West Side Story è tratto da una storia vera? La realtà che ha ispirato il film

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West Side Story (leggi qui la nostra recensione) è una delle più celebri storie d’amore del cinema musicale, costruita attorno alla relazione impossibile tra Tony e Maria, due giovani appartenenti a comunità rivali nella New York degli anni Cinquanta. Il film di Steven Spielberg del 2021 riprende il celebre musical del 1957 creato da Arthur Laurents, Leonard Bernstein e Stephen Sondheim, a sua volta diventato un classico anche grazie al film del 1961 diretto da Robert Wise e Jerome Robbins. Al centro della vicenda ci sono i Jets e gli Sharks, due gruppi di giovani contrapposti che trasformano la rivalità territoriale in uno scontro sempre più violento.

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La domanda se West Side Story sia tratto da una storia vera nasce proprio dal forte realismo dell’ambientazione. Le tensioni tra gang giovanili, i conflitti legati all’immigrazione portoricana e la segregazione sociale rappresentati dalla storia appartenevano realmente alla New York di quegli anni. Tuttavia, Tony, Maria, Bernardo, Anita e gli altri protagonisti sono personaggi inventati. La vera origine di West Side Story va cercata soprattutto in Romeo e Giulietta di William Shakespeare, reinterpretato alla luce dei problemi sociali e culturali dell’America degli anni Cinquanta.

La storia vera dietro West Side Story non esiste: il punto di partenza è Romeo e Giulietta, trasformato nella New York degli anni Cinquanta

La risposta più precisa è quindi che West Side Story non racconta una storia vera specifica. La vicenda di Tony e Maria è una versione moderna di Romeo e Giulietta, nella quale le famiglie rivali di Shakespeare vengono sostituite da due gruppi giovanili che si contendono il controllo di un quartiere di New York. I Jets rappresentano i giovani bianchi americani, mentre gli Sharks sono ragazzi portoricani arrivati in città o figli di immigrati portoricani. La loro appartenenza determina immediatamente il modo in cui vengono percepiti dagli altri.

L’idea di trasformare la tragedia shakespeariana in un musical contemporaneo nacque nella seconda metà degli anni Cinquanta. Il progetto coinvolse Arthur Laurents, autore del libretto, Leonard Bernstein, responsabile della musica, e Stephen Sondheim, che scrisse i testi delle canzoni. Alla base c’era la volontà di spostare il conflitto di Romeo e Giulietta dentro una società moderna, dove le divisioni familiari potessero diventare divisioni etniche e sociali.

Il contesto scelto non era però arbitrario. New York viveva una fase di profonde trasformazioni demografiche e urbanistiche e la presenza della comunità portoricana era diventata sempre più significativa. La migrazione da Porto Rico verso gli Stati Uniti aveva portato migliaia di persone nella città, contribuendo alla nascita di nuove comunità, identità culturali e inevitabili tensioni con gruppi già presenti sul territorio.

Anche la violenza giovanile che attraversa West Side Story aveva un preciso riscontro nella realtà. Le gang di strada esistevano davvero e alcune zone urbane erano segnate da conflitti territoriali tra gruppi di giovani. La storia del musical prende dunque una materia sociale reale e la trasforma in una tragedia sentimentale, senza attribuire però a una specifica gang o a una coppia realmente esistita le vicende di Tony e Maria.

Un elemento significativo riguarda proprio il modo in cui gli autori arrivarono a concepire la rivalità tra Jets e Sharks. Il progetto iniziale prevedeva un conflitto diverso, legato anche a tensioni religiose tra giovani cattolici ed ebrei. L’attenzione si spostò successivamente verso il conflitto tra giovani americani e portoricani, anche alla luce delle notizie sulla violenza tra gang che apparivano sulla stampa americana.

Dalle cronache sulla violenza giovanile alla tragedia di Tony e Maria: come la realtà sociale confluisce nella storia di West Side Story

Rachel Zegler West Side Story

Le cronache che raccontavano la violenza delle gang giovanili contribuirono quindi a dare al progetto una direzione più concreta. Tra le fonti d’ispirazione viene ricordata anche la lettura, da parte degli autori, di articoli relativi agli scontri tra bande di giovani di origine messicana e altre comunità negli Stati Uniti, in particolare a Los Angeles. Queste notizie aiutarono a spostare l’attenzione verso un conflitto legato all’origine etnica e all’identità.

La New York rappresentata nel musical nasce così dall’incontro tra due elementi: da una parte la struttura universale di Romeo e Giulietta, dall’altra una società americana attraversata da problemi molto concreti. La discriminazione, la marginalità, la difficoltà di integrazione e la paura nei confronti degli immigrati diventano il terreno sul quale si muovono i personaggi.

La conclusione della storia, però, appartiene completamente alla tragedia shakespeariana e alla sua rielaborazione teatrale. Tony e Maria riescono a innamorarsi nonostante la rivalità tra Jets e Sharks, ma il loro rapporto viene travolto dalla violenza che li circonda. Lo scontro tra i due gruppi conduce alla morte di Riff, leader dei Jets, e Bernardo, fratello di Maria e leader degli Sharks.

Tony, sconvolto dalla morte di Bernardo, reagisce uccidendo Chino, che gli aveva sparato durante lo scontro finale. Da quel momento la tragedia precipita. Tony crede che Maria sia morta e corre verso di lei; quando la vede ancora viva, però, Chino lo raggiunge e gli spara. Tony muore tra le braccia di Maria, completando il parallelo con Romeo e Giulietta.

Anche la morte di Tony non corrisponde dunque alla conclusione di un caso realmente accaduto. È una scelta narrativa che serve a portare alle estreme conseguenze il conflitto tra i due gruppi. Dopo la sua morte, Maria affronta il dolore e la rabbia provocati dalla perdita, mentre Jets e Sharks si trovano davanti alle conseguenze concrete della violenza che hanno alimentato.

Nelle diverse versioni della storia, compreso il film di Steven Spielberg, questo momento assume anche un valore collettivo. Il corpo di Tony viene portato via mentre membri delle due bande partecipano insieme alla sua rimozione. La morte dell’innamorato diventa così il punto nel quale la rivalità perde ogni possibile giustificazione: davanti alla tragedia, le differenze tra i due gruppi appaiono come una costruzione distruttiva.

West Side Story non racconta fatti realmente accaduti, ma usa una realtà storica per rendere più concreta la tragedia di Shakespeare

West Side Story recensione

Il rapporto tra realtà e finzione è quindi il vero elemento da mettere a fuoco quando si cerca la storia vera di West Side Story. Non esiste una coppia Tony e Maria realmente vissuta nella New York degli anni Cinquanta, così come non esistono i Jets e gli Sharks come trasposizione diretta di una specifica guerra tra gang. Esiste però il contesto sociale nel quale la storia è ambientata, e quel contesto era tutt’altro che inventato.

La forza dell’operazione compiuta da Arthur Laurents, Leonard Bernstein e Stephen Sondheim consiste proprio nell’aver utilizzato una tragedia antica per parlare di una società contemporanea. Romeo e Giulietta permetteva di raccontare l’amore ostacolato dall’appartenenza, mentre la New York degli anni Cinquanta offriva un conflitto immediatamente riconoscibile per il pubblico dell’epoca.

Per questo gli Sharks non devono essere interpretati semplicemente come “i portoricani” e i Jets come “gli americani”: la storia mette in scena anche la condizione di giovani cresciuti in un ambiente nel quale l’identità etnica, il territorio e l’appartenenza sociale diventano strumenti di divisione. Il problema della discriminazione emerge soprattutto nel modo in cui i personaggi vengono giudicati prima ancora che possano essere conosciuti individualmente.

La componente musicale rafforza ulteriormente questa trasformazione. Brani come “America”, “Gee, Officer Krupke”, “Tonight” e “Somewhere” permettono alla storia di passare dalla dimensione privata a quella collettiva: l’amore di Tony e Maria diventa una possibilità di superare le divisioni, mentre la violenza delle bande rappresenta la forza opposta che impedisce a quella possibilità di realizzarsi.

Il film di Steven Spielberg del 2021 conserva questa impostazione, pur ampliando alcuni aspetti del contesto storico e sociale rispetto alla versione del 1961. La storia rimane quella di due giovani innamorati appartenenti a comunità rivali, ma il mondo nel quale vivono viene osservato con maggiore attenzione, rendendo ancora più evidente il rapporto tra discriminazione, povertà, appartenenza e violenza.

In definitiva, West Side Story non è tratto da una storia vera nel senso biografico del termine. La sua storia è inventata, i suoi protagonisti sono immaginari e il finale è quello di una tragedia costruita sulla struttura di Romeo e Giulietta. La realtà entra però nel film attraverso il contesto: le gang giovanili, l’immigrazione portoricana, le tensioni etniche e le trasformazioni della New York degli anni Cinquanta erano fenomeni concreti. È proprio questa combinazione tra una storia d’amore universale e un conflitto sociale storicamente riconoscibile ad aver permesso a West Side Story di continuare a parlare al pubblico molto tempo dopo il periodo nel quale è stato concepito.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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