo del fuoco in un’evoluzione molto più rapida.

Questa compressione ha una conseguenza precisa: i personaggi cambiano meno. Nel romanzo il tempo è parte integrante della trasformazione di Charlie, perché permette al lettore di assistere alla progressiva scoperta della sua identità e della sua forza. Nel film il potere viene invece sviluppato soprattutto in funzione del climax, rendendo il percorso più immediato e anche più vicino alle convenzioni del cinema d’azione.

Il confronto finale con la DSI è molto più devastante nel romanzo e rende il potere di Charlie una vera esplosione di rabbia

Ryan Kiera Armstrong in Firestarter

Il finale rappresenta forse la differenza più evidente tra le due versioni. In entrambi i casi Charlie reagisce alla morte del padre distruggendo il luogo in cui è stata imprigionata e trasformando il proprio potere in uno strumento di vendetta. La differenza sta però nella portata della distruzione e nel significato attribuito alla sequenza.

Nel romanzo, la risposta di Charlie è molto più brutale. Dopo la morte di Andy, la bambina dà fuoco a Hollister e Rainbird, incendia la struttura e si trova ad affrontare persino l’intervento dei militari. I proiettili vengono inceneriti prima di raggiungerla, i veicoli vengono distrutti e l’incendio provoca una reazione a catena all’interno del complesso. La fuga assume proporzioni quasi apocalittiche e mostra quanto sia ormai enorme il potere della protagonista.

Il film mantiene l’idea della distruzione, ma la riduce considerevolmente. È Andy a usare il proprio potere di manipolazione mentale per convincere Charlie a incendiare lui stesso e Hollister, mentre la ragazza dà successivamente fuoco a diversi membri della DSI e all’edificio. La sequenza conserva dunque il nucleo della conclusione di King, ma ne attenua la violenza e la spettacolarità.

La differenza è importante anche sul piano tematico. Nel romanzo il fuoco di Charlie sembra liberare tutta la rabbia accumulata durante mesi di persecuzione, trasformando una bambina terrorizzata in una forza che l’organizzazione non può più controllare. Nel film l’incendio è più direttamente legato al sacrificio di Andy e alla necessità di permettere alla figlia di sopravvivere. Anche il significato del finale cambia quindi: il libro porta alle estreme conseguenze la paura di ciò che Charlie potrebbe diventare, mentre il film preferisce concentrarsi sul legame padre-figlia e sulla sua liberazione.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -