Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte, il film TV in onda domenica 11 ottobre 2026 su Rai 1, racconta una storia vera: quella di un giovane palermitano che rinunciò a una vita agiata per dedicarsi completamente ai poveri e agli emarginati. Interpretato da Alessio Vassallo e diretto da Costanza Quatriglio, il film ripercorre il percorso umano e spirituale di Biagio Conte, conosciuto come Fratel Biagio, fondatore della Missione di Speranza e Carità di Palermo. Una figura che, fino alla morte avvenuta nel gennaio 2023, ha rappresentato per molti un moderno esempio degli insegnamenti di San Francesco d’Assisi.
La produzione, realizzata da Anele in collaborazione con Rai Fiction e Rai Com, vede nel cast anche Donatella Finocchiaro, Antonio Catania, Alessandra Fazzino e Gaetano Aronica. Come ricostruito da ANSA e Vatican News, la vicenda narrata prende ispirazione da eventi realmente accaduti: l’allontanamento di Biagio dalla famiglia, la scelta di vivere da eremita, il pellegrinaggio ad Assisi e la successiva decisione di dedicarsi agli ultimi della sua città. Il film ripropone questo percorso attraverso una narrazione cinematografica, senza che ogni singolo dialogo o episodio debba necessariamente corrispondere alla cronaca documentata.
La particolarità della storia di Biagio Conte è che la sua rinuncia non rappresentò un allontanamento definitivo dalla società, ma il primo passo verso un impegno concreto per trasformarla. A differenza di chi sceglie l’isolamento come destinazione finale, Biagio comprese progressivamente che la propria vocazione si sarebbe realizzata proprio nei luoghi dai quali molte persone preferivano distogliere lo sguardo. La sua vicenda è quindi anche la storia di una Palermo attraversata da disuguaglianze e povertà, ma capace di costruire attorno a un singolo uomo una straordinaria rete di solidarietà.
Chi era davvero Biagio Conte: dalla famiglia benestante al pellegrinaggio sulle orme di San Francesco
Biagio Conte nacque a Palermo il 16 settembre 1963 in una famiglia di imprenditori edili. Durante l’infanzia trascorse alcuni anni in collegio, prima in Svizzera e successivamente in Sicilia. A sedici anni lasciò gli studi e iniziò a lavorare nell’impresa di famiglia, seguendo un percorso che avrebbe potuto garantirgli una condizione economica stabile.
Tuttavia, una profonda crisi personale e spirituale lo spinse a mettere in discussione quella vita. Nel 1983 si allontanò dalla famiglia, trascorrendo un periodo a Firenze. Negli anni successivi maturò una decisione sempre più radicale: abbandonare i beni materiali e vivere secondo un ideale di povertà ispirato al Vangelo.
Nel 1990 si ritirò tra le montagne siciliane, conducendo un’esistenza da eremita. Successivamente intraprese un lungo pellegrinaggio a piedi verso Assisi, città simbolo di San Francesco. La sua scomparsa aveva preoccupato la famiglia, che si era rivolta anche alla trasmissione televisiva Chi l’ha visto?. Biagio raggiunse Assisi nel giugno 1991, completando un viaggio che avrebbe segnato profondamente il suo futuro.
Inizialmente pensava di partire come missionario per l’Africa, ma il ritorno a Palermo cambiò i suoi progetti. Osservando le condizioni delle persone senza dimora che vivevano nei pressi della Stazione Centrale, comprese che la povertà alla quale desiderava dedicarsi esisteva già nella sua città.
Questa consapevolezza rappresentò la svolta decisiva della sua esistenza: invece di partire per una missione lontana, scelse di rimanere a Palermo e condividere la quotidianità delle persone più vulnerabili.
La Missione di Speranza e Carità, la malattia e l’eredità lasciata a Palermo
Nel 1991 Biagio Conte iniziò la propria attività di accoglienza sotto i portici della Stazione Centrale di Palermo. Condivideva il tempo e le difficoltà delle persone senza dimora, offrendo assistenza e cercando di sensibilizzare cittadini e istituzioni. Il suo impegno si trasformò progressivamente in un progetto strutturato.
Nel 1993 nacque ufficialmente la Missione di Speranza e Carità, destinata ad accogliere persone in condizioni di emarginazione, senza distinzione di provenienza o religione. Attraverso strutture ricavate anche da edifici abbandonati, la comunità arrivò a offrire ospitalità, pasti, assistenza sanitaria e sostegno sociale a centinaia di persone. Al momento della morte di Biagio, la Missione operava attraverso nove comunità di accoglienza.
La sua attività non fu priva di difficoltà. Fratel Biagio ricorse più volte a digiuni, proteste pacifiche e iniziative pubbliche per richiamare l’attenzione sulle condizioni dei poveri. Non si limitava a chiedere solidarietà, ma denunciava concretamente l’indifferenza di fronte all’emarginazione.
Un episodio particolarmente conosciuto risale al 2013, quando, dopo un pellegrinaggio a Lourdes, Biagio raccontò di aver recuperato la capacità di camminare senza sedia a rotelle, che utilizzava da tempo a causa di problemi alla colonna vertebrale. Il fatto venne interpretato da molti fedeli come una guarigione straordinaria, pur non costituendo una prova medica di un miracolo.
Nel settembre 2018 ricevette anche la visita di Papa Francesco, che durante il viaggio a Palermo pranzò con gli ospiti della Missione, riconoscendo pubblicamente il valore dell’opera di accoglienza.
Biagio Conte morì il 12 gennaio 2023, a 59 anni, dopo aver combattuto contro un tumore al colon. Ai suoi funerali parteciparono migliaia di persone, a testimonianza del legame costruito con Palermo nel corso di oltre trent’anni.
La Missione di Speranza e Carità ha continuato la propria attività dopo la sua scomparsa, sotto la guida di don Pino Vitrano e con il contributo di volontari e sostenitori.
È proprio questa eredità a rendere la storia raccontata in Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte qualcosa di più di una biografia religiosa. Il film ripercorre la vita di un uomo che trasformò una scelta individuale in un’opera collettiva, dimostrando come la solidarietà possa diventare una risposta concreta alle difficoltà di un’intera comunità.

